{"id":15018,"date":"2020-03-22T16:47:59","date_gmt":"2020-03-22T15:47:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=15018"},"modified":"2020-03-22T16:51:27","modified_gmt":"2020-03-22T15:51:27","slug":"pandemia-e-indulgenze-se-sappiamo-davvero-di-che-cosa-si-tratta-era-proprio-il-caso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/pandemia-e-indulgenze-se-sappiamo-davvero-di-che-cosa-si-tratta-era-proprio-il-caso\/","title":{"rendered":"Pandemia e indulgenze: se sappiamo davvero di che cosa si tratta, era proprio il caso?"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Marc-Chagall-\u2013-Crocifissione-in-giallo-1938-42.-Parigi-Centre-Pompidou.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-13471\" alt=\"Marc-Chagall-\u2013-Crocifissione-in-giallo-1938-42.-Parigi-Centre-Pompidou\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Marc-Chagall-\u2013-Crocifissione-in-giallo-1938-42.-Parigi-Centre-Pompidou-213x300.jpg\" width=\"213\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Marc-Chagall-\u2013-Crocifissione-in-giallo-1938-42.-Parigi-Centre-Pompidou-213x300.jpg 213w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Marc-Chagall-\u2013-Crocifissione-in-giallo-1938-42.-Parigi-Centre-Pompidou.jpg 427w\" sizes=\"(max-width: 213px) 100vw, 213px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quali sono le priorit\u00e0 su cui la Chiesa cattolica pu\u00f2 e deve prendere la parola, nel particolare contesto di questa Quaresima e Pasqua segnata cos\u00ec profondamente dalla pandemia? Gli ultimi documenti prodotti dalla Curia romana intervengono, <a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/stile-curiale-e-sguardo-sul-reale-calendario-e-riti-del-tempo-pasquale-confessione-e-indulgenze-in-condizioni-di-pandemia\/\">come abbiamo visto nel post di ieri,<\/a> con alcune evidenze chiare, ma anche con un problema nello stile, nel linguaggio e nelle opzioni, che merita attenta considerazione.<\/p>\n<p>Vorrei soffermarmi qui sul punto delicato delle \u201cindulgenze\u201d, proposto dal recente Decreto della Penitenzieria Apostolica. Dopo aver rimandato ad una chiarificazione della \u201cterminologia classica\u201d con cui la Chiesa parla del tema, e che facilmente viene fraintesa, (mi limito a riproporre <a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/la-trasformazione-delle-indulgenze-dalla-chiesa-medievale-alla-chiesa-di-francesco\/\">un post pubblicato nel 2015, in vista del Giubileo della Misericordia<\/a>) occorre per\u00f2 esaminare con cura la pertinenza e la opportunit\u00e0 di un tale intervento. Che senso ha parlare di \u201cindulgenze\u201d in questo momento? Provo a rispondere, in modo critico, in una serie di punti-chiave.<\/p>\n<p>&#8211; La evoluzione del termine indulgenza ha subito con Francesco una accelerazione: nella Bolla di indizione del Giubileo del 2015-216 si usa il termine solo al singolare ed esso perde le caratteristiche \u201ccontabili\u201d che gli hanno guadagnato, anche a giusto titolo, una fama non precisamente brillante.<\/p>\n<p>&#8211; Ma la caratteristica della \u201cindulgenza\u201d \u00e8 di essere un \u201cpesce\u201d che pu\u00f2 nuotare nell\u2019acqua delle \u201cpene temporali\u201d. Qui, per evitare equivoci, bisogna spiegare bene la seriet\u00e0 del tema, almeno per come \u00e8 stato pensato dalla tradizione medievale. Esso non riguarda il &#8220;perdono del peccato&#8221;, ma la &#8220;remissione della pena&#8221;.<\/p>\n<p>&#8211; Infatti ogni assoluzione, che abbia materia \u201ccirca quam\u201d, ossia che sia giustificata dal peccato grave, inteso come rottura della comunione ecclesiale, implica, secondo la tradizione, il superamento della \u201cpena eterna\u201d, ma non quello della \u201cpena temporale\u201d. Che cosa significa? Significa che il soggetto, che Dio ha perdonato, deve rispondere nel tempo, con la sua libert\u00e0, alla grazia del perdono. Deve \u201clavorare su di s\u00e9\u201d.