{"id":15096,"date":"2020-04-01T10:18:48","date_gmt":"2020-04-01T08:18:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=15096"},"modified":"2020-04-01T10:18:48","modified_gmt":"2020-04-01T08:18:48","slug":"che-cosa-avrebbe-detto-padre-silvano-a-proposito-di-un-infortunio-episcopale-de-eucharistia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/che-cosa-avrebbe-detto-padre-silvano-a-proposito-di-un-infortunio-episcopale-de-eucharistia\/","title":{"rendered":"Che cosa avrebbe detto Padre Silvano? A proposito di un infortunio episcopale &#8220;de eucharistia&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/CEU.jpeg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-15098\" alt=\"CEU\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/CEU-188x300.jpeg\" width=\"188\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/CEU-188x300.jpeg 188w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/CEU-644x1024.jpeg 644w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/CEU.jpeg 1040w\" sizes=\"(max-width: 188px) 100vw, 188px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Di fronte al testo apparso sul sito della Conferenza Episcopale Umbra (CEU), intitolato <a href=\"http:\/\/www.chiesainumbria.it\/vescovi-umbri-alla-pandemia-del-coronavirus-sostituiamo-la-pandemia-della-preghiera-e-della-tenerezza\/?fbclid=IwAR21sryJ6x5ebYBpXMwVpuc0iBFYOuIAltVj2FFljVtApjvbRa8Cj1xJaLo\">&#8220;Alla pandemia del Coronavirus sostituiamo la pandemia della preghiera e della tenerezza&#8221;<\/a> (gi\u00e0 il titolo suona un po&#8217; troppo retorico&#8230;) mi sono chiesto: che cosa avrebbe detto Silvano Maggiani, con la sua saggezza, di fronte a un testo tanto disastroso? Sono convinto che avrebbe sorriso e poi avrebbe iniziato a smontare, punto per punto, la paginetta che campeggia sotto la immagine dei vescovi radunati in assemblea. Ecco pi\u00f9 o meno quello che sarebbe stato il suo discorso al Monsignore che ha steso il documento. I contenuti sono i suoi, anche se lo stile, inevitabilmente, \u00e8 il mio.<\/p>\n<p>SENZA TENEREZZA E SENZA TEOLOGIA<\/p>\n<p>Caro Mons. XXX,<\/p>\n<p>Nel testo della CEU avete infilato almeno tre grandi svarioni teologici, di una gravit\u00e0 e insieme di una ingenuit\u00e0 davvero sconsolante. Chi ha scritto il testo sembra che abbia sommariamente dato una sbirciata al catechismo, leggendo una riga e saltandone tre, e poi abbia maturato le convinzioni stravolte che prendono forma in questo discorso. Ti propongo di prendere in ordine le tre frasi pi\u00f9 gravi. Vedrai quanto \u00e8 facile smontarle secondo la teologia pi\u00f9 classica:<\/p>\n<p>a) <em>&#8221; 1. La riforma del Concilio Vaticano II auspica che \u00abi fedeli prendano parte alla celebrazione consapevolmente, attivamente e fruttuosamente\u00bb (SC 11), e raccomanda ai battezzati la comunione al sacrificio eucaristico \u2013 alle condizioni richieste \u2013 come partecipazione pi\u00f9 perfetta al sacrificio stesso (cf SC 55).\u00a0Le indicazioni conciliari non significano tuttavia che la validit\u00e0 della celebrazione eucaristica dipenda o sia condizionata dalla presenza del popolo. La \u201cmateria\u201d imprescindibile della Messa sono il pane e il vino, cos\u00ec come la \u201cforma\u201d \u00e8 data dall\u2019atto celebrativo presieduto dal sacerdote. Quando un presbitero celebra l\u2019Eucaristia \u00abcon l\u2019intenzione di fare ci\u00f2 che vuole fare la Chiesa\u00bb, quella Messa attualizza oggettivamente il mistero pasquale di Cristo. \u00c8 dottrina di fede infatti che nella memoria eucaristica \u00ab\u00e8 contenuto e immolato in modo incruento lo stesso Cristo che si offerse una volta in modo cruento sull\u2019altare della croce\u2026 Si tratta infatti di una sola e identica vittima e lo stesso Ges\u00f9 la offre ora per il ministero dei sacerdoti, egli che un giorno offr\u00ec se stesso sulla croce: diverso \u00e8 solo il modo di offrirsi\u00bb (DS 1743). Oltretutto, se la \u201cmateria\u201d fosse l\u2019assemblea si dovrebbe pensare paradossalmente ad una sua trasformazione o addirittura ad una sua \u201ctransustanziazione\u201d, concetto del tutto estraneo alla tradizione cattolica e alla teologia dell\u2019Eucaristia.