{"id":15610,"date":"2020-06-16T09:23:12","date_gmt":"2020-06-16T07:23:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=15610"},"modified":"2020-06-16T09:23:12","modified_gmt":"2020-06-16T07:23:12","slug":"la-politica-della-pandemia-secondo-carlo-galli-di-andrea-ponso-e-andrea-grillo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/la-politica-della-pandemia-secondo-carlo-galli-di-andrea-ponso-e-andrea-grillo\/","title":{"rendered":"La politica della pandemia secondo Carlo Galli (di Andrea Ponso e Andrea Grillo)"},"content":{"rendered":"<p lang=\"zxx\" align=\"left\"><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/IMG_00232.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-15287\" alt=\"IMG_0023\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/IMG_00232-300x225.jpg\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/IMG_00232-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/IMG_00232.jpg 640w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p lang=\"zxx\" align=\"left\"><em>Un bel testo di Carlo Galli &#8211; <a href=\"https:\/\/www.iisf.it\/index.php\/attivita\/pubblicazioni-e-archivi\/diario-della-crisi\/carlo-galli-epidemia-tra-norma-ed-eccezione.html\">Epidemia tra norma ed eccezione<\/a> &#8211; pu\u00f2 aiutare a comprendere meglio il dibattito recente, suscitato dalle pagine forti di Giorgio Agamben. Rifletto su questo scritto, e sulle sue implicazioni politiche, culturali, teologiche e liturgiche, con l&#8217;aiuto prezioso di Andrea Ponso nelle pagine seguenti.<\/em><\/p>\n<p lang=\"zxx\" align=\"left\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: large\"><b>Un\u2019altro \u201cstato di eccezione\u201d: la rilettura di Carlo Galli<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p lang=\"zxx\" align=\"left\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: large\">(di Andrea Grillo)<\/span><\/span><\/p>\n<p lang=\"zxx\" align=\"left\">\u00a0<span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: large\">Nel corso del dibattito apertosi a seguito delle posizioni espresse da G. Agamben sulla reazione politica, pubblica e culturale alla \u201cpandemia\u201d, mi pare che meriti un occhio di particolare attenzione la ricca posizione espressa da C. Galli (cfr. <em>supra<\/em>), uno dei massimi esperti italiani di dottrine politiche, che di recente ha scritto un testo importante sul tema della \u201csovranit\u00e0\u201d. Provo ad indicare i punti-chiave della sua rilettura della questione sollevata da Agamben.<\/span><\/span><\/p>\n<p lang=\"zxx\" align=\"left\">\u00a0<span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: large\"><b>Una sintesi<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p lang=\"zxx\" align=\"left\">\u00a0<span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: large\">a) Lo \u201cstato di eccezione\u201d \u00e8 una creazione \u201cantiliberale\u201d, che spiega l\u2019ordine come \u201cfrutto del disordine\u201d. La decisione sovrana fa ordine ponendo e imponendo il disordine. Non la norma sarebbe l\u2019origine, ma l\u2019arbitrio della decisione sovrana, di fronte al quale le \u201csostanze\u201d proposte dal liberalismo come ostacolo alla sovranit\u00e0 (diritti, corpi, mediazioni) restano inconsistenti. La radice \u00e8 il vuoto di un nichilismo della eccezione. Cos\u00ec la differenza stessa tra ordine e disordine, tra salute e malattia sarebbe imposta e prodotta dal gesto sovrano.