{"id":14490,"date":"2019-11-16T19:22:35","date_gmt":"2019-11-16T18:22:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=14490"},"modified":"2019-11-16T19:25:46","modified_gmt":"2019-11-16T18:25:46","slug":"de-mulieribus-ordinandis-percorsi-nelle-fonti-teologiche-medievali-3-una-fonte-rabbinica-della-teologia-cristiana-circa-la-donna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/de-mulieribus-ordinandis-percorsi-nelle-fonti-teologiche-medievali-3-una-fonte-rabbinica-della-teologia-cristiana-circa-la-donna\/","title":{"rendered":"De mulieribus ordinandis: percorsi nelle fonti teologiche medievali (\/3). Una fonte rabbinica della teologia cristiana circa la donna?"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/ministerodonne1.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-11394\" alt=\"ministerodonne\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/ministerodonne1-300x177.jpg\" width=\"300\" height=\"177\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/ministerodonne1-300x177.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/ministerodonne1.jpg 440w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Come abbiamo visto nel <a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/de-mulieribus-ordinandis-percorsi-nelle-fonti-teologiche-medievali-2-la-donna-sociaimmagine-di-dio-e-una-nuova-episteme\/\">post precedente<\/a>, le fonti medievali che stanno all\u2019origine della \u201cfase scolastica\u201d della teologia cristiana &#8211; ossia Ugo di S. Vittore e Pietro Lombardo \u2013 citano all\u2019inizio della discussione intorno alla \u201ccreazione della donna\u201d una esegesi di Gn 2,22, in cui alla parola biblica di \u201cfianco\/costola\u201d si avvicinano, per analogia, i termini \u201ccapo\u201d e \u201cpiedi\u201d, quasi ad escludere gli estremi e al fine di conseguire un senso di pienezza e di equilibrio nella creazione della donna dalla costola di Adamo. Una simile lettura sapienziale, presente in queste fonti originarie del sapere scolastico, viene utilizzata per escludere sia un primato del femminile sul maschile, sia una riduzione servile della donna rispetto all\u2019uomo. Si propone invece una lettura della \u201ccreazione dalla costola\u201d come affermazione di una \u201csocietas\u201d, di una \u201ccomunione d\u2019amore\u201d, di una \u201calleanza\u201d tra uomo e donna, inscritta nell\u2019atto stesso della creazione. Questi testi, scritti entrambi a distanza di pochi anni \u2013 da Hugo presumibilmente tra il 1136 e il 1141, mentre da Petrus tra il 1150 e il 1152 \u2013 costituiscono un piccolo rompicapo per la critica, perch\u00e9 appaiono \u201csenza padre n\u00e9 madre\u201d, quasi come Melchisedek: non sembrano avere precedenti nella cultura teologica latina. N\u00e9 sembra esservene traccia neppure nella cultura greca.<br \/>\nPare invece che vi sia, nella tradizione ebraica, una linea di lettura del racconto della Genesi che potrebbe avere fornito la base per la elaborazione della prima scolastica. Tale lettura appare nei commenti rabbinici alla Genesi, risalenti ad un periodo collocabile tra il IV e VI secolo d. C. Tuttavia, a loro volta, i testi di questa tradizione \u2013 chiamata del Bereshit Rabbah &#8211; elaborano il testo ebraico secondo una linea di interpretazione diversa da qualle poi assunta dalla riflessione cristiana, circa mezzo millennio dopo. Proviamo a leggere un passo significativo e sorprendente di questa tradizione, per il cui reperimento ringrazio la dott. Claudia Milani, che me lo ha gentilmente segnalato.<\/p>\n<p><em>Il Bereshit Rabbah (XVIII, 3)<\/em><\/p>\n<p>Ecco il testo, risalente tra il IV e il VI secolo d. C., in cui si presenta una versione antecedente \u2013 con analogie, ma anche con grandi differenze rispetto a quella di Hugo di S. Vittore e di Pietro Lombardo:<\/p>\n<p><em>\u201cR. Jehoshua di Siknin in nome di R. Levi disse: E \u201cform\u00f2\u201d \u00e8 scritto \u201cmedit\u00f2\u201d perch\u00e9 pensava di doverla creare 4 . Disse: \u201cNon la cre\u00f2 dalla testa perch\u00e9 non si insuperbisse; non dall&#8217;occhio\u00a0perch\u00e9 non fosse ansiosa di vedere; non dall\u2019orecchio perch\u00e9 non fosse curiosa di sentire; non dalla bocca perch\u00e9 non fosse chiacchierona; non dal cuore perch\u00e9 non fosse gelosa; non dalla\u00a0<\/em><em>mano perch\u00e9 non toccasse quanto fosse a portata della sua mano; n\u00e9 dal piede perch\u00e9 non fosse girellona: ma dal posto che nell&#8217;uomo \u00e8 nascosto, e quando l&#8217;uomo \u00e8 nudo quel luogo\u00a0\u00e8 ancora coperto. Per ogni membro che le foggiava, le diceva: Sii una donna modesta, una donna modesta, tuttavia: Avete trascurato tutti i miei consigli e la mia riprensione non avete gradita\u00a0<\/em><em>(Prov. 1, 25). Non l\u2019ho creata dalla testa, ma essa si \u00e8 insuperbita, come \u00e8 detto: E camminano con il collo teso (Is. 3, 16). N\u00e9 dall&#8217;occhio, ma essa \u00e8 ansiosa di vedere, come \u00e8 detto: Sono ansiose di vedere (Is. 3, 16) 5 . N\u00e9 dall&#8217;orecchio, ma