{"id":14911,"date":"2020-03-01T11:42:07","date_gmt":"2020-03-01T10:42:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=14911"},"modified":"2020-03-01T11:42:07","modified_gmt":"2020-03-01T10:42:07","slug":"la-teologia-cordiale-e-il-cuore-forte-di-p-giovanni-salonia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/la-teologia-cordiale-e-il-cuore-forte-di-p-giovanni-salonia\/","title":{"rendered":"La teologia cordiale e il cuore forte di P. Giovanni Salonia"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/avereacuore.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-14913\" alt=\"avereacuore\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/avereacuore-197x300.jpg\" width=\"197\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/avereacuore-197x300.jpg 197w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/avereacuore.jpg 278w\" sizes=\"(max-width: 197px) 100vw, 197px\" \/><\/a><\/p>\n<p><em>Lo scalpore intorno alle notizie che hanno riguardato la vicenda di P. Giovanni Salonia &#8211; nominato nel febbraio del 2017 Vescovo Ausiliare dell&#8217;Arcidiocesi di Palermo, ma la cui ordinazione \u00e8 stata sospesa, a causa delle gravissime calunnie sollevate nei suoi confronti subito dopo la nomina, fino a configurare un caso vero e proprio di &#8220;abuso al contrario&#8221;, oggi chiarito dal suo pieno proscioglimento in sede penale &#8211; dovranno anche far riflettere sui &#8220;veri obiettivi&#8221; di tutta questa carica di odio e di insulto. E&#8217; certo che appare sempre pi\u00f9 chiaro come il vero obiettivo di tutta questa macchina della diffamazione &#8211; siciliana e romana &#8211; fosse papa Francesco e l&#8217;Arcivescovo Corrado Lorefice. Ci\u00f2 che conforta \u00e8 che, anche grazie alla solerzia del tribunale penale, che ha prosciolto l&#8217;accusato da ogni contestazione, possiamo dire che \u00e8 possibile resistere alle tentazioni anche nei deserti delle curie siciliane e romane. Ma \u00e8 anche molto utile ricordare che P. Giovanni non \u00e8 stato solo la vittima di una macchinazione senza vergogna, ma \u00e8 anche uomo di pensiero e di cultura teologica. Alcuni mesi fa \u00e8 stato presentato il volume, a lui dedicato per i 70 anni, nel quale ho scritto un testo che presento qui e che riguarda il particolare modo &#8220;cordiale&#8221; con cui P. Giovanni ha fatto teologia, psicologia e pastorale, a livello scientifico, da molti anni. Lo traggo da <\/em>A. Sichera &#8211; V. Conte,\u00a0<em><span style=\"color: #222222\">\u201c<\/span><\/em><span style=\"color: #222222\"><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\"><em>Avere a cuore\u201d. Scritti in onore di Giovanni Salonia<\/em>, San Paolo, Cinisello Balsamo, 2019.<\/span><\/span><\/span><em><span style=\"color: #222222\"><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\">\u00a0\u00a0<\/span><\/span><\/span><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #222222\"><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>La teologia come soggetto e come oggetto di cordialit\u00e0<\/b><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #222222\">\u201c<span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif\"><span style=\"font-size: small\">Le anime hanno un loro particolar modo di intendersi, d\u2019entrare in intimit\u00e0, fino a darsi del tu, mentre le nostre persone sono tuttavia impacciate nel commercio delle parole comuni, nella schiavit\u00f9 delle esigenze sociali\u201d<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"right\"><span style=\"color: #222222\"><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif\"><span style=\"font-size: small\">(L. Pirandello, <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #222222\"><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, sans-serif\"><span