{"id":15081,"date":"2020-03-31T11:58:08","date_gmt":"2020-03-31T09:58:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=15081"},"modified":"2020-03-31T11:58:08","modified_gmt":"2020-03-31T09:58:08","slug":"dalla-mia-finestra-vedo-alberi-sui-quali-piccole-foglie-verde-chiaro-si-moltiplicano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/dalla-mia-finestra-vedo-alberi-sui-quali-piccole-foglie-verde-chiaro-si-moltiplicano\/","title":{"rendered":"Dalla mia finestra vedo alberi sui quali piccole foglie verde chiaro si moltiplicano\u2026"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">Dalla mia finestra vedo alberi sui quali piccole foglie verde chiaro si moltiplicano. \u00c8 la primavera, \u00e8 il mondo si risveglia e che posso guardare con un senso di sicurezza, protetta dalle mura della casa in cui mi trovo. Un amico mi manda le foto di un\u2019aiuola fiorita che la mamma aveva curato fin che le era stato possibile e che ora pu\u00f2 guardare dalla finestra man mano che si trasforma al mutare delle stagioni. Mentre la madre sta protetta in casa, il figlio con pochi attrezzi pu\u00f2 curare l\u2019aiuola. La madre la riconosce, ma non solo sua, \u00e8 di ambedue.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0Come a me, il risveglio della vita comunica anche a loro un\u2019armonia dello svolgersi del tempo \u2013 il grande mistero della vita &#8211; che non sta nelle nostre mani. per quest\u2019esperienza basta l\u2019aprirsi del giorno e il movimento leggero delle foglie sugli alberi o di un fiore che si apre.<\/p>\n<div id=\"attachment_15084\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/PRIMAVERA-VAN-GOGH2.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-15084\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-15084\" alt=\"dipinto di Vah Gogh:Primavera\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/PRIMAVERA-VAN-GOGH2-300x225.jpg\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/PRIMAVERA-VAN-GOGH2-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/PRIMAVERA-VAN-GOGH2.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-15084\" class=\"wp-caption-text\">dipinto di Vah Gogh:Primavera<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify\">Anche la casa che ci protegge \u00e8 un attrezzo, un artificio si dice con termine pi\u00f9 tecnico, un prodotto tecnologico che abbiamo saputo costruire a nostro vantaggio, un incontro tra la natura in cui siamo inseriti e la cultura che abbiamo elaborato. In questo periodo nulla \u00e8 stato per me prezioso come la casa, condizione per proteggermi dall\u2019invasione di un virus che si comunica nelle relazioni pi\u00f9 normali; nulla contemporaneamente ha mostrato con evidenza tanto quotidiana il paradosso in cui siamo inseriti. Portiamo in noi uno strano conflitto tra natura e cultura che si incardina sulla indispensabile coesistenza tra natura e artificio, attraversato per\u00f2 dal risorgere continuo di un\u2019armonia, di una vita armonica che si lascia percepire ancora e nonostante tutto. Mi \u00e8 stato inevitabile rileggere l\u2019enciclica <i>Laudato si\u2019<\/i>, pubblicata da papa Francesco il 24 maggio 2015, ormai cinque anni fa. Ne ho trascritto liberamente alcuni passaggi che non vorrei dimenticare. Mi ha fatto riflettere anche il fatto che quest\u2019enciclica si inscriva in una presa di coscienza ecclesiale che emerge in documenti papali dal 1963, pi\u00f9 di mezzo secolo fa.<\/p>\n<div id=\"attachment_15086\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Magritte-La-casa1.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-15086\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-15086\" alt=\"Magritte, La casa\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Magritte-La-casa1-300x243.jpg\" width=\"300\" height=\"243\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Magritte-La-casa1-300x243.