{"id":14843,"date":"2020-02-04T11:19:40","date_gmt":"2020-02-04T10:19:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=14843"},"modified":"2020-02-04T11:21:20","modified_gmt":"2020-02-04T10:21:20","slug":"fa-la-cosa-giusta-la-recezione-di-amoris-laetitia-e-le-categorie-dei-canonisti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/fa-la-cosa-giusta-la-recezione-di-amoris-laetitia-e-le-categorie-dei-canonisti\/","title":{"rendered":"&#8220;Fa\u2019 la cosa giusta\u201d: la recezione di Amoris Laetitia e le categorie dei canonisti"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/imago-esortazione_apostolica_amoris_letitia.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-10486\" alt=\"imago-esortazione_apostolica_amoris_letitia\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/imago-esortazione_apostolica_amoris_letitia.jpg\" width=\"144\" height=\"200\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ho letto con attenzione la Prolusione che Mons. P. Pavanello, Vescovo di Adria-Rovigo, ha proposto il giorno 1 febbraio davanti al Tribunale Interdiocesano Piemontese. Il tema \u00e8 (apparentemente) centrale: <span style=\"font-size: medium\"><b>DICHIARAZIONE DI NULLIT\u00c0 DEL MATRIMONIO <\/b><\/span><span style=\"font-size: medium\"><b>E DISCERNIMENTO DI COSCIENZA: VIE DIVERSE E COMPLEMENTARI PER LA CURA PASTORALE DELLE SITUAZIONI MATRIMONIALI \u00abIRREGOLARI\u00bb. <\/b><\/span><span style=\"font-size: medium\">Mi sembra utile fornire la linea fondamentale di riflessione proposta dal canonista e mostrarne i limiti storici e pastorali rispetto al disegno <\/span><span style=\"font-size: medium\">proposto autorevolmente <\/span><span style=\"font-size: medium\">d<\/span><span style=\"font-size: medium\">a<\/span><span style=\"font-size: medium\"> Amoris Laetitia.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium\">1. <\/span><span style=\"font-size: medium\"><b>Al centro della Prolusione<\/b><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium\">In breve, si pu\u00f2 rilevare che le 10 pagine proposte alla riflessione individuano con precisione la questione assunta in modo nuovo da \u201cAmoris Laetitia\u201d: ossia un nuovo rapporto tra \u201cforo esterno\u201d e \u201cforo interno\u201d, tra forma giudiziaria di valutazione del \u201cvincolo\u201d e discernimento di coscienza del soggetto. Il relatore <\/span><span style=\"font-size: medium\">appare<\/span><span style=\"font-size: medium\"> consapevole <\/span><span style=\"font-size: medium\">del fatto <\/span><span style=\"font-size: medium\">che la insistenza sul versante oggettivo, che ha caratterizzato la tradizione <\/span><span style=\"font-size: medium\">magisteriale <\/span><span style=\"font-size: medium\">fino a <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>Familiaris Consortio<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\">, trovi ora con <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>Amoris Laetitia<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\"> una nuova considerazione del soggetto e della sua coscienza. Che cosa questo significhi per la \u201ccura pastorale\u201d, tuttavia, sembra rimanere piuttosto in ombra. Da un lato, infatti, si fanno grandi affermazioni sul bisogno di una \u201cconsiderazione pi\u00f9 ampia delle questioni\u201d, ma in concreto questa ampiezza di sguardo viene di fatto impadita da \u201ccategorie bloccate\u201d. Le categorie inadeguate pregiudicano il giudizio e, di fatto, assicurano un esito sostanzialmente di una totale conferma di ci\u00f2 che \u00e8 avvenuto sinora. Addirittura, con una accelerazione finale del discorso, si ribadisce di fatto il giudizio che nel 2000 era stato dato dal <\/span><span style=\"font-size: medium\">Pontificio<\/span><span style=\"font-size: medium\"> Consiglio <\/span><span style=\"font-size: medium\">per i testi legislativi <\/span><span style=\"font-size: medium\">circa la \u201costinata <\/span><span style=\"font-size: medium\">perseveranza in peccato grave manifesto\u201d. Tale