{"id":15025,"date":"2020-03-23T11:34:30","date_gmt":"2020-03-23T10:34:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=15025"},"modified":"2020-03-23T11:34:30","modified_gmt":"2020-03-23T10:34:30","slug":"la-morte-rimossa-e-il-congedo-impossibile-un-altro-senso-di-euthanasia-come-compito-comune","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/la-morte-rimossa-e-il-congedo-impossibile-un-altro-senso-di-euthanasia-come-compito-comune\/","title":{"rendered":"La morte rimossa e il congedo impossibile.  Un altro senso di \u201ceuthanasia\u201d come compito comune"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/salmecamion.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-15026\" alt=\"salmecamion\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/salmecamion-138x300.jpg\" width=\"138\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/salmecamion-138x300.jpg 138w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/salmecamion.jpg 305w\" sizes=\"(max-width: 138px) 100vw, 138px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-size: medium\">I camion dell\u2019esercito che trasportano le salme dei defunti per la pandemia in lontani cimiteri, per la cremazione, senza alcun segno di cordoglio, senza accompagnamento, senza una parola, sono il segno di un \u201cpunto cieco\u201d del sistema di lotta sanitaria contro la pandemia. Nell\u2019isolamento generalizzato, si muore soli e si \u00e8 sepolti a parte, senza concorso di uomini, di parole, di fiori, di lacrime. Qui incontriamo il \u201ccaso-limite\u201d di una sensibilit\u00e0 verso la morte che tende sempre pi\u00f9 a \u201crimuoverla\u201d, ad \u201cappartarla\u201d. A ci\u00f2 corrisponde un imbarazzo anche della teologia, che da tempo sa bene quanto le \u201cforme\u201d incidano sulla sostanza. Proviamo a riflettere brevemente sulla questione generale, e sulla sua figura particolare, in questi giorni.<\/span><\/span><\/p>\n<p><b style=\"font-size: medium;color: #000000\">La morte era gi\u00e0 \u201cisolata\u201d<\/b><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;color: #000000\">L\u2019imbarazzo dell\u2019attuale teologia della morte rispetto alla \u201crimozione del morire\u201d che avanza nella societ\u00e0 post-moderna era stata riconosciuta profeticamente da K. Rahner, molti anni fa:<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">\u201c<span style=\"font-size: medium\">A differenza di quel che succedeva in passato, ai giorni nostri, quando il malato muore ormai in ospedali del tutto anonimi, il morire non conosce pi\u00f9 uno \u2018stile&#8217;\u201d<\/span><\/span><sup><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-size: medium\"><a href=\"#sdfootnote1sym\" name=\"sdfootnote1anc\"><sup>1<\/sup><\/a><\/span><\/span><\/sup><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-size: medium\">.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;color: #000000\">Per questo oggi, di fronte a tale rimozione, senza rinunciare al grande contributo della teologia, dobbiamo necessariamente riscoprire la grande tradizione civile ed ecclesiale che si prende cura dell\u2019\u201dexitus medico\u201d, senza lasciarlo all\u2019autorit\u00e0 necessaria, ma non sufficiente, della competenza sanitaria. Non si tratta, in altri termini, di prendere le distanze dai \u201ccasi\u201d di morte, di ricondurre ad essenza il morire, quanto piuttosto di occuparsi dei minimi dettagli dell\u2019accompagnamento alla \u201ceu-thanasia\u201d, delle forme di elaborazione del lutto, dei gesti, delle parole, delle musiche, delle vesti e dei silenzi che accompagnano e consolano il morente e chi gli sopravvive. La grande tradizione cristiana si \u00e8 affidata a grandi \u201csimboli-rituali\u201d, che oggi possiamo riscoprire con efficacia.