{"id":14717,"date":"2020-01-16T15:05:01","date_gmt":"2020-01-16T14:05:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=14717"},"modified":"2020-01-16T15:08:59","modified_gmt":"2020-01-16T14:08:59","slug":"la-fragile-ontologia-del-celibato-perplessita-nella-mente-e-scandalo-nel-cuore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/la-fragile-ontologia-del-celibato-perplessita-nella-mente-e-scandalo-nel-cuore\/","title":{"rendered":"La fragile ontologia del celibato.  Perplessit\u00e0 nella mente e scandalo nel cuore"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/ratzsarah.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-11861\" alt=\"ratzsarah\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/ratzsarah.jpg\" width=\"279\" height=\"181\" \/><\/a><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large\">Il libro \u00e8 uscito, esattamente come preannunciato: si compone di una \u201cnota del curatore\u201d (N. Diat), di una Introduzione dei due autori, di una prima parte scritta solo da J. Ratzinger, di una seconda scritta solo da R. Sarah e di una Conclusione scritta di nuovo a due mani. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large\">La Nota del curatore \u00e8 irrilevante: serve solo a dimostrare che il giornalista conosce poco l\u2019argomento del libro. Vi sono poi la introduzione e la conclusione, che per stile e per contenuti sembrano scritte dalla mano di Sarah, poich\u00e9 assomigliano molto alla sua parte. Vi sono poi le due parti principali: quella di J. Ratzinger (21-54) che si intitola <i>Il sacerdozio cattolico<\/i>, e quella di R. Sarah (55-128) che si intitola <i>Amare fino alla fine. Sguardo ecclesiologico e pastorale sul celibato sacerdotale<\/i>. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large\">Dopo aver letto entrambe le parti, credo che sia giusto dedicare una breve presentazione soltanto alla prima parte. La seconda, infatti, \u00e8 talmente approssimativa, contraddittoria, scomposta e piena di errori teologici e storici, da non poter essere neppure considerata un discorso compiuto e coerente: vi si esprime un abbozzo di visione del celibato che non ha alcun fondamento n\u00e9 nella storia n\u00e9 nella realt\u00e0. Uno \u201csguardo\u201d stravolto e distorto, talora anche violentemente irrispettoso, che sorprende trovare proposto da colui che da 5 anni \u00e8 il responsabile pi\u00f9 alto della Congregazione che si occupa di culto e di sacramenti. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large\">Ma veniamo al testo di J. Ratzinger (non avrei usato il nome di Benedetto XVI nel libro, visto che da papa regnante egli usava il suo nome di battesimo per firmare le sue opere non magisteriali, mentre ora usa il nome papale per firmare riflessioni teologiche strettamente personali).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large\"><b>Una meditazione sul sacerdozio poco serena<\/b><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large\">Come ha scritto P. Garrigues, la presentazione del sacerdozio proposta da J. Ratzinger si rivela subito molto discutibile. E lo \u00e8, anzitu<span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\">tto, sul piano metodologico. <\/span><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\">Curiosamente Ratzinger attribuisce la crisi in cui versa il sacerdozio proprio ad un problema metodologico, che ritiene di risolvere mediante una serie di passaggi altamente problematici. Li presento brevemente.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: large\">Il primo passo muove una critica alla teologia, che avrebbe interrotto la tradizione di \u201cinterpretazione cristologica dell\u2019Antico Testamento\u201d, cos\u00ec interrompendo il rapporto tra teologia e culto (qui per\u00f2 non \u00e8 chiaro perch\u00e9 solo una esegesi dell\u2019AT potrebbe conservare un rapporto tra teologia e culto). <\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: large\">Perci\u00f2 una corretta teologia del sacerdozio esigerebbe per Ratzinger una \u201cstruttura esegetica fondamentale\u201d. Da tale metodologia deriverebbe l\u2019unica teologia corretta, che Ratzinger esprime con le seguenti parole:<\/span><\/span><\/p>\n<p>\u201c<span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: large\">L\u2019atto cultuale passa ormai attraverso un\u2019offerta della totalit\u00e0 della propria vita nell\u2019amore. Il sacerdozio di Ges\u00f9 Cristo ci fa entrare <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: large\">in una vita che consiste nel diventare uno con lui e nel rinunciare a tutto ci\u00f2 che appartiene solo a noi. Per i sacerdoti questo \u00e8 il fondamento della necessit\u00e0 del celibato, come anche