{"id":14847,"date":"2020-02-05T19:26:21","date_gmt":"2020-02-05T18:26:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=14847"},"modified":"2020-02-05T19:26:21","modified_gmt":"2020-02-05T18:26:21","slug":"clero-uxorato-e-clero-concubinario-due-realta-un-solo-destino-di-claudio-u-cortoni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/clero-uxorato-e-clero-concubinario-due-realta-un-solo-destino-di-claudio-u-cortoni\/","title":{"rendered":"Clero uxorato e clero concubinario: due realt\u00e0, un solo destino (di Claudio U. Cortoni)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left\" align=\"center\"><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/cortoni.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-13159\" alt=\"cortoni\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/cortoni.jpg\" width=\"220\" height=\"220\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/cortoni.jpg 220w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/cortoni-150x150.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 220px) 100vw, 220px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: left\" align=\"center\"><em>Con questo documentato studio, il prof. Cortoni mostra in modo convincente come le categorie con cui si giudicava della &#8220;forma di vita&#8221; del chierico nell&#8217;epoca tardo antica e medievale rispondevano non solo ad una maggiore articolazione interna alla vita ministeriale, ma facevano i conti con una comprensione del matrimonio spesso altamente riduttiva. Cos\u00ec, non solo \u00e8 utile riconoscere che non vi era alternativa tra &#8220;clero uxorato&#8221; e &#8220;clero celibatario&#8221;, visto che entrambi vivevano &#8220;in continenza&#8221;, essendo escluso che il chierico potesse generare. In questo ambito si inserisce anche la categoria di &#8220;clero concubinario&#8221;, che spesso si \u00e8 confusa con quella del &#8220;clero uxorato&#8221;, portando ad un giudizio negativo che ha colpito entrambe, perdendo il senso della distinzione, che appare ancora chiara al Concilio Lateranense IV.<\/em>\u00a0<em>Ringrazio il prof. Cortoni, caro collega a S. Anselmo, per aver consentito la pubblicazione su questo blog del suo studio originale, dotato di un apparato e di una articolazione tanto rara quanto preziosa.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: left\" align=\"center\"><b><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">Clero uxorato e clero concubinario: d<\/span><\/b><b><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">ue realt\u00e0, un solo destino<\/span><\/b><\/p>\n<p>di Claudio Ubaldo Cortoni\u00a0(prof. di teologia medievale presso il Pontificio Ateneo S. Anselmo &#8211; Roma)<\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">L\u2019invito di Pablo Picasso a non giudicare sbagliato ci\u00f2 che non si conosce, per cogliere l\u2019occasione di comprendere, \u00e8 un monito a non procedere nella ricerca per giustapposizioni: clero uxorato o celibato del clero, come se il primo volesse essere un\u2019alternativa al secondo, quando in entrambi i casi, i candidati al ministero ordinato, erano richiamati alla continenza.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">Sulla consuetudine di avere nella chiesa latina un clero uxorato ha pesato, infatti, il giudizio che il matrimonio quanto il celibato siano un rimedio alla concupiscenza: il primo rende lecita la copula carnale finalizzandola alla continuazione della specie e all\u2019educazione cristiana della prole; il secondo, che esclude a priori la <\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">fornicazione<\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">, ritenuta incompatibile col ministero, ha imposto agli uomini sposati, che accedono all\u2019ordine, di praticare la continenza, e di rinunciare a concepire una prole propria.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">Il linguaggio, a cui sono ricorso, non riassume ovviamente l\u2019elaborazione teologico-spirituale propria del mondo monastico, \u2013 che sin dal principio aveva accolto il celibato come una delle forme essenziali della vita claustrale \u2013; appartiene invece alla tradizione disciplinare che cos\u00ec si \u00e8 espressa dalle sinodali della chiesa merovingia ai capitolari carolingi, e dalla produzione canonistica seguente alle pi\u00f9 elaborate strutture del pensiero scolastico<a href=\"#sdfootnote1sym\" name=\"sdfootnote1anc\"><sup>1<\/sup><\/a>.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">Dobbiamo dunque rinunciare ad una posizione che considera il clero uxorato come una deviazione della norma (celibato)<\/span><sup><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"> <a href=\"#sdfootnote2sym\" name=\"sdfootnote2anc\"><sup>2<\/sup><\/a><\/span><\/sup><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">, per capire come una determinata consuetudine possa essere <\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">stata <\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">mantenuta tanto a lungo nella chiesa latina (IX-XIII.1)<a href=\"#sdfootnote3sym\" name=\"sdfootnote3anc\"><sup>3<\/sup><\/a>, e allo stesso tempo sia stata oggetto di una cos\u00ec ampia produzione canonistica, tesa a limitarne alcuni aspetti della vita coniugale (imposizione della continenza dopo l\u2019ordinazione), e che mai si \u00e8 voluta sostituire o creare un\u2019alternativa al celibato. Per questo vanno tenuti presenti alcuni passaggi storici per capire in quale misura e per quale motivo il clero uxorato venne avversato dalla chiesa latina:<\/span><\/p>\n<ol>\n<li>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">L\u2019accesso al ministero ordinato in tarda et\u00e0 di uomini sposati, e questo gi\u00e0 nella chiesa merovingia per poi proseguire in quella carolingia<a href=\"#sdfootnote4sym\" name=\"sdfootnote4anc\"><sup>4<\/sup><\/a>.