{"id":14676,"date":"2020-01-07T09:48:17","date_gmt":"2020-01-07T08:48:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=14676"},"modified":"2020-01-13T11:15:26","modified_gmt":"2020-01-13T10:15:26","slug":"messale-nuovo-e-teologia-vecchia-il-de-officiis-e-la-teologia-sistematica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/messale-nuovo-e-teologia-vecchia-il-de-officiis-e-la-teologia-sistematica\/","title":{"rendered":"Messale nuovo e teologia vecchia? Il &#8220;de officiis&#8221; e la teologia sistematica (Quaestio de eucharistia\/1)"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/GdBtrans.jpeg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-14678\" alt=\"GdBtrans\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/GdBtrans-188x300.jpeg\" width=\"188\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/GdBtrans-188x300.jpeg 188w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/GdBtrans-643x1024.jpeg 643w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/GdBtrans.jpeg 1080w\" sizes=\"(max-width: 188px) 100vw, 188px\" \/><\/a><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Sans', sans-serif\"><span style=\"font-size: large\"><span style=\"color: #000000\">La <\/span><span style=\"color: #000000\">ormai prossima <\/span><span style=\"color: #000000\">entrata in uso della III edizione del Messale romano implica conseguenze non solo di carattere liturgico, ma di carattere sistematico. Una pacata discussione sul linguaggio teologico a proposito dell\u2019eucaristia appare ancora pi\u00f9 urgente, <\/span><span style=\"color: #000000\">visto che ci troviamo ormai <\/span><span style=\"color: #000000\">a 50 anni dalla prima edizione del <\/span><span style=\"color: #000000\">Nuovo <\/span><span style=\"color: #000000\">Messale <\/span><span style=\"color: #000000\">postconciliare<\/span><span style=\"color: #000000\">. Mi sembra allora interessante considerare, in modo dialogico, una posizione classica, espressa in <a href=\"http:\/\/magister.blogautore.espresso.repubblica.it\/2010\/06\/07\/transustanziazione-quando-la-teologia-si-fa-assalire-dalla-realta\/\">un garbato articolo<\/a> di 10 anni fa da Francesco Arzillo, che si riferisce alla festa del\u00a0<em>Corpus Domini<\/em>, e la indiretta risposta che offro in un mio articolo di prossima pubblicazione. Di solito non si considera come le \u201ccategorie sistematiche\u201d della tradizione latina medievale implichino alcune questioni di non facile soluzione, proprio a causa della loro forma logica. Una ontologia pensata in termini di sostanza e di accidenti\/specie fatica a valorizzare la dimensione simbolico-rituale. Per questo motivo, ad una consapevole recezione della riforma liturgica, deve accompagnarsi una esigente e paziente revisione delle cat<\/span><span style=\"color: #000000\">e<\/span><span style=\"color: #000000\">gorie sistematiche con cui la tradizione <\/span><span style=\"color: #000000\">eucaristica <\/span><span style=\"color: #000000\">viene pensata ed espressa. Nel suo articolo F. Arzillo riti<\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-size: large\">ene che:<\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Sans', sans-serif\"><span style=\"font-size: large\"><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-size: large\">\u201c<\/span><\/span><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, Verdana\"><span style=\"font-size: large\">questa presenza <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, Verdana\"><span style=\"font-size: large\">(eucaristica) <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, Verdana\"><span style=\"font-size: large\">\u00e8 veramente e radicalmente reale perch\u00e9 sostanziale. Il ricorso alla nozione di transustanziazione \u00e8 quindi imprescindibile: ogni altra spiegazione rimane al di qua della radicalit\u00e0 del dono\u201d. <\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Sans', sans-serif\"><span style=\"font-size: large\"><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, Verdana\"><span style=\"font-size: large\">Io non credo, invece, alla imprescindibilit\u00e0 della categoria di transustanziazione. Ritengo che credere nella presenza di Cristo nella celebrazione eucaristica non implichi <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, Verdana\"><span style=\"font-size: large\"><i>ex necessitate<\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, Verdana\"><span style=\"font-size: large\"> un linguaggio che utilizzi per forza le categorie di sostanza e di specie. In altri termini, dire &#8220;presenza&#8221; non implica necessariamente parlare di &#8220;sostanza\/specie&#8221;.