testo, infatti, risulta di fatto superato dalla nuova interpretazione del testo paolino che AL 185 provvede a chiarire e d<\/span><span style=\"font-size: medium\">i cui<\/span><span style=\"font-size: medium\">, evidentemente, il relatore sembra restare all\u2019oscuro. Certo \u00e8 che questo passaggio problematico aiuta il relatore a concludere con una sintesi, dalla quale trapela, in modo evidente, una precomprensione <\/span><span style=\"font-size: medium\">gravemente <\/span><span style=\"font-size: medium\">riduttiva. Egli scrive infatti:<\/span><\/p>\n<p><em>\u201c<span style=\"font-size: medium\">A questo <\/span><span style=\"font-size: medium\">proposito ritengo sia utile segnalare la differenza rispetto all\u2019itinerario penitenziale che era stato proposto nel corso dei due Sinodi sulla famiglia del 2014 e 2015<\/span><span style=\"font-size: xx-small\">17 <\/span><span style=\"font-size: medium\">e che, sul modello di quanto avviene nelle chiese ortodosse, avrebbe costituito una soluzione \u00abin foro esterno\u00bb concludendosi con un atto pubblico di riammissione ai sacramenti. La via indicata da AL \u00e8 molto diversa: il discernimento si caratterizza proprio per essere un cammino fatto nell\u2019ambito della coscienza (e quindi personale, anche se pu\u00f2 essere di aiuto la partecipazione a percorsi di gruppo) e che porta ad un giudizio di coscienza, in quanto tale <\/span><span style=\"font-size: medium\"><b>non avente rilevanza pubblica ed esteriore nella comunit\u00e0<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium\">\u201d <\/span><span style=\"font-size: medium\">(p.8)<\/span><span style=\"font-size: medium\">.<\/span><\/em><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium\">Il punto-chiave problematico \u00e8 proprio questa conclusione sulla \u201cirrilevanza pubblica e comunitaria\u201d della coscienza. Questa lettura, infatti, nonostante tutti i buoni propositi espressi nelle pagine iniziali, sancisce una visione della questione che viene elaborata secondo una \u201cirrilevanza pubblica della coscienza\u201d che \u00e8 tipica della societ\u00e0 chiusa e di una visione della Chiesa come \u201csocietas inaequalis\u201d. Come accade <\/span><span style=\"font-size: medium\">non raramente, alcuni<\/span><span style=\"font-size: medium\"> canonisti coltivano, sotto la coltre dei loro ragionamenti <\/span><span style=\"font-size: medium\">formali<\/span><span style=\"font-size: medium\">, la segreta nostalgia di poter affrontare le questioni ecclesiali e matrimoniali, conservando una rigida distinzione tra coscienza e istituzione, e restando cos\u00ec al di qua della Chiesa che riconosce la \u201clibert\u00e0 di coscienza\u201d come una componente essenziale della comunit\u00e0 e della stessa sfera pubblica. Per questo occorre riconoscere che, alla radice di questa analisi insufficiente, vi sono categorie di linguaggio e di pensiero che non sono pi\u00f9 capaci di parlare della realt\u00e0 <\/span><span style=\"font-size: medium\">e che vanno accuratamente fatte oggetto di ri<\/span><span style=\"font-size: medium\">elaborazione<\/span><span style=\"font-size: medium\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium\">2.<\/span><span style=\"font-size: medium\"><b> \u201c<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium\"><b>Fa&#8217; la cosa giusta\u201d<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium\"><b>e <\/b><\/span><span style=\"font-size: medium\"><b>non dar spago a\u00a0<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium\"><b>categorie inadeguate<\/b><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium\">Come ho detto, il primo punto su cui dobbiamo lavorare, ecclesialmente e pastoralmente, \u00e8 proprio quello delle categorie che utilizziamo. E questo spetta a tutti, ma in primo luogo ai pastori e ai canonisti. I pastori e i canonisti debbono fare la cosa <\/span><span style=\"font-size: medium\">giusta, e non soffermarsi sulle quisquilie<\/span><span style=\"font-size: medium\">. La prima