{"id":15242,"date":"2020-04-16T10:24:25","date_gmt":"2020-04-16T08:24:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=15242"},"modified":"2020-04-16T10:24:25","modified_gmt":"2020-04-16T08:24:25","slug":"ne-nos-inducas","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/ne-nos-inducas\/","title":{"rendered":"Ne nos inducas"},"content":{"rendered":"<p>\u00abI Paesi che si sono opposti ai coronabond (versione aggiornata degli eurobond), meriterebbero di essere ringraziati. Hanno scoperto le loro carte e ci hanno detto con franchezza che l\u2019Unione europea, per loro, non \u00e8 e non deve diventare una federazione. Dovrebbe essere soltanto una confederazione di Stati sovrani che non intendono condividere le responsabilit\u00e0 di obbligazioni emesse da una Banca centrale per affrontare le conseguenze economiche di un grave problema sanitario. Forse dovrebbero spiegarci perch\u00e9 hanno accettato la moneta unica e permesso che la Commissione di Bruxelles  gestisse la politica commerciale dell\u2019intera Unione. Ma la coerenza non \u00e8 la prerogativa degli Stati\u00bb [Sergio Romano, \u00abFederazione o confederazione? Se l\u2019Europa perde il treno dell\u2019unit\u00e0\u00bb, <em>Corriere della Sera<\/em>, 04\/04\/2020, p. 27]. La coerenza gli stati l\u2019hanno avuta nel farsi guerra. Dopo l\u2019apocalisse novecentesca, siamo finalmente in pace nell\u2019UE, che con l\u2019elezione diretta del Parlamento va verso un governo federale responsabile <em>politicamente<\/em> di preservare la pace in Europa, promuovendola a tal fine nel mondo. Ma gli stati restano incoerenti e anche nella crisi globale di Covid-19, la peggiore dal dopoguerra, un piano comune per proteggere i pi\u00f9 colpiti e preservare il mercato unico \u00e8 ostacolato dall\u2019entrata in gioco dei meccanismi nazionali: il rigore esiziale degli olandesi e la posizione per molti versi giusta italiana, di cui per\u00f2 molti non si fidano, dopo gli impegni non rispettati dal governo di allora nella crisi 2007-13. L\u2019Italia pu\u00f2 rendersi credibile, ma l\u2019Olanda nella sigla MES trova alleati Lega e Fratelli d\u2019Italia che la demonizzano per mettere nell\u2019angolo Conte nel ruolo di traditore della patria [Marco Zatterin, editorialista de La Stampa, <em>Radio3 Mondo<\/em>, 08\/04\/2020, ore 11:00].<br \/>\nUn gioco di specchi, anzi di specchietti in cui le troppe persone morte o rovinate nella crisi purtroppo sono e saranno vere, ma i morti non votano e i vivi possono essere manipolati (anche dalla malavita), perch\u00e9 \u00abresta il fatto che abbiamo un anomalo rapporto tra grande debito pubblico e enorme ricchezza privata: 4.374 miliardi di attivit\u00e0 finanziarie delle famiglie (contro 926 miliardi di passivit\u00e0), 1.840 miliardi di attivit\u00e0 finanziarie delle societ\u00e0 non finanziarie; contro 2.409 miliardi di debito pubblico\u00bb [Giovanni Bazoli, presidente emerito di Intesa Sanpaolo, intervista di Aldo Cazzullo, \u00abIl banchiere\u00bb, <em>Corriere della Sera<\/em>, 04\/04\/2020, p. 17]. Niente male, nel 2018 il prodotto interno lordo UE era 15.900 miliardi, il nostro 1.753. Siamo una nazione ricca in uno stato povero.