{"id":14506,"date":"2019-11-21T23:21:34","date_gmt":"2019-11-21T22:21:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=14506"},"modified":"2019-11-21T23:21:34","modified_gmt":"2019-11-21T22:21:34","slug":"oggi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/oggi\/","title":{"rendered":"\u201cOggi\u201d"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">XXXIV domenica del Tempo ordinario C &#8211; Cristo Signore dell\u2019universo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">LETTURE: 2 Sam 5, 1-3; Col 1, 12-20; Lc 23, 35-43<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Introduzione<\/strong><br \/>\nIl clima di questi giorni, la luce tenue dell\u2019autunno, la natura che si assopisce, rimandano a qualcosa di invecchiato. Stanno per finire i colori dell\u2019autunno e ci stiamo avvicinando all\u2019inverno. La liturgia in questa atmosfera che la natura ci dona vede il sacramento capace di annunciare l\u2019oltre del tempo: ci guida a guardare verso un orizzonte che non \u00e8 un limite invalicabile, ma il punto da quale guardare la nostra storia con occhi differenti. A partire dalla fine \u2013 lo vedremo anche nelle prossime domeniche d\u2019Avvento \u2013 riceve luce nuova il nostro presente.<br \/>\nGuardare troppo a passato ci pu\u00f2 paralizzare e rendere incapaci di guardare alla nostra vita con fiducia. I testi di questa domenica che chiude il Tempo ordinario ci invitano ad una riflessione di fondamentale importanza per la vita della chiesa e per la storia dell\u2019umanit\u00e0. La celebrazione di questa domenica che contempla la Signoria di Cristo sulla storia dell\u2019umanit\u00e0 e sul tempo ci salva dal rischio di uno sguardo solo rivolto al passato per farci vivere gi\u00e0 oggi di futuro.<br \/>\nQuesto nostro mondo, che la natura ci mostra invecchiato non \u00e8 chiuso nel \u201cqui ed ora\u201d ma \u00e8 abitato dalla speranza, perch\u00e9 Qualcuno ha gi\u00e0 varcato i suoi confini. Il brano della Lettera ai Colossesi (II lettura) ci permette di applicare alla nostra vita il messaggio di speranza che la liturgia di questa domenica ci comunica, poich\u00e9 annuncia che \u00abil Padre ci ha resi partecipi della sorte dei santi nella luca\u00bb. Da questa consapevolezza pu\u00f2 nascere in noi il ringraziamento e la lode.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Riflessione<\/strong><br \/>\n<em>Come parlare del futuro?<\/em><br \/>\nNoi siamo abituati a parlare di ci\u00f2 di cui possiamo fare esperienza. Allora come fa la liturgia di oggi a parlarci del futuro? Lo fa nel modo proprio alla teologia cristiana di parlare del futuro. Afferma J. Moltmann: \u00abL&#8217;escatologia cristiana non parla del futuro in generale. [\u2026] L&#8217;escatologia cristiana parla di Ges\u00f9 Cristo e del suo futuro; riconosce la realt\u00e0 della risurrezione di Ges\u00f9 e annuncia il futuro del risorto\u00bb (da Teologia della Speranza). S\u00ec, la liturgia di oggi ci parla del futuro a partire dalla storia di Ges\u00f9 e dal suo futuro, anzi lo fa a partire dalla storia di Israele, da Davide.<br \/>\nIl brano del Vangelo sorprendentemente parla della crocifissione di Ges\u00f9 e della sua morte in croce. Forse questo brano \u00e8 stato scelto perch\u00e9 in esso si parla di \u201cregalit\u00e0\u201d, che anche il brano del Secondo Libro di Samuele (I lettura) mette in evidenza narrando l\u2019unzione di Davide come Re di Israele. Tuttavia in s\u00e9 \u00e8 particolarmente adatto ad esprimere ci\u00f2 che abbiamo detto perch\u00e9 troviamo qui il \u201cconfronto\u201d \u2013 Moltmann direbbe la contraddizione \u2013 della risurrezione con la morte. Nel momento in cui Ges\u00f9 \u00e8 crocifisso e fa esperienza dell\u2019ingiustizia e della morte, avviene un annuncio di speranza che contraddice la morte e ne rivela l\u2019impotenza nei confronti della vita.<br \/>\nQuesto confronto tra vita e morte \u2013 un confronto che \u00e8 contraddizione della vita nei confronti della morte \u2013 nel nostro brano emerge soprattutto nel dialogo tra Ges\u00f9 e uno dei malfattori crocifissi con lui crocifissi con lui. Questo malfattore \u00e8 il primo uomo \u2013 eccettuati Enoc ed Elia nel Primo Testamento \u2013 a mettere piede nell\u2019eternit\u00e0 del Regno. Certamente \u00e8 il primo a godere del rinnovamento di ogni cosa che il Padre ha operato attraverso il Figlio, che ha donato la sua vita per l\u2019umanit\u00e0. Egli \u00e8 il primo attratto da Cristo innalzato da terra, esaltato alla destra del Padre.