della preghiera liturgica, della\u00a0<\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: large\">meditazione della Parola di Dio e della rinuncia ai beni materiali\u201d. (24)<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\">\u00a0<span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: large\">Diventare \u201cuno\u201d con lui e rinunciare a tutto \u2013 che \u00e8 una descrizione del discepolato cristiano, ossia del sacerdozio battesimale \u2013 diventa immediatamente 4 cose determinate, mediante un passaggio concettuale davvero molto, troppo rapido, che si sposta dalla \u201cdescrizione della Chiesa\u201d alla \u201c vita dei chierici\u201d. Preghiera liturgica, meditazione della Parola, rinuncia ai beni e celibato sono messi in fila, consequenzialmente. E\u2019 evidente che qui, sul piano della argomentazione, si mescolano cose di generi molto diversi. E questo non \u00e8 mai un bel segnale. Se metto il celibato con l\u2019ascolto della Parola, con la preghiera liturgica, con la comunione dei beni, sto citando indirettamente il libro degli Atti, al famoso versetto 2,42. Ma in quel versetto si parla di tutto, ma non del celibato. Secondo una corretta metodologia esegetica non si dovrebbero mescolare, fin dal principio, le carte del discorso.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\">\u00a0<span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: large\">Comunque sia, nel primo paragrafo del suo testo, J. Ratzinger sviluppa proprio quella che lui stesso chiama: \u201cIl formarsi del sacerdozio neotestamentario nell\u2019esegesi critologico-pneumatologica\u201d.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: large\">In questa sezione del suo testo si presenta lo sviluppo del sacerdozio partendo dalla \u201ccomunit\u00e0 di laici\u201d che sta intorno a Ges\u00f9. La critica profetica del culto trova nei discorsi di Ges\u00f9 sul sabato e sul tempio dei \u201ctopoi\u201d che per\u00f2 possono essere interpretati soltanto dal suo gesto fondamentale, quello dell\u2019ultima cena. Proprio nell\u2019ultima cena si pone il nuovo \u201catto di culto\u201d che \u00e8 costituito dalla interpretazione della Croce e della Risurrezione. Ma questa interpretazione avviene, secondo Ratzinger, unificando in un\u2019unica realt\u00e0 i \u201cministeri\u201d di vescovo, presbitero e diacono e il \u201csacerdozio\u201d del Sommosacerdote, del Sacerdote e dei leviti. Cos\u00ec si crea un perfetto parallelismo tra NT e AT, e soprattutto si propone questa \u201cesegesi cristologica e pneumatologica dell\u2019AT\u201d come unica via per intendere il sacerdozio cristiano. Non una parola \u00e8 detta del fatto che tale sacerdozio cristologico, fatto di comunione con Dio e di rinuncia a se stessi, \u00e8 il cuore del battesimo e della vita cristiana comune, ossia \u00e8 \u201csacerdozio battesimale\u201d, \u00e8 \u201csacerdozio comune\u201d. Ma Ratzinger, ritenendo che quella proposta sia \u201cla verit\u00e0 del testo\u201d e non una sua \u201clettura allegorica\u201d, non riesce ad uscire da una precomprensione sommosacerdotale, che rischia di escludere ogni possibile lettura del sacerdozio comune. Il solo sacerdozio, nella presentazione di Ratzinger, sembra essere quello gerarchico. Cos\u00ec, ovviamente, l\u2019unica visione coerente pu\u00f2 essere quella tridentina, certamente non quella del Concilio Vaticano II. In altri termini, la \u201cistituzione di un nuovo culto\u201d &#8211; che Ratzinger descrive con grande efficacia a p. 33, viene per\u00f2 riferita sostanzialmente ai \u201cchierici\u201d, non alla Chiesa. Questo, a me pare, un errore metodologico molto pesante, che compromette l\u2019intero discorso. E tale lettura allegorica, che si pretende di far diventare normativa per la \u201contologia del sacerdozio\u201d finisce, inevitabilmente per trovare in Lutero e nel Concilio Vaticano II \u2013 unificati apologeticamente nello stesso girone dei reprobi \u2013 gli interlocutori inadempienti, perch\u00e9 non capiscono pi\u00f9 questa \u201cesegesi cristologico-pneumatologica\u201d per la quale il \u201cnuovo culto\u201d non riguarda anzitutto la Chiesa, ma i preti. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\">\u00a0<span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: large\"><b>Esempi storici e biblici piuttosto vaghi<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\">\u00a0<span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: large\">A questa prima parte, che \u00e8 centrale per la argomentazione, seguono una serie di \u201capplicazioni storiche\u201d e \u201cermeneutiche bibliche\u201d, volte a \u201cdimostrare\u201d questa tesi. Bisogna riconoscere che la tesi, di per s\u00e9 piuttosto fragile, non trova molta forza nelle applicazioni storiche, nelle quali i dati non riescono a suffragarla in modo convincente.