<br \/>\nPure l\u2019Olanda \u00e8 ricca. \u00abTangenti, conflitti d\u2019interesse, rapporti incestuosi tra imprenditori e politici, spartizioni e affari opachi. Sembrano le immagini sgranate dell\u2019Italia di Mani Pulite, quella del 1992, e invece \u00e8 l\u2019Olanda di oggi\u00bb, \u00abdove le multinazionali hanno un peso che non ha pari nella Unione europea e dove le porte girevoli tra i due mondi sono all\u2019ordine del giorno alimentando il rischio di conflitti di interesse giganteschi. Dalle multinazionali arrivano, per esempio, il premier Mark Rutte e il ministro delle finanze, Wopke Hoekstra. E forse non \u00e8 un caso\u00bb [Roberto Galullo e Angelo Mincuzzi, \u00abIl dossier segreto che svela il sistema olandese\u00bb, <em>Il Sole 24Ore<\/em>, 11\/04\/20, p. 10]. Non \u00e8 un caso, da loro come da noi \u201cIt\u2019s the economy, stupid!\u201d, slogan vincente di Clinton nel 1992 e neoliberista bandiera atlantica: di stampo nordamericano nell\u2019Olanda e a deriva sudamericana nell\u2019Italia, perch\u00e9 \u00abil capo del governo italiano sa che il margine di manovra \u00e8 molto limitato, consapevole che senza il sostegno dell\u2019Europa la situazione finanziaria italiana diventer\u00e0 in breve insostenibile\u00bb [J.G., \u00abItalie: Conte doit jouer l\u2019\u00e9quilibre entre l\u2019UE et les europhobes\u00bb, <em>Le Monde<\/em>, 12-13-14\/04\/2020, p. 7].<br \/>\nAnche la Germania deve giocare d\u2019equilibrio tra UE e eurofobi, ma c\u2019\u00e8 \u00abil chiaro impegno di Angela Merkel in tedesco, inglese, italiano, francese e spagnolo sull\u2019account twitter del suo portavoce venerd\u00ec 10 aprile\u00bb: \u00abcinque tweet, in cinque lingue diverse, e un unico messaggio: \u201cL\u2019accordo dei ministri delle finanze dell\u2019Eurogruppo \u00e8 un elemento importante d\u2019una risposta condivisa e solidale alla pandemia di Covid-19. \u00c8 ormai possibile a tutti gli stati membri intraprendere la lotta contro la disoccupazione. I programmi devono essere attuati al pi\u00f9 presto. Non possiamo superare questa crisi che insieme\u201d\u00bb. \u00abContrariamente a un\u2019idea spesso diffusa all\u2019estero, anche una larga maggioranza di tedeschi auspica l\u2019aiuto finanziario europeo ai paesi pi\u00f9 duramente colpiti dalla crisi, come la Spagna e l\u2019Italia. In un sondaggio realizzato per la catena pubblica ZDF, e pubblicato il 9 aprile, il  68% degli intervistati \u00e8 favorevole. Tra le varie categorie di elettori, solo quelli del partito di estrema destra Alternativa per la Germania (AfD) sono in grande maggioranza contrari (79%)\u00bb [Thomas Wieder, \u00abComment Merkel tente de tirer les le\u00e7ons de la crise de l\u2019euro\u00bb, ivi, p. 7].<br \/>\nCoi nostri sovranisti a fare gioco di squadra con Olanda e sovranisti tedeschi nel \u201ctanto peggio tanto meglio\u201d della non-politica, da noi \u00abla questione del sostegno finanziario dall\u2019Europa contro la crisi da coronavirus \u00e8 diventata pura guerra di comunicazione. I fatti non contano pi\u00f9. Contano solo gli slogan. Se ne sono dette troppe sull\u2019accordo raggiunto dall\u2019Eurogruppo il 9 aprile e non resisto alla tentazione di chiarire un po&#8217; di cose\u00bb. \u00abNessuno ormai si preoccupa di spiegare all\u2019opinione pubblica perch\u00e9 il Mes [meccanismo europeo stabilit\u00e0] senza condizionalit\u00e0 (se non quella di spendere soldi) e a tassi di interesse sovvenzionati non andrebbe bene. N\u00e9 ci si preoccupa di notare