{"id":14586,"date":"2019-12-11T09:00:58","date_gmt":"2019-12-11T08:00:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=14586"},"modified":"2019-12-11T09:00:58","modified_gmt":"2019-12-11T08:00:58","slug":"sei-tu-colui-che-deve-venire","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/sei-tu-colui-che-deve-venire\/","title":{"rendered":"Sei tu colui che deve venire?"},"content":{"rendered":"<p>III DOMENICA DI AVVENTO \u2013 A<br \/>\n<em>Is 35, 1-6. 8. 10; Gc 5, 7-10; Mt 11, 2-11<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Introduzione<\/strong><br \/>\nAl centro della liturgia di questa domenica c\u2019\u00e8 sempre la figura di Giovanni Battista. Si tratta di discernere il tempo degli eventi che si compiono, senza scandalizzarsi se questi non corrispondono ai nostri parametri ma a quelli di Dio. Vediamo a confronto \u00able opere del messia\u00bb e le \u00abcontraddizioni della storia\u00bb. A questa lettura ci conduce anche il testo di Isaia (Is 35,1-6.8.10) che afferma che laddove c\u2019\u00e8 l\u2019assenza della vita, cio\u00e8 nel deserto risplende la gloria di Dio, laddove la vita \u00e8 impossibile Dio la rende possibile. Dio rende il deserto ospitale alla vita: per opera sua i ciechi vedono, i sordi odono, gli zoppi saltellano, i muti gridano di gioia. Ma per questo discernimento occorre la longanimit\u00e0 dell\u2019agricoltore (Gc 5,7-10).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Commento<\/strong><br \/>\nCi troviamo nel cuore del racconto di Matteo, in un momento del ministero pubblico di Ges\u00f9 che tutti gli evangelisti, ognuno a suo modo, considerano di svolta: l\u2019imprigionamento di Giovanni Battista. In questo momento c\u2019\u00e8 come un passaggio di testimone tra Ges\u00f9 e Giovanni, tra \u00abi giorni di Giovanni\u00bb e \u00abi giorni del messia\u00bb. Giovanni \u00e8 in carcere (Mt 4,12) e, avendo udito le \u00abopere del messia\u00bb, manda alcuni dei suoi discepoli a interrogare Ges\u00f9 circa la sua identit\u00e0: \u00abSei tu colui che deve venire o dobbiamo attenderne un altro?\u00bb.<br \/>\nCome risposta alla domanda di Giovanni Ges\u00f9 afferma di voler rispondere e di non voler rispondere allo stesso tempo (Mt 11,2-11). Non d\u00e0 una risposta affermativa o negativa all\u2019interrogativo molto preciso di Giovanni. Egli afferma di andare a riferire a Giovanni non una risposta, ma ci\u00f2 che essi hanno udito e visto. Il suo insegnamento e le sue opere \u00abtestimoniano\u00bb per Ges\u00f9.<br \/>\nGes\u00f9 facendo riferimento ai testi del profeta Isaia elenca le opere che si realizzano e che corrispondono appunto alle opere del Messia: \u00abI ciechi ricuperano la vista, gli storpi camminano, i lebbrosi sono guariti, i sordi riacquistano l&#8217;udito, i morti risuscitano, ai poveri \u00e8 predicata la buona novella\u00bb. Attraverso il riferimento alle Scritture Ges\u00f9 risponde a Giovanni, ma c\u2019\u00e8 un riferimento a fatti concreti che avvengono, a parole che vengono realmente pronunciate. Ges\u00f9 non usa la Scrittura per trovare argomentazioni teologiche in suo favore. Egli fa riferimento alle Scritture per interpretare il presente, per dare una lettura della storia. Attraverso la lettura della storia, il discernimento del tempo di Dio attraverso le Scritture, Ges\u00f9 fa portare la sua risposta a Giovanni.<br \/>\nMa successivamente troviamo un\u2019altra parte della risposta di Ges\u00f9. Egli afferma: \u00abbeato colui che non si scandalizza di me\u00bb (Mt 11,6). A chi si riferisce questa \u00abbeatitudine\u00bb? Chi corre il rischio di scandalizzarsi di Ges\u00f9? Pare che non ci sia dubbio che in un contesto come questo ci\u00f2 che potrebbe essere il motivo dello scandalizzarsi di Ges\u00f9 siano proprio le opere che lui compie e le parole che pronuncia. Lo scandalo sta in un messia che non corrisponde alle attese pi\u00f9 comuni, ma che si lascia narrare dalla Scritture sante di Israele. Un messia che non \u00e8 \u00absecondo gli uomini\u00bb, ma \u00absecondo Dio\u00bb.<br \/>\nGes\u00f9 ci rimanda ad un altro modo di comprendere la sua figura. L\u2019\u00abevangelizzazione\u00bb che il messia porta ai poveri non \u00e8 quella di un potente secondo gli uomini. Egli \u00e8 \u00abpotente secondo Dio\u00bb: non stravolge la storia superficialmente, ma la cambia, la ribalta, dal suo interno, apre vie nuove per una vita in pienezza, anche se rinchiusi, come Giovanni, nell\u2019impotenza alla quale costringe il carcere e poi il dono della vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Conclusione<\/strong><br \/>\nQuesto \u00e8 lo scandalo che dobbiamo saper evitare, la via della vera beatitudine. Anche noi infatti, dopo millenni dalla venuta di colui che crediamo il messia, a volte vacilliamo vedendo che apparentemente nulla \u00e8 cambiato, che l\u2019evangelizzazione dei poveri sembra non essersi realizzata. E questo ci pu\u00f2 condurre a scandalizzarci di Ges\u00f9. Ma un \u00abs\u00ec\u00bb divino \u00e8 stato definitivamente pronunciato nella nostra storia e quindi nulla pu\u00f2 essere come prima. Il messia \u00e8 \u00abl\u2019evangelizzatore dei poveri\u00bb, ma soprattutto nel senso che egli \u00abevangelizza Dio\u00bb, dal momento che porta un messaggio lieto su Dio. Come l\u2019agricoltore dobbiamo attenere con longanimit\u00e0 i frutti della terra. Il credente \u00e8 inviato ad assumere questo sguardo longanime dell\u2019agricoltore per saper attendere le sorprese di Dio. \u00c8 Dio che apre i nostri occhi perch\u00e9 sappiamo vedere una via nei nostri deserti e per riconoscere le opere del messia in mezzo a noi.<\/p>\n<p style=\"text-align: right\">Matteo Ferrari, monaco di Camaldoli<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>III DOMENICA DI AVVENTO \u2013 A Is 35, 1-6. 8. 10; Gc 5, 7-10; Mt 11, 2-11 &nbsp; Introduzione Al centro della liturgia di questa domenica c\u2019\u00e8 sempre la figura di Giovanni Battista. 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