{"id":14917,"date":"2020-03-02T17:23:49","date_gmt":"2020-03-02T16:23:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=14917"},"modified":"2020-03-02T17:23:49","modified_gmt":"2020-03-02T16:23:49","slug":"tarzan-e-jane","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/tarzan-e-jane\/","title":{"rendered":"Tarzan e Jane"},"content":{"rendered":"<p>Ospite di un amico americano, anni fa ho ammirato l\u2019arrivo serale di uno stormo di anatre sul prato tra casa e laghetto, lieta novit\u00e0 per la disponibilit\u00e0 di cibo e soprattutto l\u2019assenza di alligatori, millenari abitanti oggi ospiti in un parco naturale senza tempo perch\u00e9 senza storia, gi\u00e0 set dei film di Tarzan. Precedente e adottata dallo stormo, una paperina bianca zoppa e incapace di volare contraccambiava l\u2019ospitalit\u00e0 con un ovetto quotidiano. \u00ab95% of the time for food, 5% for sex\u00bb, mi disse di loro l\u2019amico, lotta per la vita trasferita poi altrove dalle anatre e persa dalla paperina al ritorno degli alligatori.<br \/>\nA Milano, \u00abti chiami Baggio e hai quarantacinque anni. Facevi il contabile amministrativo, non il calciatore. Posto fisso per quindici anni, ferie e tutte quelle cose che ti sembravano scontate, sino a qualche mese fa. Poi l\u2019azienda \u00e8 fallita e sei stato liquidato insieme agli altri settantanove dipendenti. Prendi la Naspi, 960 euro al mese da quasi un anno, e arrotondi facendo le consegne per Glovo. Non ti \u00e8 mai piaciuta la bicicletta, ma l\u2019auto hai dovuto venderla. All\u2019inizio guadagnavi, correvi come un matto e hai preso anche delle multe perch\u00e9 per fare meno strada percorrevi le strade in senso inverso. Poi ti sei ammalato una settimana e da quel momento sei diventato vittima del ranking. Ranking, ranking, quella stronzata di darti il punteggio per tenerti sotto scacco. Non puoi ammalarti con Glovo. Non puoi avere la febbre. Se hai la febbre, dopo ti vengono precluse le fasce orarie pi\u00f9 redditizie. Diventi inaffidabile. Magari te lo dicessero in faccia. Non c\u2019\u00e8 nessuna faccia. Ti sbarrano la porta. Non sai mai nulla, tu. Gli slot orari sono quasi tutti bloccati e aspetti che qualcuno molli il turno. Aspetti davanti allo schermo. Rapidamente hai cominciato a lavorare meno ore e a guadagnare meno soldi. A Milano 960 euro non bastano se hai un figlio, una separazione alle spalle. Hai provato a protestare al telefono, con il tuo referente di zona. Lui non ti ha quasi fatto parlare. \u00c8 l\u2019algoritmo. Non dipende da lui. Ti ha fatto incazzare. Non ti ascolta. Non capisce che quei soldi ti servono. Lui ti ha detto allora che se avessi continuato a scocciarlo, ti avrebbe sloggato. Non lui direttamente, ma il sistema. Lui \u00e8 obbligato, dice. Deve registrare la chiamata. Deve registrare il tuo comportamento. \u201cAggressivo\u201d dice. \u201cAggressivo di che?\u201d gli rispondi. Provaci tu a stare in bicicletta la sera d\u2019inverno, in equilibrio nel traffico, colorato come un pagliaccio\u00bb [Davide Serafin, <em>Senza pi\u00f9 valore. Indagine sui salari e le retribuzioni in Italia<\/em>, <em>p<\/em>eople 2019, pp. 5-6].<br \/>\nIn pochi anni il ranking si \u00e8 diffuso dalla global governance alla consegna a domicilio di cibi pronti nelle nostre citt\u00e0, secondo un modello matematico di percolazione che, scrive la Treccani, \u00abpu\u00f2 essere esteso a tutti quei problemi in cui si \u00e8 interessati alle propriet\u00e0 di connessione globale di un sistema macroscopico, le cui connessioni sono realizzate a livello microscopico in modo stocastico\u00bb. \u00c8 tutto sistema: \u00abla spettacolare proliferazione della indicizzazione internazionale sembra essere il risultato di almeno tre tendenze interrelate: l\u2019adozione della valutazione della performance nella moderna vita politica e sociale, il rafforzamento delle reti globali di governance e la proliferazione di nuove tecnologie dell\u2019informazione e di fonti dati aperte\u00bb [Alexander Cooley e Jack Snyder, eds, <em>RANKING THE WORLD. Grading States as a Tool of Global Governance<\/em>, Cambridge UP 2015, p. 10]. Fino al punto che ormai \u00e8 necessario \u00abvalutare la mania di valutare, dalle scelte di consumo ai risultati delle politiche