che, seppure lentamente, l\u2019Unione europea si sta avviando a estendere le emissioni in comune di titoli pubblici, gi\u00e0 in uso per Bei [Banca europea investimenti] e Mes, al finanziamento di altre iniziative (lo SURE, il fondo per la Ripresa). Non chiamateli eurobond perch\u00e9 al nordeuropa il termine fa venire l\u2019orticaria, ma questo sono. Non posso chiudere senza ricordare di nuovo (repetita iuvant) un altro punto fondamentale. Per quanto utili le nuove iniziative di finanziamento concordate dall\u2019Eurogruppo, il principale contributo al finanziamento del deficit italiano quest\u2019anno ci verr\u00e0 dalla Bce, con acquisti dell\u2019ordine di 240 miliardi di titoli di stato italiani. Si tratta di ordini di grandezza enormi rispetto ai numeri sopra citati. Perch\u00e9 non lo si vuole riconoscere?\u00bb [Carlo Cottarelli, \u00abUn assurdo dibattito sui fondi del Mes. La condizione \u00e8 spendere di pi\u00f9, non meno\u00bb, <em>La Stampa<\/em>, 12\/04\/2020, p. 11].<br \/>\nApparentemente opposti, i sovranismi sono tutti figli del nichilismo politico neoliberista, disastroso anche nell\u2019anglosfera non pi\u00f9 negazionista di Trump e Johnson, perch\u00e9 contro Covid-19 la sola arma \u00e8 la solidariet\u00e0: \u00abin diritto internazionale, <em>s. di interessi<\/em>, lo stesso che <em>comunanza internazionale di interessi<\/em>\u00bb, vale a dire \u00abrapporto esistente fra due o pi\u00f9 stati quando la tutela degli interessi di uno giova alla tutela degli interessi dell\u2019altro o degli altri\u00bb [<em>Treccani<\/em>]. Al di l\u00e0 dell\u2019egoismo nazionale, la vera e propria idiozia politica del rifiuto neoliberista di solidariet\u00e0 sta negli scarni numeri di <em>Le Monde Diplomatique<\/em> di aprile: nel 1980 in Francia aveva 11 posti-letto ospedalieri per mille abitanti, oggi 2,8; 7,9 nel 1970 gli USA, oggi 2,8; l\u2019Italia per i casi severi ne aveva 922 ogni centomila abitanti nel 1980, 275 trent\u2019anni dopo. Per attirare i capitali neoliberisti, gli stati si sono suicidati svendendo la salute dei loro cittadini e tradendo ignobilmente ogni impegno di protezione e solidariet\u00e0.<br \/>\nDa sempre la geopolitica europea ammette solo l\u2019alternativa solidariet\u00e0\/guerra civile. \u00abI sovranisti, con la \u2018scusa\u2019 dell\u2019immigrazione (problema serio ma esagerato strategicamente) vogliono distruggere l\u2019Unione europea e sostituirla con tanti orticelli apparentemente sovrani ma in realt\u00e0 alla merc\u00e9 di Russia, Stati Uniti e Cina. Paesi europei relativamente piccoli finirebbero per combattersi fra loro in guerre commerciali, con tariffe, svalutazioni competitive, concorrenza fiscale. Un gioco a somma ampiamente negativa che abbiamo gi\u00e0 sperimentato negli anni Venti e Trenta fra due guerre mondiali, e che ha prodotto un disastro\u00bb [Alberto Alesina e Francesco Giavazzi, \u00abIl secondo virus\u00bb, <em>Corriere della Sera<\/em>, 04\/04\/2020, pp. 1 e 32]. Altro tratto costitutivo europeo \u00e8 la piazza. \u00abOltre la mascherina, guardo la piazza, oggi\u00bb. \u00abLe nostre piazze ora sono spente. Ed ecco la mia sorpresa: quando guardo la piazza, oggi, dopo il primo smarrimento, non vedo pi\u00f9 la desolazione, come i primi giorni. Vedo semplicemente e quietamente un vuoto disponibile: il vuoto di un tempo