&#8221;<\/em><\/p>\n<p>Qui non si legge il Concilio, ma si proietta sul Vaticano II una versione ridotta e distorta della teologia scolastica. Si usano i concetti di materia e forma come nessuno scolastico ha mai fatto. Si cita il Concilio di Trento su un tema (il sacrificio) che non c&#8217;entra con l&#8217;argomento (partecipazione del popolo) e si finisce mostrando di ignorare gravemente ci\u00f2 che tutta intera la tradizione ha sempre detto: ossia che l&#8217;effetto di grazia del sacramento \u00e8 proprio la &#8220;comunione ecclesiale&#8221;. Il ridicolo riferimento alla transustanziazione, che\u00a0 non coglie nemmeno lontanamente che da Agostino, a Trento al Vaticano II, con linguaggi diversi, il vero &#8220;fine&#8221; della eucaristia non sta nell&#8217;effetto &#8220;intermedio&#8221; (presenza sotto le specie) ma nel dono di grazia della &#8220;comunione ecclesiale&#8221;. Agostino, Innocenzo III, Vaticano II, ma prima di tutte le Preghiere Eucaristiche di tutti i tempi, con linguaggi diversi, dicono anzitutto questo. Come fa un Vescovo, una Conferenza episcopale, a negarlo? Solo per giustificare le &#8220;celebrazioni senza popolo in condizione di pandemia&#8221;? Sarebbe questa la tenerezza?<\/p>\n<p>b) Veniamo al secondo brano:<\/p>\n<p><em>&#8220;2. L\u2019assemblea partecipa alla celebrazione ma non \u00e8 la protagonista costitutiva dell\u2019atto sacramentale, come lo \u00e8 invece il ministro ordinato, presbitero o vescovo. Egli stesso d\u2019altronde non \u00e8 ministro di se stesso, ma solo di Cristo e del suo corpo che \u00e8 la Chiesa. La presidenza eucaristica infatti, come ha sempre insegnato il Magistero, \u00e8 un agire \u201cnella persona stessa di Cristo\u201d (in persona Christi), tanto \u00e8 vero che il ministro in quel momento non si esprime in terza persona, bens\u00ec in prima: \u00abQuesto \u00e8 il mio corpo. Questo \u00e8 il mio sangue\u00bb. \u00c8 chiaro che da un punto di vista pastorale la presenza del popolo \u00e8 quanto mai auspicabile, cos\u00ec come \u00e8 raccomandato \u00abche i fedeli non assistano come estrani o muti spettatori e vi partecipino anzi consapevolmente, piamente e attivamente\u00bb (SC 48). Teologicamente, tuttavia, l\u2019attuazione oggettiva della pasqua di Cristo nell\u2019azione eucaristica della Chiesa non dipende dalla loro presenza. Una cosa \u00e8 la validit\u00e0 oggettiva, altra la fecondit\u00e0 o la fruttuosit\u00e0 soggettiva. Il celebrante e l\u2019assemblea dei fedeli svolgono un ruolo di rappresentanza visibile, ma il ministro originario dell\u2019azione eucaristica \u00e8 lo stesso Signore Ges\u00f9, eternamente glorificato presso il Padre, Lui che \u00abpossiede un sacerdozio che non tramonta\u00bb (Eb 7, 24; cf 7, 25-26; 8, 1-2; 9, 12. 24). Lo stesso vale per la presenza eucaristica di Cristo nei segni sacramentali del pane e del vino.&#8221;<\/em><\/p>\n<p>I concetti che si impiegano in questo secondo paragrafo sono tutti presi, pari pari, da Mediator Dei. Oh, se Pius Parsch legger\u00e0 da lass\u00f9 queste righe! Lui, che gi\u00e0 nel 1947, con forza di profeta, aveva apertamente criticato il testo di Pio XII, perch\u00e9 aveva il concetto &#8220;vecchio&#8221; di partecipazione. Con queste categorie si resta alla divisione tra clero e popolo nell&#8217;atto di culto: oh, se Rosmini legger\u00e0 queste poche righe, quanto se ne addolorer\u00e0. Sono passati quasi 200 anni e i Vescovi non hanno ancora capito! Questa divisione tra &#8220;validit\u00e0 oggettiva&#8221; e &#8220;fruttuosit\u00e0&#8221; \u00e8 la degenerazione di categorie classiche, che oggi funziona come sordit\u00e0 alla logica del Vaticano II, che vuole tutti partecipare &#8220;per ritus et preces&#8221;. Una teologia che pensa l&#8217;attuazione del mistero &#8220;incondizionata&#8221; rispetto alla presenza del popolo non merita di essere chiamata teologia. Ed \u00e8 una teologia che non riesce a giustificare la Riforma Liturgica, perch\u00e9 la grande riforma ha avuto nel superamento di queste ideucce clericali la sua vera ragion d&#8217;essere. Per favore, non si usi l&#8217;avverbio &#8220;teologicamente&#8221;, non si usi la locuzione &#8220;come ha sempre insegnato il Magistero&#8221; per coprire le proprie lacune. Il magistero ha insegnato, ma