<\/span><\/span><\/p>\n<p lang=\"zxx\" align=\"left\">\u00a0<span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: large\">b) In questo conflitto, tra antiliberalismo che porta alla luce e denuncia la violenza originaria dello stato di eccezione, e il liberalismo che invece pretende di fondare anzitutto i limiti del potere, nella ragione e nell\u2019altro, la pandemia ha portato chiarezza nuova e sorprendente. Ossia ha mostrato che i due \u201csistemi\u201d &#8211; quello liberale e quello anti-liberale, quello della mediazione e quello della irruzione sovrana e\/o rivoluzionaria \u2013 possono convivere. E lo stato liberale, senza clamore, altera profondamente lo statuto dei diritti, i tempi, i luoghi della vita. E il disordine che si produce non dipende dalla \u201cinefficienza\u201d del sistema (italiano), ma dal \u201cdispositivo di eccezione\u201d che genera con indifferenza continue e sempre nuove differenze. Non in base ad ideologia, ma in relazione ad eventi reali (una epidemia non costruita a tavolino, ma obiettiva) le differenze irrompono nel corpo sociale, non in base al sovranismo, ma per esercizio di sovranit\u00e0. \u201c<span>Ci\u00f2 significa, oggi, cittadini ridotti a corpi, governati e gerarchizzati in nome della sanit\u00e0, da una politica che si legittima attraverso la scienza.\u201d<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p lang=\"zxx\" align=\"left\">\u00a0<span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: large\">c) Il prezzo di questa condizione \u00e8 una \u201criduzione\u201d: la vita prima di tutto. S\u00ec. Ma quella dei pi\u00f9 giovani prima di quella dei meno giovani. Oppure, la vita \u201cin s\u00e9\u201d, ossia vita fuori dalle relazione, fuori dai legami, fuori dal tempo e dallo spazio. Tutte le funzioni non biologiche sono tradotte, spostate, virtualizzate. In qualche modo controllate o controllabili. Da un lato la \u201cpaura\u201d e dall\u2019altro la \u201cscienza\u201d hanno funzionato come \u201cregolatori\u201d. La politica si \u00e8 lasciata condurre dalla prima e dalla seconda.<\/span><\/span><\/p>\n<p lang=\"zxx\" align=\"left\">\u00a0<span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: large\">d) Ma un fatto \u00e8 certo: \u201c<span>nel governo della pandemia c\u2019\u00e8 un concentrato di politica moderna, dei suoi assiomi, delle sue strategie, delle sue aporie\u201d. Questo dimostra, perci\u00f2, pi\u00f9 una continuit\u00e0 che una discontinuit\u00e0. Si sono rivelati meccanismi tipici e propri dello stile moderno di esercitare la autorit\u00e0 e il potere. <\/span> La emergenza tende a diventare \u201cnormale\u201d e a perpetuarsi. E prontezza elastica sorprendente nel \u201cchiudere\u201d diventa inerzia anelastica quando si tratta di riaprire. Ma la \u201cpotere sovrano\u201d non resistono i diritti, ma il profitto. Al principio di sovranit\u00e0 fa da contraltare il principio di prestazione. Ma capitalismo di controllo e Stato di sicurezza possono allearsi, in una \u201ccustodia\u201d piena di eccezioni e di anomia.<\/span><\/span><\/p>\n<p lang=\"zxx\" align=\"left\">\u00a0<span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: large\">E Galli cos\u00ec conclude:<\/span><\/span><\/p>\n<p lang=\"zxx\" align=\"left\">\u201c<span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: large\"><span style=\"color: #333333\">Naturalmente, anche se la pandemia e la sua gestione hanno disvelato e accelerato processi e strutture, non \u00e8 del tutto irrealistico pensare che dai molti squilibri che stanno profilandosi all\u2019orizzonte possa emergere un imprevisto: la voglia di libert\u00e0 di una societ\u00e0 stanca di vivere dissolta, e pronta a stringere legami significativi sulla base della vita concreta e delle sue reali difficolt\u00e0, non della paura, n\u00e9 della nuda vita n\u00e9 della vita virtuale. Un evento eccezionale, e insieme una pulsione alla normalit\u00e0, che, per una volta, sarebbero non una coazione a ripetere ma un soffio autentico di novit\u00e0.