{"id":14871,"date":"2020-02-17T21:16:03","date_gmt":"2020-02-17T20:16:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=14871"},"modified":"2020-02-17T21:16:03","modified_gmt":"2020-02-17T20:16:03","slug":"telefonare-e-un-rito-un-libretto-a-due-voci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/telefonare-e-un-rito-un-libretto-a-due-voci\/","title":{"rendered":"Telefonare \u00e8 un rito.  Un libretto a due voci"},"content":{"rendered":"<p align=\"left\"><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/telefonare_copertina4.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-14876\" alt=\"telefonare_copertina\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/telefonare_copertina4-170x300.jpg\" width=\"170\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/telefonare_copertina4-170x300.jpg 170w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/telefonare_copertina4-582x1024.jpg 582w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/telefonare_copertina4.jpg 800w\" sizes=\"(max-width: 170px) 100vw, 170px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"left\">\n<p align=\"left\"><em>Nei giorni scorsi \u00e8 uscito il libretto&#8221;Telefonare&#8221; della collana &#8220;riti del vivere&#8221;, curata per Cittadella da Giulio Osto. Con ANNAMARIA RONDINI abbiamo scritto a 2 (o 4) mani questa riflessione antropologica e teologica, intorno ad una delle azioni che \u00e8 diventata pi\u00f9 comune, ovunque e per tutti. Un &#8220;rito laico&#8221; che conserva una sua qualit\u00e0 misteriosa e che, col nascere dei telefoni &#8220;smart&#8221;, si \u00e8 arricchita e complicata grandemente. Ecco uno stralcio del IV capitolo (pp.89-93).<\/em><\/p>\n<p align=\"left\">CAPITOLO QUARTO<\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: medium\"><b>La forma telefonica del mondo <\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: medium\">Sullo schermo dello \u201csmartphone\u201d la funzione \u201cchiamata\u201d \u00e8 solo una delle decine e decine di \u201capplicazioni\u201d a disposizione dell\u2019utente. Con una logica simile alle \u201cwindows\u201d del PC, toccando lo schermo con un dito si possono compiere moltissime funzioni che utilizzano la versatilit\u00e0 della potenza insieme alla capacit\u00e0 della memoria. Il telefono non \u00e8 diventato solo \u201csmart\u201d, perch\u00e9 puoi usarlo come calcolatrice o come bussola, come torcia o come biglietto ferroviario, ma \u00e8 diventato anche \u201csensibile\u201d. Pu\u00f2 ascoltare e cos\u00ec sa riprodurre ogni suono, come l\u2019uccello lira; pu\u00f2 vedere ogni cosa e cos\u00ec riproduce ogni cosa. Raccoglie molte domande ed elabora risposte non banali. Udito, vista e gestione dati sono garantiti con una velocit\u00e0 sempre pi\u00f9 grande e con una precisione sempre pi\u00f9 sorprendente. La qualit\u00e0 dei microfoni e degli altoparlanti, delle videocamere e degli schermi \u00e8 sempre pi\u00f9 alta, la velocit\u00e0 di elaborazione e di calcolo dei processori sempre pi\u00f9 istantanea. Cos\u00ec la mediazione, peraltro obiettivamente assai invadente, tende quasi a scomparire, si fa immediata. Il telefono intelligente, lo smartphone, \u00e8 nuova immediatezza, meravigliosa e insieme pericolosa. Esso introduce una \u201cforma telefonica del mondo\u201d che rinnova e mette a dura prova le abitudini umane, ponendo in luce nuove possibilit\u00e0 insieme ad antiche fragilit\u00e0. Alcuni esempi possono essere interessanti:<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: medium\">a) <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>Viva voce come alta voce<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\">. Si pu\u00f2 osservare, in generale, che il tono della voce, nelle persone senza smartphone, \u00e8 culturalmente determinato. C\u2019\u00e8 chi \u00e8 abituato a parlare sempre a bassa voce, e chi invece usa, anche in pubblico, un volume di comunicazione vocale molto pi\u00f9 alto. Ma se introduciamo la variabile \u201csmartphone\u201d ecco manifestarsi nuove possibilit\u00e0. Chi grida normalmente, al telefono sbraita molto di pi\u00f9. E pu\u00f2 farlo sia dotato di auricolare, con l\u2019effetto simile al primo capitolo del <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>Signor Mani<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\"> di A. Yohshua: senti solo una parte del dialogo, ma capisci pure i dettagli di tutta la conversazione. Eppure il massimo dell\u2019effetto telefonico \u201csmart\u201d si raggiunge quando il \u201cbanditore\u201d, non contento di infliggerti le sue opinioni sul nuovo ministro, o suo vecchio allenatore, aggiunge anche, viva voce e per gentile concessione, il parere del suo amabile interlocutore. Il tutto, ovviamente, nel silenzio dell\u2019aereo appena atterrato, con la riabilitazione fresca fresca delle connessioni e la possibilit\u00e0 di svelare proprio a tutti, con un coro a due voci, la verit\u00e0 sul nuovo capo del dicastero o sulla perch\u00e9 della posizione in classifica della squadra in campionato.