{"id":14683,"date":"2020-01-09T23:26:40","date_gmt":"2020-01-09T22:26:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=14683"},"modified":"2020-01-13T11:16:41","modified_gmt":"2020-01-13T10:16:41","slug":"eucaristia-e-sostanza-una-replica-di-f-arzillo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/eucaristia-e-sostanza-una-replica-di-f-arzillo\/","title":{"rendered":"Eucaristia e sostanza: una replica di F. Arzillo (Quaestio de eucharistia \/2)"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/rossano_gospels_last_supper.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-12353\" alt=\"rossano_gospels_last_supper\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/rossano_gospels_last_supper-300x154.jpg\" width=\"300\" height=\"154\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/rossano_gospels_last_supper-300x154.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/rossano_gospels_last_supper.jpg 800w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p><em>Il tema della &#8220;sostanza&#8221;, come custodia della autorit\u00e0 corporea della eucaristia, costituisce una categoria che da secoli caratterizza larga parte della teologia cattolica. Con poche pagine nitide, F. Arzillo risponde alle argomentazioni che ho presentato nel mio post precedente (<a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/messale-nuovo-e-teologia-vecchia-il-de-officiis-e-la-teologia-sistematica\/\">Messale nuovo e teologia vecchia?<\/a>), difendendo la &#8220;imprescindibilit\u00e0&#8221; del riferimento alla &#8220;transustanziazione&#8221; per dire la presenza reale. Riporto qui\u00a0 il suo testo, che merita una lettura accurata, perch\u00e9 presenta con ordine alcuni degli argomenti pi\u00f9 classici a difesa della lettura metafisica della eucaristia. Dedicher\u00f2 un prossimo post alla continuazione della discussione, per mettere in evidenza di questo articolo tutto quello che mi trova concorde, ma anche tutto ci\u00f2 su cui non posso essere d&#8217;accordo. La identificazione della verit\u00e0 eucaristica con il linguaggio metafisico viene intesa da F. Arzillo come l&#8217;unica garanzia per la tradizione, mentre per me la tradizione pu\u00f2 continuare solo se trova la forza e l&#8217;autorit\u00e0 di ripensare profondamente il proprio linguaggio, che \u00e8 condizione pesante della sua esperienza. Io penso che per dire la verit\u00e0 dell&#8217;eucaristia possiamo evitare di utilizzare le categorie scolastiche di sostanza, accidenti, essenza ed uso. Il mio interlocutore non \u00e8 d&#8217;accordo. Ascoltiamo dunque i suoi argomenti critici: infatti di una discussione franca e aperta, dettagliata e serena, ha urgente bisogno il nostro lavoro teologico comune.\u00a0\u00a0<\/em><\/p>\n<p><b><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: large\">Eucarestia e \u201csostanza\u201d: qualche interrogativo ulteriore su alcune tendenze teologiche attuali <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: large\">(di Francesco Arzillo)<\/span><\/span><\/b><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: large\">Recentemente il teologo Andrea Grillo, che da anni studia i problemi dell\u2019Eucarestia sotto il profilo sacramentario e liturgico, ha ripreso un mio breve scritto di una decina di anni or sono<a href=\"#sdfootnote1sym\" name=\"sdfootnote1anc\"><sup>1<\/sup><\/a>, nel quale richiamavo la perdurante importanza della transustanziazione e tentavo di mostrare la complementarit\u00e0 che sussiste tra la classica ontologia della sostanza, dogmaticamente rilevante, e la fenomenologia del dono: il dono radicale \u00e8 infatti tale solo in quanto sostanziale, con la conseguente <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: large\"><i>imprescindibilit\u00e0 <\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: large\">della nozione della transustanziazione.