sospeso, ripulito dall\u2019abituale e caotico affollamento, ma come in attesa di essere riempito in un modo nuovo. Un vuoto di attesa. Un\u2019attesa vergine: che sconfina, quasi, con una promessa. Come se, incongruamente e improvvisamente, mi apparisse in nostro potere la fantasia di poter abitare la piazza come simbolo di comunit\u00e0 pi\u00f9 visibile, di cittadinanza migliore\u00bb [Pierangelo Sequeri, \u00abIl vuoto \u201cdisponibile\u201d che ci sta aspettando\u00bb, <em>Avvenire<\/em>, 04\/04\/2020, p. 2].<br \/>\n<strong>Ne nos ind\u00facas<\/strong> nel <em>Padre nostro<\/em> \u00e8 tradotto \u201cnon ci indurre\u201d, ora provvidenzialmente precisato in \u201cnon abbandonarci\u201d alla tentazione, perch\u00e9 a mancarci non \u00e8 la resilienza, ma l\u2019intelligenza del nostro mondo unito tecnicamente e frantumato umanamente che ci fa dire, pregare \u00ablibera nos a malo\u00bb. \u00ab<em>Libera nos amalu\u00e0men<\/em>. Non sono molti anni che il mio amico Nino s\u2019\u00e8 reso conto che non si scrive cos\u00ec. Gli pareva una preghiera fondamentale e incredibilmente appropriata: \u00e8 raro che una preghiera centri cos\u00ec un problema. Liberaci dal lu\u00e0me, dalle perigliose cadute nel luam\u00e0ri, cos\u00ec frequenti per i tuoi figlioli, e cos\u00ec spiacevoli: liberaci da ci\u00f2 che il lu\u00e0me significa, i negri spruzzi della morte, la bocca del leone, il profondo lago! Liberaci dalla morte ingrata: del gatto nel sacco che l\u2019uomo sbatte a due mani sul muro; del cane in Piazzola a cui la sfera d\u2019acciaio arroventata fuoriesce fumando dal sottopancia; del maiale svenato che urla in cima al cortile; del coniglio muto, del topo di chiavica che stride tra il muro e il portone nel feroce trambusto dei rastrellatori. Libera Signore i tuoi figli da questo lu\u00e0me, dalla sudicia porta dell\u2019Inferno!\u00bb [Luigi Meneghello, <em>Libera nos a Malo<\/em>, BUR 2006, p. 92].<br \/>\n\u00abNei rapporti tra famiglie era quasi onnipotente nel determinare il costume ci\u00f2 che si chiamava l\u2019<em>intaresse<\/em>, naturalmente in funzione della solidariet\u00e0 familiare. N\u00e9 le leggi dello stato n\u00e9 i precetti morali della religione avevano \u2013 nel modificare questo codice di condotta \u2013 la forza che aveva invece il senso del decoro (\u201cno sta ben\u201d), di ci\u00f2 che riscuote la sanzione della comunit\u00e0, e che pu\u00f2 differire profondamente non solo da quello che prescrive la legge, ma anche da quello che ingiunge la religione\u00bb. \u00abIl ladro di galline non \u00e8 n\u00e9 onesto n\u00e9 disonesto, \u00e8 un ladro\u00bb. \u00abSe \u00e8 vero che nei rapporti tra famiglie era quasi onnipotente l\u2019interesse, non bisogna per\u00f2 credere che fosse onnipresente. Inoltre se il lavoro era duro, e riempiva le giornate di ciascuno, non \u00e8 detto per\u00f2 che isolasse l\u2019individuo dal resto del paese; avveniva anzi il contrario. Badando ai propri interessi e al proprio lavoro, la gente si mescolava con la gente, attraverso una fitta serie di rapporti disinteressati. Era questa la  sfera della nostra libert\u00e0 paesana. Il lavoro stesso, le necessit\u00e0 della giornata, l\u2019attendere alle proprie faccende, i brevi intervalli di riposo, il semplice andare fino in piazza a comprare, a portare qualcosa, a chiamare qualcuno, bastavano