{"id":15642,"date":"2020-06-22T23:57:14","date_gmt":"2020-06-22T21:57:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=15642"},"modified":"2020-06-22T23:58:55","modified_gmt":"2020-06-22T21:58:55","slug":"uno-piu-uno-uguale-due","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/uno-piu-uno-uguale-due\/","title":{"rendered":"Uno pi\u00f9 uno uguale due"},"content":{"rendered":"<p>In copertina de <em>L\u2019ingegno e il potere<\/em> di Carlo Bernardini e Daniela Minerva [Sansoni 1982], \u201c1+1=2 \u00e8 un\u2019uguaglianza\u201d, dice l\u2019insegnante allo studente, che pensa \u201cCi risiamo con la politica\u201d, icona del faticoso dialogo tra fondamento della scienza e pensiero comune. \u00abQuesto fondamento si riassume nella parola \u201ccredibilit\u00e0\u201d\u00bb [ivi, p. 214] vale a dire \u00abispirare fiducia, ottenere credito e riconoscimento\u00bb [Treccani]. \u00c8 nostro pane quotidiano nella pandemia Covid-19.<br \/>\n\u00ab Di fronte all\u2019ignoto, recenti ricerche mostrano che responsabilit\u00e0 della competenza pi\u00f9 che guidare le scelte \u00e8 organizzare innovazione e progresso delle conoscenze utili\u00bb [Armand Hatchuel, \u00abL\u2019expert et la politique face \u00e0 l\u2019inconnue\u00bb, <em>Le Monde<\/em>, 18\/06\/2020, p. 20]. Soprattutto in ambito internazionale, dove, \u00abcome disse Dag Hammarskjold, suo celebre segretario generale, l\u2019ONU \u201cnon fu realizzato per portare l\u2019umanit\u00e0 in paradiso, ma per salvarla dall\u2019inferno\u201d\u00bb [\u00abIf America pulls back from global institutions, other powers must step forward\u00bb, <em>The Economist<\/em> online, 18\/06\/20]. Per dire, da Covid-19, divenuto pandemia per mancata cooperazione internazionale. L\u2019universale valore della scienza si pu\u00f2 ignorare ma non negare, come dimostra il premier UK Johnson. Dell\u2019epidemia di peste bubbonica nel XIV secolo Jean Froissart ha tramandato le \u00abdicerie di cura: sedersi sulla fogna, mangiare melassa decennale, bere arsenico. Dichiarata in febbraio dall\u2019OMS,  l\u2019\u201cinfodemia\u201d su Covid-19, non \u00e8 il primo contagio da disinformazione. Oggi la mitologia vuole che l\u2019epidemia si curi bevendo metanolo, oltre 700 morti in Iran; e sia diffusa dai trasmettitori 5G, provocando in UK oltre 90 attacchi di piromani ai ripetitori. Come il virus le loro case, idee pericolose stanno infettando le menti della gente. Enorme differenza tra 1300 e 2020 \u00e8 il rapido contagio mondiale delle idiozie attuali, via Internet. In marzo un\u2019indagine Gallup ha rilevato che in 18 paesi di quattro continenti un minimo del 16% \u2013 un massimo del 58% \u2013 pensava che Covid-19 fosse diffuso deliberatamente\u00bb. \u00abI social consentono di condividere notizie vere e false. Ma i falsari sembrano vincere\u00bb [\u00abReturn of the paranoid style\u00bb, <em>The Economist<\/em>, 13-19\/06\/2020, p. 46]. \u00abIl 16% degli americani si informa su Covid-19 dalla Casa Bianca; tre su quattro credono che i media abbiano esagerato la gravit\u00e0 della pandemia\u00bb. \u00abI cambiamenti strutturali possono spiegare perch\u00e9 i conservatori sembrano pi\u00f9 inclini all\u2019infodemia e perch\u00e9 i leader conservatori abbiano pi\u00f9 spinte \u2013 e siano pi\u00f9 propensi \u2013 a sabotare le fonti affidabili\u00bb. \u00abIn molti paesi la vecchia spaccatura economica sinistra-destra \u00e8 stata rimpiazzata da una culturale, liberal-conservatrice. In risposta i conservatori si sintonizzano sulle loro fonti informative, scoprendo che ci sono soldi da fare amplificando l\u2019ansia\u00bb [ivi, p. 47]. \u00abI liberali per vincere devono conquistare i voti moderati; ai conservatori basta essere una semplice costola della loro base. Con la politica via via pi\u00f9 polarizzata, eccitare la base \u00e8 pi\u00f9 facile, e vincere sui moderati pi\u00f9 difficile\u00bb [ivi, p. 48].