{"id":14999,"date":"2020-03-19T08:59:21","date_gmt":"2020-03-19T07:59:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=14999"},"modified":"2020-03-19T08:59:21","modified_gmt":"2020-03-19T07:59:21","slug":"la-liturgia-in-quarantena-e-un-modello-di-celebrazione-di-a-grillo-e-m-festi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/la-liturgia-in-quarantena-e-un-modello-di-celebrazione-di-a-grillo-e-m-festi\/","title":{"rendered":"La liturgia in quarantena e un modello di celebrazione (di A. Grillo e M. Festi)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left\" align=\"center\"><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/messamedia.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-15000\" alt=\"messamedia\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/messamedia.jpg\" width=\"283\" height=\"178\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: left\" align=\"center\"><em>Proponiamo una piccola sintesi sulle caratteristiche di questo &#8220;tempo di quarantena&#8221;, come sfida alla identit\u00e0 civile ed ecclesiale, configurando una possibile risposta della liturgia cristiana, anche con un esempio di celebrazione della Cena del Signore del gioved\u00ec santo. Abbiamo pensato che potesse essere utile non solo una riflessione complessiva sul &#8220;fenomeno nuovo&#8221;, riletto sul piano della esperienza liturgica, ma anche offrire un modello di celebrazione, il pi\u00f9 dettagliato possibile. Perch\u00e9 la pastorale non si impicchi &#8211; teoricamente e praticamente &#8211; davanti (e dietro) agli schermi dei media (A. Grillo &#8211; M. Festi)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: left\" align=\"center\">\n<p align=\"center\"><em>\u201c<b>Celebra il Signore, Gerusalemme<\/b><\/em><\/p>\n<p align=\"center\"><i><b>loda, Sion, il tuo Dio\u201d (Sal 147)<\/b><\/i><\/p>\n<p align=\"center\"><i><b>Riflessione liturgica sulla quarantena e <\/b><\/i><i><b>un <\/b><\/i><i><b>modello di celebrazione<\/b><\/i><\/p>\n<p>\u00a0(di Andrea Grillo e Mauro Festi)<\/p>\n<p>1. <i><b>La condizione attuale<\/b><\/i><\/p>\n<p>Partiamo dal <b>bisogno fondamentale<\/b>, dal grido che oggi leviamo a Dio: abbiamo bisogno di essere sottratti dal dominio della morte. Come credenti, abbiamo bisogno di sapere che il Dio di Ges\u00f9 Cristo, mediante il suo Spirito, sta agendo cos\u00ec in nostro favore. E ne abbiamo bisogno come <i>collettivit\u00e0<\/i>, come <i>noi<\/i>. Questo \u00e8 il primo punto su cui bisogna fare chiarezza: non si tratta di \u201cdesideri individuali\u201d, ma di un corpo ecclesiale che deve trovare parola.<\/p>\n<p align=\"justify\">Partiamo dal <b>momento favorevole<\/b> che \u00e8 il nostro oggi. Mai come ora, forse, si sta concretizzando una sorta di tavolo su cui giocare a carte scoperte: oggi stanno emergendo gli immaginari che sorreggono le nostre vite. Ma, per usare un\u2019immagine, \u00e8 una sorta di tavolo caldo forato. Tutti gli immaginari sono sottoposti a inevitabile mutamento, sotto l\u2019azione del calore. Nulla tiene, nella realt\u00e0; quel che tiene, negli approcci rigidi alla realt\u00e0, tiene nelle nostre idee, non nella realt\u00e0. Ci\u00f2 che non tiene, si disperde, e cade gi\u00f9, dai fori. Tentare di andare disperatamente a recuperarlo, conduce anche noi alla disperazione. Ci\u00f2 che tiene, il caldo bruciante della tavola lo espone comunque a rimodellamento. Se lo rimodelliamo in modo sensato, finch\u00e9 il tavolo \u00e8 caldo, tiene, e costituisce l\u2019emergenza di una offerta di senso. Se lo rimodelliamo in modo insensato, fa la fine di ci\u00f2 che non tiene, ma l\u2019avremo disperso noi. Avrebbe potuto tenere. Vi \u00e8, in questa differenza tra ci\u00f2 che obiettivamente non \u00e8 disponibile (l\u2019evento epidemia, la esigenza di isolamento, la impossibilit\u00e0 di contatto) e ci\u00f2 che \u00e8 disponibile (il nostro modo di rispondere, individuale e comunitario), lo spazio stretto, ma reale per <b>prendere l\u2019iniziativa in modo articolato.<\/b><\/p>\n<p align=\"justify\">Oggi \u00e8 momento favorevole, per noi:<\/p>\n<ul>\n<li>\n<p align=\"justify\">Perch\u00e9 siamo tutti esposti alla morte, e ad una morte in cui l\u2019unica certezza \u00e8 che c\u2019\u00e8 una evidente sproporzione tra la sua capacit\u00e0 di averla vinta e la nostra di difenderci;<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"justify\">Perch\u00e9, come ha detto bene Chiara Giaccardi, ora \u00e8 evidente che ogni individualismo \u00e8 astrazione: ora il paradigma \u201cmors tua, vita mea\u201d cade dai fori del tavolo, tiene il \u201cvita tua, vita mea\u201d. \u00c8 una inaudita situazione di solidariet\u00e0 che non dobbiamo creare noi, come era la situazione precedente, e non ci siamo riusciti. Ora c\u2019\u00e8, \u00e8 gi\u00e0 disponibile. E possiamo valorizzarla.