\u201d <\/span> <\/span><\/span><\/p>\n<p lang=\"zxx\" align=\"left\">\u00a0<span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: large\"><b>Alcune considerazioni<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p lang=\"zxx\" align=\"left\">\u00a0<span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: large\">L\u2019analisi proposta mi sembra contribuisca a superare una serie di \u201cequivoci\u201d o di \u201cmiraggi\u201d.<\/span><\/span><\/p>\n<p lang=\"zxx\" align=\"left\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: large\">Il primo \u00e8 senza dubbio la contrapposizione tra due \u201cprospettive\u201d &#8211; sovraniste e liberali \u2013 che rileggono in modo troppo semplificato l\u2019impatto tra tradizione politica e emergenza pandemica. Far fronte alla sfida del virus ha rivelato meccanismi profondi della tradizione istituzionale e della gestione politica del consenso. I diritti, alla luce della \u201cnuda vita\u201d e della \u201cscienza\u201d, possono perdere consistenza, fino a diventare \u201cflatus vocis\u201d. <\/span><\/span><\/p>\n<p lang=\"zxx\" align=\"left\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: large\">D\u2019altra parte lo stato di eccezione diventa, chiaramente, parte integrante di una \u201cpolitica liberale\u201d. Senza cataclismi, senza dover negare la realt\u00e0 del contagio, senza implicare una \u201cmistificazione generalizzata\u201d, \u00e8 certo che la gestione politica trasforma i soggetti, introduce differenze, stratifica gli ordini, introduce forme sempre pi\u00f9 raffinate di disordine. Nella imprevedibilit\u00e0 dei tempi, introduce un ulteriore motivo di invisibilit\u00e0. <\/span><\/span><\/p>\n<p lang=\"zxx\" align=\"left\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: large\">Il merito di Galli, a mio parere, consiste nell\u2019aver \u201cmescolato le carte\u201d, trovando ragioni di speranza dove di solito diventiamo preoccupati, e ragioni di timore dove invece siamo abituati a confidare in modo forse scriteriato. <\/span><\/span><\/p>\n<p lang=\"zxx\" align=\"justify\"><b style=\"font-size: large;font-family: 'Times New Roman', serif\">CONTRO IL CRISTIANESIMO FANTASMATICO. A PARTIRE DA ALCUNE RIFLESSIONI DI GIORGIO GALLI<\/b><\/p>\n<p lang=\"zxx\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: large\">(di Andrea Ponso)<\/span><\/span><\/p>\n<p lang=\"zxx\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;font-family: 'Times New Roman', serif\">Carlo Galli, nelle sue fondamentali riflessioni intorno alla sovranit\u00e0 e alla situazione attuale nel periodo del virus, sostiene non solo che i diritti possono perdere consistenza ma che, nella sovranit\u00e0 moderna &#8211; rifacendosi alla spietata ma lucidissima analisi di Hobbes &#8211; sono un &#8220;accessorio&#8221; che potrebbe anche non esserci, poich\u00e9 sono il frutto di una contrattazione del tutto contingente e concreta, una sorta di convenzione come quella dei segni linguistici; di contro, abbiamo le narrazioni politiche e sociali, anch&#8217;esse prodotte nella confusione che l&#8217;ordine stesso crea per potersi giustificare e operare.<\/span><\/p>\n<p lang=\"zxx\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;font-family: 'Times New Roman', serif\">In secondo luogo, allineandosi fondamentalmente con la riflessione archeologica di Giorgio Agamben, mette l&#8217;accento sull&#8217;evidenza della vita in questo contesto &#8211; evidenza o, meglio, svelamento delle pratiche di potere che, da sempre, almeno per quanto riguarda la storia a partire dalla modernit\u00e0, la in-formano e la riducono a materia biologica disponibile e controllabile.