{"id":15491,"date":"2020-05-14T12:05:06","date_gmt":"2020-05-14T10:05:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=15491"},"modified":"2020-05-14T12:05:06","modified_gmt":"2020-05-14T10:05:06","slug":"lo-spot-sulla-riapertura-un-conflitto-tra-simboli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/lo-spot-sulla-riapertura-un-conflitto-tra-simboli\/","title":{"rendered":"Lo spot sulla &#8220;riapertura&#8221;: un conflitto tra simboli"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/VIDEOCEI.jpeg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-15492\" alt=\"VIDEOCEI\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/VIDEOCEI-300x202.jpeg\" width=\"300\" height=\"202\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/VIDEOCEI-300x202.jpeg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/VIDEOCEI.jpeg 757w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Ieri abbiamo visto, per la prima volta,<a href=\"https:\/\/twitter.com\/UCSCEI\/status\/1260545188801454081?s=20&amp;fbclid=IwAR3YPPsqD6QY2oFgV3lugEnELkfD0CMOTYzZu128NsayrLDJAAKIUdz9L1Y\"> lo spot<\/a> con cui la Conferenza Episcopale Italiana comunica che dal 18 maggio le Chiese torneranno a celebrare l&#8217;eucaristia &#8220;con il popolo&#8221;. Se si scrive un comunicato, l&#8217;esame \u00e8 immediato. Se si produce un &#8220;video&#8221; di 55 secondi, l&#8217;analisi non pu\u00f2 limitarsi al solo registro verbale. La liturgia del post-concilio, con la sua forza, ci ha resi molto pi\u00f9 attenti a cogliere tutti i &#8220;registri non verbali&#8221; di cui \u00e8 ricchissimo ogni linguaggio, anche quello della &#8220;comunicazione pubblicitaria&#8221;, di cui fa parte anche il video che abbiamo visto ieri. Prima di esaminare le parole e tutti gli altri linguaggi, tuttavia, premetto alcune avvertenze importanti.<\/p>\n<p><strong>a) Il messaggio nascosto nel simbolo<\/strong><\/p>\n<p>La simbolica pubblicitaria, come quella liturgica, nasconde la cosa pi\u00f9 importante che vuole dirci. Se non \u00e8 nascosto, non \u00e8 un simbolo. E nella comunicazione del cinema, della TV e di tutti i &#8220;media audiovisivi&#8221; la potenza comunicativa si gioca precisamente sull&#8217;uso &#8220;diabolico&#8221; (nel senso etimologico di <em>diabolos, &#8220;<\/em>&#8220;divisore&#8221;) di grandi simboli universali. Si vendono biscotti come famiglie felici, shampoo o automobili come successo con le donne, detersivi o acque minerali come purezza morale, orologi o dopobarba come vite spericolate. In ogni spot lo spettatore \u00e8 &#8220;giocato&#8221; su un doppio livello: deve aderire emotivamente al valore universale, per restare vittima del prodotto particolare. In questo sta la &#8220;diabolicit\u00e0&#8221; dello spot: il simbolo unisce, mentre lo spot divide: divide il soggetto da s\u00e9, lo scinde in ideale sognatore e concreto consumatore. Questo meccanismo \u00e8 presente anche nello spot che consideriamo. E come nella pubblicit\u00e0 dobbiamo chiederci &#8220;che cosa ci vogliono vendere davvero?&#8221;, qui dovremo scoprire &#8220;quale modello di Chiesa ci \u00e8 proposto per la riapertura?&#8221;. Ora procediamo alla lettura, prima del livello verbale e poi di quello non verbale.<\/p>\n<p><strong>b) Il linguaggio verbale<\/strong><\/p>\n<p>Il messaggio inizia con &#8220;da luned\u00ec potremo tornare a messa&#8221; e finisce con &#8220;cittadini responsabili per tornare a celebrare messa in sicurezza&#8221;. Poi, per tutti gli altri 40 secondi si elencano in sintesi le normative sulle distanze, sui tempi, sui dispositivi di protezione e sulle condizioni di salute e di contatto. Anche il registro verbale ha il suo bravo livello &#8220;non verbale&#8221;: la voce maschile, giovane, che pronuncia le parole con calma, ha un tono che solo in apertura e in chiusura manifesta una emozione di moderata soddisfazione, per il resto \u00e8 un tono tecnico, analitico, quasi anaffettivo, anche se non freddo.