<\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Sans', sans-serif\"><span style=\"font-size: large\"><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, Verdana\"><span style=\"font-size: large\"> Per una valorizzazione della azione rituale, e per la recezione della nuova edizione del Messale, ritengo che questo passaggio ad altre ed ulteriori nozioni\u00a0<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, Verdana\"><span style=\"font-size: large\">possa risultare<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Arial, Helvetica, Verdana\"><span style=\"font-size: large\"> fondamentale.<\/span><\/span><\/span> Spesso infatti le difficolt\u00e0 di recezione della Riforma Liturgica dipendono dalle categorie inadeguate con cui continuiamo a pensare e ad elaborare il mistero di Cristo e della Chiesa.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Liberation Sans', sans-serif\"><span style=\"font-size: large\">L\u2019articolo, di cui presento qui solo i primi due paragrafi, uscir\u00e0 tra breve per la rivista \u201cGiornale di Bordo\u201d (III\/50, 2019, 46-56). Una versione pi\u00f9 ampia della argomentazione si trova in A. Grillo, <i>Eucaristia<\/i>, (Nuovo Corso di Teologia Sistematica, 8), Brescia, Queriniana, 2019 (soprattutto alle pp. 301-431). <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Liberation Sans', sans-serif\"><span style=\"font-size: large\"><b>Presenza sostanziale e presenza rituale: sui limiti simbolici del concetto di transustanziazione<\/b><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"color: #000000\"><i>\u00a0<\/i><\/span><\/p>\n<h3><span style=\"color: #000000\">Lo sviluppo della tradizione latina<\/span><\/h3>\n<p><span style=\"color: #000000\">L<\/span><span style=\"color: #000000\">\u2019<\/span><span style=\"color: #000000\">elaborazione della nozione di transustanziazione, termine tecnico elaborato dalla tradizione cattolica in riferimento all<\/span><span style=\"color: #000000\">\u2019<\/span><span style=\"color: #000000\">eucaristia, \u00e8 avvenuta nel corso di un complesso confronto tra diverse componenti della tradizione cristiana medievale, ed \u00e8 poi stata utilizzata in quel momento di difficile crisi in cui il cattolicesimo fu costretto a confrontarsi con le varie forme di \u201cprotesta evangelica\u201d. Essa \u00e8 servita, almeno fino al XVI secolo, per mediare con sapienza tra diversi eccessi \u2013 realisti o simbolisti \u2013 presenti non soltanto nella teologia dell<\/span><span style=\"color: #000000\">\u2019<\/span><span style=\"color: #000000\">eucaristia, ma anche, e forse soprattutto, nella cristologia.<\/span><sup><span style=\"font-size: xx-small\"><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><a href=\"#sdfootnote1sym\" name=\"sdfootnote1anc\"><sup>1<\/sup><\/a><\/span><\/span><\/span><\/sup><span style=\"color: #000000\"> Il concetto di transustanziazione\u00a0<\/span><span style=\"color: #000000\">deve essere dunque riconosciuto, in origine, come il frutto di una <\/span><span style=\"color: #000000\"><i>preziosa mediazione a salvaguardia della comunione ecclesiale<\/i><\/span><span style=\"color: #000000\">. Ci\u00f2 ha tuttavia comportato \u2013 al di l\u00e0 delle migliori intenzioni \u2013 una forte trascrizione dell\u2019esperienza cristiana nelle categorie della teoresi filosofica, intellettualistica e metafisica di derivazione greca e di elaborazione scolastica, determinando una <\/span><span style=\"color: #000000\"><i>declinazione della presenza reale impostata secondo l\u2019articolazione dell\u2019essere come \u201csostanza\u201d e come \u201caccidente\u201d<\/i><\/span><span style=\"color: #000000\">.