{"id":15452,"date":"2020-05-05T16:00:58","date_gmt":"2020-05-05T14:00:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=15452"},"modified":"2020-05-06T15:01:14","modified_gmt":"2020-05-06T13:01:14","slug":"tessuto-intrecciato-insieme","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/tessuto-intrecciato-insieme\/","title":{"rendered":"Tessuto intrecciato insieme"},"content":{"rendered":"<p>\u00abL\u2019economia liberista si fonda sull\u2019idea che il cliente ha sempre ragione\u00bb. \u00abChi sia stato allevato fin dall\u2019infanzia con una dieta di slogan simili \u00e8 incline naturalmente a pensare che la felicit\u00e0 sia un sentimento soggettivo, e che ciascuno sappia benissimo se \u00e8 contento o infelice. Tuttavia questa concezione appartiene solo al liberalismo\u00bb [Yuval Noah Harari, <em>Da animali a d\u00e8i<\/em>, tr.it Bompiani 2016, p. 479]. \u00abSi immagini uno psicologo che studi la felicit\u00e0 in un gruppo di tossicodipendenti. Ognuno di loro, scopre, dichiara di essere felice solamente quando si buca. Dovrebbe per questo pubblicare una relazione in cui sostiene che l\u2019eroina \u00e8 la chiave della felicit\u00e0?\u00bb [ivi, p. 480]. S\u00ec, come le relazioni trimestrali che drogano la borsa. \u00abSiamo d\u00e8i che si sono fatti da s\u00e9, a tenerci compagnia solo le leggi della fisica, non dobbiamo rendere conto a nessuno\u00bb. \u00abPu\u00f2 esserci qualcosa di pi\u00f9 pericoloso di una massa di d\u00e8i insoddisfatti e irresponsabili che non sanno neppure ci\u00f2 che vogliono?\u00bb [ivi, p. 508]. Essi stessi una droga, \u00abpersona che eserciti forte attrattiva ma in s\u00e9 dannosa\u00bb [Treccani].<br \/>\nE dopo Covid-19?<br \/>\n\u00abPer uno che era passato attraverso gli orrori degli anni \u201930 e \u201940 e doveva vivere il resto dei suoi giorni sotto il segno di Auschwitz\u00bb, \u00abattribuivo un\u2019enorme importanza, col vecchio Hobbes, alla forza salutare della nuda paura\u00bb: \u00abla crescente consapevolezza dei pericoli intrinseci alla tecnologia in quanto tale \u2013 non dei suoi rischi immediati, ma di quelli di lungo periodo, non delle sue minacce incombenti, ma di quelle future, non del suo cattivo uso che, con un po&#8217; di attenzione, si pu\u00f2 sperare di tenere sotto controllo, ma delle sue utilizzazioni pi\u00f9 buone e legittime, che sono la vera essenza del suo attivo dominio\u00bb; \u00ab\u00e8 sufficiente ricordare le preoccupazioni ecologiche, da un lato, e l\u2019\u201cingegneria umana\u201d, in particolare genetica, dall\u2019altro\u00bb [Hans Jonas, <em>Dalla fede antica all\u2019uomo tecnologico<\/em>, tr.it. il Mulino 1991, pp. 32-3, ed. or. 1974]. Oggi, le preoccupazioni per i programmi di tutela ambientale boicottati da Trump e l\u2019\u00abuomo del futuro, l\u2019uomo potenziato, capace \u2013 grazie a terapie geniche, robot e intelligenze artificiali \u2013 di vincere malattie, accrescere le facolt\u00e0 psichiche e cognitive o addirittura sfidare la morte\u00bb [<em>Eta Beta<\/em>, Radio1 Rai, 02\/05\/2017, ore 11:40].