a mettere ciascuno a contatto con tutti. Non soltanto avevamo una persona pubblica, ma anche agivamo in pubblico. Buona parte di ci\u00f2 che si faceva, era fatto davanti agli occhi di tutti, era conosciuto, valutato, commentato: apparteneva oltre che a noi, al paese. Qui non valeva pi\u00f9 la legge severa della Necessit\u00e0: si poteva improvvisare, scherzare, osservare come vivevano e scherzavano e improvvisavano gli altri; si partecipava con piacere e scherzavano e improvvisavano gli altri; si partecipava con piacere e disinteressatamente a una vita comune, e per solo effetto della comune appartenenza allo spazio pubblico del paese\u00bb. \u00abLe piazze e le strade erano la nostra agor\u00e0; la nostra lingua, a differenza di quella attica, non si scriveva, ma era ricca e flessibile, e con essa si riproduceva come in uno specchio di parole il quadro rallegrante di una vita fatta non solo di triboli, ma anche di incontri, di avventure, di capricci alati, di riflessioni, di liberi eventi\u00bb [ivi, pp. 104-7].<br \/>\n<em>Libera nos a Malo<\/em> in una comunit\u00e0 pi\u00f9 visibile, una cittadinanza migliore, in Europa e nel mondo, passo dopo passo. \u00abMentre insegniamo le tecniche, dobbiamo insegnare anche il rispetto per la dignit\u00e0 e il carattere sacro della personalit\u00e0 umana. Se non vogliamo che la fine sia peggiore dell\u2019inizio \u00e8 necessario intraprendere un\u2019azione urgente\u00bb [Carlo M. Cipolla, <em>Uomini, tecniche, economie<\/em>, tr.it. Feltrinelli 1995, 5 ed., p. 142]. \u00abLo scopo di questa formazione generale \u00e8 l\u2019uomo critico e tollerante, che col suo contegno dimostri di aver riguardo per i suoi simili e di possedere sensibilit\u00e0 per la comunit\u00e0 in cui vive e lavora. Solo con uomini simili si pu\u00f2 costruire e mantenere una societ\u00e0 libera e si pu\u00f2 creare uno largo strato sociale capace di pensare ed agire politicamente, di trovare le vie giuste per l\u2019esercizio del potere e di adoperarsi risolutamente per il nostro sistema di vita. Dal successo o dall\u2019insuccesso dipende il destino dell\u2019umanit\u00e0\u00bb [Friedrich O. Ruge, <em>Politica e strategia<\/em>, tr.it. Sansoni 1969, p. 219]. \u00abVisione di un popolo che si autogoverna, formato da cittadini politicamente uguali e in possesso di tutte le risorse e istituzioni necessarie a questo scopo, rimarr\u00e0 un ideale trascinante anche se impegnativo per la ricerca di una societ\u00e0 in cui le persone possano vivere in pace, nel rispetto dell\u2019uguaglianza intrinseca di ciascuno, cercando insieme la miglior esistenza possibile\u00bb [Robert A. Dahl, <em>La democrazia e i suoi critici<\/em>, tr.it. Editori Riuniti 1972, p. 464].<br \/>\nLo storico italiano Cipolla ci parla da Yale nel 1960, lo stratega ed ex ammiraglio tedesco Ruge da Francoforte nel 1967, il politologo americano Dahl da Yale nel 1989, lungo un secolo in cui siamo stati indotti e abbiamo volonterosamente ceduto alla tentazione. Ora confidiamo di non esservi pi\u00f9 abbandonati, qualcosa dovremmo avere compreso almeno in UE, eccezione nel mondo, per ora.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abI Paesi che si sono opposti ai coronabond (versione aggiornata degli eurobond), meriterebbero di essere ringraziati. 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