<\/span><sup><span style=\"font-size: xx-small\"><span style=\"color: #000000\"><a href=\"#sdfootnote2sym\" name=\"sdfootnote2anc\"><sup>2<\/sup><\/a><\/span><\/span><\/sup><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Questo sviluppo ha introdotto, inevitabilmente, una sopravvalutazione dell\u2019invisibile (cui accede l\u2019intelletto aiutato dalla fede) e una sottovalutazione del visibile (considerato soltanto nella sua funzione di supporto come elemento\/materia o come oggetto della rubrica). L\u2019intenzione originaria per cui la distinzione tra sostanza e accidenti \u00e8 stata concepita, ossia <\/span><span style=\"color: #000000\">l\u2019unit\u00e0 del reale in divenire<\/span><span style=\"color: #000000\">, ottiene nella dottrina eucaristica un effetto diverso e capovolto, un risultato di scissione e di separazione cui poi sar\u00e0 difficile rimediare. Oltre a ci\u00f2, la stessa essenzializzazione della presenza nel solo momento della consacrazione ha di fatto ridotto ad <\/span><span style=\"color: #000000\"><i>usum<\/i><\/span><span style=\"color: #000000\"> tutto il resto dell\u2019esperienza di presenza, nella <\/span><span style=\"color: #000000\">Parola<\/span><span style=\"color: #000000\">, nella <\/span><span style=\"color: #000000\">preghiera eucaristica<\/span><span style=\"color: #000000\"> e nella <\/span><span style=\"color: #000000\">comunione<\/span><span style=\"color: #000000\">.<\/span><sup><span style=\"font-size: xx-small\"><span style=\"color: #000000\"><a href=\"#sdfootnote3sym\" name=\"sdfootnote3anc\"><sup>3<\/sup><\/a><\/span><\/span><\/sup><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Il recupero di queste tre fondamentali dimensioni della presenza del Signore nell\u2019eucaristia \u2013 come evento ed esperienza di Parola proclamata e ascoltata, come evento ed esperienza di preghiera eucaristica ecclesiale, e come evento ed esperienza di comunione all\u2019unico pane e all\u2019unico calice \u2013 ha inevitabilmente indebolito e ridimensionato ogni pretesa di identificare la presenza soltanto nella conversione della sostanza assicurata dalla (sola) consacrazione. Un realismo temperato, che era l\u2019obiettivo che ha orientato l\u2019elaborazione della categoria dottrinale di transustanziazione con l\u2019intento esplicito di moderare sia le pretese del semplice simbolismo sia quello del duro realismo, \u00e8 stato sostituito da una progressiva distrazione dall\u2019azione rituale, dalla sua contingenza e sensibilit\u00e0, e dalla sostituzione di essa con una relazione diretta e misteriosa con la sostanza del sacrificio, che nulla ha pi\u00f9 di liturgico e di simbolico. Se la transustanziazione, per la sua <\/span><span style=\"color: #000000\"><i>forma logica<\/i><\/span><span style=\"color: #000000\">, fa perdere all\u2019eucaristia la sua dimensione sacramentale \u2013 liturgica e simbolica \u2013 allora tale nozione pretende un\u2019evidenza fisica e\/o metafisica che trascrive irrimediabilmente l\u2019esperienza sul piano dell\u2019infrazione a una legge universale.<\/span><sup><span style=\"font-size: xx-small\"><span style=\"color: #000000\"><a href=\"#sdfootnote4sym\" name=\"sdfootnote4anc\"><sup>4<\/sup><\/a><\/span><\/span><\/sup><span style=\"color: #000000\"> Questo spostamento epistemologico \u00e8 diventato, lungo i secoli, causa e motivo di perdita dell\u2019esperienza liturgica e rituale, <\/span><span style=\"color: #000000\"><i>sostituendo progressivamente il processo con l\u2019atto, la sequenza con l\u2019istante<\/i><\/span><span style=\"color: #000000\">. E il cuore dell\u2019eucaristia \u00e8 diventato un atto di contemplazione, non un\u2019azione rituale.