<br \/>\nQuest\u2019uomo\/malfattore \u00e8 il simbolo, il rappresentante dell\u2019umanit\u00e0 peccatrice che Ges\u00f9, come pastore buono, \u00e8 venuto a cercare e a salvare; \u00e8 il rappresentante di ogni malfattore \u2013 di me, di noi \u2013 che sa che la sua vita non \u00e8 ancorata al peso della propria povert\u00e0. Quest\u2019uomo \u00e8 tutta l\u2019umanit\u00e0, gli uomini e le donne di ogni tempo, che aspirano al rinnovamento, alla novit\u00e0, che anelano, incatenati al male che li circonda, al bene che vogliono ma che non sanno realizzare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<em>\u201cOggi\u201d sarai con me<\/em><br \/>\nA quest\u2019uomo Ges\u00f9, dalla croce, si rivolge dicendo: \u00abOggi sarai con me in paradiso!\u00bb. Questo \u201coggi\u201d nel Vangelo di Luca \u00e8 particolarmente importante e significativo. Nel Vangelo di Luca infatti abbiamo cinque grandi \u201coggi\u201d: 2,11; 4,21; 5,26; 19, (5) 9; 23,43. Questa serie di \u201coggi\u201d che scandiscono il racconto di Luca sono particolarmente significativi per il pensiero dell\u2019evangelista che vede nel tempo di Ges\u00f9 il \u201ccentro del tempo\u201d. Ognuna di queste affermazioni riguarda il compiersi della salvezza: la nascita di Ges\u00f9, l\u2019inaugurazione della sua missione nella sinagoga di Nazareth, l\u2019espressione di stupore dei suoi contemporanei di fronte alle sue opere, l\u2019incontro con i pubblicano Zaccheo e infine le parole rivolte al malfattore crocifisso con lui. Tutte queste ricorrenze costituiscono la proclamazione che c\u2019\u00e8 un \u201coggi\u201d, che \u00e8 quello di Ges\u00f9, nel quale la salvezza di Dio si manifesta per gli uomini e le donne e raggiunge il suo compimento.<br \/>\nIl malfattore crocifisso con Ges\u00f9 sente rivolgere a s\u00e9 questo \u201coggi\u201d. Ma quell\u2019uomo come abbiamo detto \u00e8 il rappresentante di ogni uomo e di ogni donna che in ogni tempo pu\u00f2 essere raggiunto dall\u2019oggi della salvezza che in pienezza si \u00e8 realizzata nella pasqua di Ges\u00f9.<br \/>\nIl compimento della storia, come ci dice il Libro dell\u2019Apocalisse, consiste nel progressivo allargamento ad ogni mancanza di bene della Pasqua-risurrezione di Cristo. C\u2019\u00e8 un compimento del futuro che si \u00e8 gi\u00e0 realizzato e che ha contraddetto radicalmente il male, facendo passare la speranza da utopia a realt\u00e0. Sempre J. Moltmann afferma che \u00abil fatto che ogni affermazione sul futuro sia fondata sulla persona e la storia di Ges\u00f9 Cristo costituisce la pietra di paragone per distinguere gli spiriti dell&#8217;escatologia da quelli dell&#8217;utopia\u00bb.<br \/>\nLa festa che oggi celebriamo ci dice che questo \u201coggi\u201d pu\u00f2 essere pronunciato anche per noi ora e che gi\u00e0 nel presente possiamo vivere qualcosa del futuro e partecipare all\u2019\u201coggi\u201d della risurrezione di Ges\u00f9 che sta progressivamente, anche se in una logica che non spesso non sappiamo riconoscere, trasfigurando la storia in cammino verso quei cieli nuovi e quella terra nuova nella quale l\u2019umanit\u00e0 vivr\u00e0 sotto la stessa tenda di Dio. Allora ogni lacrima sar\u00e0 asciugata dai volti e luce sar\u00e0 l\u2019Agnello.<\/p>\n<p style=\"text-align: right\">Matteo Ferrari, monaco di Camaldoli<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>XXXIV domenica del Tempo ordinario C &#8211; Cristo Signore dell\u2019universo LETTURE: 2 Sam 5, 1-3; Col 1, 12-20; Lc 23, 35-43 Introduzione Il clima di questi giorni, la luce tenue dell\u2019autunno, la natura che si&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":17,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[467],"tags":[473,224,469],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14506"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/17"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=14506"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14506\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":14508,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14506\/revisions\/14508"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=14506"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=14506"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=14506"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}