{"id":15670,"date":"2020-07-07T14:45:15","date_gmt":"2020-07-07T12:45:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=15670"},"modified":"2020-07-07T15:13:24","modified_gmt":"2020-07-07T13:13:24","slug":"un-manuale-dalla-lunga-gestazione-di-m-gallo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/un-manuale-dalla-lunga-gestazione-di-m-gallo\/","title":{"rendered":"Un manuale dalla lunga gestazione. Viene il tempo per una nuova sistematica? (di M. Gallo)"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/EucariQue.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-14342\" alt=\"EucariQue\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/EucariQue-193x300.jpg\" width=\"193\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/EucariQue-193x300.jpg 193w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/EucariQue.jpg 426w\" sizes=\"(max-width: 193px) 100vw, 193px\" \/><\/a><\/p>\n<p><em>Il direttore di\u00a0 <\/em>Rivista di Pastorale Liturgica<em>,\u00a0Don Marco Gallo, ha pubblicato sull&#8217;ultimo numero della rivista (3\/2020, pp. 65 ss) una recensione del mio volume\u00a0<\/em>Eucaristia<em>, pubblicato l&#8217;anno scorso dalla Editrice Queriniana. Riporto qui il suo testo, di cui lo ringrazio.\u00a0<\/em><\/p>\n<h3>Un manuale dalla lunga gestazione<\/h3>\n<p>di Marco Gallo<\/p>\n<h3><\/h3>\n<p>Dedichiamo uno spazio disteso alla presentazione di un testo significativo, uscito negli ultimi mesi. Il professor Andrea Grillo, che certamente non ha bisogno di presentazioni, \u00e8 un collaboratore molto generoso della rivista(rpl). Al di l\u00e0 della sincera gratitudine, ci \u00e8 sembrato opportuno segnalare questo nuovo manuale ai nostri lettori, diversi dei quali impegnati nell\u2019insegnamento, perch\u00e9 crediamo possa diventare un riferimento didattico assai significativo, forse imprescindibile nel dibattito italiano. Il testo esce per la collana Nuovo corso di teologia sistematica, diretta da Giacomo Canobbio e Angelo Maffeis, dopo, appunto, una lunghissima gestazione (durata pi\u00f9 di vent\u2019anni!). Tutto questo tempo \u00e8 servito all\u2019autore per affrontare la fatica di un\u2019opera che non \u00e8, come numerosissime pubblicazioni di Grillo, uno studio preciso su una parte della questione, ma un vero e proprio manuale sistematico e complessivo. Frutto maturo del lavoro accademico e di uno stretto dialogo con maestri e colleghi, il libro non si limita certamente a raccoglierne l\u2019abbondante materiale. Come riconosciuto nell\u2019introduzione, con questo passo l\u2019autore ha coscienza di passare nella \u201cpenultima generazione di teologi\u201d (7), raccogliendo il lavoro di due generazioni precedenti e passandolo alla nuova che ha concorso attivamente a formare.<\/p>\n<p><em>Viene il tempo per una nuova sistematica?<\/em><\/p>\n<p>Occorre dunque anzitutto dire \u2013 cosa affatto sorprendente per chi conosca l\u2019autore \u2013 che questo \u00e8 un testo che tenta un percorso coraggioso, originale e persino ardito. Dalla nascita della questione rituale, tre sono gli approcci a cui si possono ricondurre gli studi sull\u2019eucaristia, secondo il modello che Grillo assume dal discepolo di Pius Parsch, J.H. Emminghaus (Die Messe: Wesen, Gestalt, Vollzug, Wien 1983): la ricerca sull\u2019essenza (Wesen) del sacramento (approccio sistematico), lo studio sulle forme (Gestalt) che ha avuto nelle varie epoche (approccio storico), ed infine quello che ne investiga principalmente la modalit\u00e0 in cui l\u2019azione (Vollzug) si compie (approccio liturgico). Se l\u2019approfondimento degli studiosi \u00e8 legittimamente caratterizzato dalla specializzazione di ognuno (sistematico, storico, liturgico), affidare tutto il significato dell\u2019eucaristia ad uno solo di questi versanti \u00e8 un esito riduzionistico piuttosto comune. L\u2019ipotesi di Grillo \u00e8 che, se questo era inevitabile fino a questo momento, sia giunto il tempo di un\u2019ipotesi quasi inedita. Il tentativo di questo manuale che non \u00e8 quello di integrare le prospettive, ma di percorrere una nuova via sistematica. Tutto \u00e8 anticipato dall\u2019articolato sottotitolo (Azione rituale, forme storiche, essenza sistematica), tre parti che si dipanano attorno ad un\u2019unica sintetica categoria, che \u00e8 quella di forma (\u201cla liturgia in senso moderno \u00e8 nata con la scoperta di questa categoria\u201d, Ratzinger). Le tre sezioni che costituiscono il manuale ne sono dunque tre variazioni: sulla forma rituale (significativamente inizio di tutto il percorso), la forma storica e la formula sacramentale. Superare l\u2019approccio intellettualistico non consegna la teologia eucaristica alla lettura positivistica e storicistica, ma al recupero fondamentale della celebrazione corporea e spazio-temporale come presupposto della intelligenza teologica del sacramento. Tutta la ricerca tenta quindi di non cedere al primato o delle pratiche sulle teorie o delle teorie sulle pratiche. L\u2019esperienza ecclesiale si \u00e8 svolta e si mantiene, infatti, nell\u2019intreccio e nel rimando tra azioni ed ermeneutiche.