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"justify\"><a name=\"_GoBack\"><\/a> Perch\u00e9 siamo tutti in quella situazione \u201cideale\u201d di secondo annuncio, come ne parlano E. Biemmi e i suoi colleghi: un eccesso di esposizione alla morte, ma che \u00e8 anche, agli occhi di molti, spesso non credenti o comunque laici, l\u2019apertura di un potenziale di vita inimmaginato prima.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"justify\">Perch\u00e9 sta emergendo l\u2019inconsistenza dei modelli clericali, che si sarebbe mostrata forse tra qualche decennio, ma probabilmente senza la capacit\u00e0 di rielaborare contemporaneamente gli immaginari. Ora la fragilit\u00e0 del modello clericale sta davanti a noi, nella sua impotenza e nella sua residua ostinata arroganza.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"justify\">Perch\u00e9 siamo in quaresima, tempo di sospensione di riconfigurazione di identit\u00e0 e legami, per favorire l\u2019esperienza radicale di vita che squarcia la morte dal suo interno.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"justify\">Perch\u00e9 ci si \u00e8 improvvisamente affinato il fiuto nel saper riconoscere parole vuote e parole di profezia, di cui abbiamo terribilmente sete. Siamo pi\u00f9 sensibili che mai alle parole che non hanno nulla da dire, e assetati di parole vere.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"justify\">Perch\u00e9 \u00e8 evidente che la Chiesa sta scegliendo di dar credito all\u2019umano con il suo sapere e le sue pratiche, sta confessando pubblicamente &#8211; anche se in parte inadeguatamente e con un certo imbarazzo se non una certa reticenza &#8211; che Dio non si d\u00e0 a prescindere dall\u2019uomo, ma con l\u2019uomo e per l\u2019uomo. E lei non ne \u00e8 la sola competente. \u00c8 il miglior presupposto alla seconda svolta antropologica. Forse davvero stiamo uscendo dall\u2019antimodernismo e ci stiamo riconciliando \u2013 anche ex necessitate \u2013 con la forza evangelica di aspetti convincenti del \u201cprogresso\u201d.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"justify\">Perch\u00e9 possiamo puntare sul sacerdozio battesimale e la reale partecipazione all\u2019atto da parte di tutto il corpo ecclesiale.<\/p>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p align=\"justify\">2. <i><b>Le difficolt\u00e0 nel progettare<\/b><\/i><\/p>\n<p align=\"justify\">Ma, ciononostante, sentiamo la <b>difficolt\u00e0 nell\u2019immaginare come configurare un atto liturgico possibile<\/b>:<\/p>\n<ul>\n<li>\n<p align=\"justify\">fino a ieri eravamo in contesto pienamente individualistico, e a livello ecclesiale clericale e sacramentalistico: non abbiamo una esperienza forte di gesti in linea con il nuovo immaginario che si sta creando, anche se avvertiamo, forse, il cambiamento in atto;<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"justify\">abbiamo un diffuso sospetto sul rito, e confondiamo il simbolico con il segnico, peggio ancora con il didascalico. Liturgisti e biblisti, liturgisti ed ecclesiologi, liturgisti e pastoralisti, liturgisti e liturghi non godono di un comune terreno di condivisione della consapevolezza della fondamentalit\u00e0 della mediazione simbolico-rituale. Tra gli stessi liturgisti cozzano modelli clericali tridentini e pre-moderni con formale assunzione di prospettiva conciliare, che manifesta ora l\u2019incapacit\u00e0 di agire sul livello profondo di ci\u00f2 che si pensa e si sente.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"justify\">abbiamo, al fondo, forti immaginari dualistici che sono duri a morire, per cui forse riusciamo a riflettere su ci\u00f2 che accade e a cercare parole di senso, ma vediamo come \u201ccambiare le abitudini\u201d sia molto pi\u00f9 difficile. Il livello del gesto \u00e8 pi\u00f9 difficile da raggiungere rispetto al suo significato, che ci pare di dominare;<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"justify\">non abbiamo formato una solida soggettualit\u00e0 e ministerialit\u00e0 laicale e tutto, all\u2019improvviso, sembra tornare sulle spalle \u201ceroiche\u201d del presbitero;<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"justify\">Siamo pervasi e invasi dai media, anche e soprattutto a livello ecclesiale, che rischiano di saturare lo spazio di sospensione che invece sarebbe fondamentale lasciare vuoto perch\u00e9 sia possibile una riconfigurazione. Se il media si insinua subito, per rispondere ad un bisogno \u201ccomunicativo\u201d, introduce una ulteriore distorsione.