{"id":14663,"date":"2020-01-02T15:33:30","date_gmt":"2020-01-02T14:33:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=14663"},"modified":"2020-01-02T15:33:30","modified_gmt":"2020-01-02T14:33:30","slug":"due-papi-penitenti-la-tradizione-ritrova-autorita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/due-papi-penitenti-la-tradizione-ritrova-autorita\/","title":{"rendered":"Due papi penitenti: la tradizione ritrova autorit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/twopopes2.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-14664\" alt=\"twopopes2\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/twopopes2-202x300.jpg\" width=\"202\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/twopopes2-202x300.jpg 202w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/twopopes2.jpg 457w\" sizes=\"(max-width: 202px) 100vw, 202px\" \/><\/a><\/p>\n<p>La finzione cinematografica fa miracoli. Lo schermo del cinema pu\u00f2 restituirci la trama viva della realt\u00e0 in modo ancora pi\u00f9 forte e immediato di quanto la realt\u00e0, anche quando osservata nel modo pi\u00f9 meticoloso, non sappia fare. Cos\u00ec, nella stilizzazione, nella forzatura, nella invenzione e nella libera narrazione del testo cinematografico, scopriamo il reale in una sua pi\u00f9 profonda e autentica tessitura, quasi rivelato a se stesso.<\/p>\n<p>Raramente accade come nel caso del film \u201cI due papi\u201d, in cui il lavoro del regista e dello sceneggiatore, pur con alcuni limiti, riescono a restituire la vicenda ecclesiale, le figure di due papi e soprattutto il loro \u201crapporto\u201d con una forza davvero rara.<\/p>\n<p>Vorrei analizzare brevemente il lungometraggio dividendolo in diverse parti, come mi pare sia stato concepito dai suoi autori. Va detto, in via di premessa, che la presentazione delle due figure papali \u00e8 asimmetrica: la vita di papa Francesco \u00e8 scandagliata in profondit\u00e0, nei dettagli, mentre quella di Benedetto \u00e8 sommariamente riassunta per grandi momenti, ma mai \u201craffigurata\u201d, se non sul volto espressivo di A. Hopkins. Questo \u00e8 chiaro fin dalle prime immagini che muovono da una \u201crappresentazione\u201d di una omelia del Vescovo Bergoglio su San Francesco.<\/p>\n<p><b>La prima parte (fino al 2012)<\/b><\/p>\n<p>La prima parte del film, che arriva fino alla \u201ccena solitaria\u201d del papa e del cardinale a Castel Gandolfo, pone le premesse di una \u201cdifferenza\u201d, che \u00e8 umana, ecclesiale, di stile di vita, di visione ecclesiale. Qui i due si collocano agli antipodi. Ed \u00e8 facile comprendere come anche le ragioni cinematografiche, oltre che i luoghi comuni, spingano i due ad una strutturale contrapposizione. Che consiste, come pretesto, nella presentazione delle dimissioni del card. Bergoglio, e il loro rifiuto da parte di papa Benedetto.<\/p>\n<p><b>La seconda parte (il rapporto personale)<\/b><\/p>\n<p>Il secondo passaggio del film avviene nella serata dopo la \u201ccena solitaria\u201d, quando le due \u201cfigure ecclesiali\u201d entrano in una relazione personale pi\u00f9 diretta, cercano di scoprirsi \u201cfratelli\u201d e di trovare il modo di \u201cconvivere\u201d. Alcuni elementi autobiografici, il calcio e la musica diventano la forma di una migliore comprensione, fino alla buona notte. Qualcosa cambia, nasce una nuova possibilit\u00e0 di ascolto e di comprensione reciproca.<\/p>\n<p><b>La terza parte (la reciproca confessione)<\/b><\/p>\n<p>Bruscamente si entra nel momento pi\u00f9 alto del film che inizia con il trasferimento dei due in Vaticano, in elicottero, e che giunge al cui culmine con l\u2019appuntamento al mattino presto nella Cappella Sistina, nella quale si svolge il dialogo decisivo. In quel luogo non solo Bergoglio insiste sulle proprie dimissioni, ma Ratzinger manifesta, sub secreto, la intenzione di presentare le proprie! Il capovolgimento \u00e8 spettacolarmente di grande effetto. Le parti si invertono: chi insisteva per le dimissioni (proprie) nega all\u2019altro la possibilit\u00e0 delle sue. Cos\u00ec, per entrambi, la via della \u201capertura\u201d passa per una \u201cconfessione\u201d: di inadeguatezza e di peccato, di paura e di disperazione. Da questo passaggio toccante emerger\u00e0, per uno, la possibilit\u00e0 di essere all\u2019altezza del papato, per l\u2019altro la opportunit\u00e0 di rinunziare al ministero. E la lunga scena nella cappella Sistina finisce, a sorpresa, con una \u201cpizza al taglio\u201d consumata come colazione da Bergoglio e Ratzinger nella \u201cstanza delle lacrime\u201d, con preghiera prima del pasto che rimanda comicamente la soddisfazione della fame.