{"id":14582,"date":"2019-12-07T15:56:01","date_gmt":"2019-12-07T14:56:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=14582"},"modified":"2019-12-07T15:56:01","modified_gmt":"2019-12-07T14:56:01","slug":"preparate-la-via-del-signore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/preparate-la-via-del-signore\/","title":{"rendered":"Preparate la via del Signore"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">II DOMENICA DI AVVENTO \u2013 A<br \/>\n<em>Is 11,1-10; Sal 71; Rm 15,4-9; Mt 3,1-12<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Introduzione<\/strong><br \/>\nLa seconda tappa dell\u2019itinerario dell\u2019avvento si sposta dal discorso apocalittico, alla predicazione di Giovanni Battista. Non dobbiamo ridurre la figura di Giovanni Battista a una \u00abfigura dell\u2019Avvento\u00bb, in quanto ci dice qualcosa dell\u2019Avvento o delle modalit\u00e0 per vivere questo tempo liturgico. La liturgia non ci spinge a guardare al messaggio che port\u00f2 Giovanni ma all\u2019evento che fu Giovanni. \u00c8 il \u00abtempo di Giovanni\u00bb che viene celebrato dalla liturgia e proiettato realmente nell\u2019attuale esistenza delle Chiese e dei credenti. In particolare, il Vangelo di Matteo ci guida proprio in questa direzione.<br \/>\nLa prima lettura, tratta dal Libro del profeta Isaia (Is 11,1-10) pone l\u2019evento di Giovanni il precursore sullo sfondo della profezia isaiano del rinnovamento della discendenza di Davide, attraverso l\u2019immagine del germoglio che spunta dal tronco di Iesse. Dio non restaura qualche cosa di vecchio, ma crea qualche cosa di nuovo, pur rimanendo fedele alle sue promesse. Nella seconda lettura (Rm 15,4-9) l\u2019esortazione dell\u2019Apostolo si fonda sul fatto che \u00abCristo \u00e8 diventato servitore dei circoncisi per mostrare la fedelt\u00e0 di Dio nel compiere le promesse dei padri\u00bb. La fedelt\u00e0 di Dio nel compimento delle sue promesse diventa per il credente motivo di impegno nella storia e di vita nuova.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<strong>Commento<\/strong><br \/>\nGiovanni \u00e8 una figura dell\u2019attesa di Dio. Un\u2019attesa autentica, sincera, aperta: senza paracadute, senza false sicurezze, senza sapere gi\u00e0 in partenza, come spesso capita a noi, ci\u00f2 che bisogna trovare.<br \/>\nInnanzitutto, Giovanni \u00e8 un uomo del deserto. Egli \u00e8 ritornato l\u00ec dove Israele ha vissuto la sua ricerca di Dio e dove, soprattutto, il Signore ha vissuto la ricerca del suo popolo. Pensiamo a quanto dice YHWH attraverso Geremia profeta: \u00abMi ricordo di te, dell&#8217;affetto della tua giovinezza, dell&#8217;amore al tempo del tuo fidanzamento, quando mi seguivi nel deserto, in terra non seminata\u00bb (Ger 2,2). Giovanni \u00e8 uno che nella sua ricerca, nella sua attesa di Dio, ritorna alle fonti, alle origini, l\u00ec dove \u00e8 possibile ascoltare nuovamente la Parola del Signore.<br \/>\nGiovanni vive la sua attesa come un uomo di Dio, un profeta. Veste come Elia (2Re 1,8), si inserisce in quella lunga schiera di amici di Dio che a partire da Abramo si sono fatti attenti alla sua Parola per diventarne testimoni: uditori della Parola e chiamati a condividere la medesima sorte di rifiuto della Parola. Giovanni, come tutti i profeti, \u00e8 chiamato a gridare: \u00abpreparate la strada del Signore!\u00bb.<br \/>\nGiovanni vive la sua attesa come uomo della Torah, preoccupato di custodire nella sua vita la comunione con Dio e di fare della sua intera esistenza un atto di culto a lui gradito. Egli mangia kasher, locuste, come \u00e8 attestato dal Libro del Levitico (Lv 11,22) e miele selvatico, mai toccato da mano di uomo. Con la sua esistenza \u00abseparata\/santa\u00bb, con le sue azioni, con le sue scelte, Giovanni vive, come Israele, la sua testimonianza della santit\u00e0 di Dio e cos\u00ec attende la manifestazione della salvezza.<br \/>\nGiovanni inoltre \u00e8 figura dell\u2019attesa perch\u00e9 vive la conversione e richiama alla conversione. Giovanni, ancora una volta sulla scia di tutti i profeti, invita tutti, e in particolar modo gli uomini religiosi del suo tempo, a non dare nulla per scontato, a non assumere l\u2019appartenenza religiosa e l\u2019osservanza esteriore come alibi per astenersi da un autentico processo di conversione a Dio e alla sua giustizia.<br \/>\nGiovanni \u00e8 anche una figura del \u00abdialogo\u00bb, se lo vogliamo ascoltare. Lo \u00e8 con la sua ricerca aperta, libera e radicale. Una ricerca che sa che il compimento della Parola di Dio non sta alle nostre spalle, ma davanti a noi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<strong>Conclusione<\/strong><br \/>\nQuesti sono alcuni dei tratti che fanno di Giovanni una figura dell\u2019attesa. L\u2019evangelista Matteo ce lo propone all\u2019inizio del suo Vangelo come modello da fare nostro per scorgere nelle pieghe della nostra storia la presenza di Dio e la sua salvezza e perch\u00e9 \u00abin virt\u00f9 della perseveranza e della consolazione che provengono dalle Scritture, teniamo viva la Speranza\u00bb. Come gli interlocutori di Giovanni nel brano evangelico, anche noi siamo chiamati a non vivere nella storia in base alle certezze che provengono dalle appartenenze umane, ma all\u2019impegno che nasce dal saper vedere nella storia il germoglio, piccolo e fragile, dell\u2019opera di salvezza di Dio che \u00e8 gi\u00e0 presente e silenziosamente cresce per trasfigurare il creato e le vicende dell\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n<p>Matteo Ferrari, monaco di Camaldoli<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>II DOMENICA DI AVVENTO \u2013 A Is 11,1-10; Sal 71; Rm 15,4-9; Mt 3,1-12 Introduzione La seconda tappa dell\u2019itinerario dell\u2019avvento si sposta dal discorso apocalittico, alla predicazione di Giovanni Battista. 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