pubbliche\u00bb, perch\u00e9 \u00abil giudizio contenuto nei ranking pu\u00f2 minare la chiarezza dei dibattiti politici sui valori che essi pretendono servire\u00bb: \u00abranking e indicatori non solo esprimono giudizi, ma hanno cominciato ad agire come \u2018sostituti\u2019 del giudizio nella sfera politica pubblica. \u00c8 una pericolosa svolta, specie quando gli indici guadagnano sempre pi\u00f9 autorit\u00e0 e sono usati per finalit\u00e0 di supporto e governo. Alla radice, il problema \u00e8 il fallimento di chi classifica nel concettualizzare correttamente ci\u00f2 che valuta \u2013 nel nostro caso democrazia, fallimento dello stato, corruzione, libert\u00e0 di stampa, qualit\u00e0 dell\u2019investimento\u00bb. \u00abDato che i casi di interesse per la politica pubblica sono spesso quelli in cui gli elementi non si adattano ordinatamente in sindromi coerenti, il risultato pu\u00f2 essere un indice che oscura persino le peculiarit\u00e0, fondamentali per la valutazione politica\u00bb [ivi, p. 179].<br \/>\nAppunto ci\u00f2 che oggi il signor Baggio contesta quale corriere di Glovo: il sistema non governa, ma genera caos coi suoi giudizi di fatto arbitrari. Cooley e Snyder nel 2015 non prevedevano la capillare diffusione del ranking coi suoi vizi, ma gi\u00e0 allora \u00abin casi estremi, come la Russia, l\u2019oltraggio sociale sentito dagli attori quando sono comparati a paesi anch\u2019essi poveramente valutati in termini di libert\u00e0 civili quali Nord Corea, Iran o Turkmenistan pu\u00f2 rimpicciolire lo spazio per un utile dialogo politico su temi quali la \u201cdemocrazia\u201d o la \u201ctrasparenza\u201d\u00bb [ivi, p. 191]. Oggi, per il signor Baggio, azzera lo spazio di dialogo tra cura e lavoro. A scala globale e individuale, \u00abda ultimo il valore del ranking \u00e8 minato dall\u2019endogenesi del processo di rating. Un rating basso di credito \u00e8 facilmente una profezia che si autorealizza\u00bb [ibid.], come anche il signor Baggio denuncia.<br \/>\nApparentemente scientifico, il ranking domina economia, societ\u00e0 e politica. \u00abConsiderando quanto sono complicate le economie reali \u2013 scrive il matematico Bruce M. Boghosian, segnalato da un amico che ringrazio \u2013 troviamo soddisfacente che un approccio analitico semplice sviluppato da fisici e matematici descriva le attuali distribuzioni della ricchezza in varie nazioni con un\u2019accuratezza senza precedenti. \u00c8 anche curioso che queste distribuzioni mostrino caratteristiche sottili ma fondamentali tipiche di sistemi fisici complessi. Ma soprattutto il fatto che un ritratto del libero mercato semplice e plausibile come il modello affine della ricchezza dia origine a economie tutt\u2019altro che libere ed eque dovrebbe essere sia motivo di allarme che un invito all\u2019azione\u00bb. \u00abDi fatto questi modelli matematici dimostrano che la ricchezza, lungi dallo scendere come un rivolo fino ai poveri, ha un\u2019inclinazione a fluire verso l\u2019alto, cosicch\u00e9 la distribuzione \u201cnaturale\u201d della ricchezza in un\u2019economia di libero mercato \u00e8 quella di una completa oligarchia. \u00c8 solo la ridistribuzione che pone limiti alla disuguaglianza\u00bb [\u00abMisurare la disuguaglianza\u00bb, <em>le Scienze<\/em>, febbraio 2020, p. 63, e a p. 58: \u00abnel 2010, 388 individui possedevano la stessa ricchezza personale di tutta la met\u00e0 pi\u00f9 povera della popolazione mondiale: circa 3,5 miliardi di persone; oggi Oxfam stima che questo numero di individui sia sceso a 26\u00bb]. Il signor Baggio non sa che il suo caso, motivo d\u2019allarme e invito all\u2019azione per un professore di matematica della Tufts University, \u00e8 un dato di natura per i neoliberisti dominanti in cielo e in terra, con la parziale ma fondamentale eccezione dell\u2019UE. Che pu\u00f2 trarre un decisivo vantaggio anche competitivo riconoscendo, con Boghosian, che \u00abla fortuna ha un ruolo molto pi\u00f9 importante di quello che le viene generalmente riconosciuto, e quindi la virt\u00f9 comunemente attribuita alla ricchezza nella societ\u00e0 moderna \u2013 e, allo stesso modo, lo stigma attribuito alla povert\u00e0 \u2013 \u00e8 completamente ingiustificata\u00bb [ibid.], anche se per i ricchi sponsor di Brexit \u00e8 