essa \u00e8 ansiosa di sentire, come \u00e8 detto: E Sara ascoltava all&#8217;ingresso della tenda (Gen. 18, io). N\u00e9 dalla bocca, ma essa \u00e8 chiacchierona, come \u00e8 detto: E parl\u00f2 Mirjam &#8230; contro Mose , ecc. (Num. 12, 1). N\u00e9 dal cuore, ma essa \u00e8 invidiosa, come \u00e8 detto: E Rachele ebbe invidia di sua sorella (Gen. 30, 1). N\u00e9 dalla mano, ma essa tocca tutto: E rub\u00f2 Rachele gli idoli di suo padre (Gen. 31, 19). N\u00e9 dal piede, ma essa \u00e8 girellona: E usc\u00ec Din\u00e0h, ecc. (Gen. 34, 1)\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Questa forma di esegesi, come \u00e8 evidente, gioca a mettere in correlazione non tre organi come origine della donna e disposti in forma esemplare, dall\u2019alto al basso, secondo la logica del racconto di Hugo, ma elabora una sequenza che coinvolge i diversi \u201csensi\u201d e le diverse \u201cfacolt\u00e0\u201d: essa enumera, infatti, ben 7 possibili alternative alla \u201ccostola\u201d: ossia la testa, l\u2019occhio, l\u2019orecchio, la bocca, il cuore, la mano, il piede. Ognuno di questi \u201corgani\u201d viene scartato dal disegno di Dio, per evitare squilibri e spiacevoli eccessi, ma viene recuperato in modo \u201csubdolo\u201d dalla esperienza della donna. In questa esegesi, quindi, la creazione della donna appare quasi come uno scacco per Dio, che viene contraddetto nelle sue stesse intenzioni originarie. In un certo senso, si proietta sulla creazione il cono d\u2019ombra della caduta e del peccato, che viene cos\u00ec a segnare pesantemente l\u2019intera sfera della esperienza femminile. Ci\u00f2 che negli autori medievali \u00e8 stato riletto e orientato ad un riscatto della esperienza femminile, qui viene utilizzato, invece, come una conferma, e addirittura una accentuazione, della \u201cinettitudine\u201d e della \u201cinaffidabilit\u00e0\u201d della donna. Da notare \u00e8 la costruzione simmetrica e ripetitiva del testo, secondo una tecnica tipica del midrash.<\/p>\n<p><em>Una singolare ibridazione di testi<\/em><\/p>\n<p>Se alla costola non si sono affiancate \u201cdue\u201d, ma \u201csette\u201d possibili alternative (ossia testa, occhio, orecchio, bocca, cuore, mano, piede), ci\u00f2 \u00e8 accaduto, come abbiamo visto, per una lettura non \u201cdi equilibrio\u201d tra eccessi, ma di \u201cincremento\u201d di eccessi. Quasi a sottolineare la \u201cnatura manchevole\u201d della donna. E interessante che questo elenco di parti del corpo sembra corrispondere, quasi esattamente, agli organi delle 7 unzioni previste dal rituale della \u201cestrema unzione\u201d del Rituale Romanum del 1614. Le differenze sono costituite dalla \u201ctesta\u201d, assente nel secondo elenco, che invece presenta le narici, assenti nel primo; e dalla sostituzione del \u201ccuore\u201d con le \u201creni\u201d.<\/p>\n<p>Ecco il testo tratto dal rituale del 1614:<\/p>\n<p><em>\u201cQuinque vero corporis partes praecipue ungi debent, quasi veluti sensuum instrumenta homini natura tribuit, nempe oculi, aures, nares, os et manus: attamen pedes etiam et renes ungendi sunt\u201d.<\/em><\/p>\n<p>La tradizione tridentina recepisce la teologia medievale, che interpretava la unzione \u201ca rimedio del peccato\u201d e cos\u00ec la formula con cui ogni organo viene unto ricorda che ci\u00f2 avviene \u201cquidquid per visum, per odoratum, per tactum&#8230; deliquisti\u201d, ossia in rapporto alle \u201cmancanze\u201d avvenute attraverso quel particolare organo.\u00a0\u00a0<span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\">Gli organi sono unti in quanto \u201cfonti di mancanze\u201d, mentre nel racconto della creazione della donna gli organi sono quasi \u201cargomenti naturali\u201d per sottolineare le \u201cmancanze\u201d della creatura femminile. Almeno sulla base di questo testo, la fonte ebraica sembra aver dato ai primi scolastici solo la forma di un paragone, ma non il suo contenuto. <\/span><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\">Tuttavia \u00e8<\/span><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"> presto per trarre conclusioni affrettate: si tratta di una ricerca che merita di essere proseguita.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Come abbiamo visto nel post precedente, le fonti medievali che stanno all\u2019origine della \u201cfase scolastica\u201d della teologia cristiana &#8211; ossia Ugo di S. Vittore e Pietro Lombardo \u2013 citano all\u2019inizio della discussione intorno alla&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14490"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=14490"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14490\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":14493,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14490\/revisions\/14493"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=14490"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=14490"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=14490"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}