{"id":15377,"date":"2020-04-23T07:52:17","date_gmt":"2020-04-23T05:52:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=15377"},"modified":"2020-04-23T07:58:19","modified_gmt":"2020-04-23T05:58:19","slug":"liturgia-nella-fase-2-analisi-e-progetto-di-marco-gallo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/liturgia-nella-fase-2-analisi-e-progetto-di-marco-gallo\/","title":{"rendered":"Liturgia nella fase 2: analisi e progetto (di Marco Gallo)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left\" align=\"center\"><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/chiesavuota.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-15378\" alt=\"chiesavuota\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/chiesavuota-300x200.jpg\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/chiesavuota-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/chiesavuota.jpg 720w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: left\" align=\"center\">\n<p style=\"text-align: left\" align=\"center\"><em>Marco Gallo, con la sua competenza, affronta con molta seriet\u00e0 il complesso passaggio dalla fase 1 alla fase 2, in vista del ritorno alla fase 3, che \u00e8 ancora indefinito. In questo &#8220;rito di passaggio&#8221;, che ci riguarder\u00e0 di sicuro per mesi, dovremo considerare diverse variabili. E nel frattempo dovrebbe entrare in uso anche il nuovo Messale Romano (3 edizione). Si tratta della prima configurazione complessiva di ci\u00f2 che ci aspetta.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: left\" align=\"center\">\n<p align=\"center\"><b>Liturgia nella <\/b><i><b>fase 2<\/b><\/i><\/p>\n<p align=\"center\"><b>Da intimit\u00e0 ingessata a coraggio di <\/b><i><b>primerear<\/b><\/i><\/p>\n<p>\u00a0Quando l\u2019evento messianico del vaccino sar\u00e0 compiuto, potremo dunque tornare liberi, anche di celebrare. Intanto, il tempo ibrido del gi\u00e0 e non ancora, in mezzo tra l\u2019agognata riconquista della normalit\u00e0 e lo stretto <i>lockdown<\/i> iniziale, sar\u00e0 senza dubbio un periodo prolungato. Come sar\u00e0 possibile celebrare la liturgia nelle chiese aperte in tempo di distanziamento sociale? Possiamo considerarla un\u2019esperienza ecclesiale accettabile? In questo testo, proviamo a offrire una proposta di pastorale liturgica. Non basta aspettare che passi il tempo, ma \u00e8 urgente rimanere pensosamente attivi, prendere coraggiosamente l\u2019iniziativa. Questo ci pare necessario, considerando poi che, con ogni probabilit\u00e0, la terza edizione del Messale Romano italiano vedr\u00e0 la luce proprio in questa <i>fase 2<\/i>. Insomma, <i>Pedro, adelante con judicio, si puedes<\/i>.<\/p>\n<p><b>Quasi un\u2019apocalisse<\/b><\/p>\n<p><i>La fase 1: un cambio di eone, dalla corsa alla barca.<\/i><\/p>\n<p>Nella conferenza stampa del 1\u00b0 aprile, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha introdotto una terminologia nuova, ora diffusa, che scandisce il tempo dell\u2019emergenza in <i>fase 1<\/i>, <i>fase 2<\/i> e <i>fase 3<\/i>. La prima di esse \u00e8 quella nella quale siamo entrati tutti improvvisamente all\u2019inizio del mese di marzo, quasi come un cambiamento di eone. Tutto ci\u00f2 che \u00e8 stato scritto, registrato, programmato prima appare oggi come evidentemente riferito ad un altro mondo. La <i>fase 1,<\/i> dal punto di vista ecclesiale, coincide con la sospensione di ogni celebrazione liturgica pubblica, compresi i funerali, l\u2019Eucaristia ed i sacramenti, e con lo stop alle attivit\u00e0 di catechesi e di aggregazione. Non si \u00e8 fermata la liturgia <i>tout court<\/i>, vissuta come ha potuto nelle case e, sorprendentemente, nel digitale\/televisivo. Anche l\u2019azione caritativa, dopo qualche tentennamento, \u00e8 ripresa in molti luoghi, sollecitata in forma nuova dalla mutata condizione. In questa fase, Papa Francesco ha messo in scena notevoli eventi linguistici: il pellegrinaggio solitario e silenzioso del 15 marzo e, in particolare, l\u2019impressionante isolata preghiera del 27 marzo, offrendo un\u2019icona biblica \u2013 la barca dei discepoli in tempesta (Mc 4) \u2013 che riequilibri la metafora preferita in questa fase (\u201csiamo in guerra\u201d): \u201cCi siamo resi conto di trovarci sulla stessa barca\u201d.