{"id":15581,"date":"2020-06-07T06:02:21","date_gmt":"2020-06-07T04:02:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=15581"},"modified":"2020-06-07T06:02:21","modified_gmt":"2020-06-07T04:02:21","slug":"autorita-e-liberta-alleccesso-generazione-monastica-e-il-caso-bose","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/autorita-e-liberta-alleccesso-generazione-monastica-e-il-caso-bose\/","title":{"rendered":"Autorit\u00e0 e libert\u00e0, all\u2019eccesso: generazione monastica e il caso Bose"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/stans03.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-15582\" alt=\"stans03\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/stans03.jpg\" width=\"300\" height=\"168\" \/><\/a><\/p>\n<p><span>\u201c<span style=\"font-family: 'Times New Roman', Times, serif\"><span style=\"font-size: xx-small\">&#8230;in ogni ora, ambiente e circostanza, con la mansuetudine, la mortificazione della curiosit\u00e0, la riduzione abituale delle cose che verrebbe spontaneo dire, la rinuncia a parlare di s\u00e9, la preferenza progressiva per le parole e i concetti pi\u00f9 semplici, pi\u00f9 sereni e pi\u00f9 pacificanti.\u201d<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: right\"><span style=\"color: #333333\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', Times, serif\"><span style=\"font-size: xx-small\"> Piccola regola della Annunziata<\/span><\/span><\/span><b> <\/b><\/p>\n<p>\u00a0Non appartengo alla \u201cgenerazione Bose\u201d. Appartengo, piuttosto, alla \u201cgenerazione Camaldoli\u201d o alla \u201cgenerazione Santa Giustina\u201d. Ci\u00f2 non dipende semplicemente da motivi di et\u00e0, ma da quelle contingenze e da quelle circostanze che sempre determinano l\u2019\u201dessere generati\u201d, fenomeno corporeo che non \u00e8 mai soltanto fatto elettivo o opzionale, ma sempre anche occasione propizia e contingenza indebita.<\/p>\n<p>Resta comunque interessante che una forma di identificazione delle diverse generazioni di cristiani cattolici accada e si dica in relazione a \u201cluoghi monastici\u201d.<\/p>\n<p>Io non sono mai stato a Bose. Conosco solo alcuni monaci, e le loro opere, che apprezzo e stimo. Per questo forse sono affettivamente meno implicato nelle dolorose vicende che gli ultimi giorni hanno attraversato il corpo personale ed ecclesiale di tanti tra noi.<\/p>\n<p>Proprio perci\u00f2 vorrei fermarmi su alcuni aspetti di fondo, che mi paiono piuttosto dimenticati in ci\u00f2 che viene detto sulla vicenda recente: ossia la eterogeneit\u00e0 originaria tra \u201cchiesa apostolica\u201d e \u201ctradizione monastica\u201d. Questo a me pare il punto su cui dovremmo riflettere, anche per recuperare quella serenit\u00e0 che, <i>sine ira ac studio<\/i>, pu\u00f2 permetterci di capire davvero che cosa sta accadendo. Provo a fare alcune considerazioni preliminari e del tutto provvisorie:<\/p>\n<p>a) la forma elementare della vita monastica<\/p>\n<p>Il monachesimo \u00e8, ecclesialmente, forma di vita elementare: che porta al massimo della evidenza due aspetti opposti, polari, della fede cristiana: la vocazione alla singolarit\u00e0, il lavoro su di s\u00e9, e la struttura comune, la forza aggregante e accorpante di linguaggi e gesti condivisi. Potremmo dire che nel monachesimo, almeno per come lo viviamo dopo Napoleone, cio\u00e8 dopo che Napoleone aveva cercato di cancellarne la presenza in Europa, troviamo due elementi in tensione con il mondo moderno: una pre-moderna potenza di autorit\u00e0 e una post-moderna aspirazione alla iperlibert\u00e0.<\/p>\n<p>b) la regola e la libert\u00e0<\/p>\n<p>In effetti non \u00e8 difficile scorgere come una mediazione fondamentale, nel monachesimo, \u00e8 costituita dalla \u201cregola\u201d. Essa \u00e8, allo stesso tempo, codice di comportamento, orientamento morale, principio ascetico, spazio mistico, regolamento giuridico. Viene da un mondo che non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 e va verso un mondo che non c\u2019\u00e8 ancora. In ragione di un dono, relativizza diritti e doveri. E crea spazi impensabili di \u201cautorit\u00e0 totale sull\u2019altro\u201d e di \u201clibert\u00e0 radicale coram Deo\u201d. Descrivendo una communitas vitae, lo fa nel dettaglio di una \u201ccommunitas victus, orationis, cantus, laboris et dormitionis\u201d.<\/p>\n<p>c) conflitti e collaborazioni<\/p>\n<p>Questo mondo, che \u00e8 allo stesso tempo radicalmente chiuso e radicalmente aperto, che si iperstabilizza per non dipendere da nessun luogo, che si ipertemporalizza per attraversare tutti i tempi, \u00e8 stato, da sempre, in una certa tensione con la \u201cmedietas\u201d che la chiesa diocesana e parrocchiale, curiale e vaticana, ha dovuto inevitabilmente elaborare. La \u201csuccessione apostolica\u201d e la \u201cvocazione monastica\u201d non si intrecciano spontaneamente. La pertinenza al Vangelo \u201cfondata istituzionalmente\u201d e \u201criconosciuta spiritualmente\u201d sono vie diverse, non necessariamente antitetiche, come spesso vorremmo, ma neppure ovviamente armoniche. E la storia \u00e8 piena del loro conflitto.