cosa da fare \u00e8 non capovolgere il discorso di AL. <\/span><span style=\"font-size: medium\">In <\/span><span style=\"font-size: medium\">AL, <\/span><span style=\"font-size: medium\">infatti, vi<\/span><span style=\"font-size: medium\"> \u00e8 la apertura di un orizzonte nuovo, pensato ancora con le categorie classiche, ma portate al loro limite, chiedendo a chi ne recepisce il significato, di muoversi \u201coltre\u201d. Se impostiamo invece la questione come una \u201ctensione tra dichiarazione di nullit\u00e0 e coscienza\u201d, restiamo del tutto all\u2019interno del sistema di \u201cgiustizia\u201d e di \u201cverit\u00e0\u201d che non assicura pi\u00f9 n\u00e9 giustizia <\/span><span style=\"font-size: medium\">n\u00e9 verit\u00e0<\/span><span style=\"font-size: medium\">. <\/span><span style=\"font-size: medium\">Proprio la rilevanza della \u201ccoscienza\u201d non \u00e8 un piccolo additivo, un tocco di pepe o di origano che si aggiu<\/span><span style=\"font-size: medium\">n<\/span><span style=\"font-size: medium\">ge alla minestr<\/span><span style=\"font-size: medium\">a<\/span><span style=\"font-size: medium\"> riscaldata del \u201cprocesso canonico\u201d o della \u201cconfessione sacramentale\u201d. E\u2019 piuttosto l\u2019elemento che ridefinisce l\u2019orizzonte e impone una \u201cterza dimensione\u201d, ossia quel \u201cforo pastorale\u201d, in cui l\u2019esteriore determina l\u2019interiore e l\u2019interiore ha effetto sulla comunit\u00e0 e sul piano pubblico. Proprio qui, a me pare, l\u2019uso distorto delle categorie classiche, anzich\u00e9 assicurare intelligenza, blocca in modo autoreferenziale la possibilit\u00e0 di \u201ctoccare il reale\u201d. Se parlo della coscienza, e ne parlo per 5 o 6 pagine, ma arrivo alla conclusione che il riferimento alla coscienza non pu\u00f2 in nessun modo incidere sull\u2019assetto istituzionale, di fatto avvaloro un \u201cprimato dello scandalo\u201d che blocca il sistema a prima di AL. E\u2019 chiaro che, in questa materia, occorre \u201cprudenza\u201d. Ma il concetto di \u201cprudenza\u201d che AL ha finalmente riaffermato non \u00e8 \u201cevitare lo scandalo della nuova unione\u201d, ma anche e forse soprattutto \u201c<\/span><span style=\"font-size: medium\">evitale lo scandalo di non <\/span><span style=\"font-size: medium\">saper riconoscere nuove condizioni di comunione\u201d. E riconoscere non significa soltanto <\/span><span style=\"font-size: medium\">pronunciare <\/span><span style=\"font-size: medium\">la parola <\/span><span style=\"font-size: medium\">autorevole <\/span><span style=\"font-size: medium\">sussurrata nel confessionale, ma <\/span><span style=\"font-size: medium\">essere capaci d<\/span><span style=\"font-size: medium\">i un <\/span><span style=\"font-size: medium\">atto ecclesiale e <\/span><span style=\"font-size: medium\">d<\/span><span style=\"font-size: medium\">i un<\/span><span style=\"font-size: medium\"> documento <\/span><span style=\"font-size: medium\">di riconoscimento <\/span><span style=\"font-size: medium\">opponibile a terzi. Questo \u00e8 il punto decisivo: c\u2019\u00e8 una \u201copponibilit\u00e0 ai terzi\u201d delle nuove condizioni di vita che rende la logica stessa del \u201clibello\u201d &#8211; la cui natura paternalistica non riesce ancora ad essere del tutto superata \u2013 una categoria che merita una accurata e non superficiale discussione.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium\">A ci\u00f2 va aggiunto che il riferimento alla coscienza, <\/span><span style=\"font-size: medium\">tanto insistito quanto inefficace,<\/span><span style=\"font-size: medium\"> non pu\u00f2 essere separato dal riferimento alla storia. I coniugi che vivono il matrimonio, e che in questa vicenda entrano in crisi, non hanno solo una coscienza, ma hanno anche una storia. Il loro \u201cvincolo\u201d ha una storia, che non pu\u00f2 essere compresa solo al <\/span><span style=\"font-size: medium\">suo <\/span><span style=\"font-size: medium\">inizio. La \u201cstoria del