fede. \u00abInoltre, solo un meccanismo per la ridistribuzione attentamente studiato pu\u00f2 compensare la tendenza naturale della ricchezza a fluire dai poveri ai ricchi in un\u2019economia di mercato. La ridistribuzione \u00e8 spesso confusa con le tasse, ma i due concetti vanno tenuti distinti. Il prelievo fiscale fluisce dai cittadini allo Stato per finanziare le attivit\u00e0 di quest\u2019ultimo [infatti l\u2019UE vuol tassare i profitti GAFA sul mercato europeo, meritando l\u2019immediata rabbiosa reazione daziaria di Trump: ndr]. La ridistribuzione, invece, pu\u00f2 essere messa in atto dallo Stato, ma va pensata come un flusso di ricchezza da cittadini a cittadini per compensare l\u2019iniquit\u00e0 intrinseca dell\u2019economia di mercato. Nel pi\u00f9 semplice schema di ridistribuzione, tutti coloro con una ricchezza al di sotto della media riceverebbero fondi, mentre chi \u00e8 al di sopra pagherebbe. E dato che gli attuali livelli di disuguaglianza sono cos\u00ec estremi, molte pi\u00f9 persone riceverebbero di quante pagherebbero\u00bb [ibid.].<br \/>\nIn UE, naturalmente, non negli Stati nazionali anch\u2019essi sotto scacco del ranking, che l\u2019UE pu\u00f2 invece reinventare, pur se di (limitata) utilit\u00e0, in coerenza con una compiuta democrazia federale di dimensione sufficiente per badare a se stessa, nello storico impegno europeo d\u2019innovazione culturale, civile, politica, economica, tecnica: impegno necessario e indifferibile nel mondo cosiddetto globale che, nella sua deriva pseudoscientifica, produce la chimera della democrazia di pochi sempre meno numerosi e sempre pi\u00f9 ricchi, che governano i molti sempre pi\u00f9 numerosi e sempre pi\u00f9 poveri. Questa chimera sta distruggendo le fondamenta USA. Nel processo a Trump, appunto per abuso di potere, i senatori repubblicani hanno respinto l\u2019audizione delle testimonianze \u2013 rappresentanti dei ricchi sempre pi\u00f9 ricchi a sostegno di un presidente eletto da una minoranza bianca di poveri sempre pi\u00f9 poveri. Trump non \u00e8 pi\u00f9 solo ad abusare.<br \/>\n<strong>Tarzan e Jane<\/strong> festeggiano il primo anno di unione in un film d\u2019animazione Disney del 2002, quasi un secolo dopo il loro primo incontro letterario sempre stroncato da costumi e leggi razziali tuttora floridi. Come le anatre e la paperina, soggetti alla legge \u201cnaturale\u201d degli alligatori fin che \u00e8 prevalsa \u2013 sempre tra alti e bassi \u2013 la legge umana a tutela dei diritti. Costumi e leggi sono questioni politiche e le regole del gioco democraticamente accettate sono tali alla lettera, funzionano solo se condivise e attivamente partecipate nel riconoscere (capire e far capire) l\u2019importanza vitale del rispetto reciproco. Altrimenti sono regole non del gioco, ma di ingaggio che consentono nel migliore dei casi (il signor Baggio) l\u2019esclusione dal consorzio civile, nel peggiore (i nostri vicini medio-orientali e orientali) il massacro di chi non \u00e8 tutelato dal sistema bilanciato di poteri specializzati che diciamo democrazia a garanzia del rispetto della vita e della dignit\u00e0 di ognuno di noi, conquista politica fondamentale della modernit\u00e0, in crisi (di crescita?) nella cosiddetta post-modernit\u00e0, il nostro presente in bilico.<br \/>\nIl fatto \u00e8 che \u00abdel potere si pu\u00f2 abusare; l\u2019esatta definizione di ci\u00f2 che costituisce abuso dipender\u00e0 dal contesto sociale e culturale, ma \u00e8 ineludibile nell\u2019analisi del comportamento umano. Se l\u2019abuso \u00e8 sistematico \u2013 ripetuto e deliberato \u2013 bullismo sembra il termine giusto per definirlo\u00bb. \u00abIl bullismo pu\u00f2 essere definito come l\u2019abuso sistematico del potere. Ci saranno sempre relazioni di potere nei gruppi sociali, per forza o dimensione o abilit\u00e0, forza personale, numerica o gerarchica riconosciuta\u00bb. \u00abIl bullismo pu\u00f2 verificarsi in molti contesti, inclusi il posto di lavoro e la casa; \u00e8 particolarmente probabile si verifichi in gruppi sociali con chiari rapporti di potere e scarsa supervisione, come le forze armate, le prigioni e anche le scuole\u00bb [Peter K. Smith e Sonia Sharp, <em>School Bullying<\/em>, Routledge 1994, p. 2]. \u00abGli studi delle singole