<\/p>\n<p><i>La fase 2: la stabilizzazione di un cambio irreversibile<\/i><\/p>\n<p>L\u2019inizio della fase successiva coincide con un \u201cperiodo di convivenza con il virus\u201d (Conte). Siamo in attesa del messianico vaccino. Le misure adottate in questo secondo tempo sono pi\u00f9 lievi di quelle necessarie nel primo. In questa fase, in Italia non sono riaperte le scuole, al pari di altre numerose attivit\u00e0 commerciali, eventi culturali ed aggregativi. La <i>fase 2 <\/i>\u00e8 l\u2019elemento che render\u00e0 la pandemia un vero rito di passaggio, una sorta di zona liminare, assai lunga e, immaginiamo, accidentata. Sar\u00e0 questo il momento in cui si perderanno gesti ed azioni consuete, si cristallizzeranno inedite attenzioni, quelle che trasformano profondamente la societ\u00e0. (Non vorrei scadere di tono, ma nelle nostre sacrestie non \u00e8 inconsueto trovare ancora dismessi cartelli che invitavano a non sputare in chiesa, abitudine persa solamente dopo l\u2019epidemia della spagnola nel 1918-1920). In questa seconda fase, alleggerite diverse delle limitazioni, si possono riprendere dunque tutte le attivit\u00e0 realizzabili senza correre il rischio di far ripartire un vasto contagio, rispettando le norme di distanziamento sociale: sar\u00e0 il tempo della liturgia che esce lentamente dalle case e dal digitale.<\/p>\n<p><i>La fase 3: e quindi uscimmo a riveder le stelle<\/i><\/p>\n<p>Senza poterne immaginare con sicurezza l\u2019inizio, la terza fase \u00e8 lo scenario che coincide con l\u2019uscita dall\u2019emergenza \u201ce il ripristino dell\u2019assoluta normalit\u00e0 della vita lavorativa e sociale, della ricostruzione e del rilancio\u201d (Conte). Di questa uscita dalle grotte domestiche, nessuno di noi dubita, ed essa coinciderebbe con il debellamento del virus tramite un vaccino efficace. Lo spirito umano si interroga in merito sul \u201cquando\u201d, ma nessuna voce ha mai sollevato il dubbio sul \u201cse\u201d. Come ha brillantemente detto l\u2019intellettuale israeliano Yuval Noah Harari (<i>The Guardian 20 aprile 2020: <\/i><span style=\"color: #0563c1\"><span style=\"text-decoration: underline\"><a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/books\/2020\/apr\/20\/yuval-noah-harari-will-coronavirus-change-our-attitudes-to-death-quite-the-opposite\"><i>https:\/\/www.theguardian.com\/books\/2020\/apr\/20\/yuval-noah-harari-will-coronavirus-change-our-attitudes-to-death-quite-the-opposite<\/i><\/a><\/span><\/span>) la tecnica ha pesantemente messo a tacere ogni linguaggio religioso ed ora ci si rivolge a lei chiedendole appunto \u201cquando\u201d, ma mai \u201cse\u201d ci salver\u00e0. Non sarebbe inutile ricordare che di alcune malattie il vaccino non \u00e8 mai stato messo a punto (la malaria!), con esse si impara a vivere, conoscendo i rischi ed accettandone le conseguenze. I nostri eroi, dice Harari, non sono i preti che seppelliscono i morti e cercano di dare ragioni alla calamit\u00e0, pur avendo chiuso tutti i loro templi, ma i medici che salvano vite ed alla fine faranno vedere al piccolo virus che \u00e8 il vero <i>organismo alpha<\/i> di questo pianeta. Nella fase 3, l\u2019umanit\u00e0 percepir\u00e0 la sua forza come insieme, ma ancora pi\u00f9 chiaramente la sua estrema fragilit\u00e0 individuale: ci saranno probabilmente pi\u00f9 investimenti nella medicina, perch\u00e9 i dottori concedano pi\u00f9 tempo per vivere, ma poi rester\u00e0 aperta la questione di sempre su cosa fare di questo tempo.<\/p>\n<p><b>Che cosa succede alla liturgia (<\/b><i><b>fase 1 <\/b><\/i><b>e <\/b><i><b>fase 3<\/b><\/i><b>).