{"id":15700,"date":"2020-07-19T18:53:07","date_gmt":"2020-07-19T16:53:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=15700"},"modified":"2020-07-19T18:55:29","modified_gmt":"2020-07-19T16:55:29","slug":"libro-scomparso-libro-scoperto-dire-tutto-e-non-dire-niente-a-dio-e-di-dio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/libro-scomparso-libro-scoperto-dire-tutto-e-non-dire-niente-a-dio-e-di-dio\/","title":{"rendered":"Libro scomparso, libro scoperto: dire tutto e non dire niente (a Dio e di Dio)"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/IMG_00232.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-15287\" alt=\"IMG_0023\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/IMG_00232-300x225.jpg\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/IMG_00232-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/IMG_00232.jpg 640w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Non \u00e8 una esperienza rara: capita che un libro desiderato non si faccia trovare. Lo hai nella tua biblioteca, sei certo di averlo anche preso tra le mani qualche tempo prima &#8211; due mesi, quattro mesi, forse dieci mesi prima? &#8211; ma ora non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9. Non lo trovi al suo &#8220;posto&#8221; n\u00e9 altrove. Puoi organizzare anche una &#8220;caccia al tesoro&#8221; con i tuoi figli, ma niente: resiste. Questa volta \u00e8 capitato a Melville, a &#8220;Moby Dick&#8221;. Ho appena letto &#8220;Bartleby lo scrivano&#8221;, dello stesso autore, ed \u00e8 tornata la voglia di leggere &#8220;la balena bianca&#8221;. Ma la bestia si sottrae alla caccia, resta sott&#8217;acqua, non emerge, non si fa vedere. Mare piatto, nessuna traccia del libro.<\/p>\n<p>Quando capita cos\u00ec, la ricerca ha un suo lato disperato &#8211; il libro sembra svanito davvero e arrivi a dubitare addirittura di non averlo mai avuto &#8211; ma riserva anche qualche improvvisa consolazione. Cercando un libro che sai di avere, ne trovi altri inattesi, che non sapevi di avere. O meglio, di cui ti eri completamente dimenticato il possesso. Cos\u00ec, dietro a una pila, ecco uscire una edizione &#8211; che dalla rilegatura richiamava vagamente la possibilit\u00e0 di essere il capolavoro di Melville &#8211; ma che si rivela, invece, una edizione dei &#8220;Soliloquia&#8221; di Agostino. Caspita! Chiss\u00e0 come \u00e8 arrivata qui! Ma come fai a non aprirla, anche solo di sfuggita. E&#8217; bastato scorrere l&#8217;indice: una meraviglia. Cos\u00ec non \u00e8 difficile passare dall&#8217;oceano delle baleniere alle campagne lombarde di 1500 anni prima, e restare in compagnia del retore, del filosofo, del teologo in fieri, dello scrittore.<\/p>\n<p>Annoto qui, disordinatamente, alcune cose che subito mi hanno catturato. Volevo la balena, ma sono io il pesce catturato dal giovane Agostino.<\/p>\n<p>a) Un &#8220;neologismo&#8221; dialogico<\/p>\n<p>Soliloquia \u00e8 &#8220;neologismo&#8221;. Parola inventata da Agostino e che fa del dialogo interiore, del confronto stretto tra Agostino e la Ragione, il luogo di uno scambio decisivo. Un colloquiare solitario che ha due, anzi tre soggetti: Agostino, il suo &#8220;alter ego&#8221; (Ratio) e Dio. Perch\u00e9 i primi due possano dialogare occorre una &#8220;apertura&#8221; che solo il &#8220;terzo&#8221; pu\u00f2 garantire. Cos\u00ec, all&#8217;inizio di ciascuno dei due libri di cui \u00e8 composta l&#8217;opera, si comincia con una preghiera per poter conseguire i due &#8220;oggetti&#8221; (Dio e l&#8217;anima) della ricerca. Ma le preghiera dei due libri sono diversissime e ci aiutano a comprendere, in questo testo cos\u00ec antico, una doppia vocazione della preghiera cristiana. Proviamo ad esaminare questi due modelli di preghiera cristiana.