<\/span><\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">Il diverso trattamento, nella produzione canonistica tardoantica e altomedievale, tra clero uxorato (ovvero continenza imposta agli uomini sposati che accedono agli ordini), concubinario (forma rigettata), e il divieto di contrarre matrimonio dopo l\u2019ordinazione<a href=\"#sdfootnote5sym\" name=\"sdfootnote5anc\"><sup>5<\/sup><\/a>.<\/span><\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">Graduale sostituzione del clero uxorato con quello concubinario nel X sec.<a href=\"#sdfootnote6sym\" name=\"sdfootnote6anc\"><sup>6<\/sup><\/a><\/span><\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">La reazione del magistero papale alla lotta contro il clero concubinario, e per esteso anche a quello uxorato, avviata nell\u2019XI sec. dalla Pataria milanese<a href=\"#sdfootnote7sym\" name=\"sdfootnote7anc\"><sup>7<\/sup><\/a>.<\/span><\/p>\n<\/li>\n<\/ol>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">1. <em>Una guida alla distinzione tra continenza e celibato (sec. IV-VI)<\/em><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">Nel IV sec. \u00e8 chiaro che il clero uxorato era una delle forme coesistenti con il clero celibatario, per i quali esisteva una legislazione propria<a href=\"#sdfootnote8sym\" name=\"sdfootnote8anc\"><sup>8<\/sup><\/a>. La fonte pi\u00f9 antica portata a sostegno della <\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">lex celibataria<\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"> \u00e8 il Sinodo di Elvira celebrato tra il 300 e il 303, senza per\u00f2 distinguere tra il can. 27 e il 33, i cui destinatari sono ovviamente diversi:<a href=\"#sdfootnote9sym\" name=\"sdfootnote9anc\"><sup>9<\/sup><\/a><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\">Can. 27. Un vescovo, come qualsiasi altro chierico, abbia con s\u00e9 solo o una sorella o una figlia vergine consacrata a Dio; si \u00e8 stabilito che non debba assolutamente avere un\u2019estranea.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">Tale canone non \u00e8 diretto a limitare il clero uxorato ma ad evitare qualsivoglia forma di concubinato dei ministri gi\u00e0 ordinati, per i quali \u00e8 impossibile accedere a nozze lecite. In questo modo \u00e8 spiegabile l\u2019introduzione di un canone ulteriore, che impone agli uomini sposati, e solo in un secondo momento ordinati, di astenersi dai rapporti coniugali:<a href=\"#sdfootnote10sym\" name=\"sdfootnote10anc\"><sup>10<\/sup><\/a><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\">Can. 33. Si \u00e8 deciso complessivamente il seguente divieto ai vescovi, ai presbiteri e ai diaconi, come a tutti i chierici che esercitino un ministero: si astengano dalle loro mogli e non generino figli; chi lo avr\u00e0 fatto, dovr\u00e0 essere allontanato dallo stato clericale.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">Non viene messa in dubbio l\u2019esistenza di un clero uxorato, ma viene disposto che con l\u2019ordinazione i ministri vivano nella continenza. Questo \u00e8 dovuto al fatto che molto spesso venivano ordinati in tarda et\u00e0, perch\u00e9 giungevano alla fede nella loro maturit\u00e0, associando il clero uxorato al processo di evangelizzazione nelle ex provincie dell\u2019Impero d\u2019Occidente.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">Nella Lettera <\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">Discreta ad decessorem<\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"> al vescovo Imerio di Tarragona del 10 febbraio 385, Siricio ribadisce il contenuto di Elvira:<a href=\"#sdfootnote11sym\" name=\"sdfootnote11anc\"><sup>11<\/sup><\/a><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\">(c. 7, \u00a7 8) Abbiamo infatti appreso, che molti sacerdoti di Cristo e leviti lungo tempo dopo la loro consacrazione hanno generato sia dal proprio matrimonio che anche da turpe coito e che si difendono da incriminazioni con la scusa che nell\u2019Antico Testamento si legge che ai sacerdoti e ai ministri \u00e8 concessa la facolt\u00e0 di generare.<\/span><\/span><\/p>\n<p>\u00a0<span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\">(\u00a7 9) Per quale motivo si comandava ai sacerdoti nell\u2019anno del loro ministero di abitare nel tempio, lontano persino da casa? Senz\u2019altro perch\u00e9 non potessero esercitare rapporti carnali neppure con le mogli, per offrire a Dio un dono gradito nello splendore dell\u2019integrit\u00e0 della coscienza.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">Viene ribadita la continenza per il clero uxorato dal momento che entra al servizio di Dio nelle cose sacre. Tra i due documenti, che da una parte ribadiscono il celibato dopo l\u2019ordinazione per coloro che non avevano precedentemente contratto matrimonio, e la continenza per gli uomini ordinati dopo aver contratto matrimonio, nel 320 vennero abolite le misure contro il celibato e la mancanza di una prole (<\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">orbitas<\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">)<a href=\"#sdfootnote12sym\" name=\"sdfootnote12anc\"><sup>12<\/sup><\/a>. La continenza del clero uxorato viene ribadita al concilio di Cartagine del 390 e in quelli successivi. Al can. 1 del Concilio di Vaison del 529, parlando della consuetudine osservata in Italia (\u00abper tot<\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">a<\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">m Italiam\u00bb) di prendere in casa giovani lettori perch\u00e9 vengano istruiti dai presbiteri, incaricati di una parrocchia, una volta giunti alla maggiore et\u00e0, se manifestano il desiderio di prendere moglie, si stabilisce che gli venga concesso di contrarre lecitamente matrimonio \u00abpro carnis fragilitate\u00bb<a href=\"#sdfootnote13sym\" name=\"sdfootnote13anc\"><sup>13<\/sup><\/a>.