{"id":15194,"date":"2020-04-08T19:44:41","date_gmt":"2020-04-08T17:44:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=15194"},"modified":"2020-04-08T22:33:09","modified_gmt":"2020-04-08T20:33:09","slug":"una-nuova-commissione-sul-diaconato-femminile-audiatur-et-altera-pars","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/una-nuova-commissione-sul-diaconato-femminile-audiatur-et-altera-pars\/","title":{"rendered":"Una nuova commissione sul diaconato femminile: \u201caudiatur et altera pars\u201d"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/diaconato-femminile1.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-13355\" alt=\"diaconato-femminile\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/diaconato-femminile1-300x132.jpg\" width=\"300\" height=\"132\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/diaconato-femminile1-300x132.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/diaconato-femminile1.jpg 480w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: medium\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: medium\">Come preannunciato alla fine del Sinodo sulla Amazzonia, dove il tema era apparso pi\u00f9 volte con un rilievo assai significativo, ecco che viene annunciata la costituzione di una \u201cnuova\u201d commissione di studio sul diaconato femminile. La composizione \u00e8 la seguente<span style=\"color: #373737\">: la prof.ssa Catherine Brown Tkacz, Lviv (Ucraina); il prof. Dominic Cerrato, Steubenville (USA); il prof. Don Santiago del Cura Elena, Burgos (Spagna); la prof.ssa Caroline Farey, Shrewsbury (Gran Bretagna); la prof.ssa Barbara Hallensleben, Friburgo (Svizzera); il prof. Don Manfred Hauke, Lugano (Svizzera); il prof. James Keating, Omaha (USA); il prof. Mons. Angelo Lameri, Crema (Italia); la prof.ssa Rosalba Manes, Viterbo (Italia); la prof.ssa Anne-Marie Pelletier, Parigi (Francia). Il cardinale Giuseppe Petrocchi, arcivescovo dell\u2019Aquila, ne sar\u00e0 presidente, e don Denis Dupont-Fauville, officiale della Cdf, segretario.<\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: medium\">Diversamente da quanto era stato anticipato da papa Francesco, alla chiusura del Sinodo, salvo errore, non sembra che tra i membri di nuova nomina vi siano esperti provenienti dalla America Latina. <\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: medium\">I criteri con cui sono stati scelti i membri della commissione sono, evidentemente, molteplici. Tutti, ovviamente, concorrono alla migliore definizione del profilo di un \u201cdiaconato femminile\u201d, le cui radici sono nella storia, ma la cui figura pu\u00f2 essere solo il frutto di un pensiero sistematico fresco, aperto e lungimirante. <\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: medium\">Tra i nuovi membri conosco di fama o di persona soltanto 4 membri. Degli altri non posso dire nulla, per mia scarsa conoscenza. La prof. Pelletier e il prof. Del Cura Elena sono teologi di grande respiro, che non hanno mai dedicato specificamente al diaconato una ricerca assidua e continua, ma hanno potuto e potranno avere una funzione di \u201ccontestualizzazione\u201d sistematica di grande influenza, per la loro autorevolezza e per il giudizio equilibrato che li qualifica. Conosco molto meglio Angelo Lameri, la cui competenza liturgica e sacramentale \u00e8 un dato rassicurante e positivo. Potr\u00e0 contribuire non poco districare la matassa storica e a immaginare la liturgica progressio. A Lugano ho avuto modo di conoscere, anni fa, il prof. Hauke, che sembra, almeno nel quadro delle mie conoscenze, il pi\u00f9 caratterizzato. Entra in commissione portando con s\u00e9, da quasi 40 anni, tesi sulla ordinazione delle donne e sul diaconato che non \u00e8 esagerato considerare estreme. Voglio ricordare qui solo due testi. Il primo \u00e8 una dichiarazione da lui rilasciata circa un anno fa, in merito ai lavori della Commissione precedente, quando aveva dichiarato: \u201c<i>Non possiamo identificare la consacrazione delle diaconesse con l\u2019ordinazione dei diaconi. Non era un\u2019ordinazione sacramentale che possa essere identificata con il sacramento dell\u2019Ordine. La storia dell\u2019istituto delle diaconesse non offre una base sol<\/i><i>i<\/i><i>da, quindi