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"justify\">I contesti celebrativi sono vari tanto quanto le realt\u00e0 delle nostre case in questo momento: famiglie, persone sole, anziani, bambini, gente che non esce pi\u00f9, gente che deve uscire ancora ma non vorrebbe, gente che deve uscire per salvare gli altri e non pu\u00f2 rientrare, gente che passa il 90% del tempo attivo in ospedale\u2026 quindi le emozioni che ci abitano sono varie nelle loro gradazioni, e lo sono anche le energie a disposizione, i luoghi, l\u2019attenzione\u2026 E\u2019 estremamente complesso riuscire a cogliere che cosa di questa \u201cordinariet\u00e0 straordinaria\u201d che stiamo vivendo \u00e8 ospitale al venirci incontro di Dio in un modo che ci consente di percepirlo come tale, e di rielaborarlo compiendo gesti simbolici. I codici simbolici comuni non sono praticabili, e quelli che potremmo praticare non sono stati elaborati.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"justify\">Non abbiamo mai sperimentato fino in fondo l\u2019adattamento liturgico, se non in forme di creativit\u00e0 \u201cselvagge\u201d e fuori dalla logica rituale, o nella forma della sua rigida negazione. L\u2019abbiamo fatto linguisticamente, ma riducendo le forme a contenuti. Cos\u00ec oggi siamo in grande imbarazzo. E il rischio \u00e8 che, al posto di nuove forme, <span style=\"text-decoration: line-through\">non <\/span>abbiamo solo le vecchie forme, spalmate su tutti i supporti (TV, PC, smartphone, tablet, maxischermi&#8230;)<\/p>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p align=\"justify\"><b>3. <\/b><i><b>Come potremmo muoverci: tre evidenze<\/b><\/i><\/p>\n<p align=\"justify\">Il margine di manovra, obiettivamente stretto, non \u00e8 inesistente. Proviamo a identificare i punti-chiave di questo spazio, che riguardano la \u201cpercezione della alterit\u00e0 di Dio nelle trame della esistenza pi\u00f9 elementare\u201d, la \u201cappartenenza dei soggetti e dei gesti alla tradizione ecclesiale\u201d e la \u201cforma simbolica comune, che si fa atto rituale condiviso\u201d.<\/p>\n<p align=\"justify\">a) Cercando di <span style=\"text-decoration: underline\">agganciare l\u2019umano pi\u00f9 umano e pi\u00f9 consistente che ci accomuna<\/span>. Perch\u00e9 l\u00ec e solo l\u00ec possiamo <b>percepire il sacro<\/b><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li>\u00a0Le sfumature delle <em>emozioni<\/em> legate alla paura, all\u2019angoscia, al terrore, alla disperazione, ma anche allo stupore, al coraggio, alla speranza, alla dedizione.<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<ul>\n<li>\n<p align=\"justify\">Il bisogno fondamentale di <i>percezione di presenza<\/i>, di cui il senso fondamentale \u00e8 il <i>tatto<\/i>, ma forse anche l\u2019<i>olfatto<\/i>, perch\u00e9 urge essere strappati dall\u2019<i>isolamento<\/i> e dalla <i>solitudine<\/i>.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"justify\">La pi\u00f9 forte disponibilit\u00e0 a <i>superare ogni divisione<\/i> e a <i>valorizzare il valorizzabile<\/i>, in forza della percezione che <i>non c\u2019\u00e8 tempo<\/i>. Siamo, cio\u00e8, attenti a litigare, perch\u00e9 domani tu potresti non esserci, o potrei non esserci io, e non so se avremo mai modo di ritrovarci, quindi non \u00e8 importante il motivo di tensione, \u00e8 importante che tu ci sia. E se altre volte mi stufavo a rispondere ai dieci messaggi di mia madre da cui mi sentivo invaso, ora mi guardo bene dal non rispondere, o addirittura prendo l\u2019iniziativa, perch\u00e9 non so quanto mi sar\u00e0 dato di averla ancora con me\u2026 C\u2019\u00e8, cio\u00e8, una <i>maggiore disponibilit\u00e0 relazionale legata alla percezione della possibile prossimit\u00e0 della fine, che conduce all\u2019essenziale<\/i>.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"justify\">\u00c8 primavera. In tempo di coronavirus. <i>La natura \u00e8 il luogo forse pi\u00f9 forte del mantenimento sostanziale delle polarit\u00e0 opposte di vita e morte<\/i>. La vediamo meravigliosamente fiorire e sorridere, la avvertiamo drammaticamente portatrice di morte. E l\u2019una e l\u2019altra cosa ci mantengono in posizione fortemente passiva\/recettiva. Qualcosa dipende da noi, ma molto no. E non ne possiamo disporre: accelerare la fioritura e impedire il diffondersi del virus sono entrambe cose non alla portata di ciascuno di noi. Per quanto restino nostri i gesti fondamentali del <i>coltivare e custodire<\/i>, che sono i verbi dell\u2019<i>alleanza<\/i>.