personalit\u00e0 e attitudini degli alunni coinvolti nel bullismo offrono un quadro di bambini piuttosto estroversi e socialmente sicuri di s\u00e9, che mostrano assai poca ansia o senso di colpa, si conformano moltissimo ai loro propri ideali di essere dominanti e potenti nel proprio gruppo di pari. Significativamente, tendono inoltre a considerare l\u2019aggressione un modo accettabile e realistico di esprimere la propria posizione sociale e lo percepiscono sostenuto dagli atteggiamenti famigliari\u00bb [ivi, p. 5]. Patologico negli studenti, lo \u00e8 doppiamente in persone adulte \u2013 se ci rammenta qualcuno anche a casa nostra, non \u00e8 un caso.<br \/>\nTrump ha portato il bullismo nella Casa Bianca, facendo di una devianza scolastica una pratica di governo per esaltare il proprio potere personale e ridurre la democrazia a una lotta di provocazioni e insulti: una chimera. Il bullismo diventa cos\u00ec la chiave di volta di ogni societ\u00e0 che lo esprime o tollera. Allo specifico di Trump ben s\u2019adatta il commento di un personaggio di Scott Spencer sul processo al campione O.J. Simpson, accusato dell\u2019assassinio della moglie: \u00abSai, Jim, tutti i media sono impazziti perch\u00e9 il signor O.J. Simpson si \u00e8 procurato una squadra di avvocati di prim\u2019ordine. Tutti continuano a dichiarare che la giustizia \u00e8 stata messa in vendita. Io dico invece che ha fatto bene. L\u2019America \u00e8 questa, cari miei. Tutto \u00e8 in vendita. Credete sul serio che i poveri ricevano le stesse cure mediche dei ricchi? Tutto \u00e8 in vendita, senza eccezioni. Dovete capire che \u00e8 cos\u00ec che funziona il sistema, e perci\u00f2 O.J. ha fatto esattamente quel che doveva. In America, il verde dei dollari conta pi\u00f9 del nero, e anche del bianco\u00bb [<em>Una nave di carta<\/em>, tr.it. Sellerio 2019, p. 435].<br \/>\nLa democrazia cosiddetta illiberale \u00e8 solo bullocrazia, violenza gratuita e sistematica che, come il bullismo scolastico, impone di \u00abfocalizzarsi sulla soluzione del problema\u00bb, \u00abincoraggiare i cittadini stessi a portare soluzioni\u00bb, \u00abusare stili di comunicazione assertivi invece che aggressivi o passivi\u00bb e \u00abintraprendere azioni immediate assicurandosi di intraprendere passi per affrontare il problema sul lungo termine\u00bb [Smith e Sharp, cit., p. 212]. Democrazia non \u00e8 violenza, \u00e8 abito di diritti e doveri cucito da un sistema di istituzioni giuridiche e politiche (odiate dai governi populisti centro-europei, per dire) a misura di cittadini solidali (nel volontariato, per dire) che sanno pensare, capire, motivare, fare del bene anche per gli altri nella ventura (nelle cose a venire) che diciamo vita. Cittadini reali del mondo reale, non cittadini-chimera (incluso chi non vota, per dirla con le sardine), quasi bastasse non respirare se l\u2019aria non \u00e8 buona o badare ai fatti propri nelle ricorrenti epidemie globali. Peculiarit\u00e0 dei cittadini-chimera \u00e8 di essere sacrificabili, sul mercato tecno-politico del riconoscimento facciale per dire, recrudescenza del virus tecno-totalitario diagnosticato nel 1948 da George Orwell in <em>1984<\/em>. Il vaccino democratico \u00e8 indispensabile per non essere pi\u00f9 sacrificabili.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ospite di un amico americano, anni fa ho ammirato l\u2019arrivo serale di uno stormo di anatre sul prato tra casa e laghetto, lieta novit\u00e0 per la disponibilit\u00e0 di cibo e soprattutto l\u2019assenza di alligatori, millenari&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":8,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[51],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14917"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/8"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=14917"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14917\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":14919,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14917\/revisions\/14919"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=14917"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=14917"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=14917"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}