{"id":15750,"date":"2020-07-31T06:02:29","date_gmt":"2020-07-31T04:02:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=15750"},"modified":"2020-07-30T12:12:20","modified_gmt":"2020-07-30T10:12:20","slug":"spigolature-su-incarnazione-e-pandemia-di-giordano-remondi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/spigolature-su-incarnazione-e-pandemia-di-giordano-remondi\/","title":{"rendered":"Spigolature su incarnazione e pandemia (di Giordano Remondi)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left\" align=\"center\"><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/totcrocecav1.gif\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-15436\" alt=\"totcrocecav\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/totcrocecav1-225x300.gif\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/totcrocecav1-225x300.gif 225w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/totcrocecav1-768x1024.gif 768w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium\"><i>Il caro\u00a0<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\">Giordano Remondi<\/span><span style=\"font-size: medium\"><i> \u2013 <\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>amico di lunga data e uomo di cultura veramente \u201cpolitropa\u201d &#8211; <\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>mi <\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>ha inviato\u00a0<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>questo<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\"><i> intervento che s\u2019inserisce <\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>bene <\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>nel dialogo filosofico tra <\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\">Marcello La Mattina<\/span><span style=\"font-size: medium\"><i> e <\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\">Andrea Ponso<\/span><span style=\"font-size: medium\"><i> (vedi <a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/incarnazione-e-pandemia-di-marcello-la-matina-e-andrea-ponso\/\">post su questo blog del 25 luglio 2020<\/a>). <\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>Il testo r<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>iguarda pi\u00f9 l\u2019incarnazione che la pandemia <\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>e ci ricorda che<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\"><i> se cercheremo dapprima di avvicinarci il pi\u00f9 possibile al racconto evangelico dell\u2019evento del Figlio di Dio fattosi carne crocifissa, discesa agli inferi e apparsa risorta, potremo in seguito valutare con maggior lucidit\u00e0 anche l\u2019attuale tragedia pandemica, purtroppo sempre pi\u00f9 dilagante nel mondo, le cui ripercussioni nel nostro \u201cparticulare\u201d non <\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>sono<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\"><i> affatto semplic<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>i\u00a0<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>da <\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>decifrare con propriet\u00e0 di linguaggio.\u00a0<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>Cos\u00ec la rilettura del rapporto avviene alla luce di due libri, uno contemporaneo e uno del 1925, il testo filosofico per eccellenza di R. Guardini, \u201cL\u2019opposizione polare\u201d.<\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium\">Il nesso intelligente e perspicuo tra incarnazione e pandemia, proposto da La Mattina e Ponso, mi ha richiamato un libro di Giovanna Morelli: <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>P<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>oetica dell\u2019incarnazione<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\">.<\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>Prospettive mitobiografiche nell\u2019analisi filosofica<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\">, Postfazione di Romano M\u00e0dera, Mimesis (Collana Philo), Milano-Udine 2020. Come scrivo in una recensione pensata pochi giorni prima della pandemia ufficiale (il libro \u00e8 uscito a gennaio) e poi ugualmente pubblicata sul numero 336-337 (marzo-giugno 2020) della gloriosa rivista napoletana \u00abIl Tetto\u00bb \u2013 ringrazio gli amici della rivista per la gentile concessione di riprendere quasi integralmente alcuni capoversi \u2013, <\/span><span style=\"font-size: medium\">Giovanna Morelli dialoga, tra gli altri, con Max Scheler, con Martin Buber, con Gregory Bateson, ma \u00e8 soprattutto Ivan Illich a fornire la sponda del libro, non a caso a lui dedicato in esergo. L\u2019autrice infatti si riconosce nella pratica illichiana della filosofia come <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>askesis<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\">, \u00abun\u2019<\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>askesis <\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\">che, contrariamente all\u2019accezione penitenziale del termine, \u00e8 volta alla riconquista del piacere conviviale della nostra umanit\u00e0\u00bb (p. 19). Nel rilanciare il tema illichiano della incarnazione, l\u2019autrice invita alla cura di uno \u00absguardo <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>philo<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\">-reale\u00bb, sintonizzato con il gioco sistemico delle tante dimensioni, <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>attraverso<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\"> le quali diamo forma a noi stessi e alla realt\u00e0; altrettante \u00abesperienze di <\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-size: medium\">soglia\u00a0<\/span><\/span><span style=\"font-size: medium\">o dom\u00eeni aperti, permeati dal proprio <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>oltre<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\">\u00bb (p. 48; <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>corsivi miei<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\">). <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium\">Si tratta dunque dell\u2019interdipendenza dell\u2019io e dell\u2019altro, della natura e della cultura, dell\u2019uomo e del mondo, della mente e dei sensi\u2026 e infine, soprattutto, della carne e dello spirito, non opposti ma solidali nella densit\u00e0 irriducibile della persona. Oserei dire, con Romano Guardini, che la persona \u00e8 simbolo di esteriorit\u00e0 e nascondimento, in quella tensione tra opposti che rivela l\u2019autenticit\u00e0 del soggetto nel suo \u00abessere-l\u2019uno-di-fronte-all\u2019altro\u00bb. Per questo motivo, Morelli individua il vertice simbolico di tale orizzonte pluridimensionale nella vicenda terrena di Ges\u00f9 di Nazaret che \u00e8 \u201capocalittica\u201d, ossia rivelatrice del compito messianico assegnato dal Padre di \u201cincarnare\u201d la comunione salvifica con l\u2019umanit\u00e0. Morelli la chiama, filosoficamente in modo originale, \u201ctrascendenza incarnata\u201d, in quanto, avvicinandosi alla scrittura evangelica, ha trovato che glorifica la carne come nessun altro testo coevo (cfr. p. 63). Di questa prospettiva l\u2019autrice argomenta le benefiche ricadute psico e socio biografiche, per superare le barriere interiori, innalzate dalla fuorviante contrapposizione tra le varie dimensioni del reale, che finiscono appiattite l\u2019una sull\u2019altra oppure disintegrate (<\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>un aggancio con la catastrofe pandemica potrebbe partire da qui, ma non \u00e8 ancora maturo il tempo di farlo durante il lato buio della nostra \u201cdiscesa agli inferi\u201d<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\">).<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">\u201c<span style=\"font-size: medium\">Trascendenza incarnata\u201d \u00e8 un sintagma concettuale che traduce il neotestamentario racconto dello \u201csvuotamento luminoso\u201d (<\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>kenosi gloriosa<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\">, detta in gergo teologico) vissuto dal Figlio di Dio Ges\u00f9 di Nazaret.<\/span><span style=\"font-size: medium\"> Si avvicina<\/span><span style=\"font-size: medium\"> alla \u201cfilosofia del concreto vivente\u201d, sostenuta da Romano Guardini, che Morelli non cita, ma con il quale potrebbe essere d\u2019accordo, almeno nel suo nucleo originario. Guardini, infatti, non parla n\u00e9 di contraddizione, n\u00e9 di contrapposizione, ma di \u00abfigure in tensione\u00bb, appunto <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>opposizione polare<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\">, che \u00e8 il titolo dell\u2019opera in cui cos\u00ec si esprime: \u00abLe coppie di opposti sono unit\u00e0. Non meccanica, ma vivente. Non nel senso che l\u2019uno venga appiattito, assimilato all\u2019altro, <\/span><span style=\"font-size: medium\">ognuno resta nella sua forma particolare [&#8230;]. L\u2019unit\u00e0 non consiste nella coesistenza, poniamo, tra due opposti in quanto semplicemente legati fra loro. Si tratta di reale unit\u00e0, cos\u00ec stretta e intima come due parti di un innesto: nessuna pu\u00f2 esistere o essere pensata senza l\u2019altra. Compresenza, non solo, anzi ognuna in-esiste nell\u2019altra. Proprio questa \u00e8 l\u2019unit\u00e0 vivente\u00bb (<\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>L\u2019opposizione polare<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\"> [1925], Morcelliana, Brescia 2007, p. 151; trad. rivista). <\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il caro\u00a0Giordano Remondi \u2013 amico di lunga data e uomo di cultura veramente \u201cpolitropa\u201d &#8211; mi ha inviato\u00a0questo intervento che s\u2019inserisce bene nel dialogo filosofico tra Marcello La Mattina e Andrea Ponso (vedi post su&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15750"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=15750"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15750\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":15773,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15750\/revisions\/15773"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=15750"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=15750"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=15750"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}