<br \/>\nSul mercato, teorizzato da Adam Smith, filosofo morale, riflette oggi Paolo Benanti, teologo morale esperto in neuroscienze. \u00abUna volta erano le scoperte scientifiche che anticipavano la tecnologia, oggi mercato e industria producono innovazione tecnologica e quindi la diffondono prima di capire fino in fondo qual \u00e8 l\u2019effetto di queste tecnologie. Quindi, per la prima volta nella storia dell\u2019uomo, noi ci troviamo a vivere in un contesto tecnologico prima di averne capito fino in fondo gli effetti. \u00c8 un sogno che viene venduto e quindi ha acquirenti, il che significa che le risorse, che non sono infinite, dell\u2019universo biotecnologico vengono investite, pi\u00f9 che per trovare cure a malattie che affliggono grandi quantit\u00e0 di persone, per generare dei prodotti che possono essere venduti alla parte ricca della popolazione. In un contesto di scarsit\u00e0 di risorse bisognerebbe prima di tutto eticamente ragionare su ci\u00f2 che \u00e8 pi\u00f9 urgente e importante. Di fronte a milioni di persone che muoiono decimate dall\u2019HIV, sarebbe pi\u00f9 urgente e importante investire le risorse per trovare un vaccino e una cura a questa malattia piuttosto che allungare la vita di pochi ricchi nelle zone pi\u00f9 ricche del pianeta\u00bb [ivi].<br \/>\nEra il 2017 e Covid-19 era gi\u00e0 una minaccia pandemica segnalata da Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0 e Banca Mondiale agli stati, che alla sanit\u00e0 pubblica hanno anteposto il mercato. Il virologo Andrea Crisanti correla la letalit\u00e0 di Covid-19, altissima in Lombardia e bassa in Veneto, alle sanit\u00e0 regionali: \u00abla veneta molto pi\u00f9 incentrata sui servizi pubblici territoriali, la lombarda molto pi\u00f9 sui servizi di diagnosi e terapia di grande eccellenza (9 i laboratori di sanit\u00e0 pubblici in Veneto, 3 in Lombardia). Regione Veneto ha investito moltissimo nei servizi di continuit\u00e0 e assistenza territoriale, che Lombardia per decisione politica ha preferito trascurare. Senz\u2019ombra di dubbio, la sanit\u00e0 pubblica \u00e8 pi\u00f9 adatta della privata a gestire le situazioni di crisi, fa investimenti che non sono remunerativi a breve termine, ma lo sono molto a lungo termine. La sanit\u00e0 pubblica non ha per obiettivo il profitto, ma la salute e il benessere di tutta la comunit\u00e0\u00bb [<em>Aspettando le parole<\/em>, Rai3, 18\/04\/2020, ore 20:30].<br \/>\nVero, per definizione il lungo termine \u00e8 comunitario, il breve individuale. Teologo morale e virologo concordano: il cliente non ha sempre ragione.<br \/>\nCovid-19 uccide anche il mercato neoliberista. Nell\u2019esperienza di Jonas \u00abla situazione catastrofica, la rovina incombente di un mondo, la crisi progressiva della civilt\u00e0, la prossimit\u00e0 della morte, la scarna essenzialit\u00e0 a cui la vita era ridotta \u2013 tutti questi elementi costituivano un argomento sufficiente per ripensare i fondamenti del nostro essere e per riconsiderare i principi che orientano le nostre riflessioni su di essi\u00bb [cit., p. 28]. Non \u00e8 poco, ma neanche Covid-19 scherza.<br \/>\n\u00abLa probabilit\u00e0 di morire per effetto di un\u2019esposizione tossica a plastica o pesticidi o riscaldamento \u00e8 obiettivamente bassa. Ma questo modo di impostare il problema, sotto le apparenze di un calcolo freddo e razionale, in realt\u00e0 \u00e8 politico. Fa dell\u2019individuo il metro di ogni cosa, occulta la fragilit\u00e0 delle strutture economiche e sociali da cui dipendiamo e del loro equilibrio con l\u2019ambiente in senso lato. C\u2019\u00e8 una pedagogia in questa crisi. Se la ricombinazione di qualche nicotinammide sull\u2019RNA di un virus trasportato da un piccolo mammifero \u00e8 riuscito a produrre questo disastro, chi pu\u00f2 immaginare che cosa produrr\u00e0 a lungo termine il sollevamento di oltre un metro degli oceani, come prevedono gli esperti del clima per i prossimi decenni?