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: large\">Mi soffermo soltanto su un punto. La valutazione a cui si sottopone la tradizione ebraica della \u201castinenza sessuale\u201d prima della celebrazione del culto e la scelta del celibato come disciplina \u00e8 certamente basata su dati storici, sulla trasformazione del culto cristiano in culto quotidiano, ma la soluzione adottata nella storia, nella sua contingenza sociale, culturale ed ecclesiale, viene assunta come \u201castinenza ontologica\u201d, senza alcuna valutazione del mutamento della comprensione del matrimonio, della sessualit\u00e0 e della identit\u00e0 dei soggetti. Pretendere di dimostrare oggi la evidenza del celibato con un concetto di \u201cpurit\u00e0 rituale\u201d che la storia ha profondamente trasformato non sembra una forma convincente di metodologia teologica. Si fa dire alla storia ci\u00f2 che si vuole e si tappa la bocca al presente solo \u201cper autorit\u00e0\u201d. Cos\u00ec pure la lettura del \u201csacerdozio uxorato\u201d come accompagnato dalla esigenza della astinenza assolutizza e generalizza in modo universale un elemento che la storia attesta, ma non in modo incontrovertibile. Che cosa \u00e8 stato non ci dice, immediatamente, che cosa deve essere. Proprio qui consiste, come insegna Romano Guardini, la differenza della teologia sistematica.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: large\">Altri punti problematici emergono dalle piccole esegesi che Ratzinger propone di testi-chiave, per cercare di confermare la sua metodologia. Il testo del Salmo 16 viene riletto come \u201cammissione alla comunit\u00e0 sacerdotale\u201d. Qui, come \u00e8 evidente, si usano le parole in una accezione non aggiornata. Sorprende che si possa parlare, ancora oggi, di \u201ccomunit\u00e0 sacerdotale\u201d senza tener conto che in <em>Lumen Gentium<\/em> tale termine indica \u201ctutta la comunit\u00e0 ecclesiale\u201d. E\u2019 ovvio che, se riferita solo agli \u201cordinati\u201d, la cosiddetta \u201cesegesi cristologico-spirituali\u201d ricostruisce, immediatamente, la Chiesa preconciliare. Come volevasi dimostrare.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: large\">Cos\u00ec pure la interpretazione della II Preghiera Eucaristica attribuisce al \u201csacerdote\u201d che presiede le parole che, non nel Deuteronomio, ma nel testo eucaristico, devono essere riferite a tutti i battezzati. Curiosamente Ratzinger trova anche qui la occasione per accusare \u201ci liturgisti\u201d di aver studiato le parole da lui citate solo per invitare a \u201cstare in piedi\u201d e non \u201cin ginocchio\u201d. In realt\u00e0 molto pi\u00f9 urgente \u00e8 stabilire che il testo non parla \u201cdel prete\u201d, ma della \u201cChiesa\u201d. E non c\u2019\u00e8 bisogno di un liturgista per dirlo. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\">\u00a0<span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: large\"><b>In conclusione<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-size: large\"><span style=\"font-family: DanteMT-Regular, serif\">Un\u2019ultima parola deve essere dedicata alla differenza tra il testo di Ratzinger e il testo di Sarah. Il primo \u00e8 un testo teologico, il secondo voleva essere solo un discorso spirituale. Come ho detto, il secondo testo \u00e8 fuori concorso. Ma il primo, proprio perch\u00e9 si muove sul piano dell\u2019esercizio della ragione teologica, porta una maggiore responsabilit\u00e0. In un certo senso, le esagerazioni, preoccupanti o esilaranti, contenute nel testo di Sarah sono in qualche modo rese possibili, e quasi benedette, da una teologia del sacerdozio troppo fragile e troppo unilaterale. Forse il teologo avrebbe avuto bisogno di un altro cardinale come coautore. Ma forse il cardinale avrebbe avuto bisogno di essere aiutato da una teologia meno accondiscendente verso le derive clericali della identit\u00e0 dei ministri ordinati.\u00a0<\/span><\/span><span style=\"font-size: large\"><span style=\"font-family: DanteMT-Regular, serif\">Insomma, per <\/span><span style=\"font-family: DanteMT-Regular, serif\">esprimere<\/span><span style=\"font-family: DanteMT-Regular, serif\"> un atto di \u201cfiliale obbedienza\u201d, credo che si sarebbe potuto pensare a qualcosa di meglio.\u00a0<\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il libro \u00e8 uscito, esattamente come preannunciato: si compone di una \u201cnota del curatore\u201d (N. Diat), di una Introduzione dei due autori, di una prima parte scritta solo da J. 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