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: large\">Grillo ribadisce la sua visione critica al riguardo, le cui conclusioni (che sono peraltro il frutto di un lavoro argomentativo ampio) sono riassumibili nei termini che seguono:<\/span><\/span><\/p>\n<p>\u201c<span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: large\">Io non credo, invece, all\u2019imprescindibilit\u00e0 della categoria di transustanziazione. Ritengo che credere nella presenza di Cristo nella celebrazione eucaristica non implichi ex necessitate un linguaggio che utilizzi per forza le categorie di sostanza e di specie. In altri termini, dire \u201cpresenza\u201d non implica necessariamente parlare di \u201csostanza\/specie\u201d.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: large\">Si tratta, secondo questo punto di vista, di una nozione che non \u00e8 n\u00e9 necessaria n\u00e9 sufficiente a tal fine in quanto essa:<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: large\">A)\u201cNon costituendo una verit\u00e0 diversa dalla presenza reale, ne costituisce un\u2019autorevole esplicazione, ma non \u00e8 \u201caltro\u201d dall\u2019affermazione della presenza reale del corpo e del sangue del Signore Ges\u00f9 nel pane e nel vino dell\u2019eucaristia. Non si tratta di credere altro dalla presenza, ma di affidarsi a un\u2019autorevole mediazione, il cui intento non \u00e8 la testimonianza della fede, ma la sua spiegazione\u201d.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: large\">B) \u201cnon \u00e8 sufficiente a restituire l\u2019integralit\u00e0 di esperienza cristologica ed ecclesiale che l\u2019azione eucaristica istituisce, essendo concentrata solo su un momento della celebrazione e prendendo in considerazione soltanto una sequenza limitata del processo rituale. A una proposta di sostanzializzazione della presenza occorre sostituire una proposta di estensione e di articolazione della medesima: a una logica concettuale e statica deve essere sostituita una logica temporale e dinamica. In questo passaggio, muta radicalmente il ruolo dell\u2019esteriorit\u00e0, che non pu\u00f2 essere relegata nell\u2019ambito dell\u2019accidentale o dell\u2019apparente. Le specie e gli accidenti non sono solo apparenze non reali e contingenze non necessarie\u201d.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: large\">Sussisterebbe quindi \u201cl\u2019esigenza di una precisa revisione di questo \u201cmodo conveniente ed appropriato\u201d \u2013 ma in senso assoluto non necessario e non sufficiente \u2013 di spiegare il <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: large\"><i>dogma fidei<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: large\">, il quale consiste nella confessione della presenza del dono che il Signore fa di s\u00e9 alla Chiesa radunata in assemblea per la celebrazione eucaristica\u201d.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: large\">Ora, questo ordine di idee, che trova riscontro in altri studi contemporanei, pone a mio avviso alcuni gravi problemi che intendo solamente elencare, senza alcuna pretesa di svilupparli sistematicamente in questa sede.<\/span><\/span><\/p>\n<ol>\n<li><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: large\">Il primo problema discende da una lettura a-metafisica della grande tradizione del movimento liturgico, che tuttavia risale a pensatori che ben conoscevano (dandola in un certo senso anche per presupposta) la tradizione della filosofia antica e medievale. L\u2019opera di Guardini \u00e8 al riguardo esemplare. In un magnifico saggio del 1949, egli non contrapponeva certamente la forma alla vita, lo spazio al tempo, bens\u00ec parlava di una \u201cforma strutturale\u201d (Baugestalt) e \u201cdi una forma in divenire\u201d (Werdegestalt\u201d), le quali \u201csi coappartengono, vale a dire rappresentano entrambe l\u2019organismo, la prima nello spazio, l\u2019altra nel tempo\u201d<a href=\"#sdfootnote2sym\" name=\"sdfootnote2anc\"><sup>2<\/sup><\/a>. Questo per dire che un autentico pensiero della realt\u00e0 dovrebbe procedere per integrazioni pi\u00f9 che per contrapposizioni.\u00a0<\/span><\/span>Neppure nel campo eucaristico ha senso la contrapposizione &#8211; pi\u00f9 o meno latente &#8211; di una visione statica e fissista a una visione dinamica e processuale: il dinamismo non \u00e8 fine a s\u00e9 stesso, ma \u00e8 il dinamismo di qualcosa, anzi di Qualcuno.