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">2. <em>La chiesa latina nell\u2019Oriente cristiano: dalla tolleranza a rinnovate consuetudini (sec. IX-XIII)<\/em><\/span><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">Ni<\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">c<\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">col\u00f2 I all\u2019art. 70 dei <\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">Responsa ad consulta Bulgarorum <\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">(866), pur preferendo al clero uxorato quello celibatario, non condanna il primo, affermando che ogni giudizio sulla condotta morale del presbiterio sia deferita al vescovo<\/span><sup><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><a href=\"#sdfootnote14sym\" name=\"sdfootnote14anc\"><sup>14<\/sup><\/a><\/span><\/sup><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">. La risposta di Niccol\u00f2 I tiene conto della tradizione orientale, con la quale \u00e8 chiamato a confrontarsi nei <\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">Responsa<\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">, quanto della situazione latina, che alla fine del IX sec. continua nell\u2019opera di moralizzazione del clero, dando inizio a quel processo che avrebbe unito in un unico destino clero uxorato e clero concubinario.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">Negli <\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">Annales Fuldenses <\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">all\u2019anno 874 appare, infatti, un riferimento alla \u00abheresis nicolaitarum\u00bb, ovvero all\u2019eresia dei nicolaiti, con la quale venne identificato il clero concubinario<\/span><sup><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><a href=\"#sdfootnote15sym\" name=\"sdfootnote15anc\"><sup>15<\/sup><\/a><\/span><\/sup><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">, facendo riferimento ai perduti <\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">capitula<\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"> presentati da Eginardo a Ludovico il Pio (c. 829).<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">Nel sec. X Raterio di Verona accusa il clero di <\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">mulierositas<\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">, ovvero di una smodata passione per le donne, aggiungendo al problema del concubinato quello dei rapporti illeciti consumati fuori il matrimonio o contro il celibato, a cui gli uomini non sposati prima dell\u2019ordinazione sono obbligati<\/span><sup><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><a href=\"#sdfootnote16sym\" name=\"sdfootnote16anc\"><sup>16<\/sup><\/a><\/span><\/sup><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">. Tra XI e XII sec. le posizioni contro il clero concubinario si inasprirono ulteriormente con lo scontro nato in Lombardia tra Patarini e nicolaiti, quando i primi ritennero incompatibile la coabitazione matrimoniale con l\u2019ufficio del presbitero<\/span><sup><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><a href=\"#sdfootnote17sym\" name=\"sdfootnote17anc\"><sup>17<\/sup><\/a><\/span><\/sup><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">Al sinodo di Pavia, convocato nel 1022 da Benedetto VIII<\/span><sup><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><a href=\"#sdfootnote18sym\" name=\"sdfootnote18anc\"><sup>18<\/sup><\/a><\/span><\/sup><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"> e dall\u2019imperatore Enrico II, venne fatto divieto al clero di ogni grado di accedere a nozze o di avere con s\u00e9 delle concubine. Al momento di sancire come le figlie e i figli nati da rapporto siano esclusi da qualsiasi trasmissione di beni della chiesa, si precisa nati dal rapporto tra un chierico e una donna libera, qualunque fosse stata la natura del rapporto intercorso tra loro, e cio\u00e8 matrimonio o concubinato, dato che la continenza e il divieto di procreare prole propria erano gi\u00e0 stati sanciti nei sinodi della chiesa latina tardoantica<\/span><sup><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><a href=\"#sdfootnote19sym\" name=\"sdfootnote19anc\"><sup>19<\/sup><\/a><\/span><\/sup><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">I provvedimenti contro la simonia e il nicolaismo, o concubinato, proseguirono anche sotto il pontificato di Leone IX, che ribad\u00ec la disciplina romana in tale materia nei sinodi convocati tra l\u2019aprile 1049 e l\u2019aprile-maggio 1050. Nel 1059 papa Niccol\u00f2 II si trov\u00f2 a riprovare lo sciopero liturgico a cui Arialdo aveva invitato i fedeli di Milano, e cio\u00e8 di non prendere parte a liturgie presiedute da clero accusato di nicolaismo. Niccol\u00f2 II ritenne inopportuno applicare lo sciopero liturgico nel caso di celebrazioni presiedute da clero uxorato, e cio\u00e8 lecitamente sposato, mentre ne ribad\u00ec la legittimit\u00e0 contro il clero concubinario<\/span><sup><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><a href=\"#sdfootnote20sym\" name=\"sdfootnote20anc\"><sup>20<\/sup><\/a><\/span><\/sup><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">. Tale