<\/p>\n<\/li>\n<\/ul>\n<\/ul>\n<p align=\"justify\">\n<p align=\"justify\">b) Individuando che cosa consenta di far s\u00ec che ci\u00f2 che elaboriamo sia un <b>atto di tradizione ecclesiale<\/b><\/p>\n<p align=\"justify\">\n<ul>\n<ul>\n<li>\n<p align=\"justify\">Deve mantenere l\u2019aspetto <i>recettivo<\/i>, in un contesto in cui non sar\u00e0 l\u2019autorit\u00e0 ecclesiale e magisteriale a fare la \u201cconsegna\u201d. I gesti e le parole devono, quindi, avere molto il gusto dei familiari gesti e delle familiari parole di Chiesa, perch\u00e9 non siano troppo \u201cnostri\u201d da non consentirci di accorgerci che un <i>Altro<\/i> ci si sta facendo prossimo. Deve essere <i>manifestazione<\/i> della Chiesa, che in un certo senso gi\u00e0 conosciamo, ma anche <i>realizzazione <\/i>di una Chiesa altra che non conosciamo ancora, una Chiesa dentro e non fuori la realt\u00e0, una Chiesa nelle case, una Chiesa realmente locale.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"justify\">Deve essere una <i>attuazione della Pasqua<\/i>, l\u2019esperienza di essere abitati da dentro da una potenza spirituale che attraversa con te la morte, innestandoti profondamente alla vicenda di Cristo, che ti offre la garanzia della rottura della solitudine e della vittoria sulla morte, percependo questo legame come il darsi di una relazione del tutto sproporzionata nell\u2019amore, che ti conduce ad accorgerti del dissolversi dei volti falsi di Dio che ti abitano dentro, e magari ora si stanno rafforzando, riuscendo a illuminarti, fosse solo per un istante, fosse solo di spalle, la presenza di questo Padre che tutto pu\u00f2 e vuole, nel suo amore, perch\u00e9 i suoi figli abbiano la vita e l\u2019abbiano in abbondanza, promettendo che nessuno li strapper\u00e0 dalla sua mano.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"justify\">Deve essere un atto di recezione <i>attivo<\/i>, cio\u00e8 deve condurmi a sentirmi e percepirmi soggetto di ci\u00f2 che sto compiendo. Una <i>redditio<\/i> dentro la <i>traditio<\/i>.<\/p>\n<\/li>\n<\/ul>\n<\/ul>\n<p align=\"justify\">\n<p align=\"justify\">c) Individuando che cosa consenta di far s\u00ec che ci\u00f2 che elaboriamo sia un <b>atto rituale in linguaggi simbolici<\/b>:<\/p>\n<p align=\"justify\">\n<ul>\n<ul>\n<li>\n<p align=\"justify\">Deve agganciare una dimensione di <span style=\"text-decoration: underline\">ripetizione<\/span>: occorre organizzare tempi, spazi, azioni perch\u00e9 abbiano attinenza con i gesti sacri quotidiani e rituali che compiamo, ma riorganizzandoli per far esperienza di Dio, della morte vinta dalla vita, della sacralit\u00e0 della vita. Se non c\u2019\u00e8 un minimo di livello di ripetizione, se la novit\u00e0 \u00e8 eccessiva, non sapremo accorgerci della novit\u00e0 del venirci incontro di Dio.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"justify\">Devono essere gesti e parole che godano di una <span style=\"text-decoration: underline\">intesa tra i soggetti coinvolti<\/span>: occorre che la scelta di questi luoghi, tempi, gesti conduca alla realizzazione di atti che possano essere compiuti in modo tale che tutti quelli che partecipano percepiscano che l\u00ec \u00e8 in gioco la sacralit\u00e0 della vita e la sua custodia, e che questo avviene in forza di un Volto che mi si rivela, restandomi indisponibile ma sempre in mio favore.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"justify\">Devono crearsi le condizioni per un <span style=\"text-decoration: underline\">salto<\/span>: deve essere possibile percepire che si sta compiendo qualcosa di diverso, che attraversa la logica ordinaria, ma trasgredendola. Quello che si compie non deve essere del tutto \u201csensato\u201d, se guardato con gli occhi della sola ordinariet\u00e0, ma soprattutto non dev\u2019essere nell\u2019ordine del \u201cprodurre\u201d qualcosa, ma dell\u2019esporsi al gratuito che pu\u00f2 accadere in quegli atti. Non nell\u2019ordine del \u201cfare una cosa\u201d (che cosa fare?) ma dell\u2019 \u201cesporsi al possibile dono\u201d, agendo e sentendo.