{"id":15015,"date":"2020-03-21T18:29:02","date_gmt":"2020-03-21T17:29:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=15015"},"modified":"2020-03-21T18:29:02","modified_gmt":"2020-03-21T17:29:02","slug":"luce","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/luce\/","title":{"rendered":"Luce"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: right\" align=\"right\">IV DOMENICA DEL TEMPO DI QUARESIMA \u2013 A<\/p>\n<p style=\"text-align: right\" align=\"right\">1Sam 16,1.4.6-7.10-13\u00a0\u00a0\u00a0Sal 22\u00a0\u00a0\u00a0Ef 5,8-14\u00a0\u00a0\u00a0Gv 9,1-41<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><b>Introduzione<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Chi \u00e8 l\u2019uomo che pu\u00f2 incontrare Dio? E qual \u00e8 il percorso di fede che quest\u2019uomo pu\u00f2 compiere? L\u2019episodio della guarigione del cieco nato e il dialogo che ne consegue possono essere una risposta a questa domanda. Il brano del testo di Giovanni ci presenta un itinerario di incontro con il Signore, un itinerario di fede, proprio come lo \u00e8 stato l\u2019episodio della samaritana e come lo sar\u00e0 quello della risurrezione di Lazzaro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In questa domenica di Quaresima la prima lettura, continuando il percorso attraverso le tappe principali della storia della salvezza, propone un testo del Primo Libro di Samuele nel quale si narra la scelta e la consacrazione di Davide come Re (1Sam 16,1.4.6-7.10-13). Nel testo il gioco principale \u00e8 costituito dal riferimento al cuore e agli occhi. Si afferma che Dio guarda il cuore. Gli occhi sono l\u2019organo che vede l\u2019esterno, notano le cose che solitamente contribuiscono a fornire un giudizio secondo la logica mondana, ci\u00f2 che appare. Il cuore invece \u00e8 il luogo della riflessione, dell\u2019intelligenza, \u00e8 il centro dell\u2019uomo, il luogo nel quale egli prende le decisioni e dell\u2019incontro con Dio nell\u2019ascolto della sua Parola. Ora qui si afferma che Dio guarda il cuore. C\u2019\u00e8 un vedere di Dio che va al di l\u00e0 degli sguardi e dei criteri umani. Questo testo \u00e8 un invito a non considerare il cammino quaresimale con lo sguardo del mondo, ma a fare attenzione al cuore e a ci\u00f2 che lo abita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il tema della luce, dominante nel brano evangelico, \u00e8 presente anche nella seconda lettura (Ef 5,8-14), che pu\u00f2 creare un legame tra l\u2019episodio evangelico e la vita dei credenti che vino il tempo quaresimale: \u00abun tempo eravate tenebra, ora siete luce nel Signore. Comportatevi perci\u00f2 come figli della luce; ora il frutto della luce consiste in ogni bont\u00e0, giustizia e verit\u00e0\u00bb. La Quaresima \u00e8 proprio il tempo per essere risanati nel nostro sguardo e per essere luce nel Signore\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><b>Commento<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Giovanni con il racconto del cieco nato ci vuole mostrare il volto dell\u2019uomo che \u00e8 in grado di compiere un cammino di fede, di essere nella luce.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel racconto da una parte abbiamo gli uomini religiosi del tempo, dall\u2019altra il cieco guarito. I farisei, che sono semplicemente i rappresentati degli uomini religiosi di ogni epoca, nel brano sono coloro che hanno molte certezze e pochissimi dubbi. Non cambiano idea davanti a nessun fatto, a nessuna evidenza. Per tre volte cercano di farsi raccontare dal cieco guarito ci\u00f2 che \u00e8 accaduto, ma poi nel dialogo non fanno nessun riferimento alle informazioni che vengono loro date. Per tre volte nel testo affermano che loro \u00absanno\u00bb: sanno che Ges\u00f9 non viene da Dio perch\u00e9 ha guarito in giorno di sabato (Gv 9,16); sanno che Ges\u00f9 \u00e8 un peccatore (Gv 9,24); sanno che Dio ha parlato con Mos\u00e8 (Gv 9,28). Hanno tante certezze che non vengono scalfite da nulla e si fanno giudici degli altri, di Ges\u00f9 come del cieco guarito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il cieco \u00e8 l\u2019opposto degli uomini religiosi e osservanti dell\u2019epoca: ha molti dubbi e una sola certezza. Egli per tre volte afferma di non sapere: egli non sa dov\u2019\u00e8 Ges\u00f9 (Gv 9,12); non sa se Ges\u00f9 \u00e8 un peccatore (Gv 9,25); alla domanda di Ges\u00f9, se credesse nel Figlio dell\u2019uomo, afferma \u00abe chi \u00e8, Signore?