{"id":14760,"date":"2020-01-25T09:51:42","date_gmt":"2020-01-25T08:51:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=14760"},"modified":"2020-01-25T09:52:36","modified_gmt":"2020-01-25T08:52:36","slug":"lincontro-con-gesu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/lincontro-con-gesu\/","title":{"rendered":"L\u2019incontro con Ges\u00f9"},"content":{"rendered":"<p align=\"right\">III DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO \u2013 A<\/p>\n<p align=\"right\"><i>Is 8,23 &#8211; 9,2; 1 Cor 1,10-13. 17; Mt 4, 12-23<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><b><\/b><b>Introduzione<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel testo di Mt 4,12-25 (il brano di questa domenica si ferma al v. 23) abbiamo il vero e proprio inizio del racconto del Vangelo di Matteo con l\u2019inaugurazione del ministero di Ges\u00f9 dopo il battesimo e l\u2019episodio delle tentazioni. Per noi che iniziamo il percorso del Tempo ordinario dell\u2019anno A che ci accompagner\u00e0 attraverso le pagine di Matteo di domenica in domenica questo inizio ha un significato del tutto speciale: costituisce il nostro primo incontro con quel Ges\u00f9 di cui ci riconosciamo discepoli e con il suo annuncio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il brano del profeta Isaia (Is 8,23 &#8211; 9,2) \u00e8 stato scelto perch\u00e9 ripreso da Matteo nella \u201ccitazione di compimento\u201d dei vv. 15-16. Non dobbiamo leggere la lettura del Primo Testamento solo come una profezia che si realizza con la venuta di Ges\u00f9, che ormai non ha pi\u00f9 nessun valore. Matteo legge la storia alla loro luce e ci insegna a fare altrettanto. Anche noi oggi dobbiamo continuare quella stessa rilettura, come discepoli di Ges\u00f9, per leggere la nostra storia alla luce della Parola di Dio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il brano della Prima Lettera ai Corinzi (1 Cor 1,10-13. 17), che leggeremo nelle prossime domeniche in lettura semi-continua, solleva un problema centrale per la vita delle comunit\u00e0 cristiane, quello dell\u2019unit\u00e0. Tutti siamo discepoli unicamente di Cristo e chiunque svolga un ministero nella Chiesa deve sapere di dover condurre unicamente a lui. Ges\u00f9 rimane l\u2019unico maestro. Se nel brano evangelico possiamo leggere la storia del nostro incontro con Ges\u00f9, l\u2019apostolo Paolo ci insegna a rimanere suoi discepoli e a vivere alla luce di quell\u2019incontro fondante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><b>Commento<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La prima cosa che ci viene presentata \u00e8 l\u2019annuncio di Ges\u00f9, l\u2019inizio del suo insegnamento dopo la cattura di Giovanni Battista. Ges\u00f9 predica la conversione e annuncia la vicinanza del Regno: \u00abConvertitevi, perch\u00e9 il regno dei cieli \u00e8 vicino\u00bb. La prima dimensione necessaria dell\u2019incontro con lui \u00e8 la conversione. Non \u00e8 una novit\u00e0 quella che Ges\u00f9 annuncia. Infatti, l\u2019invito alla conversione \u00e8 il messaggio di tutti i profeti che richiamavano il popolo ad abbandonare gli idoli e a seguire il Signore. Anche l\u2019annuncio di Giovanni Battista \u00e8 il medesimo (cf. Mt 3,2). Ebbene la prima dimensione che ci si pone davanti nell\u2019incontro con Ges\u00f9 \u00e8 proprio quella della conversione. Non si pu\u00f2 essere suoi discepoli se non vivendo in profondit\u00e0 la conversione a Dio e il rifiuto di ogni forma di idolatria. Tale conversione pu\u00f2 essere paragonata ad un grande terremoto che sconvolge un certo modo di pensare ed agire soprattutto il rapporto con Dio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il secondo aspetto dell\u2019annuncio di Ges\u00f9, anch\u2019esso condiviso con quello dei profeti e di Giovanni Battista, \u00e8 l\u2019annuncio del Regno. Incontrando Ges\u00f9 si \u00e8 messi davanti all\u2019urgenza di una scelta definitiva e radicale: essere in sintonia o no con il compimento che attende la storia dell\u2019umanit\u00e0 e che \u00e8 fin dall\u2019origine il compimento del sogno di Dio su di essa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Subito dopo la descrizione del messaggio di Ges\u00f9, Matteo ci presenta la chiamata dei primi discepoli. Due coppie di fratelli