\u00bb [St\u00e9phane Foucart, \u00abL\u2019\u00e9cologie au temps du Covid-19\u00bb, <em>Le Monde<\/em>, 26-27\/04\/2020, p. 32]. In effetti, \u00abi sapiens sono una specie prepotente ma basta un organismo ridotto all\u2019essenziale del suo materiale genetico per dimostrare come l\u2019intelligenza sia una prerogativa della vita. I virus non sono stupidi n\u00e9 cattivi, semplicemente fluiscono nella storia naturale, cosa che sembriamo aver disimparato. Le conseguenze non possiamo pi\u00f9 ignorarle\u00bb [Mario Tozzi, \u00abMiglioriamo il rapporto col pianeta\u00bb, <em>La Stampa<\/em>, 22\/04\/2020, p. 21].<br \/>\nGreta Thunberg e la sua generazione lo hanno capito. Non \u00e8 poco.<br \/>\n<strong>Tessuto intrecciato insieme<\/strong> \u00e8 il mondo, che abitiamo con rispetto o arroganza. L\u2019arroganza neoliberista ha favorito la pandemia tramite la \u00abdemocrazia autoritaria\u00bb, come nel 1982 Bob Lumley e Philip Schlesinger definirono in Italia i \u00abmutamenti strutturali di crescente autonomia dell\u2019esecutivo dal parlamento, di crescente ricorso a riunioni di segreterie dei partiti di governo per decisioni politiche che bypassano Governo e Parlamento, di maggiore potere burocratico sul sistema politico e di sviluppo di un consenso passivo\u00bb [\u00abThe Press, the State and Its Enemies, the Italian Case\u00bb, <em>Sociological Review<\/em> 30, n. 4 (1982), 603-26, p. 605]. Questo \u00e8 anche il contesto che \u00abdescrive con molta accuratezza la struttura interna del dramma sociale Moro\u00bb [Robin Erica Wagner-Pacifici, <em>The Moro Morality Play. Terrorism as Social Drama<\/em>, The University of Chicago Press 1986, p. 289], assassinato per gli sviluppi della sua politica: \u00abQuesta societ\u00e0 democratica nella quale siamo, vuole essere liberata da tutto: dal bisogno, dall\u2019ignoranza, dall\u2019umiliazione\u00bb, <em>se<\/em> \u00e8 democratica [cit. in G. Bottalico, \u00abUn patto educativo globale per il futuro della nostra casa globale\u00bb, in A. Mattioli e C. Tintori,  <em>Patto per una nuova economia<\/em>, indialogo 2020, p. 132]. Nel 1986 Wagner-Pacifici pose una questione ora divenuta globale: \u00abquesta messa in scena di crisi sociali e politiche \u00e8 peculiare dell\u2019Italia o \u00e8 fenomeno pi\u00f9 universale? E che ci dice politicamente la scoperta di questa dimensione estetica della politica? Chi ha interesse allo sviluppo di democrazia vera e non autoritaria, dovrebbe, come fa Philip Rieff, raccomandare di sostituire a questa dimensione estetica della politica quella discorsiva?\u00bb \u00abLa risposta \u00e8 s\u00ec e no\u00bb [Wagner-Pacifici, cit., p. 293]. Questo s\u00ec e no ci sta costando molto caro.<br \/>\nCovid-19 ha un alleato nella democrazia autoritaria, nemica della solidariet\u00e0 e della ragione, unici baluardi contro le minacce mortali. \u00abL\u2019America in questo attacco del virus, del nemico invisibile, ha perso l\u2019occasione per rilanciare quella leadership globale cui ci aveva abituati\u00bb, dice il Nobel Edmund Phelps. \u00abL\u2019economia si deve mobilitare contro il virus\u00bb: \u00abaerei attrezzati per il trasporto di malati e che gli alberghi si trasformino in ospedali\u00bb perch\u00e9 \u00abda sempre il dinamismo di un\u2019economia dipende dai valori che guidano l\u2019innovazione. Il piacere, la soddisfazione del fare devono essere pi\u00f9 grandi del danaro\u00bb [Mario Platero, \u00ab\u201cLibert\u00e0 e hi-tech sono le nostre armi per sopravvivere\u201d\u00bb, <em>La Stampa<\/em>, 22\/04\/2020, p. 15]. Col linguaggio della morte e sofferenza, Covid-19 ci ricorda che la salute \u00e8 un bene pubblico globale primario che con lavoro e ambiente forma il sistema di giustizia necessaria per la pace [G. Mastrojeni, L\u2019economia integrale: dove la crescita \u00e8 uguale a benessere, ambiente, giustizia e pace\u00bb, in A. Mattioli e C. Tintori, cit., p. 107].