\u00bb (Gv 9,36). Il cieco ha solo una certezza: prima era cieco ed ora ci vede (Gv 9,25). Sa solo questo: che l\u2019incontro con quell\u2019uomo gli ha cambiato la vita. \u00c8 l\u2019unica certezza del credente in Ges\u00f9: sapere che l\u2019incontro con lui ci ha cambiato la vita e da ciechi ci ha reso vedenti; dalle tenebre siamo stati trasferiti nella luce.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quest\u2019uomo con molti dubbi e una sola certezza pu\u00f2 fare un cammino di fede. \u00c8 un percorso di cui i titoli riferiti a Ges\u00f9 che troviamo nel testo tracciano le tappe principali. Innanzitutto, il cieco dice di aver incontrato \u00abun uomo\u00bb (Gv 9,11). \u00c8 il punto di partenza fondamentale per ogni cammino di fede cristiano: incontrare Ges\u00f9 nella sua umanit\u00e0. Infatti, \u00e8 attraverso l\u2019umanit\u00e0 di Ges\u00f9 che si rivela a noi il volto del Dio che nessuno ha mai visto (Gv 1,18). La seconda tappa \u00e8 rappresentata da riconoscere in Ges\u00f9 \u00abun profeta\u00bb (Gv 9,17). Dopo aver incontrato l\u2019umanit\u00e0 di Ges\u00f9, quell\u2019uomo che era cieco scopre che egli \u00e8 un uomo di Dio, uno \u00abpreso da Dio\u00bb, un servitore della sua Parola. La terza tappa consiste nel riconoscere che Ges\u00f9 \u00abviene da Dio\u00bb (Gv 9,33), cio\u00e8 che ci\u00f2 che egli compie \u00e8 secondo la volont\u00e0 di Dio, secondo la sua Parola. Seguendo Ges\u00f9 gli uomini e le donne possono fare la volont\u00e0 di Dio, realizzare nella loro esistenza il suo disegno di vita. Infine, l\u2019ultima tappa del cammino di fede consiste nel credere nel \u00abFiglio dell\u2019uomo\u00bb (Gv 9,35). Cio\u00e8 credere che Ges\u00f9 appartiene al mondo di Dio. Infatti, il titolo \u00abFiglio dell\u2019uomo\u00bb, all\u2019epoca di Ges\u00f9, non indicava l\u2019umanit\u00e0 ma la divinit\u00e0, l\u2019appartenenza l mondo divino. Nel libro di Daniele il Figlio dell\u2019uomo \u00e8 una figura divina e non umana e cos\u00ec in altri testi della tradizione giudaica dell\u2019epoca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><b>Conclusione<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questo \u00e8 il cammino di fede che pu\u00f2 fare un uomo che ha molti dubbi e poche certezze, un cieco guarito. Chi crede di sapere tutto e di avere l\u2019ultima interpretazione tra le mani, non pu\u00f2 fare nessun cammino, n\u00e9 giungere a vedere Ges\u00f9, e, attraverso di lui a conoscere il Padre. Quando il cieco interroga Ges\u00f9 su chi sia il Figlio dell\u2019uomo, Ges\u00f9 gli risponde: \u00ablo hai visto\u00bb (Gv 9,37). La guarigione non \u00e8 stata unicamente una guarigione fisica, ma i suoi occhi sono stati resi campaci di vedere il Figlio dell\u2019uomo. \u00c8 di un\u2019altra cecit\u00e0 che qui si sta parlando. Chiediamo al Signore che questa Quaresima ci renda dei ciechi guariti, con molti dubbi e una sola certezza, per poter giungere anche noi a rinnovare il nostro cammino di fede e a vedere il Figlio dell\u2019uomo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Matteo Ferrari, monaco di Camaldoli<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>IV DOMENICA DEL TEMPO DI QUARESIMA \u2013 A 1Sam 16,1.4.6-7.10-13\u00a0\u00a0\u00a0Sal 22\u00a0\u00a0\u00a0Ef 5,8-14\u00a0\u00a0\u00a0Gv 9,1-41 Introduzione Chi \u00e8 l\u2019uomo che pu\u00f2 incontrare Dio? E qual \u00e8 il percorso di fede che quest\u2019uomo pu\u00f2 compiere? 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