<\/b><\/p>\n<p><i>Fase 1: tra domestico e digitale<\/i><\/p>\n<p>Su quanto avvenuto alla liturgia nel periodo della <i>fase 1<\/i> non sono pochi gli interventi davvero illuminanti che sono stati offerti. Possiamo notare ancora una volta che, mentre di catechesi e di carit\u00e0 si \u00e8 discusso molto meno (sic), anche in questo caso il dibattito immediato si \u00e8 acceso a proposito della liturgia. Si \u00e8 trattato di un confronto prezioso, perch\u00e9 relativo ai nodi della liturgia fondamentale: il posto del corpo, la necessit\u00e0 dei riti legati agli eventi del morire, della malattia e della socialit\u00e0, il ruolo dell\u2019assemblea (assente o rappresentata o collegata), dell\u2019iniziativa clericale, il valore del precetto festivo, il valore della comunione sacramentale e della comunione spirituale, il rapporto tra autorit\u00e0 civile e libert\u00e0 di coscienza \u2013 per non citarne che alcuni. Senza tornare su questi dibattiti, possiamo notare che la sospensione delle Messe configura un momento assolutamente inedito nella storia della cristianit\u00e0 e, nello specifico, della storia della liturgia, un evento che potrebbe generare effetti per ora imprevedibili (tutto ci\u00f2 che si \u00e8 spostato sul digitale o nello spazio domestico torner\u00e0 nelle comunit\u00e0?).<\/p>\n<p><i>Fase 3: si pu\u00f2 davvero desiderare di riprendere la liturgia cos\u00ec com\u2019era?<\/i><\/p>\n<p>Non \u00e8 difficile ricordare quanto fossero gi\u00e0 catastrofiche le analisi che ci erano offerte prima dell\u2019emergenza Covid, sulla situazione ecologica, economica, sociale. Per questo, se \u00e8 lecito sperare nella fine delle difficolt\u00e0 ulteriori e gravi che ora iniziamo a conoscere, \u00e8 ancor pi\u00f9 lecito non dimenticare che non \u00e8 sufficiente \u201ctornare come prima\u201d. Lasciando queste considerazioni generali troppo ampie, un ragionamento analogo potrebbe essere offerto anche rispetto alla vita ecclesiale, alle pratiche di Iniziazione Cristiana e, soprattutto alla liturgia. Dopo lunghi anni \u2013 in particolare quelli non esenti da retorica nel periodo del Sinodo dei\/sui giovani \u2013 in cui della liturgia si \u00e8 normalmente diagnosticata tutta la fatica fino a farne uno dei grandi malati nelle chiese occidentali, \u00e8 auspicabile semplicemente rimettere in moto il motore di prima? Non ci si dovrebbe domandare piuttosto quale liturgia desideriamo per la <i>fase 3<\/i> ed approfittare del <i>limen<\/i> per tentare di avvicinarsi almeno un po\u2019? La mia proposta sarebbe dunque quella di guardare soprattutto <i>fase 3<\/i>, e di non vivere la <i>fase 2<\/i> concentrandosi sulle posizioni dei fedeli negli edifici o sulle certificazioni per l\u2019igienizzazione solamente, ma di attraversarla a partire appunto dal sogno della liturgia post-Covid 19, come una sorta di tempo di riabilitazione. Anche perch\u00e9 la liturgia della <i>fase 2<\/i> non pu\u00f2 che essere un <i>monstrum<\/i>.<\/p>\n<p><b>Fase 2: celebrare senza intimit\u00e0<\/b><\/p>\n<p><i>La ripresa delle celebrazioni nei luoghi di culto<\/i><\/p>\n<p>Ogni comunit\u00e0 dovr\u00e0 lavorare non poco per adeguare gli spazi, i movimenti, gli oggetti e le ministerialit\u00e0. Circolano ipotesi sulla progettazione dei mezzi di trasporto, sulle spiagge, sui ristoranti: l\u2019effetto che producono \u00e8 la malinconia per la perdita di una spensieratezza nell\u2019abitare la socialit\u00e0 che per molto tempo non avremo pi\u00f9. Come uno stadio vuoto \u00e8 \u201clo scheletro di una folla\u201d (Mario Benedetti, El Pais 19\/04\/2020) e far\u00e0 del calcio, se mai riprender\u00e0, tutto un altro evento, cos\u00ec proviamo a immaginare ora le conseguenze enormi sulle celebrazioni delle misure di distanziamento sociale, una volta che sar\u00e0 possibile tornare a celebrare pubblicamente.<\/p>\n<p>a.\u00a0<i>Dove si celebra?