{"id":15529,"date":"2020-05-27T15:29:44","date_gmt":"2020-05-27T13:29:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=15529"},"modified":"2020-05-27T15:29:44","modified_gmt":"2020-05-27T13:29:44","slug":"verso-una-riconciliazione-liturgica-due-idee-del-card-koch-anzi-tre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/verso-una-riconciliazione-liturgica-due-idee-del-card-koch-anzi-tre\/","title":{"rendered":"Verso una &#8220;riconciliazione liturgica&#8221;: due idee del Card. Koch, anzi tre."},"content":{"rendered":"<p align=\"left\">\n<p align=\"left\"><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/due-figli2.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-15531\" alt=\"due figli\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/due-figli2.jpg\" width=\"234\" height=\"216\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"left\">\n<p align=\"left\"><span style=\"color: #333333\"><span style=\"font-family: Georgia, 'Times New Roman'\"><span style=\"font-size: medium\">Le recenti parole del Card. Koch, cos\u00ec chiare nell&#8217;individuare la &#8220;impossibile coesistenza&#8221; di due forme diverse del medesimo rito romano, possono essere unite con un&#8217;altra idea, che il medesimo Cardinale aveva gi\u00e0 espresso in passato, fin dal 2011: ossia la esigenza di un &#8220;riconciliazione&#8221; tra le due forme del rito romano. E&#8217; evidente, quindi, che dalla sua riflessione emergono due spunti importanti, che non possono essere intesi come &#8220;idee diverse&#8221;, o, peggio, come &#8220;idee in contraddizione&#8221;, ma piuttosto come la articolazione di un ragionamento, dal quale vorrei trarre una terza idea, volta a chiarire la &#8220;praticabilit\u00e0 concreta&#8221; di una soluzione al dissidio liturgico sperimentato a partire dalla fine degli anni 80 del XX secolo. Provo a strutturare il mio ragionamento in tre brevi passaggi:<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\">\n<p align=\"left\"><span style=\"color: #333333\"><span style=\"font-family: Georgia, 'Times New Roman'\"><span style=\"font-size: medium\">a) Come pi\u00f9 volte \u00e8 stato rilevato, la &#8220;invenzione&#8221; del MP Summorum Pontificum era orientata ad una &#8220;riconciliazione&#8221;. Una riconciliazione con il &#8220;tradizionalismo&#8221;, sia esterno, sia interno alla comunione cattolica. Ma il nobile fine di una &#8220;Chiesa liturgicamente riconciliata&#8221; \u00e8 stato perseguito mediante uno strumento troppo fragile e assai insidioso: ossia attraverso un &#8220;parallelismo rituale generalizzato&#8221;. Ci si era convinti che la presenza parallela di una &#8220;forma straordinaria&#8221; accanto alla &#8220;forma ordinaria&#8221; avrebbe riportato la pace nella Chiesa. L&#8217;esito dell&#8217;esperimento di questi 13 anni ha per\u00f2 mostrato ampiamente che il mezzo della &#8220;doppia forma dell&#8217;unico rito romano&#8221; \u00e8 non soltanto una costruzione astratta, ma anche un rimedio istituzionalmente incontrollabile, ecclesialmente piuttosto lacerante e spiritualmente insidioso. Non alimenta la riconciliazione, ma la divisione e la sedizione, su entrambi i versanti: rende il rito antico sempre pi\u00f9 oscurantista e il rito riformato sempre pi\u00f9 intellettualistico.