<\/li>\n<\/ol>\n<ol start=\"2\">\n<li><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: large\">Se questo \u00e8 vero, non \u00e8 neanche possibile configurare una sorta di priorit\u00e0 (oppositiva) dell\u2019<\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: large\"><i>actio<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: large\"> sull\u2019<\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: large\"><i>ens<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: large\">: non solo perch\u00e9 \u201c<\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: large\"><i>agere sequitur esse<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: large\">\u201d, ma perch\u00e9 l\u2019azione presuppone il suo soggetto e il suo termine, ossia delle entit\u00e0 ontologiche.<\/span><\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: large\">Il fatto che l\u2019ontologia si serva della nozione di sostanza non deve far paura ai contemporanei.<\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: large\">Da un lato, la base di questa nozione \u00e8 nell\u2019esperienza comune (il senso comune studiato nelle sue implicazioni metafisiche ed epistemologiche da Garrigou Lagrange e da Antonio Livi). Quando si chiede: \u201cChe cosa \u00e8 questo?\u201d, ci si attende come risposta un\u2019indicazione di carattere &#8211; appunto &#8211; \u201csostanziale\u201d (\u201cE\u2019 un albero\u201d).\u00a0<\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: large\">Dall\u2019altro, lo sviluppo filosofico riflesso di questa nozione parte dal pensiero greco (specialmente aristotelico) ma, come ha ben mostrato Enrico Berti, rimane tuttora vivace nella filosofia contemporanea, soprattutto in quella analitica di matrice anglosassone.<\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: large\">In particolare, questa nozione ben \u201ccentra\u201d e fonda i profili statici e dinamici richiamati da Guardini, assicurando anche l\u2019identit\u00e0 nel tempo.<\/span><\/span><\/li>\n<\/ol>\n<ol start=\"4\">\n<li><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: large\">Ovviamente l\u2019ontologia \u00e8 legata alla gnoseologia: se non si riconosce la capacit\u00e0 della conoscenza umana di adeguare la realt\u00e0, ogni indagine autenticamente teo &#8211; logica rimarr\u00e0 sempre preclusa.<\/span><\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: large\">Il nesso con la gnoseologia non a caso \u00e8 presente in Karl Rahner, il quale ritiene che nei dogmi si possano \u201ctrovare amalgamate in maniera indistinta rappresentazioni e interpretazioni che non fanno parte del contenuto vincolante della proposizione di fede in questione\u201d; e che, con riferimento all\u2019Eucarestia, il \u201cconcetto di sostanza, di fatto presente a Trento e non distinto dal nucleo dogmatico vero e proprio\u201d non possa essere \u201cancor oggi vincolante per l\u2019interpretazione della transustanziazione\u201d<a href=\"#sdfootnote3sym\" name=\"sdfootnote3anc\"><sup>3<\/sup><\/a>.<\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: large\">In realt\u00e0 non si tratta primariamente di un problema di linguaggio, ma proprio di nozione e di concetto, la cui modifica comporta la modifica del senso del dogma, contrariamente al canone leriniano e alle indicazioni del magistero ecclesiale, sulla base di una forma di storicismo ermeneutico (che in Rahner pare richiamarsi a una sorta di ultima ineffabilit\u00e0 del referente teologico, inteso a modo di un noumeno kantiano).<\/span><\/span><\/li>\n<\/ol>\n<ol start=\"6\">\n<li><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: large\">La tesi di Grillo pone quindi problemi di continuit\u00e0 di rappresentazione teologica e, ultimamente, di carattere dogmatico. Nel classico manuale di Ott si classifica con la nota teologica \u201cde fide\u201d l\u2019affermazione seguente: \u201cCristo \u00e8 reso presente nel sacramento dell\u2019altare mediante la conversione di tutta la sostanza del pane nel suo corpo e di tutta la sostanza del vino nel suo sangue\u201d.