per l\u2019introduzione di un diaconato femminile sacramentale. La Chiesa antica non aveva un diaconato femminile equivalente a quello maschile<\/i>\u201d. Dicendo cos\u00ec, egli faceva propria una \u201ctesi\u201d &#8211; una tra le diverse in campo \u2013 proposta da A. Martimort. Se anche questa tesi fosse assodata \u2013 cosa che storicamente non \u00e8 per nulla pacifico \u2013 resterebbe il problema sistematico, che dovrebbe introdurre questa diversa considerazione: se la chiesa antica non aveva un diaconato femminile equivalente a quello maschile, forse \u00e8 perch\u00e9 nella chiesa antica la donna non era compresa come dotata della stessa autorit\u00e0 dell\u2019uomo. Posta cos\u00ec la questione, ed evidenziato il problema di una ermeneutica antropologica e sociologica che costituisce un pericoloso filtro del pensiero teologico, non dovr\u00e0 essere la storia a risolvere il nostro problema, ma saremo noi che, considerata la storia nelle sue peculiarit\u00e0, potremo stabilire quali siano le forme adeguate ed efficaci del riconoscimento del ruolo pubblico della donna, non solo fuori, ma anche nella Chiesa, come invocato gi\u00e0 nel 1963 da Giovanni XXIII nella enciclica <i>Pacem in terris<\/i>.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: medium\">E\u2019 poi meritevole di una certa considerazione il giudizio che Alberto Piola, nel suo equilibrato volume su \u201cDonna e sacerdozio\u201d, ha formulato sulla concezione che il prof. Hauke, nella sua dissertazione dottorale risalente al 1982, proponeva della donna in relazione al ministero ordinato: \u201c<i>Quella di Hauke \u00e8 l\u2019argomentazione teologica che in modo pi\u00f9 ampio ha analizzato dopo il Vaticano II il rapporto tra antropologia della donna e la sua esclusione dal sacerdozio;&#8230; sembra che la argomentazione antropologica quasi preceda il richiamo alla volont\u00e0 di Cristo\u2026.\u00e8 una posizione pi\u00f9 simile alla teologia preconciliare che al resto del dibattito che ha seguito <\/i>Inter insigniores<i> ( anche per una accettazione, che in alcuni punti sembra acritica, della teologia della donna preconciliare). Soprattutto mancano le sfumature&#8230;tutto \u00e8 chiaro e sicuro, le conclusioni sono nette e logicamente deducibili, le posizioni differenti dalla propria sono duramente combattute, il nemico \u00e8 identificato nella teologia femminista; nella prima parte si ha la \u201cpretesa\u201d di fare una summa enciclopedica dell\u2019essere uomo e dell\u2019essere donna, mentre nella seconda parte manca una discussione critica di quelle posizioni che Hauke d\u00e0 per scontate e che invece gli altri teologi discutono in quegli stessi anni&#8230;In ogni caso Hauke resta una voce del tutto isolata nel periodo post-conciliare nel suo fondare l\u2019esclusione del sacerdozio alle donne su quella particolare interpretazione di 1Cor 14<\/i> (testo inteso come espressione di un \u201ccomando del Signore\u201d). (A. Piola, <i>Donna e sacerdozio<\/i>, Torino, Effat\u00e0, 2006, 498-499). E\u2019 evidente che, nella economia articolata di una Commissione, debba sempre essere tenuto presente con scrupolosa attenzione il principio di garanzia \u201caudiatur et altera pars\u201d. La \u201caltera pars\u201d si presenta dunque con un profilo alquanto definito. Ora attendiamo fiduciosi il profilarsi altrettanto chiaro di una \u201cpars prima\u201d. <\/span><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come preannunciato alla fine del Sinodo sulla Amazzonia, dove il tema era apparso pi\u00f9 volte con un rilievo assai significativo, ecco che viene annunciata la costituzione di una \u201cnuova\u201d commissione di studio sul diaconato femminile&#8230;.<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15194"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=15194"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15194\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":15196,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15194\/revisions\/15196"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=15194"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=15194"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=15194"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}