\u00a0 Ma l&#8217;accento pi\u00f9 emozionato \u00e8 sull&#8217;ultima parola, preceduta da una breve pausa: &#8220;in sicurezza&#8221;.<\/p>\n<p><strong>c) I linguaggi non verbali<\/strong><\/p>\n<p>Il dispositivo ecologico e etologico del filmato \u00e8 assai interessante.<\/p>\n<p>&#8211; porta chiusa che si apre, musica di campane e accordi di pianoforte &#8220;alla americana&#8221;, con tema discendente, un sottofondo di note tenute, di archi, e un motivo vuoto, ascendente, con timbro elettronico, che prevale sul pianoforte gradualmente. Un clima indefinito, quasi una colonna sonora da fantascienza, n\u00e9 triste n\u00e9 allegra, sospesa, che risolve in un crescendo.<\/p>\n<p>&#8211; Si vedono due &#8220;ministranti&#8221; che stanno sulla soglia, discretamente, uno con veste liturgica, l&#8217;altro in borghese. Entrano solo due giovani, atletici, una volta ripresi posteriormente, una seconda volta di lato, ma sempre gli stessi due. In Chiesa scorgiamo altri, gi\u00e0 presenti. Un uomo di mezza et\u00e0, seduto e una signora inginocchiata.<\/p>\n<p>&#8211; L&#8217;aula, molto ampia, \u00e8 illuminata da una luce calda del mattino, ma \u00e8 pressoch\u00e9 vuota. Mentre la voce parla di distanze di almeno 1,5 metri, vediamo distanze di 10 metri tra i pochissimi presenti. Anche i volti, per quanto mascherati, e i corpi, sono inespressivi, senza gioia, senza emozione.<\/p>\n<p>&#8211; Che si tratti non di una &#8220;visita individuale&#8221; in Chiesa, ma di una &#8220;celebrazione&#8221; si capisce solo dal minuto 0.40 al minuto 0.47, in cui colui che presiede arriva all&#8217;altare prima a una distanza di 20 metri, e poi a 40 metri dall&#8217;occhio della camera.<\/p>\n<p><strong>d) Che cosa ci viene comunicato?<\/strong><\/p>\n<p>La notizia \u00e8 chiara: da luned\u00ec si pu\u00f2 tornare a celebrare. Ma che cosa ci viene detto di questo celebrare? e della Chiesa che lo sperimenta? Proviamo a scoprire il messaggio nascosto:<\/p>\n<p>&#8211; non ci sar\u00e0 alcun pericolo. Se saremo responsabili, andr\u00e0 tutto bene.<\/p>\n<p>&#8211; la condizione della sicurezza \u00e8 che si &#8220;assista&#8221; alla messa individualmente. Neppure lontanamente, n\u00e9 nelle parole, n\u00e9 nelle azioni, vi \u00e8 traccia di comunit\u00e0.<\/p>\n<p>&#8211; i soggetti esclusi sono i soggetti reali. Alla messa di luned\u00ec, come \u00e8 probabile, parteciperanno, in larga parte, coloro che non sono rappresentati: ossia non giovani atletici, ma anziani non del tutto sani, che zoppicano e ansimano per aver fatto le scale.<\/p>\n<p>&#8211; non c&#8217;\u00e8 nessun segno di sofferenza, di limitazione, di fatica. Sembra che, con gli accorgimenti del protocollo, la Chiesa ritrovi se stessa: senza comunit\u00e0, con addetti alla messa e con &#8220;fedeli&#8221; considerati come &#8220;fruitori del servizio&#8221;. Con qualche attenzione, non cambia niente.<\/p>\n<p>Proprio ieri Giovanni Grandi sollevava la domanda: &#8220;ripartire senza imparare&#8221;? La rappresentazione che lo spot CEI ci offre \u00e8 per lo meno equivoca. Realizza, in modo raffinato e quasi soave, una opera di grande rassicurazione. Che per\u00f2 rischia di costituire una certa forzatura almeno in duplice senso:<\/p>\n<p>&#8211; Le condizioni\u00a0 mostrate &#8211; del desiderato luned\u00ec 18 &#8211; sono &#8220;condizioni feriali&#8221; abbastanza ordinarie, ma non sono &#8220;condizioni festive&#8221;.