<\/span><\/p>\n<h3><span style=\"color: #000000\">Ricontestualizzare uno sviluppo dottrinale<\/span><\/h3>\n<p><span style=\"color: #000000\">Non si tratta, perci\u00f2, di smentire il lavoro teologico secolare che ha elaborato e strutturato la teoria della transustanziazione a difesa di un realismo moderato. Si tratta invece di ricontestualizzarlo all\u2019interno di un\u2019esperienza pi\u00f9 ampia e pi\u00f9 complessa dell\u2019evento eucaristico, anche secondo una nuova riflessione, offerta dalla attuale produzione filosofica, nella quale l\u2019impiego di termini come sostanza e accidenti \u00e8 diventato altamente problematico. E non sarebbe sufficiente emancipare la nozione di sostanza dalla terminologia filosofica, spostandola sul terreno del linguaggio comune, perch\u00e9 in questo modo si perderebbe il guadagno che la nozione classica ha introdotto. In un certo senso il movimento liturgico, il movimento patristico, il movimento biblico e il movimento ecumenico, che hanno caratterizzato in modo efficace la teologia dei primi decenni del XX secolo, hanno contribuito, ognuno per la sua parte, a questa ricontestualizzazione della verit\u00e0 eucaristica, permettendo di riconoscere, conclusivamente, due limiti teologici della nozione di transustanziazione, accanto a quelli legati pi\u00f9 in generale alla transizione culturale tardo-moderna. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Infatti, per dire la presenza reale del sacrificio del Signore, il ricorso al linguaggio della conversione di tutta la sostanza resta legittimo, possibile, talora anche raccomandabile, ma\u00a0non \u00e8 in s\u00e9 necessario. Non costituendo una verit\u00e0 diversa dalla presenza reale, ne costituisce<span style=\"font-family: Georgia\">\u00a0<\/span>un\u2019autorevole esplicazione, ma non \u00e8 \u201caltro\u201d dall\u2019affermazione della presenza reale del corpo e del sangue del Signore Ges\u00f9 nel pane e nel vino dell\u2019eucaristia. Non si tratta di credere altro dalla presenza, ma di affidarsi a un\u2019autorevole mediazione, il cui intento non \u00e8 la testimonianza della fede, ma la sua spiegazione.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Inoltre, per dire la presenza del Signore nella cena eucaristica, la nozione di transustanziazione\u00a0non \u00e8 sufficiente<span style=\"font-family: Georgia\">\u00a0<\/span>a restituire l\u2019integralit\u00e0 di esperienza cristologica ed ecclesiale che l\u2019azione eucaristica istituisce, essendo concentrata solo su un momento della celebrazione e prendendo in considerazione soltanto una sequenza limitata del processo rituale. A una proposta di sostanzializzazione della presenza occorre sostituire una proposta di estensione e di articolazione della medesima: a una logica concettuale e statica deve essere sostituita una logica temporale e dinamica. In questo passaggio, muta radicalmente il ruolo dell\u2019esteriorit\u00e0, che non pu\u00f2 essere relegata nell\u2019ambito dell\u2019accidentale o dell\u2019apparente. Le specie e gli accidenti non sono solo apparenze non reali e contingenze non necessarie. <\/span><\/p>\n<h3><span style=\"color: #000000\">Una dottrina non strettamente necessaria e certamente non sufficiente<\/span><\/h3>\n<p><span style=\"color: #000000\">L\u2019affermazione della non necessit\u00e0 e della non sufficienza della nozione di transustanziazione \u2013 desunta dagli argomenti sopra indicati \u2013 non implica in alcun modo un\u2019intenzione di negare la presenza reale, bens\u00ec indica il compito di una \u201ctraduzione della tradizione\u201d, mediante cui poter restare fedeli a quanto fecero i pastori e i teologi del XIII e XIV secolo: come essi tradussero nella relazione tra le<span style=\"font-family: Georgia\">\u00a0<\/span>categorie di sostanza e accidenti la fede eucaristica nella presenza del Signore \u2013 fede che nei molti secoli precedenti non si era espressa mediante questa terminologia \u2013 cos\u00ec noi oggi non dovremmo aver timore nel cercare categorie nuove per tradurre la medesima fede, con l\u2019intento di restituire all\u2019esperienza eucaristica integrale maggiore spessore di azione e pi\u00f9 limpida unit\u00e0 di esperienza.