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\">\n<p align=\"left\"><span style=\"color: #333333\">\u00a0<\/span><span style=\"font-size: medium\"><span style=\"color: #333333\"><span style=\"font-family: Georgia, 'Times New Roman'\">b) Quindi, ed \u00e8 la seconda idea espressa dal Card. Koch, occorre procurare una &#8220;riconciliazione&#8221;, ma evidentemente per un&#8217;altra via. La via della riconciliazione &#8211; che il Card. ha chiamato, nel 2011, una sorta di &#8220;ecumenismo intracattolico&#8221; &#8211; non deve essere pensata a livello di &#8220;forme parallele&#8221;, ma come evoluzione dell&#8217;unica forma celebrativa, da assumere proprio nella seriet\u00e0 della sua natura di &#8220;forma rituale&#8221;. Risulta, pertanto, che il bisogno di una &#8220;riconciliazione liturgica&#8221;, dal Concilio Vaticano II potentemente introdotta nella coscienza e nel corpo ecclesiale, debba abbandonare la strategia dello &#8220;stato di eccezione liturgica&#8221;, che ha caratterizzato la Chiesa dal 2007 fino ad oggi, e debba riprendere il cammino di un&#8217;unica forma rituale, che assuma in pieno tutti i linguaggi della celebrazione.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\">\n<p align=\"left\"><span style=\"color: #333333\"><span style=\"font-family: Georgia, 'Times New Roman'\"><span style=\"font-size: medium\">c) Ed ecco, allora, la terza idea, che non \u00e8 esplicitamente del Card. Koch, ma ne costituisce quasi un &#8220;corollario&#8221;. Che cosa rappresenta dunque la &#8220;riconciliazione liturgica&#8221;, se non pu\u00f2 essere una &#8220;riforma della riforma&#8221;, n\u00e9 un &#8220;nuovo movimento liturgico&#8221;? Credo che le sue caratteristiche fondamentali potrebbero essere cos\u00ec sinteticamente presentate:<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\">\n<p align=\"left\"><span style=\"color: #333333\"><span style=\"font-family: Georgia, 'Times New Roman'\"><span style=\"font-size: medium\">&#8211; implica un<\/span><\/span><\/span><em><span style=\"color: #333333\"><span style=\"font-family: Georgia, 'Times New Roman'\"><span style=\"font-size: medium\">\u00a0lavoro su un unico tavolo<\/span><\/span><\/span><\/em><span style=\"color: #333333\"><span style=\"font-family: Georgia, 'Times New Roman'\"><span style=\"font-size: medium\">: il rito romano ha un&#8217;unica forma, quella scaturita dalla Riforma Liturgica voluta dal Concilio Vaticano II. Non pu\u00f2 esservi alcuna riconciliazione liturgica senza ascoltare fedelmente la voce del Vaticano II: non si pu\u00f2 fare la pace n\u00e9 &#8220;contra Concilium&#8221; n\u00e9 &#8220;praeter Concilium&#8221;;<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\">\n<p align=\"left\"><span style=\"color: #333333\"><span style=\"font-family: Georgia, 'Times New Roman'\"><span style=\"font-size: medium\">&#8211; la riunificazione della forma permette di\u00a0<\/span><\/span><\/span><em><span style=\"color: #333333\"><span style=\"font-family: Georgia, 'Times New Roman'\"><span style=\"font-size: medium\">lavorare su di essa a diversi livelli<\/span><\/span><\/span><\/em><span style=\"color: #333333\"><span style=\"font-family: Georgia, 'Times New Roman'\"><span style=\"font-size: medium\">: infatti si deve valorizzare la riforma liturgica non solo a livello verbale, ma anche a livello &#8220;non verbale&#8221;. Attivare tutti i linguaggi della celebrazione \u00e8, in effetti, una nuova definizione dell&#8217;<\/span><\/span><\/span><em><span style=\"color: #333333\"><span style=\"font-family: Georgia, 'Times New Roman'\"><span style=\"font-size: medium\">ars celebrandi<\/span><\/span><\/span><\/em><span style=\"color: #333333\"><span style=\"font-family: Georgia, 'Times New Roman'\"><span style=\"font-size: medium\">\u00a0secondo &#8220;Sacramentum Caritatis&#8221;. Ed \u00e8 su questo punto che il <em>Novus Ordo<\/em> pu\u00f2 &#8220;essere riconciliato&#8221; con se stesso e con la tradizione che ha ricevuto e ora