<\/p>\n<p>d) una lunga storia che non \u00e8 finita<\/p>\n<p>La vita battesimale prende forme sorprendenti. E lo ha fatto da sempre. Noi tendiamo a semplificare troppo questa storia, sulla base degli sviluppi pi\u00f9 recenti. Ma se ci guardiamo intorno scopriamo le infinite variazioni di una \u201cesperienza di autorit\u00e0\u201d che si lega alla fede in modi non ecclesialmente univoci. Se, per fare solo alcuni esempi, si studia la storia delle citt\u00e0 di Padova, di Bologna, di Bari o di Conversano, si scoprono abissi di conflitti e di collaborazioni, in cui tradizioni diocesane e tradizioni monastiche\/religiose si contendono il campo: l\u2019Abate di S. Giustina aveva pi\u00f9 parrocchie del Vescovo di Padova; la basilica di S. Petronio era (ed \u00e8 ancora) patrimonio comunale e non episcopale; sulla Chiesa di S. Nicola non il Vescovo, ma l\u2019imperatore, poi il re e poi lo Stato italiano aveva autorit\u00e0, per mediazione di una presenza monastica; infine la Badessa del monastero di Conversano aveva diritto di veto sulla elezione del Vescovo. Sono tutti esempi di quella \u201cpluralit\u00e0 di fori\u201d che la modernit\u00e0 ha semplificato, ma che l\u2019esperienza ecclesiale non pu\u00f2 mai del tutto superare, senza venir meno a se stessa.<\/p>\n<p>e) il caso della \u201cpenitenza\u201d<\/p>\n<p>In modo ancora pi\u00f9 netto, e ancor pi\u00f9 dimenticato, si staglia la differenza tra monachesimo e successione apostolica sul piano della penitenza. Ci siamo convinti, lungo i secoli, che si possa affrontare la questione del peccato solo con il \u201cpotere delle chiavi\u201d. Ma la tradizione ci dice, contemporaneamente, un\u2019altra verit\u00e0. Che nel rapporto con il peccato la autorit\u00e0 non \u00e8 semplicemente quella \u201cformale\u201d garantita dalla ordinazione, ma quella \u201csostanziale\u201d assicurata dalla vita santa. L\u2019uomo santo, l\u2019uomo che ha sperimentato su di s\u00e9 la potenza della grazia, l\u2019uomo che ha scoperto l\u2019abisso del proprio peccato, \u00e8 l\u2019autorit\u00e0 ecclesiale che rende presente Cristo misericordioso. La riduzione \u201csecolare\u201d di questa tradizione ad \u201catto giuridico\u201d \u00e8 uno dei fenomeni pi\u00f9 gravidi di conseguenze nel rapporto con il monachesimo e nella autosufficienza della logica istituzionale, almeno in occidente.<\/p>\n<p>f) il ruolo di una \u201cregolata profezia\u201d<\/p>\n<p>I monasteri sono luoghi paradossali: dove \u00e8 maggiorata tanto la autorit\u00e0 quanto la libert\u00e0 e dove, pertanto, gli equilibri sono delicatissimi, sottili come un capello e alti come montagne. Per questo il surplus di autorit\u00e0 e di libert\u00e0, che il monachesimo deve sperimentare e comunicare, esige forme di autocontrollo su cui la \u201cregola\u201d \u00e8 accuratissima garanzia. La cura della interiorit\u00e0 e lo stile della \u201cforma esteriore\u201d, che sono sempre in tensione, non possono entrare in contraddizione. Quando ci\u00f2 accade non \u00e8 raro che il rimedio, inevitabilmente, possa venire anche dall\u2019esterno. Una regolata profezia, con la sua differenza, annuncia una Chiesa possibile e la rende simbolicamente reale. Per questo ci sono oggi \u201cgenerazioni\u201d di cristiani cattolici che hanno tratto da \u201cluoghi monastici\u201d la loro identit\u00e0 pi\u00f9 intima e forse anche quella pi\u00f9 esteriore.<\/p>\n<p>Il monachesimo correla in radice vangelo e vita. Lo fa a rischio di una forma di vita. La sua vocazione \u00e8 anche il suo limite: come accade nelle famiglie domestiche, anche le famiglie monastiche non possono gestire le crisi solo \u201cdiplomaticamente\u201d. Questa \u00e8 la differenza rispetto alla Chiesa non monastica: quanto pi\u00f9 \u00e8 decisiva una concreta forma di vita, tanto minore \u00e8 lo spazio delle formalit\u00e0 e dei formalismi. Per questo, quanto maggiore \u00e8 lo slancio profetico, tanto minore \u00e8 lo spazio della mediazione. Da sempre \u00e8 cos\u00ec. Ma \u00e8 proprio questa differenza precaria e ferita ci\u00f2 di cui abbiamo bisogno tutti.<\/p>\n<p>Nei passaggi pi\u00f9 difficili pu\u00f2 valere come orientamento di fondo una indicazione della Piccola Regola della Annunziata:<\/p>\n<p><span style=\"color: #333333\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: medium\">\u201c&#8230;in ogni ora, ambiente e circostanza, con la mansuetudine, la mortificazione della curiosit\u00e0, la riduzione abituale delle cose che verrebbe spontaneo dire, la rinuncia a parlare di s\u00e9, la preferenza progressiva per le parole e i concetti pi\u00f9 semplici, pi\u00f9 sereni e pi\u00f9 pacificanti.\u201d<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; \u201c&#8230;in ogni ora, ambiente e circostanza, con la mansuetudine, la mortificazione della curiosit\u00e0, la riduzione abituale delle cose che verrebbe spontaneo dire, la rinuncia a parlare di s\u00e9, la preferenza progressiva per le parole&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15581"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=15581"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15581\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":15583,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15581\/revisions\/15583"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=15581"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=15581"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=15581"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}