<br \/>\nIn questo contesto, \u00abTwitter e Facebook sembrano simili. Entrambi reti sociali, connettono online gli utenti proponendo in pasto una sfilza infinita di post, foto, video di bestiole. Entrambi fanno soldi vendendo pubblicit\u00e0 e usano ogni trucco per attirare l\u2019attenzione degli utenti. E ognuno usa pacchetti di dati comportamentali raccolti dagli utenti a favore di inserzionisti che pagano profumatamente\u00bb. \u00abTwitter \u00e8 essenzialmente un moderno \u201cSpeakers\u2019 Corner\u201d, chiunque pu\u00f2 parlare e altri rispondere. Per gli studiosi \u00e8 una rete di trasmissione uno-molti. Facebook \u00e8 nel suo fulcro rete uno-uno o uno-pochi, replica le reti sociali di tipo amicale, familiare o lavorativo. La differenza pu\u00f2 sembrare sottile, ma ha varie implicazioni di business. Facebook riesce a raccogliere pi\u00f9 dati dai suoi utenti perch\u00e9 sono pi\u00f9 coinvolti reciprocamente. Ci\u00f2 rende pi\u00f9 facile indirizzare gli annunci. Facebook beneficia anche di pi\u00f9 forti \u201ceffetti di rete\u201d perch\u00e9 ogni utente nuovo aumenta l\u2019utilit\u00e0 per gli altri, attirando pi\u00f9 utenti e cos\u00ec via. Twitter non pu\u00f2 far affidamento su questo turbomotore di sviluppo: l\u2019amicizia \u00e8 un bisogno umano, ma stare sul palco non \u00e8 indispensabile neppure per gli estroversi mondiali. Questo contribuisce un bel po&#8217; a spiegare perch\u00e9 nel 2019 Facebook vanti nove volte utilizzatori, 21 volte ricavi e 12 volte profitti rispetto a Twitter\u00bb [\u00abA tale of two social networks\u00bb, <em>The Economist<\/em>, cit. p. 51]. \u00abMa le due aziende condividono una caratteristica che pu\u00f2 porle su una traiettoria analoga. Pi\u00f9 delle altre, la aziende informatiche devono essere prudenti nel non provocare i loro addetti per lo pi\u00f9 millennial, specie i migliori ingegneri software, che possono facilmente trovare lavoro altrove se scontenti. Per lo pi\u00f9 di sinistra, sono sempre pi\u00f9 turbati che i capi non facciano abbastanza per fermare la diffusione della disinformazione, o peggio, da parte di politici, e non solo. Se Dorsey ha mutato sentire e ora consente di contrassegnare i tweet di Trump, in parte \u00e8 per la costante pressione del suo personale. Come Dorsey, Zuckerberg sta affrontando l\u2019aperto sdegno delle sue forze\u00bb. \u00abForse Zuckerberg come Dorsey finir\u00e0 col cambiare tono \u2013 anche se attender\u00e0 pi\u00f9 probabilmente l\u2019esito delle elezioni presidenziali a novembre\u00bb [ivi, p. 52]. Come nell\u2019Ungheria di Orban e nei paesi sovranisti, \u00ab\u201cil solo linguaggio a essere compreso \u00e8 potere e soldi\u201d\u00bb [\u00abThe Orban way\u00bb, <em>The Economist<\/em>, 04-10\/04\/ 2020, p. 22]. Mercificazione delle debolezze umane.<br \/>\nEppure \u00abl\u2019America ha vinto la guerra fredda. Che cosa \u00e8 andato storto?\u00bb, si chiede <em>The Economist<\/em> recensendo tre libri: <em>Do Morals Matter?