{"id":14551,"date":"2019-12-02T20:11:10","date_gmt":"2019-12-02T19:11:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=14551"},"modified":"2019-12-02T20:11:10","modified_gmt":"2019-12-02T19:11:10","slug":"blondel-carofiglio-e-la-manomissione-dellazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/blondel-carofiglio-e-la-manomissione-dellazione\/","title":{"rendered":"Blondel, Carofiglio e la manomissione dell&#8217;azione"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/action.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-14552\" alt=\"action\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/action.jpg\" width=\"180\" height=\"280\" \/><\/a><\/p>\n<p>Da tempo ritengo che una adeguata riflessione sul concetto di \u201cazione\u201d sia la via obbligata per il ripensamento della tradizione civile e cristiana. Ad ispirare questa convinzione si trovano una serie di premesse: la filosofia pratica contemporanea, la svolta linguistica, ma soprattutto il pensiero di M. Blondel e la sua riscoperta, a partire da una rilettura di Aristotele, del valore originario del concetto di \u201cazione\u201d.<\/p>\n<p>Mediante questa grande elaborazione teorica, infatti, \u00e8 possibile superare, in modo ponderato e argomentato, le forzature intellettualistiche che attraversano la tradizione comune e quella cristiana in modo particolare. Che l\u2019azione non sia semplicemente \u201cuna conseguenza del pensiero\u201d, ma abbia un tratto originario e non anticipabile, costituisce un guadagno irrinunciabile per il pensiero della fine del XIX secolo e di tutto il XX secolo.<\/p>\n<p>Stupisce, perci\u00f2, che un autore intelligente come G. Carofiglio, che ha scritto un saggio importante sulla \u201cManomissione delle parole\u201d, non si sia per nulla accorto di tutto questo travaglio, che attraversa l\u2019intero pensiero del 900, e abbia potuto liquidare in due battute, durante una intervista a \u201cPropaganda Live\u201d di venerd\u00ec scorso, il tema di una valorizzazione della \u201cazione\u201d.<\/p>\n<p>Forse la dimensione politica del discorso \u2013 ossia il commento del nome attribuito da C. Calenda alla nuova formazione politica, che si chiama appunto \u201cAzione\u201d &#8211; non ha giovato alla pertinenza della analisi. Sta di fatto che il ragionamento \u00e8 stato proposto in due passaggi, troppo drastici e approssimativi:<\/p>\n<p>&#8211; Nel Faust di Goethe si propone una \u201cnuova traduzione\u201d dell\u2019incipit del Vangelo di Giovanni. E al testo \u201cIn principio era il verbo\u201d si sostituisce la versione \u201cIn principio era l\u2019azione\u201d.<\/p>\n<p>&#8211; Questo testo, che suppone un primato originario dell\u2019azione, piaceva molto ad Adolf Hitler.<\/p>\n<p>Ergo\u2026se ne dovrebbe ricavare la problematicit\u00e0 nella sottolineatura della parola.<\/p>\n<p>Tuttavia, come appare evidente, la deduzione non sembra molto cogente. E dimostra, da parte di Carofiglio, il cedimento ad una manomissione delle parole piuttosto grave. Essa dimentica alcune cose piuttosto importanti come: il concetto di azione non \u00e8 semplicemente una \u201cvolont\u00e0 di potenza\u201d sottratta al controllo dell\u2019intelletto e della ragione, ma \u00e8 una delle condizioni originarie della parola e del pensiero. Lo studio della azione, quindi, non \u00e8 semplicemente una forma pericolosa di \u201cantiintellettualismo\u201d, ma \u00e8 una delle forme con cui la ragione scopre le proprie condizioni, immanenti e trascendenti. Mi sembra utile ricordare inoltre che:<\/p>\n<p>&#8211; citare un\u2019opera letteraria come il Faust non pu\u00f2 essere la garanzia di una dimostrazione apodittica;<\/p>\n<p>&#8211; allegare i gusti estetici e teoretici di un famigerato dittatore non funziona in modo tale da squalificare tutto ci\u00f2 che a lui era gradito e da qualificare tutto ci\u00f2 che egli disprezzava.<\/p>\n<p>Una maggiore cautela nel maneggiare le parole e le argomentazioni potrebbe giovare a tutti. Anche a coloro che, a giusto titolo, hanno scoperto pericolose manomissioni e le hanno giustamente denunciate. Ma ci sono manomissioni volute e manomissioni non volute. Le prime sono pi\u00f9 gravi delle seconde, per\u00f2 entrambe fanno male, tanto alla cultura comune e quanto alla coscienza di ogni singolo. Soprattutto, nel caso in cui si abbiano problemi con la azione, o con \u201cAzione\u201d &#8211; e sono entrambe eventualit\u00e0 del tutto legittime \u2013 si dovrebbero comunque trovare argomenti fondati, e non fornire soltanto allusioni puramente emotive. Perch\u00e9 altrimenti si compie una \u201cazione\u201d che viene ridotta proprio al quel significato \u201cbrutale\u201d che si vorrebbe contestare.<\/p>\n<p>Per tentare di ovviare a queste forme troppo \u201cleggere\u201d di analisi delle parole, suggerisco una bella occasione di riflessione comune. Domani, 3 dicembre, alla universit\u00e0 Gregoriana, alle ore 17.30, organizzata dal Centro Hurtado, ci sar\u00e0 una conferenza del prof. G. Bonfrate dedicata proprio a M. Blondel e al suo concetto di \u201ctradizione\u201d, per il quale egli ha usato una nozione di \u201cazione\u201d diversa da quella convenzionale, ma non per questo &#8220;sospetta&#8221; o &#8220;censurabile&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da tempo ritengo che una adeguata riflessione sul concetto di \u201cazione\u201d sia la via obbligata per il ripensamento della tradizione civile e cristiana. 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