<\/i><\/p>\n<p>Gli spazi degli edifici ecclesiastici dovranno esser attentamente valutati, con i loro banchi o sedie, e qualcuno di competente dovr\u00e0 garantirne la sicurezza rispetto ad un piano predisposto. Si dovr\u00e0 calcolare, al pari di tutti gli altri ambienti aperti al pubblico, la capienza massima consentita, perch\u00e9 il distanziamento sia rispettato. L\u2019ingresso sar\u00e0 quindi contingentato: risorger\u00e0 necessariamente un nuovo e antico ministero dell\u2019<i>ostiariato<\/i>, che avr\u00e0 il compito non facile accogliere ad una liturgia, a volte dovendo respingere qualcuno. Quali criteri si potranno scegliere per non escludere i fedeli che desiderano partecipare? Una turnazione, o l\u2019invito a presentarsi molto prima dell\u2019inizio? Potremmo assumere cos\u00ec tutti l\u2019abitudine ad arrivare con maggiore anticipo all\u2019azione liturgica? Non sarebbe auspicabile sacrificare l\u2019uso dell\u2019aula liturgica per adottare, almeno nella stagione estiva, improvvisate aree sacre esterne? Anche per queste sarebbe ovviamente necessario un piano di sicurezza ed il calcolo di una capienza, che per\u00f2 si presenterebbe pi\u00f9 facile e sicura \u2013 dovendo per\u00f2 lavorare con gusto sulla costruzione di un presbiterio adeguato, con un apparato iconico che metter\u00e0 in luce tutte le lacune delle comunit\u00e0.<\/p>\n<p>b.\u00a0<i>Quale assemblea?<\/i><\/p>\n<p>Tra i membri delle comunit\u00e0 c\u2019\u00e8 sicuramente qualcuno che vive un desiderio pi\u00f9 vivo di tornare ad esser presente alla celebrazione e qualcuno che, conscio del fatto che toglierebbe il posto ad altri, rinuncer\u00e0 ad entrare, insieme a chi non sente affatto come un problema il non potersi unire alla celebrazione. Non immagino molti giovani nella prima categoria. Quale posto daremo ai bambini? E ai cercatori improvvisati di Dio? E quindi quale volto avr\u00e0 dunque l\u2019assemblea?<\/p>\n<p>Alcuni dei presenti, poi, non potranno essere esclusi, in particolare quelli che sono formati per offrire un ministero pi\u00f9 delicato (organisti, cantori, accoliti e lettori). Se nella <i>fase 1<\/i> le liturgie \u201ca porte chiuse\u201d hanno ridotto all\u2019osso (e anche oltre) la ministerialit\u00e0, nella <i>fase 2<\/i> sar\u00e0 possibile compiere un vero e proprio lavoro di discernimento ed appello perch\u00e9 la ministerialit\u00e0 sia pi\u00f9 dignitosa. Una gestione clericale di questa delicata opera di invito\/rimando sarebbe chiaramente disastrosa. Le parrocchie possono essere sollecitate come comunit\u00e0 corresponsabili del volto che assumono.<\/p>\n<p>c.\u00a0<i>Gesti e movimenti<\/i><\/p>\n<p>Ci immaginiamo che i presenti debbano indossare le mascherine: quale effetto far\u00e0 un\u2019assemblea senza espressioni del viso? Il primo gesto di chi vi si unisce \u2013 novella acquasantiera \u2013 sar\u00e0 l\u2019uso di liquido igienizzante, che le comunit\u00e0 saranno obbligate a rendere disponibili all\u2019ingresso dei luoghi scelti per la celebrazione. L\u2019ambiente stesso dovr\u00e0 essere igienizzato completamente e regolarmente, con detergenti adatti, sia allo scopo che alla preservazione del patrimonio artistico culturale. Il loro tipico e penetrante odore sar\u00e0 senza dubbio pi\u00f9 rassicurante rispetto alla sicurezza, ma stravolger\u00e0 la prestazione del rito legata all\u2019odorato (per divagazione, il turiferario con i guanti di lattice che effetto fa?). I microfoni e tutti gli oggetti liturgici non dovranno passare di mano in mano, creando non pochi problemi che all\u2019inizio non si possono tutti prevedere. L\u2019uso di foglietti o libretti sar\u00e0 proibito. I cori parrocchiali dovranno tenere una distanza inedita e, mi immagino, cantare senza mascherina.<\/p>\n<p>Sar\u00e0 necessario ridurre tutti i movimenti di processione previsti dal Messale, o ripensarli perch\u00e9 siano fatti in piena sicurezza. Ovviamente irrecuperabile lo scambio della pace, ci immaginiamo che anche la distribuzione della Comunione porr\u00e0 pi\u00f9 di un problema, fino alla decisione di eliminare la processione verso il presbiterio, ma chiedendo ai ministri di recarsi verso i banchi. Questi si saranno nuovamente igienizzati le mani e porranno ogni attenzione per non venire in contatto con le mani dei fedeli. Ricevere la Comunione sar\u00e0 accompagnato da pensieri di purit\u00e0 ben diversi da quelli tradizionali.