<\/p>\n<p>b) Il ruolo e le forme della preghiera<\/p>\n<p>Agostino cerca di &#8220;conoscere se stesso&#8221; (&#8220;quaerenti memetipsum&#8221;) e in questo intento si confronta con &#8220;qualcuno&#8221; che non sa se sia lui stesso o un altro, che gli pone domande e lo porta a riflettere. Inizia un dialogo tra Ratio e Augustinus che subito si apre ad un terzo, a Dio, per chiedere &#8220;salute e aiuto&#8221;. E&#8217; interessante che Ratio chieda ad Agostino di &#8220;mettere per iscritto&#8221; questa preghiera, che occuper\u00e0 le successive 6 pagine. Un capolavoro di invocazione a Dio apre l&#8217;opera. Sembra solo &#8220;premessa&#8221; e forse pu\u00f2 essere letta cos\u00ec. E&#8217; preghiera di domanda, di lode, di supplica, di benedizione, di rendimento di grazie, che attraversa tutta l&#8217;esperienza. Cos\u00ec, con una intensit\u00e0 che torner\u00e0 poi in molte altre opere, e che nelle Confessioni diventer\u00e0 un &#8220;basso continuo&#8221; del testo, lo slancio verso Dio e verso se stesso appare del tutto sorprendente. Il lungo testo \u00e8 un grande intreccio di domanda e di lode, nella quale Dio viene definito in mille modi, biblici e sapienziali: &#8220;Dio, il cui regno \u00e8 il mondo intero, che il senso non conosce&#8221;; &#8220;Dio, per il quale le piccole cose non ci diminuiscono&#8221;; &#8220;Dio, ove nulla manca e nulla \u00e8 di troppo&#8221;; &#8220;Dio per il quale siamo bene servi e bene siamo padroni&#8221;; &#8220;Dio che ci dai il pane della vita&#8221;; &#8220;Dio sopra del quale non vi \u00e8 nulla, fuori del quale non vi \u00e8 nulla, senza del quale non vi \u00e8 nulla&#8221;; &#8220;Dio, sotto il quale vi \u00e8 tutto, nel quale vi \u00e8 tutto e con il quale vi \u00e8 tutto&#8221;.<\/p>\n<p>Ma accanto a questa lunga e articolatissima preghiera, il secondo libro offre invece un modello di preghiera totalmente altro. La preghiera che apre questa seconda sezione del testo \u00e8 davvero brevissima e superconcentrata all&#8217;essenziale: &#8220;Deus semper idem, noverim me, noverim te&#8221;. &#8220;Dio sempre identico, che io possa conoscere me, che io possa conoscere te&#8221;.<\/p>\n<p>Lo spazio tra queste due preghiere diversissime viene riempito dall&#8217;intera tradizione ecclesiale. Il linguaggio della rappresentazione e il linguaggio del concetto, la sovrabbondanza dei &#8220;nomi di Dio&#8221; e la ineffabilit\u00e0 della sua sostanza sono posti plasticamente sulla soglia dei due libri, e indicano, fino ad oggi, una duplice corrente che attraversa l&#8217;esperienza credente e cristiana e che plasma la preghiera verbale e non verbale, storica e sapienziale, narrativa e contemplativa.<\/p>\n<p>c) La promessa di un metodo<\/p>\n<p>Un terzo punto preziosissimo del testo \u00e8 il suo &#8220;metodo&#8221;. L&#8217;orizzonte orante &#8211; con le sue articolazioni interne &#8211; pone e dispiega lo spazio di una instancabile correlazione tra domanda e risposta, che Agostino stesso riconosce con parole chiarissime: &#8220;non c&#8217;\u00e8 modo migliore di cercare la verit\u00e0 che domandando e rispondendo&#8221; (II, 14). In certo modo possiamo qui riconoscere il ruolo di &#8220;ponte&#8221; che Agostino ha fatto tra la cultura classica greca e romana e la elaborazione medievale delle &#8220;quaestiones&#8221;. Una lunga &#8220;quaestio disputata&#8221; sono anche i &#8220;soliloquia&#8221;. Una parola dialogica appare costitutiva della identit\u00e0 del singolo cristiano, che si d\u00e0 solo se radicalmente in dialogo con se stesso e con Dio.<\/p>\n<p>Dunque, puoi pregare di trovare un libro, ma trovarne un altro, dal quale impari che puoi essere di volta in volta padrone o servo delle tue scelte. Puoi perdere le tracce della lotta tra la Balena e Achab e trovare lampi di luce cristallina nei dialoghi accurati tra Ratio e Augustinus. Quante belle sorprese ci riservano le nostre biblioteche, che per fortuna non conosciamo mai del tutto!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non \u00e8 una esperienza rara: capita che un libro desiderato non si faccia trovare. 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