style=\"font-size: small\"><i>Il fu Mattia Pascal, cap. XI)<\/i><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Una lunga e affermata tradizione, che attraversa tutta la storia della Chiesa, non ha mai dimenticato ci\u00f2 che Agostino, Schleirmacher, Kierkegaard, Barth e von Balthasar hanno coltivato e valorizzato attraverso i secoli: ossia la consapevolezza profonda e radicata di una destinazione \u201cedificante\u201d di ogni buona teologia. Dove \u201cedificante\u201d indica una strutturale esigenza di \u201ccorrelazione\u201d dell\u2019oggetto immenso al soggetto finito. Ci\u00f2 indica, evidentemente, non soltanto una esigenza contestuale e accessoria della teologia, ma una sua caratteristica strutturale. Non \u00e8 che \u201cpossa\u201d esservi teologia edificante. E\u2019 che la teologia, ogni teologia, o \u00e8 edificante o non \u00e8 teologia, ma una sua caricatura. Sotto questo profilo di lettura trovo che il contributo che Giovanni Salonia ha dato alla riflessione teologica italiana \u2013 soprattutto in campo spirituale e morale \u2013 offra un bell\u2019esempio di questa tensione, che sfida le categorie di una teologia classica, scolastica e manualistica, che ha preso da secoli una certa distanza da questa destinazione edificante. Ci\u00f2 \u00e8 dovuto, contemporaneamente, a due fattori, paralleli e reciproci: ossia ad un deficit \u201csoggettivo\u201d e ad una carenza \u201coggettiva\u201d della teologia: in altri termini questo esito dipende da come la teologia si \u00e8 saputa percepire nella storia \u2013 e ancor oggi &#8211; come \u201csoggetto\u201d e come \u201coggetto\u201d di un sapere edificante e cordiale.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che qui \u00e8 in gioco \u00e8 lo statuto stesso del sapere teologico e del complesso equilibrio di evidenza e di autorit\u00e0 a cui esso deve necessariamente fare ricorso, per essere pienamente se stesso. Su questo punto della questione, effettivamente, abbiamo assistito in campo cattolico ad una lunga stagione di diffidenza tra il sapere teologico e le cosiddette \u201cscienze umane\u201d, facilmente etichettate, almeno da fine XIX in poi, come \u201cscienza aliene\u201d. Il recupero di un significativo rapporto tra \u201csapere della fede\u201d e \u201csapere comune\u201d ha impiegato pi\u00f9 di un secolo a riabilitarsi dalla cattivit\u00e0 a cui era stato e si era costretto nell\u2019impatto con il mondo moderno. Ma tale recupero ancora stenta ad entrare tra le evidenze del lavoro teologico. In effetti non \u00e8 raro leggere o sentir dire che il teologo avrebbe un campo del sapere del tutto autonomo da tutti gli altri saperi, filosofici e storici, filologici e scientifici. Nel lavoro di Giovanni Salonia \u00e8 apparsa decisiva, in una forma assai significativa, la \u201cevidenza psicologica\u201d del soggetto credente. Anche qui, tuttavia, non basta dire \u201cpsicologia\u201d. Vi \u00e8, infatti, psicologia e psicologia. E il teologo sa fin troppo bene smontare le pretese psicologiche, fissando il lavoro dello psicologo sui suoi presupposti impliciti, positivistici o materialistici che siano. Ma anche qui, ancora una volta, scattano nella teologia dei \u201cmeccanismi difensivi\u201d, che sono all\u2019opera da pi\u00f9 di un secolo, e che tuttavia non permettono mai di entrare \u201cin medias res\u201d. Ci\u00f2 che lo psicologo vuole segnalare viene in qualche modo ridotto ai suoi presupposti (errati) e perci\u00f2 non considerato. Anzi, viene guardato con sospetto e con sufficienza.<\/p>\n<p>La attenzione per la \u201cforma\u201d (<i>Gestalt<\/i>), che caratterizza la scuola psicologica cui appartiene Giovanni Salonia, costituisce un medium assai importante per assicurare una interazione significativa tra evidenza psicologia e autorit\u00e0 teologica, ma anche, viceversa, tra evidenza teologica e autorit\u00e0 psicologica. Su questo rapporto complesso vorrei soffermare brevemente la mia attenzione.