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"justify\">Dev\u2019esserci una percepibile <span style=\"text-decoration: underline\">pregnanza<\/span>: deve essere un luogo \u201ccarico\u201d, un tempo \u201ccarico\u201d, degli atti \u201ccarichi\u201d di memoria grata, di esperienza vitale, di emozione mortale, di percezione di qualcosa di sovrabbondante che ci precede e ci supera, che riceviamo ma non abbiamo in alcun modo prodotto\u2026<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"justify\">Deve avere la forma di una <span style=\"text-decoration: underline\">incisione corporale<\/span>: deve funzionare come un\u2019azione che ci marchia col fuoco, che ci \u201cfa male\u201d (e dobbiamo poter percepire che rimette in gioco le paure viscerali) ma che in quel male incide una <i>appartenenza indelebile<\/i>, come \u201cpresa di possesso\u201d di un corpo a cui si \u00e8 dato forma, e che non verr\u00e0 abbandonato ora, n\u00e9 mai<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"justify\">Devono essere incrociate le <span style=\"text-decoration: underline\">esperienze elementari della vita<\/span>: devono essere atti che hanno a che fare con il buio e la luce, la fame e la sete, l\u2019acqua-l\u2019aria-il fuoco-la terra, l\u2019orientamento (il nord-il sud, l\u2019est-l\u2019ovest), con l\u2019attesa e il compimento, il desiderio e il fallimento, la solitudine e la relazione, la paura e la sicurezza\/pace, il presente-il passato-il futuro, lo stupore e la meraviglia, il terrore e l\u2019angoscia, l\u2019immaginazione e la realt\u00e0, la parola e il silenzio, il corpo e i suoi sensi.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"justify\">Si deve consentire l\u2019<span style=\"text-decoration: underline\">ospitalit\u00e0 di processi simbolici<\/span>: deve essere l\u2019attraversamento di qualcosa di reale, di percepibile ed di agibile, che mantenga la giusta distanza fra la familiarit\u00e0 di ci\u00f2 che si compie (che permette di sentirsi realmente soggetti di ci\u00f2 che si compie) e la \u201cstranezza\u201d\/l\u2019irruzione che lasci spazio ad un inatteso da noi non prodotto e non controllato, ma \u201cidentificabile\u201d, riconoscibile come il farcisi incontro di Cristo, che ci ospita in lui, salvandoci da morte.<\/p>\n<\/li>\n<\/ul>\n<\/ul>\n<p align=\"justify\">\u00a04. <i><b>Profilo liturgico e profilo ecclesiale<\/b><\/i><\/p>\n<p align=\"justify\">\u00a0La liturgia lontana, che si fa vicina attraverso la TV o la diretta streeming, resta irrimediabilmente lontana. Anche se a celebrarla \u00e8 il parroco, il vescovo o il papa. Sostituisce il nulla, e questo \u00e8 certo qualcosa, ma non permette di celebrare. Una chiesa che sappia la decisiva importanza dell\u2019atto celebrativo, lascia da parte il \u201ccollegamento\u201d e la \u201cconnessione\u201d e mette in gioco \u201cevidenze primarie\u201d, \u201cparole di tradizione\u201d e \u201criti potenti\u201d. La TV e internet, a modo loro, non possono che custodire quella \u201cpiramide non rovesciata\u201d in cui non troviamo mai la verit\u00e0 della Chiesa. Se la liturgia \u00e8 il linguaggio di tutti i battezzati, ogni piccola comunit\u00e0 \u201cin quarantena\u201d deve poter celebrare la pasqua, senza delegare ad altri l\u2019atto ecclesiale. Lo far\u00e0 in comunione con i santi e con la Chiesa, ma dovr\u00e0 farlo essa stessa. Perci\u00f2 la dimensione familiare &#8211; ridotta anche a quel minimo di famiglia che \u00e8 il singolo cittadino e fedele nel suo appartamento \u2013 potr\u00e0 e dovr\u00e0 entrare nella dinamica di parola e sacramento. E dovr\u00e0 farlo col corpo, con tutti i sensi, non solo con la vista affamata di immagini sacre sullo schermo. Una \u201cdieta degli occhi\u201d e un \u201cnutrimento sostanzioso\u201d degli altri sensi sar\u00e0 la logica di una Chiesa che \u00e8 dispersa, ma non si perde, che \u00e8 frazionata, ma non infranta, che \u00e8 appartata, ma non isolata, bens\u00ec consolata dal linguaggio comune che attraversa i corpi, scalda i cuori e nutre le menti. L\u2019annuncio della Risurrezione, in quanto evento corporeo, suppone una Chiesa che sappia ancora dare la parola al proprio corpo integrale. Questa \u00e8 la speranza. Anche in questo tempo dilatato e minaccioso, che inquieta e addolora, ma dischiude nuovi passi possibili, necessari, forse decisivi.<\/p>\n<p align=\"justify\">\u00a0<b>5. La Cena del Signore nelle Chiese domestiche<\/b><\/p>\n<p align=\"justify\">\u00a0Proviamo, nell\u2019orizzonte di quanto espresso fino ad ora, a immaginare come potremmo celebrare la <i>Cena del Signore<\/i> nelle nostre case, come autentiche <i>Chiese domestiche<\/i>.<\/p>\n<p align=\"justify\">Ci lasciamo guidare dalla liturgia, adattandola ai nostri contesti. E\u2019 solo un esempio possibile di \u201cradicazione\u201d della liturgia ecclesiale nel nostro mondo e modo di vita.