opinione tiene conto del <\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">Constitutum de castitate clericorum <\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">di Leone IX, che proibiva di prendere parte a liturgie presiedute da clero notoriamente concubinario, e la posizione di Burcardo di Worms nel <\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">Decretum<\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">, che si opponeva allo sciopero liturgico attuato per le celebrazioni presiedute dal clero nicolaita. In questo modo al sinodo di Roma del 1059, si pot\u00e9 nuovamente distinguere tra clero uxorato e concubinario, applicando per il primo il principio di Burcardo di Worms, e nel secondo caso la linea di Leone IX, fatto salvo il principio che il clero uxorato doveva comunque osservare la continenza nei rapporti coniugali. Il Concilio romano del 1059 venne ripreso l\u2019anno seguente da Stefano cardinale di S. Crisogono, legato al sinodo di Tours e Vienne, e Ugo di Cluny, legato ai sinodi di Avignone e Tolosa.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">Ma anche, il tanto citato, Concilio lateranense IV al can. 14 riserva qualche sorpresa, a dispetto dei tre precedenti Concili celebrati in Laterano del 1119, che parla di coabitazioni del clero con donne altrimenti stabilite da Nicea, dunque comprese le mogli, e del 1139, che priva dei benefici ecclesiastici coloro che hanno contratto matrimonio o coabitano con concubine, o del 1179, che ribadiscono il principio che vengano privati dei benefici ecclesiastici coloro che per incontinenza coabitano con concubine:<a href=\"#sdfootnote21sym\" name=\"sdfootnote21anc\"><sup>21<\/sup><\/a><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\">I chierici che, secondo l\u2019uso della loro regione, non hanno rinunziato all\u2019unione coniugale, se cadessero in peccato, siano puniti pi\u00f9 gravemente, dato che hanno la possibilit\u00e0 di godere del legittimo matrimonio.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">Il can. 14 ammette la coesistenza, ancora nel XIII sec., di un clero celibatario e di un clero uxorato, condannando nei passi precedenti quello concubinario. Per un chierico, nella cui regione \u00e8 concesso contrarre matrimonio legittimamente, se cadr\u00e0 in peccato cercando piacere fuori dalle legittime nozze, \u00e8 richiesta una punizione pi\u00f9 severa rispetto a quanti non hanno tale possibilit\u00e0. Al Lateranense IV parteciparono anche i prelati della chiesa latina d\u2019Oriente, alla quale forse \u00e8 riferibile quel \u00absecundum regionis sue morem\u00bb, e cio\u00e8 il fatto che la tradizione latina avesse fatto proprie le consuetudini della tradizione orientale sul clero uxorato. Infatti non si parla di continenza anche per il clero sposato, ma si parla solo di punire chi cerca rapporti illeciti fuori del matrimonio.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><i><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">3.<\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">Una possibile conclusione<\/span><\/i><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">Un primo passo nella comprensione dell\u2019ampio fenomeno che fu la presenza del clero uxorato nella tradizione latina, \u00e8 quello di distinguerlo storicamente dal clero concubinario, con il quale invece fin\u00ec per essere identificato durante la lotta all\u2019eresia nicolaita. Un secondo passo \u00e8 quello di non considerarlo come un\u2019anomalia rispetto alla <\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">lex celibataria<\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">, alla quale non si oppone n\u00e9 si vuole sostituire. Infatti il matrimonio era concesso prima dell\u2019ordinazione e vietato dopo, come dopo l\u2019ordinazione agli uomini gi\u00e0 sposati venne vietato di avere qualsiasi rapporto coniugale con la sposa e di procreare prole propria. Un terzo passo dovrebbe essere quello che prende in esame la comparsa e il perdurare nella chiesa di questa particolare vocazione al ministero ordinato: in un primo momento, e cio\u00e8 dalla fine del Tardo Antico all\u2019Alto Medioevo, sono uomini gi\u00e0 sposati, probabilmente giunti alla fede in tarda et\u00e0, ammessi agli ordini sacri a beneficio di una particolare comunit\u00e0 in una fase ancora di evangelizzazione (va dunque meglio conosciuta la storia che riguarda l\u2019evangelizzazione dell\u2019Europa); e in un secondo momento i contatti tra la chiesa latina, e la sua disciplina canonica, con la tradizione greca. In particolare se consideriamo in quest\u2019ottica il Lateranense IV del 1215, capiamo che la chiesa universale ha saputo far propria la ricchezza che gli veniva offerta dalla tradizione orientale quando si stabil\u00ec in quelle terre. Dunque va adottato un doppio sguardo, quello <\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">locale <\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">(usi propri di una regione) e di <\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">opportunit\u00e0 <\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">(l\u2019evangelizzazione). Un quarto ed ultimo gradino \u00e8 quello di inserire la crisi del clero uxorato nel pi\u00f9 vasto, e meno studiato, problema della teologia che si costru\u00ec intorno al matrimonio, specialmente tra XII e XIII sec., quando alcune correnti eterodosse, per il rapporto carnale che l\u2019unione tra un uomo e una donna comportava, condannarono come illecito contrarre matrimonio.