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: medium\">b) <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>La comodit\u00e0 della dilazione e la irruzione del messaggio vocale. <\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\">La gestione del tempo, con uno smartphone, viene trasformata. La memoria \u2013 interna, esterna o virtuale &#8211; emancipa dal \u201ctempo reale\u201d. Ma questo non \u00e8 solo una semplificazione. Pu\u00f2 capitare infatti che, in una chat di whatsapp, l\u2019altro ricorra improvvisamente al \u201cmessaggio vocale\u201d. Cosa utile per dire le cose pi\u00f9 rapidamente quando non si pu\u00f2 scrivere, ma che mette l\u2019altro in difficolt\u00e0, se non pu\u00f2 ascoltare immediatamente il messaggio vocale. Cos\u00ec, questa regressione dello \u201csmartphone\u201d a \u201ctelefono\u201d, che si realizza precisamente con il presentarsi di un file audio al posto di una serie di parole scritte, mostra bene la diversa condizione di comunicazione. La \u201cvoce lontana\u201d, se irrompe nella sua materialit\u00e0 e invadenza, rende pi\u00f9 complessa la relazione che gestiamo come \u201cscambio di messaggi scritti\u201d. Ci\u00f2 che per uno semplifica, per l\u2019altro complica.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: medium\">c) <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>L\u2019auricolare e lo schermo<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\">. Proprio per ovviare a questi problemi di \u201ccambio di registro\u201d &#8211; tra telefono e smartphone \u2013 \u00e8 sempre pi\u00f9 frequente la dotazione di \u201cauricolari stabili\u201d, per poter passare da scritto a verbale con un impatto minimo sull\u2019ambiente circostante. Se hai sempre le auricolari alle orecchie (e un microfono pronto davanti alla bocca), ogni \u201csalto\u201d di registro ha immediatamente la sua risposta. E puoi passare dalla multimedialit\u00e0 all\u2019arcaica \u201cvoce lontana\u201d con uno schiocco delle dita. D\u2019altra parte, e si vede bene qui la potenza dell\u2019occhio sulla voce, non \u00e8 infrequente che chi \u201cparla al telefono\u201d (con o senza auricolare) porti una mano davanti alla bocca perch\u00e9 \u201cnon si veda quel che dice\u201d. Il \u201cverbo visibile\u201d viene censurato, non solo in parlamento, ma anche a tavola, al ristorante, o per strada. Di fronte a commensali o passanti del tutto estranei e anche un po&#8217; straniti. Se poi la \u201ccuffia\u201d perde anch\u2019essa i suoi fili, e diventa wireless, allora il salto costa soltanto la fatica di aver inserito subito la protesi nell\u2019orecchio, un attimo dopo essersi alzati dal letto\u2026<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: medium\">d) <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>Lo squillo, il rumore e la sinfonia. <\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\">Ultimo assaggio di questa fenomenologia del \u201cmondo telefonico\u201d \u00e8 la evoluzione dello \u201csquillo di telefono\u201d. Questo sviluppo riguarda non solo la gestione dello squillo: evidentemente sul muro o sul tavolino \u00e8 una cosa abbastanza prevedibile, ma nella borsetta di una persona anziana diventa una \u201cmina vagante\u201d, che altera inavvertitamente ogni codice sonoro prestabilito, dalla consacrazione eucaristica alle esequie del vicino di casa. Ma pi\u00f9 che la incontrollabilit\u00e0, vale la controllabilit\u00e0 della suoneria, che ora pu\u00f2 pescare dall\u2019intero archivio sonoro delle memorie telefoniche. Cos\u00ec la suoneria pu\u00f2 essere la riproduzione di ogni suono. Abbiamo piazzato un uccello lira nei nostri smartphone e cos\u00ec l\u2019arrivo di una telefonata pu\u00f2 essere annunciato dal rumore sordo di una motosega, dalla sirena spiegata della polizia, dall\u2019annuncio di un treno in stazione o dall\u2019attacco brillante di una sinfonia di Schumann. Cos\u00ec pu\u00f2 anche accadere che la cosa pi\u00f9 interessante di una conferenza sia stato il suono del telefono che ha interrotto a un certo punto le parole del relatore&#8230;<\/span><\/p>\n<p align=\"left\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nei giorni scorsi \u00e8 uscito il libretto&#8221;Telefonare&#8221; della collana &#8220;riti del vivere&#8221;, curata per Cittadella da Giulio Osto. 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