<\/p>\n<p align=\"justify\">\u00a0La nostra potrebbe essere una <b>riformulazione attuale della cena pasquale ebraico-cristiana<\/b>, scegliendo volentieri, con intelligenza, di adottare forme \u201cspurie\u201d, adatte alla situazione da \u201cospedale da campo\u201d che stiamo vivendo.<\/p>\n<p align=\"justify\">\u00a0a.\u00a0<span style=\"font-style: italic\">\u201c<\/span><b style=\"font-style: italic\">Nella tua gloria\u201d (Contemplazione della croce di gloria)<\/b><\/p>\n<p align=\"justify\">La liturgia ci farebbe iniziare con un canto ispirato a questa <i>antifona d\u2019ingresso<\/i>:<\/p>\n<p align=\"justify\">\u00a0<i>Di null\u2019altro mai ci glorieremo<\/i><\/p>\n<p align=\"justify\"><i>se non della croce di Ges\u00f9 Cristo, nostro Signore:<\/i><\/p>\n<p align=\"justify\"><i>egli \u00e8 la nostra salvezza, vita e risurrezione;<\/i><\/p>\n<p align=\"justify\"><i>per mezzo di lui siamo stati salvati e liberati<\/i>. (cf Gal 6,14)<\/p>\n<p align=\"justify\">\n<p align=\"justify\">Potremmo predisporre un angolo particolare della casa, che diventa un po\u2019 unico nel triduo e in tutto il tempo pasquale, in cui collocare in maniera stabile un crocifisso significativo, per valore affettivo, per pregio estetico, o perch\u00e9 realizzato in famiglia.<\/p>\n<p align=\"justify\">Potremmo iniziare raccogliendoci l\u00ec, se possibile con le luci un po\u2019 soffuse (mantenendole cos\u00ec per tutto il tempo), non prima di quando inizia a scendere la sera.<\/p>\n<p align=\"justify\">Potremmo contemplare la croce cantando un ritornello con le parole dell\u2019antifona, se lo conosciamo, o con parole simili, o proclamandole. Potremmo condividerci, anche creandolo, un ritornello ad hoc, di semplice bellezza, come comunit\u00e0 parrocchiale, o come diocesi, e farlo girare in modo da riuscire ad impararlo per tempo.<\/p>\n<p align=\"justify\">Potremmo trovare brevissime parole per orientare la contemplazione verso lo stupore della <i>gloria<\/i>, e intuire che la gloria di Dio nella croce di Cristo ha a che fare con il suo avere <i>peso<\/i> nella storia, anche la nostra. Potremmo, allora, cantare il canto del gloria per confessare la lode al Dio che in Cristo viene a fare della nostra storia una storia della salvezza. Potremmo alternare un ritornello del gloria, con delle espressioni di lode che facciano eco a situazioni della storia della salvezza in cui la gloria del Signore si \u00e8 manifestata, e con le quali si possa percepire che la nostra situazione ha attinenza.<\/p>\n<p align=\"justify\">b.\u00a0\u00a0<span style=\"font-style: italic\">\u201c<\/span><b style=\"font-style: italic\">custodisci la nostra vita\u201d (rito di custodia dal male: la porta)<\/b><\/p>\n<p align=\"justify\">In quello stesso \u201cangolo speciale\u201d potremmo porre un vaso, magari trasparente, colmo di acqua.<\/p>\n<p align=\"justify\">Potremmo attingere da esso, e abitare uno dei nostri luoghi pi\u00f9 \u201ccarichi\u201d di problema, di male. Come per gli ebrei, la <i>soglia<\/i>, la <i>porta di casa<\/i>. Non possiamo attraversarla, perch\u00e9 fuori c\u2019\u00e8 il male, dentro, invece, la sicurezza di vita. Gli ebrei hanno compiuto un gesto apotropaico aspergendo la soglia con il sangue dell\u2019agnello che poi avrebbero consumato. Noi potremmo lavare stipiti e maniglia con l\u2019acqua, compiendo un gesto che in questo tempo stiamo facendo di frequente per proteggerci, ma offrendogli un contesto diverso, che lo risignifica esponendolo alla presenza di Dio, in modo che questo stesso gesto abbia la forza di risignificare ogni altro \u201clavaggio\u201d che compiremo nella quotidianit\u00e0. \u201cMarchiamo\u201d la soglia di casa con l\u2019acqua che riceviamo dalla contemplazione della gloria di Cristo sulla croce e dalla confessione del suo peso nella storia, che si fa speranza di farne esperienza nella nostra.<\/p>\n<p align=\"justify\">Potremmo accompagnare il gesto con una parte del Sal 120:<\/p>\n<p align=\"justify\">\n<p align=\"justify\"><i>Alzo gli occhi verso i monti:<\/i><\/p>\n<p align=\"justify\"><i>da dove mi verr\u00e0 l\u2019aiuto?<\/i><\/p>\n<p align=\"justify\"><i>Il mio aiuto viene dal Signore,<\/i><\/p>\n<p align=\"justify\"><i>che ha fatto cielo e terra.<\/i><\/p>\n<p align=\"justify\"><i>Il Signore ti protegger\u00e0 da ogni male,<\/i><\/p>\n<p align=\"justify\"><i>egli protegger\u00e0 la tua vita.