<br \/>\nHa ragione Philip Rieff, la democrazia vive nella dimensione discorsiva della politica e muore se diventa autoritaria. \u00ab\u00c8 arrivato il momento di nominare ci\u00f2 che \u00e8 rimasto innominato in tutti questi tratti, ma che era presupposto in ciascuno di essi: il linguaggio. Senza di esso non potrebbe esistere alcuno degli altri fenomeni; per ciascuno \u00e8 stato supposto tacitamente. Questo \u00e8 vero gi\u00e0 per la sfera organico-biologica\u00bb, \u00abil pasto umano\u00bb \u00abla ricerca del cibo\u00bb, \u00abl\u2019amore tra i sessi\u00bb, \u00aballevare i bambini\u00bb, \u00able relazioni di parentela e di autorit\u00e0\u00bb, \u00abpersino i nostri sogni sono permeati di parole. Tanto pi\u00f9 dominano le parole nelle sfere della vita denotate dall\u2019utensile, dall\u2019immagine e dalla tomba \u2013 nella progettazione, nel lavoro, nel ricordo e nella venerazione. Analoga \u00e8 la dipendenza dal discorso del mondo della politica e del diritto, e ancor pi\u00f9 di tutto il rapporto con l\u2019invisibile, il quale trova una forma solo nelle parole. Allora l\u2019uomo \u00e8 innanzitutto una creatura discorsiva \u2013 che produce il discorso e ne \u00e8 prodotto\u00bb [Jonas, cit. p. 363].<br \/>\nDove l\u2019invisibile \u00e8 tuttora la libert\u00e0 dal bisogno, dall\u2019ignoranza, dall\u2019umiliazione.<br \/>\nI \u00abgovernanti cinesi combinano grandi ambizioni con la prudenza dettata dal gravoso compito di governare un paese di 1,4 miliardi di persone. Non hanno bisogno di un nuovo ordine internazionale basato sul diritto\u00bb. Ma \u00abgli anni 1920 hanno mostrato ci\u00f2 che accade quando i grandi poteri agiscono egoisticamente e cercano di trarre vantaggio dai problemi degli altri\u00bb [\u00abPandemic geopolitics. Is China winning?\u00bb, <em>The Economist<\/em> online, 16\/04\/2020]. In USA \u00ab\u201cDonald Trump non mette in pericolo la democrazia: non \u00e8 Orban che vuole pieni poteri. [&#8230;] Il vero dramma per l\u2019America \u00e8 la sua totale incompetenza\u201d\u00bb [Massimo Gaggi, \u00abBremmer: \u201cLa sua incompetenza mina l\u2019America, non la democrazia\u201d\u00bb, <em>Corriere della Sera<\/em>, 27\/04\/2020, p. 14]. Ovunque \u00abautocrati senza scrupoli stanno  sfruttando la pandemia per continuare a fare ci\u00f2 che sempre fanno: prendere il potere a spese dei loro governati\u00bb [\u00abUna pandemia di colpi di stato. Gli autocrati vedono opportunit\u00e0 nel disastro\u00bb, <em>The Economist<\/em> online, 23\/04\/2020]. Da noi, \u00abche Salvini spari a zero sull\u2019Europa \u00e8 comprensibile. La sua \u00e8 una scelta politica, a nostro parere folle, ma lucida. Il suo scopo \u00e8 portarci fuori dall\u2019Europa\u00bb [Alberto Alesina e Francesco Giavazzi, \u00abUn errore voler fare da soli\u00bb, <em>Corriere della Sera<\/em>, 22\/04\/ 2020, p. 30]. Far da soli \u00e8 il credo neoliberista che, tramite la democrazia autoritaria, ha lasciato via libera anche alla pandemia da Covid-19, che possiamo vincere solo con istituzioni discorsive.