tu, Monsignore, non hai studiato e prendi fischi per fiaschi. Prima studia uno briciolo di buona teologia, e poi parla come cristiano. Se poi vuoi parlare con autorit\u00e0, ma mostri di non conoscere la tradizione, la penitenza dovr\u00e0 essere lunga, e dura. E non te la dovrai cavare con una &#8220;indulgenza plenaria&#8221;&#8230;<\/p>\n<p>c) Ed ecco il terzo gioiello:<\/p>\n<p><em>&#8220;La presenza del popolo di Dio non \u00e8 accessoria e il sacerdozio battesimale \u00e8 inseparabilmente unito a quello ministeriale (cf LG 10). La Messa per\u00f2 non dipende dal sacerdozio battesimale. I fedeli \u00abcompiono la propria parte nell\u2019azione liturgica\u00bb (LG 11), ma non sono loro che attuano e rendono presente il gesto di Cristo che si offre al Padre ogni volta che, obbedendo al suo comando, il ministro \u2013 a nome della Chiesa e in persona Christi \u2013 fa memoria della sua pasqua. (A questo proposito, \u00e8 quanto mai urgente una appropriata catechesi che educhi la comunit\u00e0 alla piena partecipazione all\u2019azione eucaristica; sar\u00e0 anzi indispensabile operare in questa linea appena si possa tornare alla normalit\u00e0).&#8221;<\/em><\/p>\n<p>Qui la logica \u00e8 messa in discussione. Se la presenza del popolo &#8220;non \u00e8 accessoria&#8221;, ma la messa &#8220;non dipende&#8221; dal sacerdozio battesimale, si crea un dissidio insuperabile, che nel linguaggio senza rigore dell&#8217;estensore non crea problemi. Ragioniamo: le macchine hanno accessori. Ad esempio gli alzacristalli elettrici. Ma la macchina, come tale, non dipende dall&#8217;accessorio. Tutto bene. Ma se diciamo che il freno non \u00e8 un accessorio, come possiamo dire che la macchina non dipende dal freno? Lo vedi, Monsignore, che il tuo linguaggio retorico e vuoto diventa imbarazzante? Lo vedi che non hai detto niente di solido. O, meglio, hai detto solo che, nonostante il Concilio Vaticano II, tu vuoi ridurre il popolo ad un accessorio e pretendi di farlo dire all&#8217;intera tradizione, senza sapere quello che dice! Allora potremmo dire cos\u00ec, per farti capire. La macchina pu\u00f2 avere accessori. Chi la guida \u00e8 Cristo, il volante \u00e8 colui che la presiede, ma senza acceleratore, senza freno e senza frizione, la macchina non si d\u00e0, non va, non c&#8217;\u00e8.<\/p>\n<p>La ciliegina sulla torta per\u00f2 \u00e8 questa: in una parentesi finale tu ti stracci le vesti per inventare una catechesi a tappeto, con cui educare la comunit\u00e0 alla partecipazione. Questa poi \u00e8 la pi\u00f9 grossa! Con quello che hai scritto, tu vorresti &#8220;educare&#8221;? Stai fermo. Non fare niente. Prima fatti educare tu dalla tradizione, impara che cosa \u00e8 davvero partecipare, mettiti nella posizione di chi apprende. E&#8217; proprio il colmo, ma \u00e8 sempre cos\u00ec. Proprio tu, che dimostri di non sapere l&#8217;ABC della tradizione eucaristica, che dimostri di non capire la importanza della partecipazione, ti metti a pontificare sulla necessaria educazione del popolo: sai solo mescolare paternalismo clericale e clericalismo paternalistico. Credi di vedere e sei cieco.<\/p>\n<p>Dovevo essere sincero. Questa non \u00e8 tenerezza, \u00e8 solo durezza e rigidit\u00e0. Cos\u00ec non si pu\u00f2 andare avanti. Sentir dire da vescovi queste bestialit\u00e0 sulla eucaristia \u00e8 intollerabile. L&#8217;affare \u00e8 serio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di fronte al testo apparso sul sito della Conferenza Episcopale Umbra (CEU), intitolato &#8220;Alla pandemia del Coronavirus sostituiamo la pandemia della preghiera e della tenerezza&#8221; (gi\u00e0 il titolo suona un po&#8217; troppo retorico&#8230;) mi sono&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15096"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=15096"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15096\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":15101,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15096\/revisions\/15101"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=15096"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=15096"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=15096"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}