{"id":15182,"date":"2020-04-07T20:06:10","date_gmt":"2020-04-07T18:06:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=15182"},"modified":"2020-04-07T20:06:10","modified_gmt":"2020-04-07T18:06:10","slug":"leccezione-liturgica-il-contenimento-civile-e-la-solitudine-raddoppiata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/leccezione-liturgica-il-contenimento-civile-e-la-solitudine-raddoppiata\/","title":{"rendered":"L&#8217;eccezione liturgica, il contenimento civile e la solitudine raddoppiata"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/pandemia.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-15185\" alt=\"pandemia\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/pandemia.jpg\" width=\"279\" height=\"181\" \/><\/a><\/p>\n<p>Nel dibattito intorno alla &#8220;Lettera Aperta&#8221; sulla stato di eccezione liturgica, ho ricevuto ieri due domande che meritano una risposta articolata. Sono interessanti perch\u00e9 hanno permesso di notare meglio una cosa che non avevo ancora messo bene a fuoco: ossia<em> la correlazione complessa tra l&#8217;imporsi dello &#8220;stato di eccezione civile&#8221;, con il distanziamento, il contenimento e il divieto di raduno, e lo &#8220;stato di eccezione liturgica&#8221;, che implica, nella Chiesa, la accettazione di un distanziamento, di un &#8220;raduno parallelo&#8221; che\u00a0 minaccia la qualit\u00e0 della vita ecclesiale<\/em>. Per certi versi i due stati di eccezione si &#8220;sostengono&#8221;, per altri versi si oppongono. Vediamo di scoprire che cosa significa tutto ci\u00f2.<\/p>\n<p>Una lettrice mi ha inviato queste due questioni, che, nella loro semplicit\u00e0, sollevano le questioni a cui accennavo e che risultano fondamentali per il futuro della liturgia. Ecco le due domende:<\/p>\n<p>a) &#8220;Il suo riferimento al fatto che \u201cci\u00f2 che \u00e8 possibile sul piano normativo, non sempre risulta opportuno\u201d mi ha fatto riflettere sul paradosso di una Chiesa che tanto si appella alle norme, in questo caso alla\u00a0<em>Summorum Pontificum<\/em>, pur facendo continuo riferimento all\u2019azione dello Spirito, preso anch\u2019esso a \u201cnorma\u201d, che invece dovrebbe suggerire un approccio pi\u00f9 \u201cdiscreto\u201d alle situazioni. \u00c8 solo malizia da parte di chi si fa forte di legittimit\u00e0 giuridiche per ostacolare i cammini di evoluzione (penso all\u2019inveramento ancora tutto in atto del Concilio Vaticano II) o c\u2019\u00e8 una ragione pi\u00f9 profonda? Voglio dire: questo tipo di conflitto fa parte del gioco e dobbiamo solo giocare, o c\u2019\u00e8 da \u201cscandalizzarsi\u201d e preoccuparsi?&#8221;<\/p>\n<div>b) &#8220;In questi giorni senza Presidente per le celebrazioni eucaristiche, le comunit\u00e0 monastiche hanno preparato delle liturgie della Parola che mi sento di definire molto belle, nel senso di particolarmente curate nei canti, nei gesti, nei tempi \u2026 Dispiacciono le porte chiuse della chiesa, dispiace la mancanza della consacrazione del pane e del vino, dispiace essere solo tra donne \u2026 per\u00f2 sinceramente proprio non sono riuscita a vedere la differenza essenziale, che si dice che ci sia, tra donne e uomini nel compiere i gesti liturgici. Immagino il discorso sia molto pi\u00f9 profondo sul piano teologico, ma mi permetto di condividere questa sensazione di insensatezza dei rapporti tra uomini e donne cos\u00ec come sono gestiti all\u2019interno della Chiesa per esempio rispetto ai ministeri.&#8221;<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Ed ecco la mia risposta:<\/div>\n<div>\u00a0Cara lettrice,<\/div>\n<div>mi sembra che giustamente lei tocchi un punto assai importante, che collega due livelli delle questioni che, in questi giorni, hanno faticato a raccordarsi. Da un lato, infatti, si discute sulla &#8220;eccezione liturgica&#8221;, ossia su un regime strano e poco trasparente, con cui la Chiesa, per rispondere ad una contingenza di 13 anni fa, ha imboccato una strada da cui non riesce pi\u00f9 ad uscire. Ma vi \u00e8, accanto a questo, la pressione di un momento del tutto eccezionale, in cui siamo costretti, dal presidio sanitario, a rinunciare a molte &#8220;pratiche consolidate&#8221; e a inventare &#8220;pratiche nuove&#8221;. Tutto questo fa emergere, in modo sorprendente, la grande forza della tradizione cristiana, ma anche la sua debolezza e fragilit\u00e0. Proviamo a considerare brevemente questi due aspetti diversi.