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"> Cos\u00ec come per i teologi e i pastori dei secoli passati la costruzione del concetto di transustanziazione fu un lavoro lento, graduale e non privo di fatica, cos\u00ec \u00e8 e sar\u00e0 anche per noi il compito della sua revisione e del suo approfondimento. Per delineare tale obiettivo in maniera meno imprecisa, direi che il compito della revisione della nozione di transustanziazione dovr\u00e0 poter fare esperienza dell\u2019eucaristia non solo con l\u2019intelletto, ma anche con tutta la sensibilit\u00e0 e attraverso il magistero dell\u2019azione: una comprensione dell\u2019eucaristia affidata soltanto alla categoria di sostanza \u2013 e perci\u00f2 inevitabilmente legata al primato dell\u2019intelletto, senza coinvolgimento della sensibilit\u00e0 \u2013 non pu\u00f2 riuscire a valorizzare appieno n\u00e9 la dimensione sensibile dell\u2019esperienza della figura e della similitudine, n\u00e9 le ragioni originarie dell\u2019azione rispetto alla sola contemplazione, rischiando cos\u00ec di ridurre l\u2019accidente e la specie ad elemento accidentale e \u201cspeciale\u201d, mentre le ragioni originarie della stessa formulazione medievale della nozione di <i>transubstantiatio<\/i> attestano bene, quanto meno in sede teorica, che nell\u2019eucaristia gli accidenti non possono mai essere semplicemente accidentali. Proprio questo forte limite, legato forse pi\u00f9 allo sviluppo del concetto che alla sua intenzione originaria, determina oggi l\u2019esigenza di una precisa revisione di questo \u201cmodo conveniente ed appropriato\u201d \u2013 ma in senso assoluto non necessario e non sufficiente \u2013 di spiegare il <i>dogma fidei, <\/i>il quale consiste nella confessione della presenza del dono che il Signore fa di s\u00e9 alla Chiesa radunata in assemblea per la celebrazione eucaristica. <\/span><\/p>\n<div id=\"sdfootnote1\">\n<p><a href=\"#sdfootnote1anc\" name=\"sdfootnote1sym\">1<\/a> Cfr. U. Cortoni, \u00abHabeas corpus\u00bb\u00a0Il corpo di Cristo dalla devozione alla sua umanit\u00e0 al culto eucaristico (sec. VIII-XV)\u00a0\u00a0(Studia Anselmiana, 170), Roma, 2016.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote2\">\n<p><a href=\"#sdfootnote2anc\" name=\"sdfootnote2sym\">2<\/a> Bisogna ricordare, infatti, che la terminologia della coppia \u201csostanza\/specie\u201d o \u201csostanza\/accidenti\u201d deriva da una riflessione aristotelica sull\u2019essere, che \u201cpollak\u00f2s l\u00e9getai\u201d, che \u201csi dice in molti modi\u201d. Sostanza e accidenti\/specie sono, per l\u2019appunto, due modi diversi dell\u2019essere. Pertanto non si tratta di affermare o negare l\u2019essere, ma di articolare l\u2019essere dell\u2019eucaristia su piani diversi. L\u2019operazione di \u201cmessa a punto\u201d della nozione di \u201ctransustanziazione\u201d va compreso in questo ambito di una differenziata \u201caffermazione dell\u2019essere\u201d.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote3\">\n<p><a href=\"#sdfootnote3anc\" name=\"sdfootnote3sym\">3<\/a> Questo secondo fenomeno \u00e8 dovuto ad una diversa \u201ccoppia concettuale\u201d, quella di \u201cessentia\/usus\u201d, che permette di distinguere <i>non i livelli della realt\u00e0, ma la necessit\u00e0 delle azioni<\/i>. Cos\u00ec mentre con la coppia \u201csostanza\/specie\u201d si gestisce la relazione tra visibile\/invisibile, con la coppia \u201cessenza\/uso\u201d si gestisce la rilevanza delle diverse azioni, rispetto ai compiti del singolo e alla validit\u00e0 dell\u2019atto.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote4\">\n<p><a href=\"#sdfootnote4anc\" name=\"sdfootnote4sym\">4<\/a> <span style=\"color: #000000\">Cfr. le belle osservazioni di Z. Carra, <\/span><em><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Georgia\">Hoc facite. Studio teologico-fondamentale sulla presenza eucaristica di Cristo,\u00a0<\/span><\/span><\/em><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Georgia\">Assisi, Cittadella, 2018.<\/span><\/span><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La ormai prossima entrata in uso della III edizione del Messale romano implica conseguenze non solo di carattere liturgico, ma di carattere sistematico. 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