<\/em> di Joseph Nye, <em>The Abandonment of the West<\/em> di Michael Kimmage, <em>The Age of Illusions<\/em> di Andrew Bacevich [\u00abThe Victor\u2019s curse\u00bb, 04-10\/04\/2020, p. 67]. \u00ab\u00c8 significativo che tre libri cos\u00ec diversi, per cercare di capire che cos\u2019\u00e8 andato storto dopo il collasso sovietico, indaghino tutti non all\u2019estero ma all\u2019interno, nella natura stessa dell\u2019America. In vari modi, tutti condannano Trump. Nye dubita della sua moralit\u00e0. Per Kimmage \u00e8 il primo presidente anti-Occidente. Davvero interessante l\u2019avvertimento di Bacevich che non si torna indietro, bench\u00e9 Trump non dia alcuna definizione dell\u2019America post-guerra-fredda\u00bb [ivi, p. 68].<br \/>\n\u00abAbbiamo un problema sistemico. Gli USA vivono molteplici transizioni: da Paese a maggioranza bianca a Paese di minoranza maggioritaria, trasformazioni radicali nella natura del lavoro e della educazione. Sono passaggi stressanti, richiederebbero leadership e una chiara visione in grado di unire la societ\u00e0. Invece alla Casa Bianca abbiamo Donald Trump, la cui unica strategia per essere rieletto \u00e8 lacerare il Paese, dividere il popolo americano e cercare di vincere forzando il collegio elettorale con una minoranza. Il tutto amplificato e incendiato dai social network, dove la verit\u00e0 \u00e8 merce scarsa, si urla e non c\u2019\u00e8 mai tempo o voglia di discutere in modo pacato e approfondito. Cos\u00ec il vero cambiamento viene negato a chi pu\u00f2 beneficiarne e chi teme ogni cambiamento ha ancora pi\u00f9 paura\u00bb. In pi\u00f9, \u00abse crei una comunit\u00e0 di quasi tre miliardi di persone e poi rimuovi ogni tipo di cuscinetto, quando le persone cominciano a comportarsi in modo irresponsabile lasciandosi guidare da emozioni e istinti, gli shock si trasmettono ovunque proprio come la pandemia. Abbiamo tutti una responsabilit\u00e0 di costruire cuscinetti, in termini di etica personale, di editing o di limiti a contenuti razzisti e odiosi. Mark Zucherberg non vuole cuscinetti, preferisce lasciar correre liberamente la follia di ognuno. Il risultato \u00e8 una piazza virtuale e globale dell\u2019instabilit\u00e0\u00bb [Paolo Valentino intervista Tom Friedman, \u00ab\u201cSiamo un Paese senza pi\u00f9 leader. Chiedere di abolire la polizia? Assurdo\u00bb, <em>Corriere della Sera<\/em>, 09\/06\/20, pp. 18-9].<br \/>\n<strong>Uno pi\u00f9 uno uguale due<\/strong>. \u00abLa credibilit\u00e0 \u00e8 non soltanto tecnicamente difficile, ma anche non congeniale alla natura umana, quasi fosse una limitazione della libert\u00e0 di pensiero\u00bb [Bernardini e Minerva, cit., p. 216] mentre, \u00abcome ha osservato molto semplicemente e molto acutamente il biologo Fran\u00e7ois Jacob, il ragionamento scientifico procede partendo dal basso\u00bb [ivi, p. 185]. Lo fa anche la democrazia e insieme producono risultati straordinari, anche nelle epidemie: \u00ab<em>The Economist<\/em> ha analizzato le epidemie dal 1960 al 2019. Nonostante i diversi tassi di contagiosit\u00e0 e letalit\u00e0, emerge un chiara correlazione. Tra i paesi di analogo benessere, i tassi minori tendono a essere in paesi dove la gente pu\u00f2 votare in elezioni libere e eque. Altre definizioni di democrazia danno risultati analoghi\u00bb [\u00abOut in the open\u00bb, <em>The Economist<\/em>, 06-12\/06\/2020, p. 73].