vincolo\u201d \u00e8 una parola <\/span><span style=\"font-size: medium\">quasi <\/span><span style=\"font-size: medium\">\u201cincomprensibile\u201d per <\/span><span style=\"font-size: medium\">le categoria de<\/span><span style=\"font-size: medium\">i canonisti. Finch\u00e9 <\/span><span style=\"font-size: medium\">essi <\/span><span style=\"font-size: medium\">non s<\/span><span style=\"font-size: medium\">apranno<\/span><span style=\"font-size: medium\"> dar<\/span><span style=\"font-size: medium\">si<\/span><span style=\"font-size: medium\"> le parole e le forme <\/span><span style=\"font-size: medium\">istituzionali <\/span><span style=\"font-size: medium\">per aprirsi a quella realt\u00e0, <\/span><span style=\"font-size: medium\">che \u00e8 la rilevanza della storia dei soggetti,<\/span><span style=\"font-size: medium\"> sapranno solo costruire modellini-giocattolo, con cui proveranno \u2013 se va bene \u2013 a leggere la realt\u00e0, o che useranno solo come specchi, <\/span><span style=\"font-size: medium\">su<\/span><span style=\"font-size: medium\"> cui riflettere la loro ricostruzione astratta <\/span><span style=\"font-size: medium\">e pedagogica <\/span><span style=\"font-size: medium\">del reale. Nel momento in cui riconosceremo che la \u201cstoria del vincolo\u201d ha un rilievo comunitario e istituzionale, decongestioneremo questa \u201ccorsa alla dichiarazione di nullit\u00e0\u201d che sembra il modo pi\u00f9 semplice per mettere le cose a posto, mentre \u00e8 solo l\u2019abuso istituzionalizzato di un rimedio raro ed eccezionale, che pretende di retrocedere \u2013 <\/span><span style=\"font-size: medium\">e costringe tutti a retrocedere &#8211; <\/span><span style=\"font-size: medium\">ad un \u201cinizio\u201d in cui tutto era cominciato \u2013 <\/span><span style=\"font-size: medium\">forse <\/span><span style=\"font-size: medium\">senza <\/span><span style=\"font-size: medium\">mai <\/span><span style=\"font-size: medium\">cominciare <\/span><span style=\"font-size: medium\">davvero<\/span><span style=\"font-size: medium\">. Se il nostro problema \u00e8 il rapporto <\/span><span style=\"font-size: medium\">del matrimonio <\/span><span style=\"font-size: medium\">con la coscienza e con la storia, \u00e8 troppo facile tornare soltanto al punto in cui la coscienza \u00e8 <\/span><span style=\"font-size: medium\">riconosciuta <\/span><span style=\"font-size: medium\">\u201cfalsa\u201d e la storia <\/span><span style=\"font-size: medium\">ancora <\/span><span style=\"font-size: medium\">\u201c<\/span><span style=\"font-size: medium\">inesistente\u201d. Ma queste sono le categorie con cui ancora ragionano <\/span><span style=\"font-size: medium\">molti<\/span><span style=\"font-size: medium\"> canonisti e larga parte dei vescovi. E queste sono le categorie che dobbiamo anzitutto sottoporre a revisione, perch\u00e9 dis<\/span><span style=\"font-size: medium\">t<\/span><span style=\"font-size: medium\">orcono <\/span><span style=\"font-size: medium\">tutto, <\/span><span style=\"font-size: medium\">allo stesso tempo gli oggetti e i soggetti: ossia tanto i coniugi come oggetti <\/span><span style=\"font-size: medium\">di esame <\/span><span style=\"font-size: medium\">quanto i canonisti e i vescovi come soggetti <\/span><span style=\"font-size: medium\">di tale esame<\/span><span style=\"font-size: medium\">. Vorrei dire al vescovo-canonista, se \u00e8 lecito usare un linguaggio molto franco: fa la cosa giusta! Anzitutto lavora su di te, e cambia le categorie grazie alle quali ti inventi un mondo che non c\u2019\u00e8 e per colpa delle quali non riesci a vedere il mondo che c\u2019\u00e8. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium\">3. <\/span><span style=\"font-size: medium\"><b>L\u2019esito paralizzante <\/b><\/span><span style=\"font-size: medium\"><b>da evitare<\/b><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium\">Ovviamente il \u201clavoro\u201d che <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>Amoris Laetitia<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\"> ci chiede non pu\u00f2 essere gettato solo sulle spalle die vescovi e dei canonisti, sebbene abbia nelle loro competenze e nella loro autorit\u00e0 una mediazione inaggirabile. Per evitare un effetto che chiamerei di \u201cdispositivo di blocco\u201d, e che genera sostanzialmente una paralisi ecclesiale, nella quale viene considerato \u201cautorizzato e giustificato\u201d solo ci\u00f2 che si faceva prima di AL, occorre riferirsi a due \u201cfari\u201d <\/span><span style=\"font-size: medium\">che teologi e coniugi possono mettere sotto la lente e studiare con cura appassionata<\/span><span style=\"font-size: medium\">:<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium\">a) Il primo \u00e8 la assunzione del vero nucleo di AL, che \u00e8 il supoeramneto di una lettura primariamente giuridica del matrimonio. Una lettura escatologica del matrimonio ne colloca il significato e la verit\u00e0 non in un \u201cinizio formale\u201d, ma in un \u201ccompimento promesso e finale\u201d. Questa bella traduzione della dottrina matrimoniale in un \u201cprocesso\u201d implica una profonda revisione di categorie che \u201cassicurano\u201d il sacramento solo in un \u201cpunto iniziale gi\u00e0 compiuto\u201d. Che il vincolo abbia una storia \u00e8 una verit\u00e0 escatologica, che il diritto canonico attuale non riesce a riconoscere a sufficienza e che deve fare in modo di poter onorare, con nuove categorie.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium\">b) Proprio questa prima assunzione ne implica una seconda, di carattere tecnico-giudico, e che implica non soltanto una \u201criforma del diritto processuale\u201d, ma del<\/span><span style=\"font-size: medium\">lo stesso<\/span><span style=\"font-size: medium\"> \u201cdiritto sostanziale\u201d. E qui vorrei che i canonisti e i vescovi ricordassero che un buon esperto di leggi, anche di leggi canoniche, deve sempre ragionare \u201cde lege condita\u201d, <\/span><span style=\"font-size: medium\">ma anche<\/span><span style=\"font-size: medium\"> \u201cde lege condenda\u201d. AL ci chiede di camminare in una nuova direzione. Se il diritto \u00e8 un ostacolo, lo si cambia, <\/span><span style=\"font-size: medium\"><b>per poter camminare e per poter riconoscere che la coscienza degli sposi e la loro storia di vita reale \u00e8 capace di cambiare la comunit\u00e0 e la percezione pubblica che la Chiesa ha di s\u00e9<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium\">. Se invece si chiude il dettato di AL nelle spire della <\/span><span style=\"font-size: medium\">sola <\/span><span style=\"font-size: medium\">\u201clex condita\u201d, si ottiene l\u2019effetto paradossale di escludere per principio proprio ci\u00f2 che la realt\u00e0 e il magistero recente ci chiede di saper onorare. E ce lo chiede in modo esigente, anche a costo di mettere in discussione le pi\u00f9 radicate tra le nostre abitudini giuridiche e pastorali. <\/span><span style=\"font-size: medium\">E non credo che il modo migliore di trattare il cavallo di razza che \u00e8 AL sia quello addomesticarlo e intristirlo nel piccolo recinto delle categorie giuridiche ottocentesche.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Ho letto con attenzione la Prolusione che Mons. P. Pavanello, Vescovo di Adria-Rovigo, ha proposto il giorno 1 febbraio davanti al Tribunale Interdiocesano Piemontese. Il tema \u00e8 (apparentemente) centrale: DICHIARAZIONE DI NULLIT\u00c0 DEL MATRIMONIO&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14843"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=14843"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14843\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":14846,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14843\/revisions\/14846"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=14843"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=14843"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=14843"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}