<\/p>\n<p>d.\u00a0<i>Sacramenti ed occasioni particolari<\/i><\/p>\n<p>Nella <i>fase 2<\/i> sar\u00e0 probabilmente consentito celebrare l\u2019Eucaristia nelle Esequie o comunque le s. Messe in suffragio dei defunti. In questo caso l\u2019assemblea sar\u00e0 riservata principalmente alle famiglie degli scomparsi? Cos\u00ec sar\u00e0 anche in occasione dei Battesimi dei bambini? Non immaginiamo che saranno numerose le comunit\u00e0 che scelgono di proporre i sacramenti dell\u2019Iniziazione Cristiana, non tanto per cedere alla difficolt\u00e0 di prevedere dopo un debito banchetto, ma perch\u00e9 \u2013 al pari dei Matrimoni e delle altre feste comunitarie \u2013 il clima festivo \u00e8 parte importante del vissuto. Per le solennit\u00e0 celebrate con presenze contingentate, si preveder\u00e0 una moltiplicazione delle celebrazioni? Che cosa avverr\u00e0 per le feste patronali?<\/p>\n<p>e.\u00a0<i>Lo streaming non sar\u00e0 interrotto<\/i><\/p>\n<p>Con queste premesse \u00e8 piuttosto facile prevedere che la trasmissione in <i>streaming<\/i> delle liturgie parrocchiali non sar\u00e0 interrotta, ma prolungher\u00e0 l\u2019assemblea presente nello spazio scelto, probabilmente concedendo a chi si \u00e8 sorprendentemente abituato a questo linguaggio nella <i>fase 1 <\/i>di averlo ancora a disposizione (in forma problematica). In questo senso, mi sembra doveroso rendere ragione di una componente della partecipazione digitale che, pur conservando tutta la sua distanza dall\u2019azione liturgica piena in presenza assembleare, \u00e8 in grado di difendere il carattere di appuntamento comunitario, la dimensione d\u2019appartenenza parrocchiale ed una certa biunivocit\u00e0, tutta diversa rispetto al televisivo. In questo senso, mi spingo persino a dire che chi in queste settimane ne ha scritto senza essersi impegnato nell\u2019offrirlo non di rado tradisce un linguaggio esterno all\u2019evento, spesso non privo di una certa povert\u00e0 nello sguardo fenomenologico sul mondo digitale. Questa partecipazione potrebbe non essere alternativa alla liturgia domestica, ma al contrario potrebbe aiutare la famiglia stessa ad educarsi alla preghiera in casa durante l\u2019interazione con il <i>device<\/i> che trasmette, con una partecipazione fatta di gesti, prese di parola, canto, oggetti (candela, acqua, pane, immagine sacra).<\/p>\n<p><b>Conclusione<\/b><\/p>\n<p><i>Celebreremo l\u2019Eucaristia solo nella fase 3!<\/i><\/p>\n<p>In un certo senso, dopo questo penoso esercizio di immaginazione sulla <i>fase 2<\/i>, si dovrebbe dichiarare con la pi\u00f9 forte chiarezza che la celebrazione eucaristica \u00e8 pratica possibile veramente solo in <i>fase 3<\/i>. Perch\u00e9 la liturgia \u00e8 intimit\u00e0, prossimit\u00e0, contatto di corpi. La liturgia, come i gesti dell\u2019affetto, resiste fino ad un certo punto alla sua trascrizione igienica. Come i gesti della relazione affettiva, appunto, gioisce di ogni piccolo progresso nell\u2019intimit\u00e0 (in questo senso, la <i>fase 2<\/i> \u00e8 certamente pi\u00f9 ricca della precedente), ma ne percepisce contemporaneamente il limite, patisce i freni. In questo periodo in cui impariamo a convivere con il virus e la possibilit\u00e0 di nuovi contagi, apprenderemo anche a celebrare con il massimo possibile, magari guadagnando palmo a palmo nuovi lembi di contatto, in sicurezza. Con questa nostalgia, comprendiamo i nubendi che hanno spostato le loro nozze posticipandole di un anno, sentendo che la piena celebrazione eucaristica ci sar\u00e0 solo quando sar\u00e0 consentito e giusto vivere una prossimit\u00e0 reale. Solo quando si potr\u00e0 far festa senza pensieri e sguardi preoccupati.