<br \/>\nCome ammonisce Fran\u00e7ois Jacob, \u00abil XVII secolo ha avuto la saggezza di considerare la ragione come uno strumento necessario per trattare le cose umane. I Lumi e il XIX secolo ebbero la follia di pensare che ci\u00f2 era non solo necessario, ma anche sufficiente per risolvere ogni problema. Oggi sarebbe ancora pi\u00f9 folle decidere, come alcuni vorrebbero, che, con la scusa che la ragione non \u00e8 sufficiente, allora non \u00e8 neppure necessaria\u00bb [cit. in Bernardini e Minerva, p. 185]. La follia che Tom Friedman sul <em>Corriere<\/em> [cit.] denuncia nella combinazione Trump\/social network. Come gli USA, l\u2019Europa vive molteplici transizioni, inclusa prima degli USA la pandemia Covid-19, ma non la nega e cerca di batterla anche nelle ricadute sociali, economiche, istituzionali, con il paradossale incentivo del sovranismo di importazione USA a fare il necessario salto di qualit\u00e0 verso gli Stati Uniti d\u2019Europa. Come negli USA di Hamilton, diritti e doveri dei cittadini sono prioritari.<br \/>\nNell\u2019analisi di Filippo Pizzolato, infatti, il vero pericolo per l\u2019UE non \u00e8 l\u2019esaltato \u201cEuropa si\/Europa no\u201d sovranista, bluff della Brexit ancora inconclusa e tormentatissima (tanto pi\u00f9 per l\u2019Italia nell\u2019euro). Pericolo vero \u00e8 l\u2019UE gestita come un condominio di europei che, sempre pi\u00f9 interdipendenti, non si amano e curano solo il proprio particolare. Invece di status quo e sovranismo, la necessit\u00e0 ci porta al federalismo democratico in luogo di quello debole di regole e parametri per fare aggiustamenti senza partecipazione, unit\u00e0 progettuale, riflessione. La crisi rivela tutti i pericoli di una UE gestita da una somma di stati e non dai grandi motori di integrazione: Commissione Europea, Parlamento Europeo, Banca Centrale Europea. Stati e UE esistono e coesistono, ma vanno riequilibrati i loro poteri perch\u00e9 \u00e8 il poco, e non il troppo potere UE che ne azzoppa le politiche migratorie, solidali, estera e di difesa. Dare forza all\u2019Europa sovranazionale e comunitaria \u00e8 necessario per porre fine al perverso gioco dei sovranisti che criticano l\u2019UE poco solidale ma in Europa ne bloccano le capacit\u00e0 di intervento in un cortocircuito distruttivo per l\u2019UE e per i suoi stati, gioco paradossale dell\u2019Europa dei governi. Va superato il vincolo UE di decisioni solo unanimi in materie in cui il Parlamento Europeo \u00e8 solo consultato: la mancanza di integrazione europea \u00e8 mancanza di democrazia nelle materie cruciali della politica sociale, della armonizzazione fiscale, della riforma dei trattati, della politica estera e della sicurezza, del bilancio pluriennale  [<em>Istituzioni e coronavirus. Come hanno reagito e reagiscono le istituzioni di fronte alla sfida del coronavirus<\/em>, Circolo Guardini-MEIC, seminario online, 06\/ 06\/2020, 16:00].<br \/>\nIn questi mesi intra-pandemici siamo nel mezzo d\u2019una trasformazione di cui si stanno delineando i contorni, sottolinea Pizzolato. Choc esogeno, che prescinde dagli stati e dal gioco dei compiti a casa o della colpevolizzazione, l\u2019epidemia colpisce tutti gli stati pur se con diversa virulenza. In questa drammaticit\u00e0 \u201cfortunata\u201d, processi ormai necessari si stanno realizzando per deroghe, allentamenti, aggiramenti. Coi governi sempre in difesa dei soli interessi nazionali, per deroghe si va nella direzione giusta. Anche la politica monetaria mostra i suoi limiti, pur essendo stata un asse portante dell\u2019unione europea. \u00c8 ormai evidente, di fatto decisa, la necessit\u00e0 di pi\u00f9 forti iniezioni di domanda da parte delle istituzioni comunitarie, approccio \u201ckeynesiano\u201d con una capacit\u00e0 di intervento dell\u2019UE sull\u2019economia e una capacit\u00e0 di bilancio in grado di riattivare l\u2019economia, contrastare la recessione e aiutare gli stati indebitati. \u00c8 la direzione in cui sembra si voglia andare con il programma Next Generation EU, il Recovery Fund cos\u00ec come \u00e8 stato proposto dalla Commissione Europea, conclude Pizzolato.