<\/i><\/p>\n<p align=\"justify\"><i>Il Signore veglier\u00e0 su di te, quando esci e quando entri,<\/i><\/p>\n<p align=\"justify\"><i>da ora e per sempre.<\/i><\/p>\n<p align=\"justify\">\n<p align=\"justify\">Quella stessa acqua (da rifornire, quando finisce) potrebbe essere la stessa acqua da cui si attinge per riempire la brocca per la cena, e quindi da bere durante la cena, e la stessa acqua da cui attingere per lavarci le mani prima di sederci a tavola, magari utilizzando un catino, e il sapone. E la stessa acqua e lo stesso catino con cui si vivr\u00e0 la lavanda dei piedi. Lo stesso catino e la stessa acqua potrebbero trovare posto nel nostro angolo speciale, affianco al vaso con l\u2019acqua pulita. Come acqua \u201ccarica\u201d del passaggio salvifico di Dio. Non andr\u00e0 buttata, andr\u00e0 conservata, almeno per il tempo pasquale.<\/p>\n<p align=\"justify\">Mentre si varca la soglia, rientrando in casa, si pu\u00f2 raccontare, in forma breve, la cena ebraica: come Dio chiese agli ebrei di aspergere di sangue gli stipiti delle porte delle loro case, per difenderli dallo sterminio della morte, oggi noi li purifichiamo con l\u2019acqua della vita, invocando la stessa protezione.<\/p>\n<p align=\"justify\">\u00a0Ci si lava le mani. Si attinge l\u2019acqua da mettere a tavola.<\/p>\n<p align=\"justify\">\u00a0c.\u00a0<span style=\"font-style: italic\">\u201c<\/span><b style=\"font-style: italic\">ammettici al banchetto del tuo regno\u201d (rito di alleanza)<\/b><\/p>\n<p align=\"justify\">\n<p align=\"justify\">Potremmo sederci a tavola, iniziando la cena \u201cbenedicendo la mensa\u201d con la citazione di Apocalisse (3,20; 22,20):<i> <\/i><\/p>\n<p align=\"justify\">\n<p align=\"justify\"><i>Dice il Signore: ecco, sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verr\u00f2 da lui, cener\u00f2 con lui ed egli con me<\/i>.<\/p>\n<p align=\"justify\"><i><b>R. <\/b><\/i><i>Vieni, Signore Ges\u00f9<\/i>.<\/p>\n<p align=\"justify\">\n<p align=\"justify\">Si inizia la cena. \u00c8 importante che sia una cena in cui si possa porre enfasi sul <i>pane<\/i> e sul <i>vino<\/i>. Sarebbe bello se il pane fosse preparato in casa, magari insieme, e ne bastasse per il giorno dopo. Di fronte al pane e al vino, condividendoli e gustandoli, ci si potrebbe aiutare reciprocamente a scoprire quante relazioni, quanto lavoro, quanta natura, quanta provvidenza, quanta Scrittura c\u2019\u00e8 in essi. E quando si arriva a percepire &#8211; parlandosi, magari anche con racconti \u201cdi una volta\u201d, scambiandosi queste parole cariche di gratitudine e di stupore &#8211; che si sta toccando la dimensione di <i>alleanza<\/i>, si proclama il racconto di istituzione in 1Cor 11, 23-26.<\/p>\n<p align=\"justify\">\u00a0d.\u00a0<span style=\"font-style: italic\">\u201c<\/span><b style=\"font-style: italic\">perch\u00e9 possiamo avere parte con te\u201d (rito di custodia dal male: l\u2019amore fino alla fine)<\/b><\/p>\n<p align=\"justify\">Dopo la proclamazione del racconto della cena, si potrebbe compiere una <i>reciproca lavanda dei piedi<\/i> (lasciando la cena l\u00ec dov\u2019\u00e8\u2026). Come avvertendo l\u2019urgenza di agire nella medesima logica di alleanza che ci fanno sperimentare il pane e il vino, e il racconto. Chi sta guidando la preghiera si alza, va a prendere un asciugamano, attinge dell\u2019acqua dal vaso e prende il catino, e chiede di poter lavare i piedi degli altri membri della famiglia, che potrebbero anche non sapere del gesto. Lava i piedi con il sapone, li bacia, e li lava ancora col sapone (in modo da non costituire alcun motivo di contagio). Ma almeno cos\u00ec finalmente si pu\u00f2 tornare a dare un bacio, avvertendolo non pericoloso, ma vitale per dire fino a che punto la vita dell\u2019altro mi sta a cuore, fino a che punto la vita dell\u2019altro sta a cuore a Dio, e voglio che sia sottratta dalla presa del male. Se il contesto lo permette, si potrebbe, appunto, vivere il gesto con reciprocit\u00e0, perch\u00e9 ciascuno possa riaccedere a questo con-tatto essenziale, risignificato cristologicamente. Il tempo in cui siamo entrati, con la nostra \u201cquarantena\u201d, non \u00e8 un tempo frettoloso, per cui la cena, e il gesto stesso della lavanda dei piedi, pu\u00f2 finalmente non essere cos\u00ec stilizzato da essere resa insignificante; pu\u00f2 prendere tutto il tempo, simbolico e poetico, di cui necessita.<\/p>\n<p align=\"justify\">Dopo aver compiuto la lavanda dei piedi, si potrebbe proclamare il Vangelo (Gv 13,1-15), e lasciare un po\u2019 di silenzio, perch\u00e9 possano emergere dentro di s\u00e9 le sensazioni, i pensieri, le percezioni legate a quanto si sta vivendo.