<\/p>\n<p><i>L\u2019arrivo della terza edizione italiana del Messale Romano<\/i><\/p>\n<p>A meno di decisioni diverse ad ora non annunciate, il lunghissimo lavoro per la terza edizione italiana del Messale romano dovrebbe vedere la luce proprio in questa <i>fase 2<\/i>. Questo evento epocale non conferma forse che il tempo \u00e8 opportuno per aprire piccoli cantieri di formazione, perch\u00e9 si torni ad una liturgia in <i>fase 3<\/i> con una partecipazione attiva ben migliore rispetto al tempo pre-pandemico? Sappiamo bene che la nuova edizione del Messale non sar\u00e0 uno stravolgimento della buona edizione del 1983. La ricezione di un grande Concilio ha bisogno di secoli. Questa terza edizione consiste nel prendere forma progressivo del Messale Romano di Paolo VI, nel maturare dialettico e travagliato dell\u2019italiano come lingua liturgica, nella variet\u00e0 dei codici linguistici necessari. Esso non contiene \u2013 per decisione chiara dell\u2019episcopato italiano \u2013 quasi nessuna variazione nelle risposte dell\u2019assemblea, ma lavora soprattutto sugli stili celebrativi e sui linguaggi (il canto in particolare).<\/p>\n<p><i>La proposta dunque: aprire cantieri perch\u00e9 non si torni a celebrare come prima<\/i><\/p>\n<p>La proposta sarebbe quella di approfittare del carattere provvisorio delle celebrazioni della <i>fase 2<\/i> per compiere, in modo sinodale a livello di comunit\u00e0 parrocchiale, di diocesi, di chiese vicine, delle scelte strategiche relative all\u2019<i>ars celebranti<\/i>.<\/p>\n<p>Il primo versante potrebbe essere <i>il discernimento<\/i> di alcuni (pochi) cantieri che ogni comunit\u00e0 potrebbe assumere (il valore della domenica, il ruolo del canto, la ministerialit\u00e0 da rinnovare, la riscoperta del Messale e la fedelt\u00e0 ad esso, l\u2019adeguamento dello spazio liturgico con installazioni provvisorie e poco costose, la maggior cura della bellezza dei gesti, delle parole, degli spazi e degli oggetti).<\/p>\n<p>Il secondo certamente dovrebbe essere <i>la formazione liturgica<\/i>, tramite la catechesi a carattere mistagogico e la pratica laboratoriale che comunque sar\u00e0 da fare per la trasformazione e l\u2019adeguamento degli spazi. \u00c8 un\u2019occasione unica perch\u00e9 le ministerialit\u00e0 conoscano un rinnovamento profondo.<\/p>\n<p>Ad una chiesa che ha reagito con sbavature e generosit\u00e0 all\u2019apocalittico manifestarsi del Covid 19, potrebbe ora succedere una chiesa che, guardando lontano, si predispone al futuro senza subirlo. Senza dubbio, la <i>fase 2<\/i> non pu\u00f2 essere il tempo della liturgia ingessata, ma pu\u00f2 essere il laboratorio della chiesa in uscita:<\/p>\n<p>\u201cLa Chiesa in uscita \u00e8 la comunit\u00e0 di discepoli missionari che prendono l\u2019iniziativa, che si coinvolgono, che accompagnano, che fruttificano e festeggiano.<i> Primerear <\/i>\u2013 prendere l\u2019iniziativa. [\u2026] La Chiesa evangelizza e si evangelizza con la bellezza della Liturgia, la quale \u00e8 anche celebrazione dell\u2019attivit\u00e0 evangelizzatrice e fonte di un rinnovato impulso a donarsi.\u201d (EG 24).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Marco Gallo, con la sua competenza, affronta con molta seriet\u00e0 il complesso passaggio dalla fase 1 alla fase 2, in vista del ritorno alla fase 3, che \u00e8 ancora indefinito. In questo &#8220;rito di passaggio&#8221;,&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15377"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=15377"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15377\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":15383,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15377\/revisions\/15383"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=15377"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=15377"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=15377"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}