<\/span><\/p>\n<p lang=\"zxx\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: large\">Mi pare che in questa riflessione sulla categoria del tutto fantasmatica della \u201cvita in s\u00e9\u201d, prodotta dal gesto sovrano ma anche, occorre dirlo, da una convinzione diffusa che ha radici metafisiche e anche in parte cattoliche, si arrivi a toccare uno dei grandi problemi dell&#8217;occidente: una sorta di tirannia del valori, di questo valore in particolare, che viene posto al centro del dibattito solamente per non essere mai preso davvero nella sua problematicit\u00e0 e inafferrabile complessit\u00e0; potremmo leggere la perpetuazione di questo &#8220;idolo&#8221; come un sintomo di una mancanza di unificazione, di una sparizione della percezione del s\u00e9 cenestetico e carnale, per dirla con categorie fenomenologiche &#8211; qualcosa di molto simile, per fare un esempio terra terra, alla coazione a ripetere del <i>selfie<\/i>.<\/span><\/span><\/p>\n<p lang=\"zxx\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: large\">La \u201cvita in s\u00e9\u201d come ab-soluto, praticamente priva di relazioni pubbliche che non siano previste e monitorate dalle societ\u00e0 del controllo, e parificata nella nuda vita, \u00e8 gestita dalla tecnica amministrativa (e non politica) e da quella medica, che vanno a confondersi. In questa con-fusione salta il dispositivo stesso di una sovranit\u00e0 in senso positivo, quella che Galli intercetta nel movimento della \u201ccrisi\u201d come momento essenziale di crescita o decadenza, per non parlare della scomparsa della pratica dell&#8217;autorit\u00e0 come capacit\u00e0 di far crescere &#8211; o, meglio, questa capacit\u00e0 di \u201cfar crescere\u201d \u00e8 ridotta al biologico, al mantenimento di una esistenza capace di rinunciare a tutto in nome della sopravvivenza, per essere invece pronta a &#8220;prendere tutto&#8221; nella dinamica del mercato e della spettacolarizzazione diffusa.<\/span><\/span><\/p>\n<p lang=\"zxx\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: large\">Dietro alla \u201ccura\u201d non si trova quasi pi\u00f9 traccia di ascolto singolare ma solamente una sorta di coltivazione intensiva. La virtualizzazione delle relazioni interpersonali sembra quindi virare da quella tra soggetto e soggetto a quella tra soggetto (amministrativo\/medico\/astratto) ad \u201coggetto\u201d &#8211; e il soggetto ridotto ad oggetto \u00e8 sempre passivo, chiuso: non pi\u00f9 soggetto, quindi, e non pi\u00f9 icona, finestra aperta verso la trascendenza (non necessariamente di fede) ma accomodato nella rappresentazione, affamato di quella \u201cpappetta di significati\u201d accettati acriticamente che, di fatto, lo possiedono e ne regolano il desiderio.<\/span><\/span><\/p>\n<p lang=\"zxx\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: large\">Il merito di Galli, a mio avviso, \u00e8 quello di operare come in una sorta di transfert lacaniano, in cui il sintomo viene fatto agire, viene mostrato nel suo svilupparsi concreto, nei cortocircuiti tra eccezione\/legge e anomia: nella speranza di disattivarne almeno un poco la coazione a ripetere orientata solamente nel senso della \u201cprestazione\u201d e del \u201cprofitto\u201d, in cui sovranit\u00e0 e capitalismo si alleano in qualcosa di perturbante proprio perch\u00e9 estremamente familiari. <\/span><\/span><\/p>\n<p lang=\"zxx\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;font-family: 'Times New Roman', serif\">Con quale grande problematicit\u00e0, rendiamocene finalmente conto, possiamo noi cristiani &#8211; che non siamo chiamati a vivere in un mondo chiuso, che siamo incarnati nella storia o almeno dovremmo esserlo fino alla kenosis &#8211; parlare ancora acriticamente, ad esempio, della \u201cfesta\u201d e della gratuit\u00e0 donata della liturgia? Del resto, per rimanere in ambito lacaniano, sappiamo che il sintomo non pu\u00f2 scomparire, come non pu\u00f2 scomparire la sovranit\u00e0 &#8211; ma pu\u00f2 almeno essere depotenziata, aprendo alla possibilit\u00e0 di una diversa relazione con essa e, di conseguenza, con gli altri. E, si badi, non si tratta di una \u201cconsapevolezza\u201d razionale o concettuale: \u00e8 invece qualcosa che accade nei gesti e nelle parole, nella divisione concreta dei tempi e degli spazi &#8230; ritualmente, potremmo dire. Svelarla \u00e8 utile solo fino a un certo punto: si deve piuttosto viverla e tentare di darle una diversa sfumatura, una postura meno passiva.