\u00a0 Che cosa accade la domenica? Il video rischia di essere addirittura fuorviante. Perch\u00e9 il &#8220;prodotto messa&#8221; non \u00e8 &#8220;standard&#8221;. E le condizioni di uso dello spazio, di gestione del tempo e dei soggetti presenti sono molto diverse.<\/p>\n<p>&#8211; Ma la messa, comunque, non \u00e8 un &#8220;servizio che una azienda vende a clienti&#8221;, ma \u00e8 &#8220;evento comunitario, di intimit\u00e0, di condivisione, di partecipazione&#8221;. La simbolica dello spot \u00e8 tutta &#8220;pubblica&#8221; e &#8220;privata&#8221;: mostra solo la legge e la devozione. Ogni dinamica rituale \u00e8 spostata su un altare lontanissimo, inaccessibile, un p\u00f2 triste perch\u00e9 isolato.<\/p>\n<p>La simbolica liturgica \u00e8 integralmente assorbita dalla simbolica dello &#8220;spazio pubblico sicuro&#8221;, nel quale il fedele &#8220;prega devotamente nel banco&#8221; e il prete &#8220;celebra all&#8217;altare&#8221;. Di sicuro il protocollo, che pone le norme di fondo, non impone come fare gli spot. Credo che una maggiore considerazione della verit\u00e0 del rito eucaristico avrebbe consigliato altre scelte: parole meno fredde, dinamiche meno patinate, soprattutto comunit\u00e0 meno rimosse, meno dimenticate, meno irrilevanti, meno negate.<\/p>\n<p>Mi pare che questo &#8220;comunicato&#8221; dovrebbe rafforzare in noi la domanda allo Spirito, per Pentecoste: &#8220;Bagna ci\u00f2 che \u00e8 arido, piega ci\u00f2 che \u00e8 rigido, scalda ci\u00f2 che \u00e8 gelido&#8221;.<\/p>\n<p>E vorrei aggiungere, in conclusione: anche le pi\u00f9 rigide disposizioni necessarie sul piano della sanit\u00e0 pubblica, non ci costringeranno mai ad essere come lo spot ci vorrebbe suggerire. Dobbiamo resistere alle logiche comunicative ed efficientiste, che in occasione della pandemia si lasciano convincere a riproporci la minestrina riscaldata di una chiesa di chierici e di addetti, che confezionano la liturgia a fedeli-clienti, capaci di tenere distanze di &#8220;supersicurezza&#8221; , chi a 30, chi a 40, chi a 50 metri dall&#8217;altare e dagli altri fedeli. Dello spot, dobbiamo accogliere il &#8220;messaggio sulla sicurezza&#8221;, ma allo stesso tempo dobbiamo rifiutare il &#8220;messaggio sulla chiesa&#8221;.\u00a0Una volta rassicurati sul piano civile, cosa che \u00e8 sempre buona e giusta, il primo modo per rassicurarci sul piano ecclesiale, per riprendere quota, per uscire dalla paura, per ricominciare davvero a celebrare, deve essere quello di dirci, in tutta franchezza: non dovremo mai ridurci cos\u00ec. A nessun costo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ieri abbiamo visto, per la prima volta, lo spot con cui la Conferenza Episcopale Italiana comunica che dal 18 maggio le Chiese torneranno a celebrare l&#8217;eucaristia &#8220;con il popolo&#8221;. Se si scrive un comunicato, l&#8217;esame&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15491"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=15491"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15491\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":15494,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15491\/revisions\/15494"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=15491"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=15491"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=15491"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}