<br \/>\nNext Generation EU \u00e8 la necessaria risposta europea alla crisi pandemica, sanitaria e poi economica, sociale, ambientale che altri pensano di manipolare. Ma 1+1 fa 2 non 11, neppure negli USA di Trump e nella Cina di Xi Jinping. Covid-19 ha svelato \u00ab\u201cMondo computer, Deutsche Bank, Fbi, Scotland Yard. Cia, Kgb, i nostri dati e la nostra memoria. Mondo computer: soldi, medicina, comunicazione, intrattenimento. I nostri dati, la nostra memoria\u201d\u00bb, \u00abuna sequenza di termini senza sintassi\u00bb cantata dai Karftwerk quarant\u2019anni fa in Computer World: \u00abin queste parole c\u2019\u00e8 il mondo di oggi\u00bb [Aldo Nove, \u00abMondo computer\u00bb, <em>Avvenire<\/em>, 14\/06\/2020, p. 1]. Che non ha visto arrivare la pandemia.<br \/>\n\u00abAl vertice delle imprese, focalizzarsi solo sul valore per gli azionisti come nel boom degli anni 1990, non \u00e8 pi\u00f9 giusto. L\u2019alto dirigente di oggi dev\u2019essere uomo (o donna) politico e avere cura non solo degli azionisti ma della societ\u00e0 intera. Dev\u2019essere in armonia con le vedute dei suoi lavoratori e consumatori, qualora l\u2019impresa si trovi in mezzo a conflitti sociali o politici. E deve navigare in questi campi minati generando profitti sufficienti per respingere gli attacchi di azionisti attivisti\u00bb [\u00abBartleby. Lessons from 100 columns\u00bb, <em>The Economist<\/em> online, 15\/06\/2020]. Il neoliberismo, che l\u2019ha usurpata, riporta la democrazia in primo piano, il posto che le spetta.<br \/>\n\u00abSiamo tutti convalescenti\u00bb, titola Roger-Pol Droit la recensione di <em>Convalescenses. La litt\u00e9rature au repos<\/em> di Daniel M\u00e9nager. \u00abIl senso di stanchezza unito alla voglia di vivere\u00bb, \u00abecco a che cosa corrisponde, punto per punto, quel che stiamo vivendo\u00bb [<em>Le Monde des Livres<\/em>, 19\/06\/20, p. 8].<br \/>\nUno pi\u00f9 uno uguale due.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In copertina de L\u2019ingegno e il potere di Carlo Bernardini e Daniela Minerva [Sansoni 1982], \u201c1+1=2 \u00e8 un\u2019uguaglianza\u201d, dice l\u2019insegnante allo studente, che pensa \u201cCi risiamo con la politica\u201d, icona del faticoso dialogo tra fondamento&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":8,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[51],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15642"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/8"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=15642"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15642\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":15646,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15642\/revisions\/15646"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=15642"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=15642"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=15642"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}