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Magritte-La-casa1.jpg 740w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-15086\" class=\"wp-caption-text\">Magritte, La casa<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify\">1 &#8211; <i>La natura, nostra casa comune \u00e8 una sorella, cantava san Francesco d\u2019Assisi, con la quale condividiamo l\u2019esistenza, \u00e8 come una madre bella che ci accoglie tra le braccia<\/i>. San Francesco chiedeva che nel convento si lasciasse sempre <i>una parte dell\u2019orto non coltivata<\/i>, perch\u00e9 vi crescessero le erbe selvatiche, in modo che quanti le avrebbero ammirate potessero elevare il pensiero a Dio, autore di tanta bellezza Il mondo \u00e8 qualcosa di pi\u00f9 che un problema da risolvere, \u00e8 un mistero gaudioso che contempliamo nella letizia e nella lode.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">2-<i> Il tempo della vita, del mondo e nostra, ci inserisce in un continuo mutamento<\/i>. Ma: bench\u00e9 il cambiamento faccia parte della dinamica dei sistemi complessi come quello naturale, la velocit\u00e0 che le azioni umane gli impongono oggi contrasta con la naturale lentezza dell\u2019evoluzione biologica. Il cambiamento \u00e8 auspicabile, ma diventa preoccupante quando si muta in deterioramento del mondo e della qualit\u00e0 della vita. Il funzionamento degli ecosistemi naturali \u00e8 esemplare: le piante sintetizzano sostanze nutritive che alimentano gli erbivori; questi a loro volta alimentano i carnivori, che forniscono importanti quantit\u00e0 di rifiuti organici, i quali danno luogo a una nuova generazione di vegetali. Al contrario, il sistema industriale, alla fine del ciclo di produzione e di consumo, non ha sviluppato la capacit\u00e0 di assorbire e riutilizzare rifiuti e scorie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">3-<i> La costruzione degli artefatti, oggi inserito in un processo industriale di straordinaria velocit\u00e0, \u00e8 prigioniero di un Circolo vizioso<\/i><b> &#8211;<\/b> \u00c9 vero che l\u2019essere umano deve intervenire quando un geosistema entra in uno stadio critico, ma oggi il livello di intervento umano in una realt\u00e0 cos\u00ec complessa come la natura \u00e8 tale, che i costanti disastri causati dall\u2019essere umano provocano un suo nuovo intervento, in modo che l\u2019attivit\u00e0 umana diventa onnipresente, con tutti i rischi che questo comporta. Si viene a creare un circolo vizioso in cui l\u2019intervento dell\u2019essere umano per risolvere una difficolt\u00e0 molte volte aggrava ulteriormente la situazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">4-<i> L\u2019ambiente umano e l\u2019ambiente naturale si degradano insieme.<\/i> Il rapporto fisico, personale, con la natura \u00e8 vitale, non lo \u00e8 vivere in un pianeta sempre pi\u00f9 sommersi da cemento, asfalto, vetro e metalli. Non dovrebbe stupire il fatto che, insieme all\u2019offerta dei prodotti artificiali, vada crescendo una profonda e malinconica insoddisfazione nelle relazioni interpersonali, o un dannoso isolamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">5- <i>La scienza e la religione, che forniscono approcci diversi alla realt\u00e0, possono entrare in un dialogo intenso e produttivo per entrambe.<\/i> Come si passa dalla relazione armonica al conflitto: i racconti della creazione nella Bibbia suggeriscono che l\u2019esistenza umana si basa su tre relazioni fondamentali strettamente connesse: la relazione con Dio, quella con il prossimo e quella con la terra. Queste tre relazioni vitali sono rotte, non solo fuori, ma anche dentro di noi. Questa rottura \u00e8 il peccato. L\u2019armonia tra il Creatore, l\u2019umanit\u00e0 e tutto il creato \u00e8 stata distrutta per avere noi preteso di prendere il posto di Dio, rifiutando di riconoscerci come creature limitate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><i>6 &#8211; Tutto \u00e8 in relazione\/tutto \u00e8 connesso.