che svolgevano il medesimo lavoro di pescatori presso il lago di Galilea. In essi noi potremmo vedere come il modello dell\u2019incontro tra annuncio di Ges\u00f9 e l\u2019esistenza concreta di un uomo o una donna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019incontro con Ges\u00f9 avviene nei luoghi della vita di ogni giorno: il luogo del lavoro, dello scambio, dei rapporti. Siamo lungo il mare di Galilea, dove si svolgeva gran parte della vita sociale ed economica dei villaggi della regione. L\u2019incontro avviene nel tempo dell\u2019occupazione e del lavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A questo punto abbiamo la reazione immediata dei primi due discepoli. Essi, abbandonate le reti, che stavano gettando in mare, seguono Ges\u00f9. In questo primo incontro si usa per la prima volte in Matteo un verbo molto importante che ha un chiaro significato teologico: \u201cseguire\u201d. Nel Vangelo di Matteo questo verbo comparir\u00e0 per 25 volte e verr\u00e0 usato in modo particolare per parlare della sequela di Ges\u00f9. Ci\u00f2 che si sottolinea molto in questa sequela che inizia per Pietro e Andrea \u00e8 la prontezza della risposta: \u00e8 il riflesso della vicinanza del Regno che Ges\u00f9 annuncia. Di fronte ad un tale annuncio la risposta non pu\u00f2 che essere immediata. Quella di Ges\u00f9 \u00e8 una proposta cos\u00ec radicale che non ammette tentennamenti o compromessi. Matteo di questo primo incontro sottolinea anche che tale sequela comporta un distacco e ai tempi di Ges\u00f9 sul lago di Galilea non era un bene da poco l\u2019attrezzatura per la pesca. \u00c8 il volto concreto di quella conversione che Ges\u00f9 annuncia e che prende carne nell\u2019esistenza dei primi discepoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma poco oltre c\u2019\u00e8 un altro incontro, ancora con due fratelli: Giovanni e Giacomo, i figli di Zebedeo. Anche a loro Ges\u00f9 si rivolge con il medesimo invito alla sequela. La risposta \u00e8 la medesima di Andrea a Pietro: immediata. In questo secondo incontro si sottolinea un altro aspetto della conversione: il distacco dagli affetti. Ai tempi della comunit\u00e0 di Matteo non era cosa rara che per seguire Ges\u00f9 si dovesse lasciare, anche in modo traumatico, i propri affetti familiari. Cos\u00ec Matteo sottolinea che Giovanni e Giacomo lasciano il padre Zebedeo, quando Ges\u00f9 li chiama.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><b>Conclusione<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questi due incontri divengono come l\u2019icona dell\u2019incontro con Ges\u00f9 di ogni discepolo e mostrano le conseguenze nella vita personale degli uomini e delle donne dell\u2019annuncio fondamentale di Ges\u00f9: \u00abConvertitevi, perch\u00e9 il regno dei cieli \u00e8 vicino\u00bb. C\u2019\u00e8 una conversione necessaria di fronte ad ogni incontro con Ges\u00f9 e c\u2019\u00e8 un\u2019urgenza che occorre saper cogliere e che \u00e8 dovuta al fatto che in lui il Regno di Dio si \u00e8 fatto vicinissimo. \u00c8 una storia che continua quella che Matteo ci narra. Una storia iniziata l\u00e0, sulle rive del Mare di Galilea, e che chiede di continuare nella nostra vita.<\/p>\n<p align=\"left\"><i>\u00a0<\/i><\/p>\n<p align=\"right\"><i>Matteo Ferrari<\/i>, monaco di Camaldoli<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>III DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO \u2013 A Is 8,23 &#8211; 9,2; 1 Cor 1,10-13. 17; Mt 4, 12-23 Introduzione Nel testo di Mt 4,12-25 (il brano di questa domenica si ferma al v. 23) abbiamo&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":17,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[467],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14760"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/17"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=14760"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14760\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":14762,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14760\/revisions\/14762"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=14760"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=14760"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=14760"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}