{"id":14851,"date":"2020-02-07T22:21:26","date_gmt":"2020-02-07T21:21:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=14851"},"modified":"2020-02-07T22:21:26","modified_gmt":"2020-02-07T21:21:26","slug":"il-discepolo-del-regno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/il-discepolo-del-regno\/","title":{"rendered":"Il discepolo del Regno"},"content":{"rendered":"<p align=\"right\"><b>V Domenica del Tempo ordinario \u2013 A<\/b><\/p>\n<p align=\"right\"><i>Is 58,7-10\u00a0\u00a0\u00a0Sal 111\u00a0\u00a0\u00a01Cor 2,1-5\u00a0\u00a0\u00a0Mt 5,13-16<\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><b>Introduzione<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se le Beatitudini sono l\u2019annuncio dell\u2019evangelo del Regno di Dio, qual \u00e8 il volto del discepolo di un tale Regno? A questa domanda vuole rispondere il brano del discorso del monte nel <i>Vangelo di Matteo<\/i> che ci propone la liturgia di questa domenica. Chi \u00e8 dunque il discepolo del Regno? La prima lettura (Is 58,7-10), tratta dal profeta Isaia, indirizza la lettura del brano evangelico: quando la vita del credente diventa luce che rischiara. Nella seconda lettura (1Cor 2,1-5) Paolo diviene il modello del discepolo che si fa fragile come la luce per annunciare per non annunciare altro \u00abse non Ges\u00f9 Cristo, e Cristo crocifisso\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><b>Commento<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Matteo ci presenta due immagini, quella del sale e quella della luce. Tuttavia, non basta far riferimento a questi due elementi, pur cos\u00ec ricchi per il loro significato simbolico, bisogna anche prendere in considerazione le parole che li accompagnano. Infatti, si dice che i discepoli non sono semplicemente \u00absale\u00bb e \u00abluce\u00bb, ma \u00absale della terra\u00bb e \u00abluce del mondo\u00bb. Per \u00abterra\u00bb, si intende la terra di Israele, per \u00abmondo\u00bb si intende l\u2019intera umanit\u00e0. C\u2019\u00e8 quindi un volto del discepolo che si gioca all\u2019interno della comunit\u00e0 \u2013 non dimentichiamo che la comunit\u00e0 di Matteo vive in Israele e si sente parte del popolo di Israele &#8211; e uno che invece si manifesta all\u2019esterno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">C\u2019\u00e8 in primo luogo una identit\u00e0 del discepolo del Regno che si gioca all\u2019interno della comunit\u00e0. L\u2019immagine del sale rimanda a qualcosa che d\u00e0 sapore e conserva. Nella Scrittura il sale in particolare \u00e8 legato al tema dell\u2019alleanza proprio per la sua propriet\u00e0 di durare nel tempo e di conservare. Si usa infatti l\u2019espressione ebraica \u00aballeanza di sale\u00bb per indicare qualcosa di inviolabile e duraturo (cf. Nm 18,19; 2Cr 13,5). Nel contesto dell\u2019alleanza il sale lega in modo duraturo i due contraenti. Per indicare l\u2019inviolabilit\u00e0 dell\u2019alleanza con YHWH si aggiungeva sale all\u2019offerta per i sacrifici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il primo volto del discepolo del Regno, che si gioca all\u2019interno della comunit\u00e0 \u2013 \u00absale della terra\u00bb &#8211; \u00e8 caratterizzato quindi dalla fedelt\u00e0 all\u2019alleanza con Dio e con coloro che fanno parte della comunit\u00e0 stessa. Un elemento questo che ci dovrebbe far riflettere molto seriamente: viviamo nella fedelt\u00e0 come uomini e donne delle beatitudini, come discepoli del Regno? Nelle nostre comunit\u00e0 cristiane si vive la logica \u201cdifferente\u201d della \u00abfedelt\u00e0, giustizia e misericordia\u00bb (cf. Mt 23,23)? Se non lo facciamo la parola di Ges\u00f9 ci mette in guardia: a null\u2019altro serviamo che ad essere calpestati dagli uomini. Cio\u00e8 non serviamo a nulla. E\u2019 importante non dimenticare che tutto questo si gioca nella comunit\u00e0: non basta predicare e vivere la fedelt\u00e0, la giustizia e la misericordia all\u2019esterno. Se non la viviamo all\u2019interno, non serviamo a nulla e meritiamo disprezzo. All\u2019interno della Chiesa i discepoli del Regno possono \u201cdare sapore\u201d alla vita, vivendo nella fedelt\u00e0, nella giustizia e nella misericordia, tra di loro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma c\u2019\u00e8 anche una identit\u00e0 che si gioca all\u2019esterno della comunit\u00e0: essere \u00abluce del mondo\u00bb. E\u2019 il secondo elemento che Ges\u00f9 menziona e, quindi, si tratta di un allargamento del primo. Non ci pu\u00f2 essere il secondo senza il primo. Ma questo secondo tratto, che non pu\u00f2 fare a meno di una vita che ha e d\u00e0 sapore, aggiunge un tratto fondamentale dell\u2019identit\u00e0 del discepolo del Regno: la comunit\u00e0 dei discepoli del Regno non pu\u00f2 essere chiusa in se stessa, ma la sua esistenza vissuta nella fedelt\u00e0, nella giustizia e nella misericordia pu\u00f2 diventare luce per tutti. Nella Scrittura la luce ha a che fare con Dio, con la sua Parola: con la loro esistenza i discepoli del Regno sono chiamati a diventare luce del mondo, non perch\u00e9 siano migliori degli altri, ma perch\u00e9 con la loro esistenza \u201caltra\u201d essi possono trasmettere qualcosa di Dio, di colui che \u00e8 l\u2019Altro\/il Santo per eccellenza: il giusto, il fedele, il misericordioso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><b>Conclusione<\/b><b><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Due immagini, quelle che Ges\u00f9 ci ricorda alla fine dell\u2019introduzione al discorso del monte, che ci invitano a riflettere sulla nostra identit\u00e0 di discepoli del Regno e sulla vita della Chiesa. In questa eucaristia troviamo il fondamento della nostra identit\u00e0 di discepoli del Regno: qui sperimentiamo nella nostra vita e manifestiamo agli altri il mistero di Cristo e la natura della Chiesa (SC 2) per essere \u00absale della terra e luce del mondo\u00bb.<\/p>\n<p align=\"right\">Matteo Ferrari, monaco di Camaldoli<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>V Domenica del Tempo ordinario \u2013 A Is 58,7-10\u00a0\u00a0\u00a0Sal 111\u00a0\u00a0\u00a01Cor 2,1-5\u00a0\u00a0\u00a0Mt 5,13-16 &nbsp; Introduzione Se le Beatitudini sono l\u2019annuncio dell\u2019evangelo del Regno di Dio, qual \u00e8 il volto del discepolo di un tale Regno? A&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":17,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[467],"tags":[473,224,469],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14851"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/17"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=14851"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14851\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":14852,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14851\/revisions\/14852"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=14851"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=14851"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=14851"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}