{"id":15435,"date":"2020-05-02T08:53:00","date_gmt":"2020-05-02T06:53:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=15435"},"modified":"2020-05-02T08:53:51","modified_gmt":"2020-05-02T06:53:51","slug":"eucaristia-eccesso-damore-da-non-sprecare-di-giordano-remondi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/eucaristia-eccesso-damore-da-non-sprecare-di-giordano-remondi\/","title":{"rendered":"Eucaristia: eccesso d\u2019amore da non sprecare&#8230; (di Giordano Remondi)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left\" align=\"center\"><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/totcrocecav1.gif\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-15436\" alt=\"totcrocecav\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/totcrocecav1-225x300.gif\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/totcrocecav1-225x300.gif 225w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/totcrocecav1-768x1024.gif 768w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: left\" align=\"center\"><em>Il caro amico Giordano Remondi reagisce al mio post di ieri e alimenta con competenza e finezza il dialogo sul &#8220;fare eucaristia&#8221; che caratterizza il dibattito non solo ecclesiale degli ultimi mesi, segnato dai &#8220;divieti sanitari di assembramento&#8221;. Perch\u00e9 la &#8220;libert\u00e0 di culto&#8221; non diventi un concetto formale e vuoto, occorre chiarire teologicamente che cosa significhi il suo vertice eucaristico.<\/em><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium\">L&#8217;<a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/la-messa-la-fede-la-carne-e-il-sangue-liberta-di-culto-tra-vescovi-e-lutero\/\">intervento di ieri, Primo maggio 2020<\/a>, compiuto dall&#8217;amico Andrea Grillo mi offre lo spunto per agganciarmi ad un aspetto della quasi ormai <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>vexata quaestio<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\"> di celebrare la Messa festiva riuscendo ad applicare anche solo qualcuna delle numerose restrizioni nei movimenti che viviamo dai primi di marzo in tutta Italia, seppur con regole diverse regione per regione.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium\">Lasciando da parte il metodo del Comunicato Cei di domenica sera 26 aprile, che appena letto non capivo se ero stato svegliato da un incubo, entriamo invece nel merito di una questione aperta da due mesi e sulla quale nessuno pu\u00f2 permettersi di dire una parola perentoria e conclusiva. E non occorre, per ora, convocare un Sinodo straordinario sulla celebrazione della Messa nel \u201cgiorno del Signore\u201d \u2013 il leopardiano <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>d\u00ec di festa<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\"> nel cammino verso la piena comunione del Regno \u2013 per rispondere a domande nuove in una situazione apocalittica, che, dovremmo tutti saperlo, significa rivelare la speranza di ripartire dalle ceneri. Avremo tempo per pensarci!<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium\">Nel frattempo, mi ha consolato quest\u2019ultimo blog dell\u2019amico Andrea, il cui apporto in scienze liturgiche nel recente manuale di 445 pagine, pubblicato dalla Queriniana, \u00e8 gi\u00e0 significativo nel titolo e sottotitolo: <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>Eucaristia. Azione rituale, forme storiche, essenza sistematica<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\">. Mi \u00e8 possibile contribuire collegandomi alla parte del suo intervento dove medita sul vangelo del giorno (Gv 6,51-58). Mi permetto l\u2019aggancio rifacendomi ad alcuni miei studi molto datati, ma che mi sono apparsi ancora validi dopo aver finito, prima della pandemia, di leggere il suddetto manuale.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium\">Guardiamo allo svolgimento di ogni nostra Messa: dapprima c\u2019\u00e8 la chiamata ad entrare in relazione con il Signore che \u2013 secondo Giovanni, mandiamolo a memoria! \u2013 \u00e8 gi\u00e0 pane nutriente nell\u2019ascolto del vangelo. Tale relazione \u00e8 il requisito indispensabile per essere coinvolti dentro il dono totale del Signore, che riceviamo facendo nostra la Sua comunione, in modo da aver la forza di testimoniarlo nel cammino fino alla morte. Il suo \u201ceccesso\u201d di amore da non \u201csprecare\u201d!