{"id":14982,"date":"2020-03-13T23:27:04","date_gmt":"2020-03-13T22:27:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=14982"},"modified":"2020-03-13T23:44:51","modified_gmt":"2020-03-13T22:44:51","slug":"clausura-sanitaria-e-apertura-simbolica-una-chiesa-aperta-sulla-citta-chiusa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/clausura-sanitaria-e-apertura-simbolica-una-chiesa-aperta-sulla-citta-chiusa\/","title":{"rendered":"Clausura sanitaria e apertura simbolica. Una chiesa aperta sulla citt\u00e0 chiusa?"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Assemblea-liturgica.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-14897\" alt=\"Assemblea-liturgica\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Assemblea-liturgica-300x226.jpg\" width=\"300\" height=\"226\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Assemblea-liturgica-300x226.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Assemblea-liturgica.jpg 826w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>La grande oscillazione di sentimenti &#8211; e di decisioni &#8211; che anche il Vicariato di Roma ha vissuto tra ieri e oggi, e che riguarda la opportunit\u00e0 di chiudere o di tenere aperte le chiese romane, corrisponde ad un comprensibile dissidio. Ossia quello tra l&#8217;esercizio della responsabilit\u00e0 nell&#8217;escludere ogni possibile causa di contagio, e la opportunit\u00e0 che il luogo di maggiore identit\u00e0 della &#8220;comunione ecclesiale&#8221; &#8211; la Chiesa come edificio &#8211; possa risultare chiuso, inaccessibile, lontano. La chiusura delle chiese lavora simbolicamente a diversi livelli. Pu\u00f2 essere percepita come la &#8220;irrilevanza della fede&#8221; nella societ\u00e0 minacciata dal morbo, pu\u00f2 essere rielaborata puramente come questione funzionale e provvisoria, pu\u00f2 essere patita, subita o contrastata, fino a obiezioni di coscienza che possono rasentare il codice penale. Ma non \u00e8 affatto detto che questa alternativa secca (aperto\/chiuso) non possa lasciare alcuno spazio per ragionevoli, anche se non scontate mediazioni. Credo che sia opportuno precisare, preliminarmente, che non \u00e8 giusto proporre soluzioni &#8220;discrezionali&#8221;. Quando dico &#8220;discrezionali&#8221; intendo dire soluzioni che attribuiscono ai singoli soggetti implicati un troppo ampio margine di manovra, che, in quanto non controllabile metterebbe a rischio la salute propria e altrui. Nella riflessione che oggi si \u00e8 sviluppata, nel dibattito sui media, \u00e8 apparso evidente che passare dalle &#8220;chiese chiuse&#8221;\u00a0 alle &#8220;chiese aperte&#8221;, anche se prive di celebrazioni, non risolve i problemi. Perch\u00e9 il luogo di culto, se reso accessibile ai fedeli, per quanto contingentati o controllati, diventa potenzialmente luogo di contagio, anche se le persone osservano 2, 3, 4 o 5 metri di distanza tra loro. E allora? Oggi ho letto un bel testo che Michele Nicoletti ha pubblicato su Facebook e che si intitola <a href=\"https:\/\/www.c3dem.it\/ontologia-della-distanza\/?fbclid=IwAR1AMi8U3jkVvHNpWXmcfdPQTAvybudOPvukxJwFBiF2kWFHLdIgWz7P16M\">&#8220;Ontologia della distanza&#8221;.<\/a> Vi si ricorda, con bella lucidit\u00e0, che la unione e la intimit\u00e0 di cui abbiamo bisogno con il prossimo e con Dio vive anche di necessarie distanze. La lettura di quel testo mi ha convinto che sarebbe possibile, simbolicamente, anzitutto a Roma, o magari anche in altri luoghi nelle diverse diocesi, una apertura mirata di alcune chiese, che salvaguardi la distanza massima. Si tratterebbe di mantenere alcune chiese aperte, ma vuote di fedeli: questa apertura inaccessibile o chiusura a porte aperte, avrebbe il senso di lasciare in gioco, nell&#8217;orizzonte della clausura cittadina, una soglia, un varco, una fessura. Sarebbe un simbolo fragile e