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-size: medium\">Il riti di congedo non possono essere rianimati, se dovessimo prendere congedo dai riti. Ogni elaborazione del lutto ha bisogno di delicate soglie espressive e simboliche, senza le quali si cade inevitabilmente in una progressiva privatizzazione dell\u2019esperienza del morire. Vi \u00e8 oggi, non solo nella Chiesa, una attesa urgente di parole e di gesti autorevoli, che sappiano contrastare la afasia diffusa. Si tratta, in ultima analisi, di accettare una mediazione rituale della teologia pasquale, senza pi\u00f9 potersi permettere fughe in soluzioni astratte che, in quanto tali, non costituiscono pi\u00f9 una risposta sufficiente alla nostra crisi. La morte, che era gi\u00e0 isolata, in regime di \u201cquarantena\u201d \u00e8 ridotta a numero. <\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-size: medium\"><b>La morte \u201csmaltita\u201d<\/b><b> <\/b><b>non \u00e8 un destino<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-size: medium\">Il grande impegno profuso in queste settimane dalla macchina sanitaria non pu\u00f2 impedire che molti uomini e molte donne escano dalla \u201crianimazione\u201d non rianimate, ma defunte. La migliore organizzazione sanitaria non pu\u00f2 impedirlo. Anzi, ne \u00e8 consapevole. Se, come \u00e8 accaduto negli ultimi giorni, decine e decine sono i defunti di un solo ospedale, ci\u00f2 significa che tutti questi pazienti si sono aggravati e hanno perso la vita del tutto privi di ogni compagnia diversa da quella professionale e funzionale della cura sanitaria. Una persona \u201cvicina\u201d, che conforti, che tenga la mano, che accarezzi, che consoli, non c\u2019era e non poteva esserci. Ma \u00e8 inevitabile che sia cos\u00ec? E\u2019 inevitabile che, in queste circostanze, in cui \u00e8 davvero ragionevole fare tutto il possibile perch\u00e9 ogni paziente sopravviva, si rianimi e torni in salute, corrisponda ad un nulla di progettato e di previsto per il caso di aggravamento, di fase terminale e di cordoglio? Forse in questo ambito la Sanit\u00e0 da un lato e le Chiesa dall\u2019altro \u2013 tutte le Chiesa e tutte le fedi \u2013 possono fare qualcosa di forte e di necessario. Forse una \u201cforza di presenza simbolica\u201d &#8211; che sia presenza al malato e mediazione dei parenti \u2013 potrebbe aiutare a riumanizzare una fine che, cos\u00ec come ora accade, giunge a livelli di estraneazione e di indifferenza davvero pericolosi. Forse su questo punto le istituzioni civili e le istituzioni religiose possono riconoscersi un dovere di cura che oggi \u00e8 difficile, ma non impossibile onorare. Non solo cura del vivere e della vita, ma anche cura del morire e della morte. Euthanasia, nel senso pi\u00f9 antico, \u00e8 proprio questo modo umano, non indifferente e non estraniato di morire. E\u2019 solo questo, ma \u00e8 questo ci\u00f2 di cui manchiamo ora e questa mancanza di umanit\u00e0 &#8211; che il sistema, non i singoli, produce strutturalmente &#8211; possiamo, o forse dobbiamo, avere il coraggio di porre in questione. E lo facciamo come citt\u00e0 e come chiesa, per far valere una esigenza elementare, ma preziosissima, che riguarda non solo il credente, ma anzitutto il cittadino.<\/span><\/span><\/p>\n<div id=\"sdfootnote1\">\n<p><a href=\"#sdfootnote1anc\" name=\"sdfootnote1sym\">1<\/a> K. Rahner, <i>Il morire cristiano<\/i>, Brescia, Queriniana, 2009, 33.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; I camion dell\u2019esercito che trasportano le salme dei defunti per la pandemia in lontani cimiteri, per la cremazione, senza alcun segno di cordoglio, senza accompagnamento, senza una parola, sono il segno di un \u201cpunto&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15025"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=15025"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15025\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":15028,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15025\/revisions\/15028"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=15025"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=15025"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=15025"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}