<\/p>\n<p><em>Tre sezioni sincroniche<\/em><\/p>\n<p>La scelta metodologica compiuta porta a congegnare una sistemazione delle parti inconsueta. Si segue \u201cl\u2019ordine delle cose\u201d, non quello delle idee: al primo posto sta la forma rituale (che di solito \u00e8 posta al fondo), poi la forma storica (che normalmente apre lo studio) ed infine la causa formale (che normalmente sta al centro del trattato). La ricerca \u00e8 aperta dal livello pi\u00f9 originario ed immediato, che \u00e8 anche quello in cui si ricostruiscono i dibattiti pi\u00f9 recenti e le acquisizioni pi\u00f9 nuove (L\u2019eucaristia come azione rituale). Dar ragione della svolta che prende seriamente la dimensione rituale come fonte \u00e8 proprio ci\u00f2 che tradizionale non \u00e8, in occidente. Salta il pregiudizio che contrappone pratica a teoria e azione a contemplazione, e si pu\u00f2 svolgere sin dal principio quasi una fenomenologia dell\u2019azione eucaristica: azione tra le altre dell\u2019umano, azione tra le altre che si risuona della memoria biblica, ed azione che si configura come ordine canonico (ordo missae). La seconda parte (Storia della prassi e storia della dottrina eucaristica) percorre la vicenda intrecciata del cambiamento del rito nelle epoche e della sua interpretazione (\u201cnon si d\u00e0 mai n\u00e9 un dato o un fatto senza comprensione, n\u00e9 una comprensione che non riposi su dati e fatti\u201d 138). Si identificano dunque cinque grandi stili di pratica e di riflessione eucaristica: stile originario (in cui si svolge una esemplare ricostruzione del materiale biblico), patristico (con una ricostruzione assai sintetica dei principali filoni, vicina al modello di Mazza), medievale, moderno (con pregevole spessore sociologico, grazie agli spunti di Bossy) e contemporaneo (anche qui, il teologico pi\u00f9 puntuale, con affondi sociologici, questa volta grazie a Taylor \u2013 e a Malf\u00e8r!). La ricostruzione della vicenda \u00e8 precisa ma, chiaramente, semplificata, riuscendo tuttavia a dar ragione di salti di discontinuit\u00e0 e di costanti ininterrotte. Segnaliamo la piccola gemma del capitolo 11 (289-297) che ripercorre \u201ccontromano\u201d lo svolgimento della storia, nella forma di un excursus capovolto davvero efficace. La terza sezione \u00e8, se vogliamo, la pi\u00f9 classica. Si offre una visione di sintesi (\u201cuna intelligenza sistematica \u00e8 necessaria anche oggi, forse pi\u00f9 di ieri\u201d), anticipata chiaramente dalle altre due, che esprimono invece le due vere novit\u00e0 offerte dal dibattito teologico contemporaneo. In questo senso, nello studio della sintesi, risulta chiaro come la prospettiva rituale e quella storica non siano le premesse della lettura teologica, quanto i contesti in cui essa si costruisce. I temi classici (presenza, sacrificio, comunione) sono ripensati e ricompresi nella nozione di \u201cforma fondamentale\u201d, la categoria inventata nel XX secolo per integrare il rito nel fondamento della rivelazione e della fede (313). Le grandi questioni della pastorale liturgica sono tutte prese in questa sezione ampia e robusta. Tutto culmina con le dodici tesi necessarie per \u201cuna nuova teologia eucaristica\u201d ed alcune gustose questioni aperte piccole (particole tonde e campanello) e enormi (la comunione eucaristica ecumenica), capaci di far risuonare tutto il quadro sistematico.<\/p>\n<p><em> L\u2019uso del testo come strumento per i corsi accademici<\/em><\/p>\n<p>Alla fine di un semestre (pur accidentato) in cui ho personalmente messo alla prova il manuale come strumento per il corso accademico, sono in grado di segnalarne con pi\u00f9 lucidit\u00e0 il valore. La qualit\u00e0 del testo \u00e8 indubbia e la chiarezza dello schema aiuta docente e studenti nel percorso. Preziosa la scelta di testi accessori: ogni capitolo \u00e8 corredato con dei Temi di studio, domande che permettono il dialogo e la riflessione attorno al tema svolto, ed una minima ma preziosissima e precisa bibliografia ragionata (Per approfondire). Alcuni passaggi sono arricchiti dalla presenza di testi delle fonti, riportati come lunghe schede di lavoro, utili per l\u2019analisi attenta con gli studenti stessi.<\/p>\n<p>Marco Gallo<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il direttore di\u00a0 Rivista di Pastorale Liturgica,\u00a0Don Marco Gallo, ha pubblicato sull&#8217;ultimo numero della rivista (3\/2020, pp. 65 ss) una recensione del mio volume\u00a0Eucaristia, pubblicato l&#8217;anno scorso dalla Editrice Queriniana. 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