forte, una Chiesa di pietre che non sostituisce la Chiesa di carne che soffre, che lotta e che ama. Di un simbolo gratuito e folle abbiamo bisogno, anche qui, anche ora. Un poco come \u00e8 accaduto in queste serate, in cui gli italiani hanno cantato dai balconi, alcune Chiese aperte a Roma, nelle quali l&#8217;accesso fosse vietato per sicurezza sanitaria, ma che restassero paradossalmente con le porte aperte, con l&#8217;aula illuminata, forse anche musicalmente vissute (magari con l&#8217;aiuto di un bravo organista). Questo segno avrebbe un valore esemplare e avrebbe una sua forza di resistenza e di anticipazione. &#8220;Io resto a casa&#8221; non vale per Dio. Dio non \u00e8 mai a casa, \u00e8 l&#8217;ovunque per eccellenza. Ma una &#8220;Domus Dei&#8221; stabilmente chiusa non parla di questa ubiquit\u00e0. Semplicemente non parla. Tace. Sembra non avere nulla da dire. Ovviamente questa &#8220;operazione di apertura simbolica&#8221; avrebbe comunque bisogno di una organizzazione non casuale, con la presenza anche di forze dell&#8217;ordine a garanzia della sicurezza. Per questo non potrebbe essere realizzata se non in alcuni pochi casi. Ma forse potrebbe avere un senso proprio cos\u00ec, in questa sua forma necessariamente limitata, periferica ma non marginale. Sarebbe irresponsabile permettere l&#8217;accesso ai luoghi di culto come possibilit\u00e0 di contagio senza controllo., perch\u00e9 nessuno potrebbe esserne garante. E&#8217; per\u00f2 possibile assicurare che la Chiesa edificio, rimanendo inaccessibile ai fedeli, non resti chiusa e si apra sulla citt\u00e0. Non una citt\u00e0 che si apre rischiosamente alla Chiesa, ma una Chiesa che si apre simbolicamente\u00a0 su una citt\u00e0 chiusa.<\/p>\n<p>Di recente sono venuto a sapere che quando muoiono i suoi grandi direttori, l&#8217;Orchestra del Teatro alla Scala esegue la Marcia Funebre della 3 sinfonia di Beethoven, e lo fa nel\u00a0 teatro senza pubblico e con le porte aperte. Cos\u00ec \u00e8 accaduto per C. M. Giulini e per C. Abbado. E&#8217; un bel segno, forte e toccante. Nelle contingenze di questa crisi da pandemia, occorre alla Chiesa cattolica italiana e romana un supplemento d&#8217;anima. Chiudere le chiese \u00e8 una misura di prudenza civile, del tutto raccomandabile. Ma fare eccezione per poche chiese, lasciandole inaccessibili, ma con le porte aperte e le luci accese, permette alla citt\u00e0, che \u00e8 chiusa, di trovare un varco, di salvaguardare una\u00a0 via di uscita. Senza correre per s\u00e9 (o far correre agli altri) n\u00e9 il rischio di prendere il contagio, n\u00e9 il rischio di perdere il contatto. Una ontologia della presenza implica una sapienza delle distanze. Ma una ontologia della distanza sa di essere una componente insuperabile di ogni vera comunione. Alcune chiese aperte sulla citt\u00e0 chiusa sono una possibilit\u00e0 prudente, ma forse anche una provocazione attesa, e un sogno mattutino, di cui tutti possono capire la ragione piena di speranza e la forza di una fede che non \u00e8 solo religiosa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La grande oscillazione di sentimenti &#8211; e di decisioni &#8211; che anche il Vicariato di Roma ha vissuto tra ieri e oggi, e che riguarda la opportunit\u00e0 di chiudere o di tenere aperte le chiese&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14982"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=14982"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14982\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":14987,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14982\/revisions\/14987"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=14982"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=14982"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=14982"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}