<\/p>\n<p><i><b>La teologia come \u201csoggetto di cordialit\u00e0\u201d<\/b><\/i><\/p>\n<p>Lo scrupolo metodologico, che ho voluto indicare fin dall\u2019inizio come centrale nella mia analisi, non \u00e8 affatto una divagazione. Anzi, a me pare il contributo pi\u00f9 rilevante offerto dal pensiero del nostro autore, che \u00e8, nello stesso tempo frate cappuccino, psicologo professionista e teologo. Questo suo profilo, in effetti, potrebbe far pensare che il \u201clato cordiale\u201d derivi, in modo molto accentuatamente soggettivo, dal fatto che il nostro teologo \u00e8, contemporaneamente frate e psicologo. Ci\u00f2 aggiungerebbe, diciamo cos\u00ec estrinsecamente, una componente \u201ccordiale\u201d al sapere teologico, che di per s\u00e9 sarebbe una dottrina e una disciplina \u201cspassionata\u201d. Questa rappresentazione non solo non \u00e8 fedele a Giovanni Salonia, ma \u00e8 anche distorta e \u201cdi comodo\u201d in generale, perch\u00e9 trascura precisamente la struttura \u201cmetodica\u201d di questa cordialit\u00e0, che potremmo dire costitutiva del sapere teologico in quanto tale. In altri termini, Giovanni Salonia, precisamente attraverso il gioco di \u201cevidenza\/autorit\u00e0\u201d che ha strutturato e valorizzato nella relazione tra teologia e psicologia, ci permette di riscoprire in modo assai efficace la destinazione edificante della buona teologia. La deformazione, che pretende dalla teologia anzitutto il profilo dottrinale\/disciplinare \u00e8, appunto, una deformazione, che la \u201cforma psicologica\u201d (<i>Gestalt<\/i>) \u00e8 in grado di smascherare, di correggere, di decongestionare e di riconciliare. Una teologia \u201csoggetto di cordialit\u00e0\u201d \u00e8 allora non semplicemente un \u201cideale religioso\u201d &#8211; che facilmente attribuiamo al teologo frate o al papa gesuita \u2013 ma una esigenza originaria di questa forma di sapere. La teologia \u00e8 nata, almeno nella tradizione cristiana, come attestazione autorevole del primato dell\u2019amore sulla morte. Questo \u00e8 il suo cuore, che non pu\u00f2 mai essere davvero comunicato nelle forme di una dottrina ridotta a pietra da scagliare o di una disciplina ridotta a una legge da applicare: esige un \u201cfondo\u201d diverso, un discernimento accorato e cordiale, su cui Giovanni Salonia ha lungamente lavorato, con esiti fecondi, illuminanti e confortanti.<\/p>\n<p><i><b>La teologia come \u201coggetto di cordialit\u00e0\u201d<\/b><\/i><\/p>\n<p>Ma non basta. La teologia necessita non solo di un approccio che le restituisca la cordialit\u00e0 come soggetto di un sapere comune \u2013 sottraendole il ruolo stereotipato di un sapere accigliato, indifferente e severo -, ma, contemporaneamente la riabilita ad essere guardata, osservata, studiata e giudicata in modo cordiale. Il secondo aspetto di questo \u201cripensamento\u201d appare ancora pi\u00f9 insolito e sorprendente del primo. Giudicare \u201ccordialmente\u201d la teologia, guardandola da fuori, \u00e8 diventato tanto difficile quanto sperimentarla capace di giudicare \u201ccordialiter\u201d dal suo interno. Il meccanismo dello scontro \u201cmodernismo\/atimodernismo\u201d &#8211; che \u00e8 scontro Chiesa\/Stato &#8211; non lascia spazio ad altro. Introducendo uno schema di \u201cscontro\u201d tra teologia e cultura moderna, esso determina il tramonto di ogni possibile cordialit\u00e0: sia di quella soggettiva di cui la teologia sia capace, sia di quella oggettiva di cui la cultura sia all\u2019altezza. Cos\u00ec si fa spietato, e quasi scontato, il giudizio del teologo sulla scienza e altrettanto spietato e scontato il giudizio