trasmette;<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\">\n<p align=\"left\"><span style=\"color: #333333\"><span style=\"font-family: Georgia, 'Times New Roman'\"><span style=\"font-size: medium\">&#8211;\u00a0 il\u00a0<\/span><\/span><\/span><em><span style=\"color: #333333\"><span style=\"font-family: Georgia, 'Times New Roman'\"><span style=\"font-size: medium\">Vetus Ordo<\/span><\/span><\/span><\/em><span style=\"color: #333333\"><span style=\"font-family: Georgia, 'Times New Roman'\"><span style=\"font-size: medium\">, sul piano della lingua, da secoli non viene compreso: per questo ha saputo dar valore pi\u00f9 al registro &#8220;non verbale&#8221; che a quello &#8220;verbale&#8221;. Questa condizione deve diventare una &#8220;luce&#8221; per lavorare sul NO. E&#8217; l&#8217;uso del NO a diventare il terreno di lavoro su cui la Chiesa pu\u00f2 recepire davvero, integralmente e plenariamente, tutta intera la tradizione del &#8220;rito romano&#8221;, in una unica forma vincolante per tutti, ma valorizzata sui diversi livelli della sua espressione &#8220;multimediale&#8221;: parola e canto, spazio e tempo, silenzio e movimento, tatto e odorato sono &#8220;organi&#8221; di esperienza e di espressione del rito romano: in una forma unica, ma non univoca n\u00e9 monotona.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\">\n<p align=\"left\"><span style=\"color: #333333\"><span style=\"font-family: Georgia, 'Times New Roman'\"><span style=\"font-size: medium\">In conclusione, le due idee del Card. Koch trovano in una terza il loro compimento. Proviamo a riassumerle in conclusione:<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\">\n<p align=\"left\"><span style=\"color: #333333\"><span style=\"font-family: Georgia, 'Times New Roman'\"><span style=\"font-size: medium\">&#8211; la esperienza della &#8220;doppia forma parallela dello stesso rito romano&#8221; ha dimostrato di essere fragile dal punto di vista teorico e pericolosa dal punto di vista pratico: perci\u00f2 deve essere superata uscendo dallo &#8220;stato di eccezione&#8221; che ha determinato;<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\">\n<p align=\"left\"><span style=\"color: #333333\"><span style=\"font-family: Georgia, 'Times New Roman'\"><span style=\"font-size: medium\">&#8211; resta tuttavia l&#8217;esigenza di una &#8220;riconciliazione liturgica&#8221;, che riprenda il progetto del Concilio Vaticano II e lo recepisca in modo pieno, equilibrato e profetico, per &#8220;far crescere ogni giorno di pi\u00f9 la vita cristiana tra i fedeli&#8221; (SC 1).<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\">\n<p align=\"left\"><span style=\"color: #333333\"><span style=\"font-family: Georgia, 'Times New Roman'\"><span style=\"font-size: medium\">&#8211; alla concorrenza &#8220;tra forme parallele&#8221;, che non genera pace ma discordia, si deve sostituire la correlazione tra &#8220;forma verbale&#8221; e &#8220;forma rituale&#8221;, sulla cui integrazione la sapienza ecclesiale deve predisporre strumenti teorici nuovi e buone pratiche comuni, affinch\u00e9 l&#8217;unica forma del rito romano, in s\u00e9 indivisa e concorde, possa brillare di nobile semplicit\u00e0 &#8220;per ritus et preces&#8221;, mediante la partecipazione attiva di ogni fedele battezzato.\u00a0<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\">\n<p align=\"left\">\n<p align=\"left\"><span style=\"color: #333333\"><span style=\"font-family: Georgia, 'Times New Roman'\"><span style=\"font-size: xx-small\">\u00a0<\/span><\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le recenti parole del Card. 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