<\/span><\/p>\n<div id=\"sdfootnote1\">\n<p align=\"justify\"><a href=\"#sdfootnote1anc\" name=\"sdfootnote1sym\">1<\/a><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\"> Cf. <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\">J. Gaudemet<\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\">, <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\"><i>Storia del diritto canonico. Ecclesia et Civitas<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\">, Roma 1998, 237-239.557-559.<\/span><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote2\">\n<p align=\"justify\"><a href=\"#sdfootnote2anc\" name=\"sdfootnote2sym\">2<\/a><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\"> Il medievista Tommaso di Carpegna segnala come lo studio sul clero uxorato sia stato sempre affrontato <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\"><i>a latere<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\"> della ricerca sulla dottrina del celibato, considerandolo solo come una deviazione dalla norma. La maggior parte degli studiosi ha cos\u00ec affrontato il tema escludendo i sec. dal IX all\u2019XI, soffermandosi sulla condanna espressa dalla chiesa gregoriana. Dalla fine degli anni \u201860 si \u00e8 sviluppata una ampia ricerca sul clero uxorato nell\u2019Alto Medioevo con Pierre Toubert, Gabriella Rossetti, Charles Pietri, Cesare Alzati: \u00abGli studi sul matrimonio e sul concubinato del clero sono stati spesso impostati secondo un punto di vista teorico, che poco concedeva al confronto tra l\u2019enunciato della legge e la prassi. Si valutava la dottrina nel modo in cui emergeva dai canoni, ma non ci si peritava di verificare la portata sul tessuto sociale. Tali studi avevano per oggetto principale il celibato del clero, cosicch\u00e9 matrimonio e concubinato furono considerati delle deviazioni dalla norma. Forti della conoscenza dell\u2019intero sviluppo, che port\u00f2 con il tempo alla condanna del matrimonio dei chierici degli ordini maggiori, gli storici previlegiarono i due momenti principali dell\u2019evoluzione, cio\u00e8 la fase tardo antica-altomedievale di impostazione dottrinale, e quella rappresentata dalla seconda met\u00e0 del secolo XI, quando i riformatori condannarono le unioni illegittime e le combatterono con efficacia. Con queste premesse, i secoli dal IX all\u2019XI furono considerati come un periodo di confusione, sul quale era pressoch\u00e9 inutile soffermarsi; <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\">T. di Carpegna Falconieri<\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\">, \u00abIl matrimonio e il concubinato presso il clero romano (secoli VIII-XII), in <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\"><i>Studi Storici<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\">, 4 (2000), 943-971.<\/span><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote3\">\n<p align=\"justify\"><a href=\"#sdfootnote3anc\" name=\"sdfootnote3sym\">3<\/a><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\"> Considero come punto di arrivo della produzione magisteriale sul clero uxorato il can. 14 del Concilio Lateranense IV del 1215, capace ancora di tenere assieme le due realt\u00e0 senza contrapporle.<\/span><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote4\">\n<p align=\"justify\"><a href=\"#sdfootnote4anc\" name=\"sdfootnote4sym\">4<\/a><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\"> Cf. <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\">Gaudemet<\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\">, <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\"><i>Storia del diritto canonico<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\">, 238; <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\">G. Rossetti<\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\">, \u00abIl matrimonio del clero nella societ\u00e0 altomedievale\u00bb, in <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\"><i>Il matrimonio nella societ\u00e0 altomedievale<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\">, Settimane di studio del Centro italiano di studi sull\u2019alto Medioevo, XXIV, 22-28 aprile 1976, Spoleto 1977, 473-554.<\/span><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote5\">\n<p align=\"justify\"><a href=\"#sdfootnote5anc\" name=\"sdfootnote5sym\">5<\/a><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\"> Cf. <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\">Gaudemet<\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\">, <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\"><i>Storia del diritto canonico<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\">, 238.557.<\/span><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote6\">\n<p align=\"justify\"><a href=\"#sdfootnote6anc\" name=\"sdfootnote6sym\">6<\/a><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\"> Cf. <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\">T. di Carpegna Falconieri<\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\">, \u00abIl matrimonio e il concubinato presso il clero romano (secoli VIII-XII), in <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\"><i>Studi Storici<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\">, 4 (2000), 944.<\/span><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote7\">\n<p align=\"justify\"><a href=\"#sdfootnote7anc\" name=\"sdfootnote7sym\">7<\/a><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\"> Cf. <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\">C. Alzati<\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\">, <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\"><i>Ambrosiana Ecclesia. Studi su la Chiesa milanese e l\u2019ecumene cristiana fra tarda antichit\u00e0 e medioevo<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\">, NED, Milano 1993.