<\/p>\n<p><b>La conclusione (la differenza che salva)<\/b><\/p>\n<p>Il congedo tra i due, carico di presagi di quello che sar\u00e0 dopo pochi mesi, avviene con alcuni passi di \u201ctango\u201d tra i due: il futuro Francesco e il quasi dimissionario Benedetto si salutano con un abbraccio danzato. Bello e toccante proprio nella sua implausibilit\u00e0. Lo sviluppo successivo, con il passaggio dal 2012 al 2013, \u00e8 scontato e compie le premesse del film. Ma \u00e8 sorprendente scoprire che i due papi raffigurati sullo schermo diventano una possibilit\u00e0 ermeneutica dei due papi reali. E cos\u00ec, con 4 papi, il giudizio storico pu\u00f2 diventare pi\u00f9 ponderato e pi\u00f9 lucido. Regia, montaggio e sceneggiatura sono di alta qualit\u00e0. Le parole che si ascoltano, depurate di qualche esagerazione, non sono mai banali, sia nella comicit\u00e0, sia nel dramma. Perch\u00e9 il piccolo miracolo del film consiste nel tono \u201clieve e intenso\u201d che riesce sempre a garantire, anche quando tocca i passaggi biografici o ecclesiali pi\u00f9 duri e pi\u00f9 difficili.<\/p>\n<p><b>La penitenza parallela e reciproca<\/b><\/p>\n<p>Il cuore del film sta in una duplice conversione: chi voleva dimettersi non si dimette, mentre si dimette chi era causa di dimissione. Tutto questo avviene attraverso due \u201cconfessioni\/narrazioni\u201d di cui la prima \u2013 quella di Bergoglio \u2013 \u00e8 tutta detta, rappresentata e meditata \u2013 mentre l\u2019altra \u2013 quella di Ratzinger \u2013 \u00e8 solo accennata, vi si allude e sul pi\u00f9 bello viene \u201csilenziata\u201d. Tutto questo rende centrale nel film il \u201cfare penitenza\u201d. Il ministero di Francesco \u00e8 interpretato quasi come una \u201cpenitenza\u201d, e il ritiro dal ministero di Benedetto come una diversa penitenza. Custodire la differenza diventa, per entrambi, il frutto sofferto di un cambiamento, di una conversione, che non \u00e8 tradimento. Cambiare non \u00e8 tradire, ma \u00e8 assicurare tradizione. Questo \u00e8 il cuore del film, che come tale diventa un modo sereno e forte per commentare la storia della Chiesa degli ultimi 10 anni.<\/p>\n<p><b>Il tempo reversibile del film<\/b><\/p>\n<p>La libert\u00e0 cronologica, con cui il film si sviluppa, \u00e8 una perla ulteriore. Assomiglia al modo di raccontare di Garcia Marquez: il tempo scorre liberamente, avanti e indietro. Memoria e profezia si intrecciano, come gli sguardi dei due protagonisti. In tal modo i fatti del passato in flash-back, le crisi del presente e le possibilit\u00e0 del futuro prendono forma e si profilano allo sguardo e al cuore: talora in forma ampia, talora in forma istantanea, queste commistioni di immagini e di sguardi sono forse la cosa pi\u00f9 irrinunciabile del film. Insieme alla colonna sonora, in cui le scelte musicali sono sempre azzeccate, forti e lievi, serie e sorridenti allo stesso tempo.<\/p>\n<p>La facile conclusione calcistica \u2013 con la finale del Campionato mondiale guardata in coppia dai due papi \u2013 non \u00e8 semplicemente un happy end. E\u2019 la figura conclusiva di un passaggio ecclesiale delicatissimo e ancora in corso. E\u2019 la possibilit\u00e0 di intendere la Riforma della Chiesa come una strada effettivamente aperta e assunta, da entrambi i papi, nella continuit\u00e0 di una duplice dimissione che mette in moto un processo virtuoso. Nel quale, anche grazie a questo film, \u00e8 possibile collocarsi oggi con una visione pi\u00f9 ampia e pi\u00f9 lungimirante. E con una determinazione ancora pi\u00f9 forte e radicale. Quattro papi, due reali e due rappresentati, ci offrono un quadro pi\u00f9 completo e pi\u00f9 vero della sfida oggi in campo. Due papi penitenti restituiscono alla tradizione la sua forza. Con tanta semplicit\u00e0 e con meravigliosa complessit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; La finzione cinematografica fa miracoli. 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