<\/span><\/span><\/li>\n<li><a name=\"_GoBack\"><\/a><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: large\">Si vuole dire, con questo, che la \u201cconversione sostanziale\u201d non costituisce una mera espressione linguistica del dogma della presenza reale, ma \u00e8 essa stessa parte inseparabile di tale dogma (come del resto mostra il magistero pontificio: basti pensare all\u2019enciclica <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: large\"><i>Mysterium fidei<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: large\"> nonch\u00e9 alla <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: large\"><i>Solenne professione di fede<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: large\"> di Paolo VI).<\/span><\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: large\">Tutto ci\u00f2 non comporta la preclusione delle indagini di teologia liturgica e degli sforzi teologici intesi alla comprensione dei nessi che legano l\u2019Eucaristia a tutto il <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: large\"><i>Mysterium salutis<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: large\">. Non a caso Giuseppe Colombo, che pure invitava a proseguire il lavoro teologico volto alla comprensione unitaria e sintetica del mistero, nondimeno enunciava con chiarezza che \u201cil dogma tridentino &#8211; presenza reale, transustanziazione e sacrificio della Messa &#8211; ha enucleato da questo \u201cmistero\u201d alcune acquisizioni definitive che si impongono come linee di non ritorno nella comprensione del mistero; ad esse infatti il magistero richiama puntualmente, ogni volta che teme vengano negate o fraintese\u201d; e che esse \u201cnon esauriscono il mistero, ma costituiscono le direttive imprescindibili per la sua comprensione\u201d<a href=\"#sdfootnote4sym\" name=\"sdfootnote4anc\"><sup>4<\/sup><\/a>.<\/span><\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: large\">Con il riferimento testuale all\u2019<\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: large\"><i>imprescindibilit\u00e0<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: large\"> di questo concetto dogmatico, per bocca di un illustre esponente della scuola milanese, si chiude &#8211; in forma quasi circolare &#8211; questo scritto, che costituisce anche un invito alla presa di coscienza dell\u2019esigenza di non restringere gli orizzonti della razionalit\u00e0, sia pure usata in maniera sapienziale, nel lavoro teologico. <\/span><\/span><\/li>\n<\/ol>\n<div id=\"sdfootnote1\">\n<p><a href=\"#sdfootnote1anc\" name=\"sdfootnote1sym\">1<\/a>1 Cfr. A. Grillo, \u201cMessale nuovo e teologia vecchia? Il \u201cde officiis\u201d e la teologia sistematica\u201d, reperibile all\u2019indirizzo <span style=\"color: #0563c1\"><span style=\"text-decoration: underline\"><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/messale-nuovo-e-teologia-vecchia-il-de-officiis-e-la-teologia-sistematica\/\">www.cittadellaeditrice.com\/munera\/messale-nuovo-e-teologia-vecchia-il-de-officiis-e-la-teologia-sistematica\/<\/a><\/span><\/span>. Ivi si rinviene anche il link al mio articolo sull\u2019argomento, pubblicato sul sito \u201cChiesa espresso\u201d.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote2\">\n<p><a href=\"#sdfootnote2anc\" name=\"sdfootnote2sym\">2<\/a> R. Guardini, \u201cIl diritto alla vita prima della nascita\u201d, trad. it., in <i>Opera omnia<\/i>, vol VI: <i>Scritti politici<\/i>, a cura di Michele Nicoletti, Brescia, Morcelliana, 2005, pp. 398-399.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote3\">\n<p><a href=\"#sdfootnote3anc\" name=\"sdfootnote3sym\">3<\/a> Karl Rahner, \u201cStoria dei dogmi e della teologia di ieri per domani\u201d, in ID<i>:, Dio e Rivelazione<\/i>, Alba, Ed. San Paolo, 1981, pp. 24-25.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote4\">\n<p><a href=\"#sdfootnote4anc\" name=\"sdfootnote4sym\">4<\/a> G. Colombo, <i>Teologia sacramentaria<\/i>, Milano, Glossa, 1997, pp. 329-330.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il tema della &#8220;sostanza&#8221;, come custodia della autorit\u00e0 corporea della eucaristia, costituisce una categoria che da secoli caratterizza larga parte della teologia cattolica. Con poche pagine nitide, F. 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