<\/i> \u00a0Nei racconti biblici era gi\u00e0 contenuta una convinzione oggi sentita: che tutto \u00e8 in relazione, e che la cura autentica della nostra stessa vita e delle nostre relazioni con la natura \u00e8 inseparabile dalla fraternit\u00e0, dalla giustizia e dalla fedelt\u00e0 nei confronti degli altri. Non possiamo illuderci di risanare la nostra relazione con la natura e l\u2019ambiente senza risanare tutte le relazioni umane fondamentali. In ordine ad <i>un\u2019adeguata relazione con il creato, non c\u2019\u00e8 bisogno di sminuire la dimensione sociale dell\u2019essere umano e neppure la sua dimensione trascendente, la sua apertura al \u201cTu\u201d divino. Infatti, non si pu\u00f2 proporre una relazione con l\u2019ambiente a prescindere da quella con le altre persone e con Dio. Sarebbe un individualismo romantico travestito da bellezza ecologica e un asfissiante rinchiudersi nell\u2019immanenza<\/i>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">7-<i> Dire creazione \u00e8 pi\u00f9 che dire natura &#8211;<\/i> Per la tradizione giudeo-cristiana, dire \u201ccreazione\u201d \u00e8 pi\u00f9 che dire natura, perch\u00e9 ha a che vedere con un progetto dell\u2019amore di Dio, dove ogni creatura ha un valore e un significato. La natura viene spesso intesa come un sistema che si analizza, si comprende e si gestisce, ma la creazione pu\u00f2 essere compresa solo come un dono che scaturisce dalla mano aperta del Padre di tutti, come una realt\u00e0 illuminata dall\u2019amore che ci convoca ad una comunione universale. il pensiero ebraico-cristiano ha demitizzato la natura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><i>8- Il nostro impegno nei suoi confronti.<\/i> Un ritorno alla natura non pu\u00f2 essere a scapito della libert\u00e0 e della responsabilit\u00e0 dell\u2019essere umano, che \u00e8 parte del mondo con il compito di coltivare le proprie capacit\u00e0 per proteggerlo e svilupparne le potenzialit\u00e0. Se riconosciamo il valore e la fragilit\u00e0 della natura, e allo stesso tempo le capacit\u00e0 che il Creatore ci ha dato, questo ci permette oggi di porre fine al mito moderno del progresso materiale illimitato. La trasformazione della natura a fini di utilit\u00e0 \u00e8 una caratteristica del genere umano fin dai suoi inizi, e in tal modo la tecnica \u00abesprime la tensione dell\u2019animo umano verso il graduale superamento di certi condizionamenti materiali. La tecnologia ha posto rimedio a innumerevoli mali che affliggevano e limitavano l\u2019essere umano<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">9- <i>L\u2019eccezionalit\u00e0 del cambiamento attuale<\/i>&#8211; L\u2019intervento dell\u2019essere umano sulla natura si \u00e8 sempre verificato, ma per molto tempo ha avuto la caratteristica di accompagnare, di assecondare le possibilit\u00e0 offerte dalle cose stesse. Si trattava di ricevere quello che la realt\u00e0 naturale da s\u00e9 permette, come tendendo la mano. Non si pu\u00f2 pensare di sostenere un altro paradigma culturale e servirsi della tecnica come di un mero strumento, perch\u00e9 oggi il paradigma tecnocratico \u00e8 diventato cos\u00ec dominante. La cultura ecologica non si pu\u00f2 ridurre a una serie di risposte urgenti e parziali ai problemi che si presentano riguardo al degrado ambientale, all\u2019esaurimento delle riserve naturali e all\u2019inquinamento. L\u2019antropocentrismo moderno, paradossalmente, ha finito per collocare la ragione tecnica al di sopra della realt\u00e0, perch\u00e9 l\u2019uomo non sente pi\u00f9 la natura n\u00e9 come norma valida, n\u00e9 come vivente rifugio. La vede senza ipotesi, obiettivamente, come spazio e materia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dalla mia finestra vedo alberi sui quali piccole foglie verde chiaro si moltiplicano. \u00c8 la primavera, \u00e8 il mondo si risveglia e che posso guardare con un senso di sicurezza, protetta dalle mura della casa&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":15,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[215],"tags":[571,573,574,568,572,569,222,575,45,86,570,289],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15081"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/15"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=15081"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15081\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":15088,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15081\/revisions\/15088"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=15081"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=15081"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=15081"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}