<\/span><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote8\">\n<p align=\"justify\"><a href=\"#sdfootnote8anc\" name=\"sdfootnote8sym\">8<\/a><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\"> \u00abNel IV sec. la disciplina romana (Siricio a Imerio, vescovo di Tarragona; ai vescovi dell\u2019Africa; Innocenzo I a Vittricio di Rouen, a Euserpio di Tolosa) vietava le relazioni coniugali dopo l\u2019ordinazione\u00bb; <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\">Gaudemet<\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\">, <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\"><i>Storia del diritto canonico<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\">, 238.<\/span><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote9\">\n<p align=\"justify\"><a href=\"#sdfootnote9anc\" name=\"sdfootnote9sym\">9<\/a><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\"> DH 118.<\/span><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote10\">\n<p align=\"justify\"><a href=\"#sdfootnote10anc\" name=\"sdfootnote10sym\">10<\/a><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\"> DH 119.<\/span><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote11\">\n<p align=\"justify\"><a href=\"#sdfootnote11anc\" name=\"sdfootnote11sym\">11<\/a><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\"> DH 185.<\/span><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote12\">\n<p align=\"justify\"><a name=\"_GoBack\"><\/a> <a href=\"#sdfootnote12anc\" name=\"sdfootnote12sym\">12<\/a><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\"><i>Code Th\u00e9odosien<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\">, (VIII, 16, 1), 2, T. Mommsen, P. Meyer, P. Kruger, J. Roug\u00e9, R. Delmaire, O. Huck, F. Richard, L. Giuchard, (SC 531), Cerf, Paris 2009, 122-125, n. 3.<\/span><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote13\">\n<p align=\"justify\"><a href=\"#sdfootnote13anc\" name=\"sdfootnote13sym\">13<\/a><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\"><i>Les canones des Conciles M\u00e9rovingiens (VI<\/i><\/span><\/span><sup><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\"><i>e<\/i><\/span><\/span><\/sup><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\"><i>-VII<\/i><\/span><\/span><sup><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\"><i>e<\/i><\/span><\/span><\/sup><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\"><i> si\u00e9cles)<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\">, 1, J. Gaudemet, B. Basdevant (edd.), (SC 353), Cerf, Paris 1989, 188-191.<\/span><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote14\">\n<p align=\"justify\"><a href=\"#sdfootnote14anc\" name=\"sdfootnote14sym\">14<\/a><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\"> \u00abCap. LXX. Consuledum decernitis utrum presbyterum uxorem habentem debeatis sustentare et honorare an a vobis proicere. In quo respondemus, quoniam, licet ipsi valde reprehensibiles sint, vos autem Deum convenit imitari, qui solem suum, ut evangelium testatur, oriri facit super bonos et malos et pluit super iustos et inustos. <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\">Deicere vero eum a vobis ideo non debetis, quonism nec Iudam Dominus, cum esset mendax discipulus, de numero apostolorum deicet. Verum de presbyteris, qualescumque sint, vobis, qui laici estis, nec iudicandum est nec de vita ipsorum quippam investigandum, sed episcoporum iudicio, quicquid est, per omnia reservandum\u00bb; <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\">Nicolaus I papa<\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\">, <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\"><i>Epistola <\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\">99<\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\">, \u00abNicolaus capitulis 106 ad Bulgarorum consulta respondet\u00bb, in MGH, <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\"><i>Ep.<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\">, VI, 2, ed. E. Perels, 1902-25, 592, ll. 4-10.<\/span><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote15\">\n<p align=\"justify\"><a href=\"#sdfootnote15anc\" name=\"sdfootnote15sym\">15<\/a><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\"> \u00abSi enim, ut caetera omittam, haeresi Nicolaitarum viriliter restitisset, et monita Gabrielis archangeli, quae Einhardus abbas duodecim capitulis comprehensa ei obtulit legenda et facienda, observare curasset, forsitan talia non pateretur\u00bb; <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\"><i>Annales Fuldenses<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\">, ed. G.H. Pertz, MGH, <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\"><i>Scirp.<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\"> I, Hannover 1826, 388, ll. 1-5. Cf. <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\">I. Dujcev<\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\">, \u00abI \u201cResponsa\u201d di Papa Nicol\u00f2 I ai Bulgari Neoconvertiti\u00bb, in <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\"><i>Aevum<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\">, 5-6 (1968) 417-418.