della scienza sulla teologia. Questo copiono \u00e8 ancora una sorta di \u201cnon detto\u201d di molte parole di molti pensieri. Anche il \u201cdispositivo Ratzinger\u201d &#8211; che per 30 anni ha dominato la cultura teologica ufficiale cattolica &#8211; rispondeva, in fondo, a questo modello di pensiero. Giovanni Salonia si \u00e8 liberato di questo schema, e ha lavorato in campo teologico con schemi psicologici e in campo psicologico con schemi teologici. E lo ha fatto non per \u201ccorrompere\u201d le due discipline, ma per stare all\u2019altezza di una psicologia non modernistica e di una teologia non antimodernistica. Questa scommessa \u00e8 ben presente in tutto ci\u00f2 che Giovanni Salonia ha prodotto, in questi decenni di attivit\u00e0 religiosa, psicologica e teologica. Nel suo modo di leggere la tradizione cristiana e cattolica non cade mai nella trappola di ridurre la fede ad un \u201ccontenuto\u201d. E propone continuamente una strategia feconda e innovativa: accetta di lavorare con \u201cevidenze psicologica\u201d in campo teologico e con \u201cevidenze teologiche\u201d in campo psicologico. Questo intreccio determina un profondo rinnovamento del linguaggio e dell\u2019approccio, che si colloca nell\u2019alveo di quell\u2019aggiornamento e di quello stile che il Concilio Vaticano II ha richiesto, gi\u00e0 55 anni fa, alla Chiesa cattolica. Anche p. Giovanni, non solo biograficamente, ma culturalmente ed ecclesialmente, \u00e8 un figlio del Concilio, da cui ha imparato il linguaggio della parrhesia e lo stile della misericordia.<\/p>\n<p><i><b>Conclusioni<\/b><\/i><\/p>\n<p>Alla luce di queste brevi considerazioni, la riscoperta della \u201ccordialit\u00e0 teologica\u201d risulta niente affatto questione marginale o accessoria. Una teologia capace di cordialit\u00e0 attiva e passiva, di agire cordialmente e di essere trattata cordialmente, \u00e8 una istanza originale, una testimonianza storica, ma anche un grande ideale, il nostro ideale comune. Camminiamo verso questa forma, anche se non la abbiamo mai del tutto a disposizione. L\u2019annuncio dell\u2019amore di Dio, che pu\u00f2 toccare il cuore di tutti gli uomini e le donne, si scontra con le grandi disperazioni, le cecit\u00e0, le frustrazioni, le resistenze, le negazioni, le ossessioni, che dominano in modo tanto forte il cuore di tutti noi. Per questo la teologia pu\u00f2 facilmente essere tentata di rifugiarsi nella luce abbagliante dei principi, e la psicologia, rispettivamente, nella ferialit\u00e0 di gestioni umane e morali di corto respiro e di breve gittata. Nella riflessione di Giovanni Salonia queste due vie di fuga appaiono chiuse. Senza una ripresa del \u201ccuore\u201d &#8211; sfrondato di tutte le retoriche spiritualistiche o psicologistiche \u2013 la parola teologica diventa un rischioso nascondiglio, una rimozione strutturale, un equivoco del desiderio, una violenza esercitata e quasi esigita, sull\u2019altro e su di s\u00e9.<\/p>\n<p>Per concludere, se, come dice GS 46, noi possiamo fare i conti con la tradizione solo alla luce \u201cdel Vangelo e della esperienza umana\u201d, in questo cammino meravigliosamente complesso, non opzionale ma necessario, possiamo inserire anche il lavoro sulle persone e sulle nozioni, che Giovanni Salonia ha svolto in questi decenni, e che ancora per tanti anni potr\u00e0 offrire alla Chiesa e alla cultura, siciliana ed italiana. E mi sento di dire: mai come in questo momento ne abbiamo bisogno, come cristiani e come cittadini, di questa Chiesa e di questa nazione, attraversate da idee e passioni tanto grandi e da pulsioni e istinti tanto oscuri.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo scalpore intorno alle notizie che hanno riguardato la vicenda di P. 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