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>a. La forza della tradizione \u00e8 contagiosa. E&#8217; sorprendente come, mutate le condizioni di &#8220;spazio-tempo&#8221; disponibili, la Chiesa &#8211; quella di persone -si sia organizzata in modo assai rapido per soluzioni alternative. Il desiderio di celebrare \u00e8 diventato progetto di ripensamento, ricerca di sostitutivi, elaborazione di testi, di gesti, di forme nuove del culto pasquale.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>b. Accanto a ci\u00f2, tuttavia, si sono manifestate sia &#8220;resistenze inerziali&#8221; &#8211; pi\u00f9 o meno clandestine &#8211; a non voler assumere seriamente la logica comune della societ\u00e0 civile, sia motivazioni delle &#8220;cose nuove&#8221; che hanno talora rivelato &#8220;blocchi mentali&#8221; e &#8220;corporei&#8221; assolutamente insospettabili.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Per questa condizione complessa, le sue due domande manifestano, nel fondo, lo stesso disagio: la risposta ufficiale con cui la Chiesa &#8220;dice la sua presenza&#8221; spesso appare deludente. Essa sembra non riescire ad usare gli argomenti pi\u00f9 forti e spesso ricorre a logiche del tutto secondarie, o addirittura controproducenti.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Cos\u00ec appare chiaro se si prova a rispondere alle sue due questioni. Circa la prima domanda, essa rivela un problema assai grave. Lei si chiede se il &#8220;gioco&#8221; da giocare sia quello stabilito dalle norme vigenti, o se restare in questo gioco possa scandalizzare. Io credo che\u00a0 il margine di scandalo sia offerto da questi fatti:<\/div>\n<div>&#8211; la &#8220;legittimit\u00e0&#8221; di un atto non implica la sua opportunit\u00e0 o giustizia<\/div>\n<div>&#8211; la trama istituzionale della Chiesa diventa opaca quando afferma prima di tutto la ripetizione inerziale di se stessa<\/div>\n<div>&#8211; le trasformazioni di una procedura devono essere controllate e verificate con molta attenzione.<\/div>\n<div>Cos\u00ec, se una procedura, che era stata pensata per un &#8220;Commissione speciale&#8221; &#8211; come era Ecclesia Dei &#8211; e che ora viene svolta da una Sezione della Congregazione per la dottrina della fede, si occupa di &#8220;riformare il rito del 1962&#8221;, l&#8217;effetto ecclesiale di questo atto appare mutato di segno. E la Congregazione, quasi automaticamente e senza colpo ferire, diventa il &#8220;luogo&#8221; di un dissidio tra forme concorrenziali dello stesso rito romano. Questo \u00e8 un segnale estremamente negativo per la comunione ecclesiale. Manifestare il proprio scandalo per questo processo \u00e8 compito del teologo. Che si preoccupa del fatto che un &#8220;sistema&#8221; voluto da papa Benedetto in vista e nella speranza di una riconciliazione, generi invece continuamente divisione, separazione, per non dire sedizione. Giustificare tutto ci\u00f2 dicendo che &#8220;la legge lo consente&#8221; non \u00e8 una soluzione, ma anzi trascina anche la legge nello scandalo che deve essere evitato.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>La sua seconda osservazione ci fa fare un passo ulteriore. La differenza tra la legge del 2007 e il disegno del Concilio Vaticano II ci permette di dire che &#8220;lo stato di eccezione \u00e8 finito&#8221;. Torniamo alla logica conciliare. La considerazione sulla donna nel ministero ecclesiale esige un passo ulteriore. Nello stesso anni di SC anche <em>Pacem in terris <\/em>vedeva la luce. Nel grande testo di Giovanni XXIII troviamo per la prima volta un &#8220;passaggio culturale&#8221; del tutto decisivo. Il &#8220;ruolo pubblico&#8221; della donna viene riconosciuto come un &#8220;segno dei tempi&#8221;. La Chiesa ha molto da imparare &#8211; dice papa Giovanni &#8211; da questa trasformazione del ruolo della donna nella cultura e nella societ\u00e0. E&#8217; evidente che uno dei luoghi in cui questa &#8220;trasformazione&#8221; \u00e8 ancora agli inizi \u00e8 proprio il culto cristiano. Nel quale continuiamo ad usare &#8220;modelli di riferimento&#8221; vecchi e privi di forza, e spesso addirittura segnati da pregiudizi e tare che sono una controtestimonianza vivente del vangelo. Su questo piano, allora, possiamo dire che il &#8220;contenimento civile&#8221; fa esplodere due logiche opposte e antitetiche. Corrobora una &#8220;chiesa di soli preti&#8221; (e di preti soli) e rilancia la iniziativa dei fedeli non chierici e non maschi.