<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium\">A prima vista non comprendiamo il motivo della differenza tra relazione-comunione e quella che noi siamo abituati a chiamare Rito della comunione. E allora qui si profila il peculiare apporto che ci viene offerto proprio dal brano di ieri, venerd\u00ec della Terza settimana di Pasqua (Gv 6,51-58). L\u2019evangelista precisa che esiste un secondo modo voluto dal Signore per sostenerci: ci \u201cinvita\u201d a <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>fare<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\"> comunione con Lui dentro un banchetto delle nozze dell\u2019Agnello (sono ancora parole di Giovanni in Ap 19, ). Tradotto in pratica, ci dice che non \u00e8 sufficiente <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>essere<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\"> in comunione ascoltando il vangelo e partecipando in piedi alla Preghiera eucaristica. Bisogna sedersi per festeggiare le nozze!<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium\">Le cose dovrebbero essere arcinote, ma, quando si leggono i brani cos\u00ec lunghi del Quarto Vangelo, ci sono sorprese. Cosa spinge Giovanni ad approfondire? C\u2019\u00e8 una domanda posta da interlocutori refrattari: \u00abCome pu\u00f2 darci costui la sua carne da mangiare?\u00bb. Finora il testo in effetti aveva parlato soltanto di <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>un pane dal cielo<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\"> dato da mangiare (v. 31). Mancava il sangue. Il pane \u00e8 Ges\u00f9 in cui credere come dono venuto dal Padre per metterci in contatto con la vita eterna. Mentre nel brano di oggi Ges\u00f9 d\u00e0 vita al mondo nuovo donando se stesso: <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>Il pane che io dar\u00f2 \u00e8 la mia carne per la vita del mondo<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\">. Ecco il passaggio dall\u2019essere pane disceso dal cielo al dare la vita. Resta un po\u2019 tra le righe il modo in cui Ges\u00f9 dona se stesso per la vita del mondo. Questo modo \u00e8 la morte di croce liberamente accettata, che diventa sorgente di eternit\u00e0. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium\">Allora, dall&#8217;approfondimento del vangelo di Giovanni, cambia qualcosa per noi nell\u2019intendere la celebrazione eucaristica, tra l\u2019altro convergendo sul vangelo di Emmaus di domenica scorsa dove, senza il riscaldamento del \u201cmuscolo del cuore\u201d tramite l&#8217;ascolto, gli occhi non si aprono per fare comunione col crocifisso-risorto? L\u2019invito del Signore si completa, per noi convocati ad un unico altare-mensa, ad assimilare il suo dono di s\u00e9. Cos\u00ec ogni credente che lo accoglie insieme con altri entra in una comunione pi\u00f9 profonda, ogni volta che riceve il corpo e il sangue. Un corpo e sangue indissociabili non solo come rito istituito dal Signore, ma come verit\u00e0 di un ingresso nella sfera del dono di s\u00e9, al punto da venire consumati, dissanguati. A questo punto sarebbe meglio dire secondo il testo: pi\u00f9 che essere noi a desiderare di fare la comunione, \u00e8 la comunione divina che gi\u00e0 dimora in noi a volerci coinvolgere.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium\">Ma come attuarlo secondo verit\u00e0 nell\u2019amore, se il rito festivo diventa impacciato nei movimenti da studiare come se fossimo a teatro, nel pieno rispetto di norme igieniche a cui saremmo obbligati? Meglio digiunare, tanto il Signore del Quarto vangelo ci assicura che ci nutre lo stesso. E allora se pensassimo ad una Liturgia della Parola, tanto per essere ecumenici sul suolo europeo \u00abdi dolore ostello\u00bb?<\/span><\/p>\n<p align=\"right\"><span style=\"font-size: medium\"><i>Giordano Remondi, Mantova<\/i><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il caro amico Giordano Remondi reagisce al mio post di ieri e alimenta con competenza e finezza il dialogo sul &#8220;fare eucaristia&#8221; che caratterizza il dibattito non solo ecclesiale degli ultimi mesi, segnato dai &#8220;divieti&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15435"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=15435"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15435\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":15438,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15435\/revisions\/15438"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=15435"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=15435"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=15435"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}