<br \/>\nInfatti all\u2019UE, istituzione discorsiva unica al mondo, parla Phelps [cit.]: \u00ab\u00c8 da una crisi che si aprono opportunit\u00e0 o catastrofi storiche: i leader europei devono trovare la forza per approvare un pacchetto di stimoli importante, un progetto per la ricostruzione\u00bb. Ad esempio il \u00abmodello da ecosistema per una nuova Europa\u00bb proposto da Carmelo Cennamo e Alberto Di Minin: \u00abApplicato all\u2019architettura del sistema politico-organizzativo dell\u2019unione europea, un modello di \u201cecosystem governance\u201d permetterebbe agli Stati membri di non svuotarsi di poteri politici e decisionali. Richiederebbe l\u2019istituzione di infrastrutture comuni, sotto la guida della Commissione Ue attraverso le quali i singoli Stati membri conducono le proprie attivit\u00e0 di governo (ad esempio un data hub unico per il controllo e prevenzione delle malattie, ma lo stesso modello pu\u00f2 essere applicato a energia, difesa, trasporti, istruzione)\u00bb [<em>Il Sole 24 Ore<\/em>, 19\/04\/2020, p. 15]. Il tessuto \u00e8 intrecciato insieme, sta a noi rafforzarlo.<br \/>\nAlle corresponsabilit\u00e0 in UE e euro possiamo preferire la leva lira\/euro, l\u2019ipotetica persistenza della filiera produttiva tedesco-padana, poche regole di governo, pace fiscale e edilizia, inflazione (non per tutti un guaio) e Mezzogiorno mandato a quel paese perch\u00e9, come per la Germania riunificata, l\u2019UE cementa anche la nostra unit\u00e0 nazionale e statuale. In effetti, l\u2019errore di voler fare da soli in Europa \u00e8 figlio del padano voler fare da soli in Italia, dove \u00abridurre il Meridione al modello europeo, sarebbe un\u2019assurdit\u00e0. Esiste anche un clientelismo buono, che pu\u00f2 determinare la crescita economica\u00bb, come il mancato ministro Gianfranco Miglio scrisse su <em>Il Giornale<\/em> del 20\/03\/1999: \u00abNon mi fecero ministro perch\u00e9 avrei distrutto la Repubblica\u00bb [cit. in Jacques de Saint Victor, <em>Patti scellerati<\/em>, tr.it. UTET 2013, p. 336]. Proprio cos\u00ec. Nel disastroso impatto anche economico di Covid-19, \u00e8 l\u2019UE il \u00abMaxi-scudo sui conti italiani. Cos\u00ec la Bce puntella il debito\u00bb [Carlo Cottarelli, <em>La Stampa<\/em>, 30\/04\/2020, p. 3] contro il rating negativo di Fitch, mastino pi\u00f9 aggressivo di Standard and Poor\u2019s.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abL\u2019economia liberista si fonda sull\u2019idea che il cliente ha sempre ragione\u00bb. \u00abChi sia stato allevato fin dall\u2019infanzia con una dieta di slogan simili \u00e8 incline naturalmente a pensare che la felicit\u00e0 sia un sentimento soggettivo,&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":8,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[51],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15452"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/8"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=15452"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15452\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":15460,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15452\/revisions\/15460"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=15452"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=15452"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=15452"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}