<\/span><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote16\">\n<p align=\"justify\"><a href=\"#sdfootnote16anc\" name=\"sdfootnote16sym\">16<\/a><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\"> Cf. <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\">M. Rossi<\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\">, \u00abRaterio\u00bb , in <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\"><i>Dizionario Biografico degli Italiani<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\">, vol. 86 (2019), http:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/raterio_%28Dizionario-Biografico%29\/ [accesso: 21-01-2020].<\/span><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote17\">\n<p align=\"justify\"><a href=\"#sdfootnote17anc\" name=\"sdfootnote17sym\">17<\/a><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\"> Cf. <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\">C. Alzati<\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\">, <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\"><i>Ambrosiana Ecclesia. Studi su la Chiesa milanese e l\u2019ecumene cristiana fra tarda antichit\u00e0 e medioevo<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\">, NED, Milano 1993.<\/span><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote18\">\n<p align=\"justify\"><a href=\"#sdfootnote18anc\" name=\"sdfootnote18sym\">18<\/a><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\"> \u00abL\u2019attivit\u00e0 ecclesiastica di Benedetto VIII \u00e8 testimoniata in primo luogo dai sinodi di Roma del 1014 (forse anche da quello precedente tenutosi a Ravenna) e del 1015, e di Pavia del 1022. La deposizione, decisa a Ravenna e a Roma, dei preti consacrati non canonicamente e, soprattutto, le decisioni del sinodo di Pavia contro i matrimoni dei vescovi e dei preti e l\u2019acquisto dei beni della Chiesa da parte dei figli dei preti fanno pensare a un atteggiamento di riforma. Esse s\u2019ispiravano a quelle prese alcuni anni prima per la Germania in un sinodo tenutosi a Goslar. A Pavia si and\u00f2 oltre e ci si oppose pi\u00f9 decisamente al matrimonio degli ecclesiastici. Certamente esistevano altri piani di riforme, tanto che a Pavia si disse: \u201cTaceo nunc de filiis, qui ingenuo clerico et libera matre, licet contra leges, nascantur: contra quos alia manu erit agendum et in proxima synodo consilio ulteriore tractandum\u201d (M.G.H., Leges, Legum sectio IV, I, nr. 34, p. 72); lo prova anche la notizia di un incontro di Enrico II con il re Roberto di Francia nell&#8217;agosto del 1023 sul Chiers, data dal cronista di Cambrai. In questa occasione fu concordato un incontro dei due principi con Benedetto VIII ad un nuovo sinodo da tenersi a Pavia\u00bb; <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\">G. Tellenbach<\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\">, \u00abBenedetto VIII\u00bb, in <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\"><i>Enciclopedia dei Papi<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\"> (2000), <\/span><\/span><span style=\"color: #0000ff\"><span style=\"text-decoration: underline\"><a href=\"http:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/benedetto-viii_%28Enciclopedia-dei-Papi%29\/\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\">http:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/benedetto-viii_%28Enciclopedia-dei-Papi%29\/<\/span><\/span><\/a><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\"> [accesso: 21-01-2020]; <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\">G. Tellenbach<\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\">, \u00abBenedetto VIII\u00bb, in <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\"><i>Dizionario Biografico degli Italiani<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\">, vol. 8 (1966), <\/span><\/span><span style=\"color: #0000ff\"><span style=\"text-decoration: underline\"><a href=\"http:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/papa-benedetto-viii_%28Dizionario-Biografico%29\/\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\">http:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/papa-benedetto-viii_%28Dizionario-Biografico%29\/<\/span><\/span><\/a><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\"> [accesso: 21-01-2020]. Sul presunto sinodo di Ravenna nel quale furono disposti i provvedimenti contro il matrimonio del clero cf. <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\">M. Fornasari<\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\">, \u00abEnrico II e Benedetto VIII e i canoni del presunto concilio di Ravenna, 1014\u00bb, in <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\"><i>Rivista di Storia della Chiesa in Italia<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\">, 18 (1964), 46-55.<\/span><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote19\">\n<p align=\"justify\"><a href=\"#sdfootnote19anc\" name=\"sdfootnote19sym\">19<\/a><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\"> \u00abDecretum domini papae B(enedicti).\/I. Ut nullus in clero mulierem attingat. Nullo persbyter, nullus diaconus, nullus subdiacunus, nullus in clero uxorem aut concubinam admittat, cum nulli quoque laicorum scire liceat mulierem praeter uxorem. Quod si fecerti, secundum ecclesiasticam regulam deponatur. Sed neque secundum humanas leges ex longo factas et receptas ullus admirationis locum in plebe habeat.\/II. Ut episcopus nullam feminam habeat neque cum aliqua habitet. Episcopus sicut nullam habebit, ita cum nulla penitus habitabit. Quod fecerit, et nostris regulis et mundandis legibus concordantibus honore quo se fecit indigum abicietur.\/III. Ut filii clericorum, servorum eccelsiae, servi sint eccelsiae cum omnibus adquisitis. Filii et filiae omnium clericorum omniumque gradum de familia ecclesiae, ex quacumque libera muliere, quocumque modo sibi coniuncta fuerit, geniti, cum omnibus bonis per cuiuscumque manus adquisisti servi proprii suae serunt eccelsiae nec umquam ab ecclesiae servitute exibunt.