<\/p>\n<p>&#8211; Ora, questo \u201ccompito penitenziale\u201d &#8211; ossia le \u201copere di penitenza\u201d che attendono chi ha ricevuto la grazia del perdono &#8211; implica un percorso di elaborazione con cui gli uomini e le donne rispondono con la loro vita alla vocazione all\u2019amore e alla pace, che in Cristo hanno conosciuto e gustato. Comporta perci\u00f2 una sofferenza di percorso e un doloroso apprendistato, pur scaturendo dalla gioia.<\/p>\n<p>&#8211; Solo a questo punto le indulgenze possono apparire all\u2019orizzonte e prendere il loro senso. Esse sono l\u2019atto festivo, straordinario e eccezionale, con cui la Chiesa, con la sua preghiera, prende su di s\u00e9 le fatiche di questo cambiamento e le \u201crimette\u201d, cancellandole, in toto o in parte. E questo avviene nel tempo o nello spazio. Per questo le indulgenze si collegano a \u201ctempi particolari\u201d (giubilei, anni santi\u2026) o a luoghi particolari (santuari).<\/p>\n<p>&#8211; Ora a me pare, per quanto mi \u00e8 dato di comprendere, che il contesto di una grave epidemia, che \u00e8 certo un tempo eccezionale, abbia per\u00f2 caratteristiche tali da non richiedere tanto una \u201cfestiva remissione delle pene temporali\u201d, quanto piuttosto una \u201cferiale consolazione delle sofferenze\u201d. Si tratta di \u201cassumere un dolore e orientarlo\u201d, non di \u201crimettere una pena\u201d.<\/p>\n<p>&#8211; Inoltre, e qui tocchiamo una questione ancora pi\u00f9 delicata, come dicevo all\u2019inizio, e come ho cercato di spiegare sopra, l\u2019indulgenza ha senso per il soggetto che viva il compito di una \u201cpenitenza\u201d da svolgere nel tempo e che invece scopre misericordiosamente condonata in corrispondenza di una atto simbolico. Il sacramento della penitenza determina una condizione di \u201cpena temporale\u201d solo se sa tematizzarla esplicitamente. Se noi celebriamo la confessione e come \u201cpenitenza\u201d riceviamo \u201c10 Avemarie\u201d, non possiamo comprendere in alcun modo il valore della \u201cindulgenza\u201d come remissione festiva di un compito che non c\u2019\u00e8, non per nostra cattiva volont\u00e0, ma perch\u00e9 cos\u00ec \u00e8 oggi per lo pi\u00f9 la prassi ecclesiale e la stessa interpretazione della Penitenzieria Apostolica legge il sacramento della penitenza come semplice unione di \u201cconfessione\u201d e \u201cassoluzione\u201d. Io trovo molto curioso che i due documenti della Penitenzieria siano cos\u00ec contraddittori: uno parla della Indulgenze sulla base di \u201cpene temporali\u201d, di cui l\u2019altro documento non si cura minimamente. Curiosa contraddizione all\u2019interno del medesimo ufficio.<\/p>\n<p>&#8211; Pertanto a me sembra che in questo momento il richiamo alla \u201cindulgenza\u201d, non come sinonimo di \u201cmisericordia\u201d, ma quando intesa come istituto specifico esercitato dal Dicastero Penitenzieria Apostolica, appaia fuori luogo e, per certi versi, crei interferenze rischiose, tra cura dei malati, paura per la incertezza e condono della pena. Questo tempo non ha bisogno di \u201cremissione di pene\u201d, ma di accompagnamento nelle sofferenze, di orientamento nella confusione, di recupero di priorit\u00e0 elementari. Per parlare della Misericordia di Dio il tema \u201cindulgenze\u201d sembra qui, in tutta franchezza, una inutile forzatura.<\/p>\n<p>&#8211; Infine, rispetto alla Bolla <i>Misericordiae Vultus<\/i> del 2015, il recente Decreto della Penitenzieria Apostolica costituisce una obiettiva involuzione nello stile e nel contenuto. La cosa \u00e8 piuttosto evidente, poich\u00e9 si torna a parlare con la terminologia di una \u201cmatematica delle remissioni\u201d che fatica non solo ad essere compresa, ma ancor pi\u00f9 ad essere giustificata o giustificabile. Non tutto ci\u00f2 di cui un Dicastero di Curia \u00e8 competente risulta perci\u00f2 sempre anche opportuno o giusto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Quali sono le priorit\u00e0 su cui la Chiesa cattolica pu\u00f2 e deve prendere la parola, nel particolare contesto di questa Quaresima e Pasqua segnata cos\u00ec profondamente dalla pandemia? 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