<\/span><\/p>\n<p lang=\"zxx\" align=\"justify\">\u00a0<span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: large\">Ma, forse, anche in questo caso, uno spiraglio di luce si pu\u00f2 vedere: uno spiraglio letteralmente <i>poetico<\/i>, capace cio\u00e8 di riportare al gioco, nel senso profondo del termine (che riguarda anche la liturgia), i segni, depotenziandone la carica imposta loro dal sistema convenzionale, liberandoli dai significati per renderli ogni volta di nuovo <i>significanti <\/i>e <i>significativi <\/i>nel loro momento creativo.<\/span><\/span><\/p>\n<p lang=\"zxx\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: large\">La stessa tradizione, allora, non pu\u00f2 essere demolita o messa da parte, poich\u00e9 questo non sarebbe altro che il gioco del creare un disordine del tutto funzionale al meccanismo sovrano dell&#8217;ordine: essa va invece investita, abitata e vissuta come cassa di risonanza e spartito in cui prendere singolarmente e creativamente la parola &#8211; qualcosa di molto simile a ci\u00f2 che avviene nella proclamazione liturgica della Parola che si incarna nel singolo e nella comunit\u00e0 in ascolto ogni volta con sfumature diverse, con nuove e inaspettate epifanie di senso che travalicano l&#8217;incrostazione dei significati, anch&#8217;essa utilissima proprio come trampolino da cui spiccare ogni volta il volo. <\/span><\/span><\/p>\n<p lang=\"zxx\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: large\">Siamo capaci di vivere cristianamente, almeno in minima parte, questo rischio e questo gioco nel rito e nella nostra vita di tutti i giorni? Se non lo siamo \u00e8 perch\u00e9 siamo spremuti nell&#8217;ingranaggio spettacolare ed economico del \u201cnuovo\u201d, della continua e noiosa riproposizione pubblicitaria dei bisogni indotti e del mercato. Contro tale velocit\u00e0 il grembo semiogenetico del rito pu\u00f2 diventare, proprio attraverso la spazializzazione e non la cancellazione semplicistica della tradizione a favore del &#8220;nuovo&#8221; esteriore, un felice punto di fuga \u201cfermo\u201d, in cui il soggetto non viene parcellizzato e disperso dal bombardamento mediatico della novit\u00e0, per farsi anch&#8217;esso vuoto e quindi capace di accoglienza e di ascolto. \u00c8 l&#8217;unica forma viva di <i>ob-audire<\/i> che si possa fare nuova nascita e nuovo passaggio pasquale, di contro ad uno stato di eccezione della novit\u00e0 come noiosa immobilit\u00e0 frutto della iper-velocit\u00e0 del mercato come abbaglio liberale. <\/span><\/span><\/p>\n<p lang=\"zxx\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: large\">Una fede che non tenga conto concretamente di tutto questo, che non lo ritrovi nel proprio corpo come sintomo, \u00e8 una fede che manca l&#8217;incarnazione rifugiandosi in una immunit\u00e0 fantasmatica e angelicata, che nulla ci pu\u00f2 dire di Cristo, nonostante sostenga i suoi valori.<\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un bel testo di Carlo Galli &#8211; Epidemia tra norma ed eccezione &#8211; pu\u00f2 aiutare a comprendere meglio il dibattito recente, suscitato dalle pagine forti di Giorgio Agamben. 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