<\/p>\n<p align=\"justify\">Il silenzio, potrebbe poi aprirsi e diventare intercessione, per tutti coloro che abbiamo a cuore, e che desidereremmo lavare per preservare dal male, e raggiungere con il nostro bacio di amore e di dedizione, di benedizione e di eternit\u00e0. Queste preghiere sarebbero poi raccolte nella preghiera fondamentale, nel Padre nostro, dove \u00e8 Lui che raccoglie nelle sue mani le nostre vite, liberandoci dal male.<\/p>\n<p align=\"justify\">e.\u00a0<b style=\"font-style: italic\">Entriamo nella notte, accompagnati dal profumo (rito di entrata nella notte)<\/b><\/p>\n<p align=\"justify\">L\u2019angolo \u201cspeciale\u201d della casa, che \u00e8 importante sia in qualche modo un po\u2019 \u201cisolabile\u201d, percepibile come diverso, pu\u00f2 diventare un luogo importante per accompagnare il tempo pasquale come chiave di accesso al tempo della minaccia della pandemia. L\u00ec restano la croce, la Sacra Scrittura, il vaso con l\u2019acqua \u201cpura\u201d e il catino con l\u2019acqua che ha purificato. L\u00ec, a conclusione della cena, si pu\u00f2 porre il pane per il giorno dopo, quel pane che oggi \u00e8 carico di senso, e dovr\u00e0 esser capace di dar senso anche al dramma del giorno dopo.<\/p>\n<p align=\"justify\">L\u00ec si accende una candela profumata, e la si lascia accesa mentre si riordina la casa, dopo cena, cos\u00ec che il profumo si diffonda.<\/p>\n<p align=\"justify\">Dall\u2019inizio della cena si potrebbe sospendere l\u2019utilizzo dei vari mezzi di comunicazione, ed entrare in un silenzio di profondit\u00e0.<\/p>\n<p align=\"justify\">Finita la sistemazione, pronti per andare a letto, ci si potrebbe raccogliere, in silenzio, in questo angolo sacro di casa, lasciando entrare in s\u00e9 il chiarore della luce della candela, mentre ogni altra luce \u00e8 spenta, e il suo profumo si diffonde. Ci si potrebbe dare l\u00ec la buona notte, riprendendo il Sal 120, per intero:<\/p>\n<p align=\"justify\">\n<p align=\"justify\"><i>Alzo gli occhi verso i monti:<\/i><\/p>\n<p align=\"justify\"><i>da dove mi verr\u00e0 l&#8217;aiuto?<\/i><\/p>\n<p align=\"justify\"><i>Il mio aiuto viene dal Signore,<\/i><\/p>\n<p align=\"justify\"><i>che ha fatto cielo e terra.<\/i><\/p>\n<p align=\"justify\"><i>Non lascer\u00e0 vacillare il tuo piede,<\/i><\/p>\n<p align=\"justify\"><i>non si addormenter\u00e0 il tuo custode.<\/i><\/p>\n<p align=\"justify\"><i>Non si addormenter\u00e0, non prender\u00e0 sonno,<\/i><\/p>\n<p align=\"justify\"><i>il custode d&#8217;Israele.<\/i><\/p>\n<p align=\"justify\"><i>Il Signore \u00e8 il tuo custode,<\/i><\/p>\n<p align=\"justify\"><i>il Signore \u00e8 come ombra che ti copre,<\/i><\/p>\n<p align=\"justify\"><i>e sta alla tua destra.<\/i><\/p>\n<p align=\"justify\"><i>Di giorno non ti colpir\u00e0 il sole,<\/i><\/p>\n<p align=\"justify\"><i>n\u00e9 la luna di notte.<\/i><\/p>\n<p align=\"justify\"><i>Il Signore ti protegger\u00e0 da ogni male,<\/i><\/p>\n<p align=\"justify\"><i>egli protegger\u00e0 la tua vita.<\/i><\/p>\n<p align=\"justify\"><i>Il Signore veglier\u00e0 su di te, quando esci e quando entri,<\/i><\/p>\n<p align=\"justify\"><i>da ora e per sempre.<\/i><\/p>\n<p align=\"justify\">\u00a0Si potrebbe concludere con il Gloria al Padre, affidarsi all\u2019intercessione materna di Maria, e spegnere la candela, curando prima che il percorso per raggiungere le stanze al buio sia facilmente percorribile. Si potr\u00e0, cos\u00ec, entrare nella notte che prepara la morte, accompagnati dal profumo che riesce ad abitarla anche quando l\u2019ultima luce dovesse spegnersi.<\/p>\n<p align=\"justify\">\n<p align=\"justify\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Proponiamo una piccola sintesi sulle caratteristiche di questo &#8220;tempo di quarantena&#8221;, come sfida alla identit\u00e0 civile ed ecclesiale, configurando una possibile risposta della liturgia cristiana, anche con un esempio di celebrazione della Cena del Signore&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14999"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=14999"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14999\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":15002,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14999\/revisions\/15002"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=14999"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=14999"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=14999"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}