<\/div>\n<div>Questo ha generato anche un dibattito, che \u00e8 di grande interesse e dove vediamo che:<\/div>\n<div>&#8211; il tentativo di avvalorare una &#8220;chiesa di emergenza di soli preti celebranti&#8221;\u00a0 attinge a lessici e a canoni premoderni<\/div>\n<div>&#8211; il tentativo di giustificare il ruolo della assemblea, di una ministerialit\u00e0 allargata e del ruolo femminile implica la ripresa di discorsi forti e decisivi su questi temi. Implica una declericalizzazione radicale e urgente, che possa dire tre cose decisive, niente affatto nuove, ma da dire in modo nuovo.<\/div>\n<div>Potremmo formularle cos\u00ec:<\/div>\n<div><\/div>\n<div>a. Che la assemblea celebrante \u00e8 il Corpo di Cristo risorto (e quindi non pu\u00f2 essere in alcun modo essere pensata o resa accessoria)<\/div>\n<div><\/div>\n<div>b. Che la assemblea ha bisogno di &#8220;pi\u00f9 ministeri&#8221;, non del solo presbitero<\/div>\n<div><\/div>\n<div>c. Che le donne possono esercitare funzioni di autorit\u00e0, perch\u00e9 possono e debbono essere riconosciute titolari di un ministero in senso forte e pieno, di un ministero vero, non di un ministero di plastica. Nelle donne \u00e8 implicatoe si esprime l&#8217;annuncio apostolico, dal quale dipende la stessa tradizione ecclesiale nella sua piena verit\u00e0.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Ecco, questo passaggio difficile \u00e8 anche teologicamente esigente. Potr\u00e0 mettere definitivamente in soffitta i discorsucci clericali, belli sigillati in autoevidenze tristi, dove ti accontenti di citare le frasi di geni, che per\u00f2 sono vissuti nell&#8217;epoca delle invasioni barbariche o del feudalesimo, e scambi gli assetti istituzionali che loro condividono senza averli scelti come se fossero vangelo o, peggio, come se fosse &#8220;di diritto divino&#8221;. Sono i trucchi tipici di una chiesa che non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 e che appare bene solo &#8220;a porte chiuse&#8221;. Perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 una Chiesa che \u00e8 sempre stata &#8220;a porte chiuse&#8221; anche quando le porte erano belle aperte. Che \u00e8 rimasta bloccata su ruoli vecchi, su parole vecchie, su forme vecchie. E proprio ora si vede meglio, perch\u00e9 realizza pienamente se stessa, grazie alla epidemia. E lo dice anche, con una ingenuit\u00e0 semplice e talora con una arroganza senza pudore.<\/div>\n<div>Ma non c&#8217;\u00e8 solo questo. C&#8217;\u00e8 anche, e ben viva, una Chiesa che ha bisogno urgentissimo di rilanciare i grandi discorsi, che la ufficialit\u00e0 ecclesiale ha avuto la forza di fare apertamente e solennemente solo 60 anni fa e che oggi sembra tanto confusa quando deve ripeterli in modo credibile. C&#8217;\u00e8 chi lo sa fare. E si trova proprio in quel vertice della piramide che \u00e8 rovesciata. Proprio per questa condizione rovesciata, ben prima della pandemia di oggi che desertifica il mondo, anche quando era ancora in una piazza S. Pietro aperta, in mezzo alla folla festante, Francesco era gi\u00e0 apparso tremendamente solo, per il fatto di vivere lui a porte aperte in una chiesa che preferiva le porte chiuse, gi\u00e0 allora. Quella Chiesa che si rivitalizza oggi se pu\u00f2 fare senza il popolo, se pu\u00f2 sostituirlo in tutto, con un timbro o con un decreto. Se si ha la pazienza di leggere i discorsi scritti nelle ultime settimane da molti che stanno a stretto contatto con questo vertice di piramide capovolta, non si fa grande fatica a riconoscere questa condizione paradossale di solitudine raddoppiata: dalla chiusura civile che reduplica la chiusura ecclesiale. Le porte chiuse, dunque, aprono un doppio compito, meravigliosamente complicato: a chi in chiesa ci pu\u00f2 stare, di starci diversamente. A chi in chiesa non ci pu\u00f2 stare, di saper essere chiesa altrove e diversamente.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Riceva i miei pi\u00f9 cordiali saluti<\/div>\n<div>ag<\/div>\n<div><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel dibattito intorno alla &#8220;Lettera Aperta&#8221; sulla stato di eccezione liturgica, ho ricevuto ieri due domande che meritano una risposta articolata. Sono interessanti perch\u00e9 hanno permesso di notare meglio una cosa che non avevo ancora&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15182"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=15182"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15182\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":15187,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15182\/revisions\/15187"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=15182"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=15182"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=15182"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}