\/IV. Ut filiis clericorum, servorum eccelsiae, nullus iudex libertatem promittat. Quicumque filios clericorum, servorum ecclesiae, da quacumque libera proceratos, liberos esse iudicaverit, anathema sit et habeat in iudicio quod fecit, quia ecclesiae tulit quod non dedit\u00bb; <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\"><i>Heinrici II et Benedicti VIII Synodus et Leges Papienses de Clericis Ecclesiarum Servis<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\">, MGH, <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\"><i>Leges sectio <\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\">IV, I, ed. <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\">L. Weiland, Hannover 1893, 75-76.<\/span><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote20\">\n<p align=\"justify\"><a href=\"#sdfootnote20anc\" name=\"sdfootnote20sym\">20<\/a><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\"> Esemplare a questo proposito \u00e8 la <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\"><i>Passio beati Arialdi martyris<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\">, nella quale viene riportata la traduzione che Arialdo fece delle decisioni prese a Pavia contro i nicolaiti, che gli cost\u00f2 la vita nella sommossa del clero tra il 1066 e il 1067: \u00abArialdo fece allora redigere un editto, chiamato, con un termine mutuato dalla legislazione imperiale bizantina, <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\"><i>phytacium<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\"> e, mentre il popolo tumultuava minaccioso, costrinse gli appartenenti a tutti gli ordini della Chiesa milanese a sottoscriverlo e ad impegnarsi con giuramento ad osservarlo. Questo <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\"><i>phytacium<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\"><i>de castitate servanda, neglecto canone, mundanis exortum a legibus<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\"> &#8211; che, come sembra, allude alle disposizioni del sinodo celebrato a Pavia il 1\u00b0 ag. 1022 alla presenza di papa Benedetto VIII e dell&#8217;imperatore Enrico II circa il matrimonio degli ecclesiastici &#8211; \u00e8 stato accostato a quella <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\"><i>promissio<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\">, redatta durante la legazione milanese di Pier Damiani con la quale i sacerdoti dovevano riconoscere tutte le colpe di cui erano accusati e accettare le pene previste dalle leggi giustinianee, secondo l&#8217;interpretazione data loro nella prefazione al <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\"><i>decretum<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\"> del sinodo pavese. Il <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\"><i>phytacium<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\">, redatto da Arialdo, scaten\u00f2 la folla fattasi ora pi\u00f9 violenta ed aggressiva non solo per fanatismo religioso, ma anche per astio e avidit\u00e0: i cittadini milanesi colsero il destro per allontanare dalle chiese, sia cittadine sia rurali, i sacerdoti ammogliati e concubinari\u00bb; <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\">C.D. Fonsega<\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\">, \u00abArialdo, santo\u00bb, in <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\"><i>Dizionario Biografico degli Italiani<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\">, vol. 4 (1962), <\/span><\/span><span style=\"color: #0000ff\"><span style=\"text-decoration: underline\"><a href=\"http:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/santo-arialdo_(Dizionario-Biografico)\/\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\">http:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/santo-arialdo_(Dizionario-Biografico)\/<\/span><\/span><\/a><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\"> [accesso: 21-01-2020]; <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\">Andrea da Strumi<\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\">, <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\"><i>Arialdo. Passione del santo martire milanese<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\">, ed. M. Navoni, Milano 1994, 70-71, n 44.<\/span><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote21\">\n<p align=\"justify\"><a href=\"#sdfootnote21anc\" name=\"sdfootnote21sym\">21<\/a><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\"><i>Concilium Lateranense IV<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\">, A. Garc\u00eda y Garc\u00eda, A. Melloni (edd.), (COGD II\/1), Brepols, Turnhout 2013, 176.<\/span><\/span><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con questo documentato studio, il prof. Cortoni mostra in modo convincente come le categorie con cui si giudicava della &#8220;forma di vita&#8221; del chierico nell&#8217;epoca tardo antica e medievale rispondevano non solo ad una maggiore&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14847"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=14847"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14847\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":14850,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14847\/revisions\/14850"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=14847"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=14847"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=14847"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}