{"id":14455,"date":"2019-11-08T16:42:33","date_gmt":"2019-11-08T15:42:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=14455"},"modified":"2019-11-08T16:58:55","modified_gmt":"2019-11-08T15:58:55","slug":"gregorio-lutz-e-la-riforma-liturgica-in-brasile-una-prefazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/gregorio-lutz-e-la-riforma-liturgica-in-brasile-una-prefazione\/","title":{"rendered":"Gregorio Lutz e la Riforma Liturgica in Brasile: una prefazione"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/GregorioLutz.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-14456\" alt=\"GregorioLutz\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/GregorioLutz-212x300.jpg\" width=\"212\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/GregorioLutz-212x300.jpg 212w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/GregorioLutz.jpg 700w\" sizes=\"(max-width: 212px) 100vw, 212px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>E&#8217; appena uscito, per le Edizioni Loyola di San Paolo del Brasile, un volume in onore del P. Gregorio Lutz, CSSp, (1931-2019), importante teologo del postconcilio in Brasile. Nel volume sono raccolti non solo una serie di preziose testimonianze su di lui, ma scritti importanti dello stesso Lutz, che coprono circa 40 anni di attivit\u00e0.\u00a0 Mi \u00e8 stato chiesto di scrivere la prefazione per questo volume. La riporto qui nell&#8217;originale italiano.\u00a0<\/em><\/p>\n<p><strong>Un pioniere della Riforma liturgica: P. Gregorio Lutz<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per un uomo che ha studiato ed \u00e8 stato ordinato prima del Concilio Vaticano II, nel 1960, la scoperta della liturgia, durante gli anni 60, \u00e8 stato l\u2019aprirsi di un mondo nuovo1. Potremmo quasi pensare che la lettura di questo testo ci riporti al cammino fatto dalla Chiesa dal 1960 ad oggi. Ed \u00e8 bello rievocare per sommi capi questi sviluppi, in compagnia del cammino di P. Gregorio, che continua fino ad oggi. Di qualche interesse \u00e8 che mentre P. Gregorio diventava prete, nel 1960, all\u2019et\u00e0 di 29 anni, io non ci fossi ancora, essendo nato l\u2019anno successivo. Cos\u00ec possiamo considerare questa mia prefazione un atto di onore ad uno dei liturgisti della \u201cgenerazione precedente\u201d, di 30 anni prima di me. Vorrei pertanto premettere ad una rapida analisi del testo, una serie di considerazioni su questa \u201cdifferenza di generazione\u201d.<\/p>\n<p>1. Generazioni a confronto<\/p>\n<p>Leggendo i testi di questo volume, che coprono uno spazio di circa 40 anni tento di dire una parola per ricollocarli nel loro contesto originario e cos\u00ec introdurli pi\u00f9 adeguatamente nel tempo di oggi.<\/p>\n<p>1.1. Gli ultimi anni e la crisi del Concilio<\/p>\n<p>Negli ultimi 40 anni, nella Chiesa e nella liturgia, \u00e8 successo molto, moltissimo. Tre papi: la fase finale, soffertissima, del pontificato di Giovanni Paolo II; il tentativo di restaurazione ecclesiale e liturgica di Benedetto XVI; i primi anni del pontificato profetico e riformatore di Francesco. In liturgia abbiamo vissuto prima l\u2019entusiasmo, poi il disorientamento, poi il progetto di orientamento ad oriente (o all\u2019indietro); infine abbiamo recuperato la direzione e il passo conciliare, il dialogo col mondo, la relazione tra rito e vita, il valore dell\u2019ecumenismo, il buon senso, il realismo, la parresia ed anche un sano sense of humour.<br \/>\nMa prima non sapevamo tutto questo: guardavamo al passato e intuivamo solo \u201cper speculum\u201d ci\u00f2 che doveva aspettarci. Cos\u00ec ne \u00e8 scaturita, allora, una ricostruzione della storia della salvezza e del suo rapporto con la riforma liturgica, che \u00e8 stata accuratamente presentata in tutti i suoi aspetti.<\/p>\n<p>1.2. Due generazioni \u201cconciliari\u201d<\/p>\n<p>In fondo, riletti oggi, questi testi sono la prova di un \u201cbisogno di rilettura e di riappropriazione del Concilio Vaticano II\u201d che era gi\u00e0 vivissima 40 anni fa. E che ha dovuto patire tutte le inerzie, le sordit\u00e0, le tiepidezze e le ingiustizie che abbiamo dovuto vedere fino alla fine del pontificato di Benedetto XVI. Prima di Francesco, solo pochi mesi prima di lui, gi\u00e0 con il primo anniversario conciliare, l\u201911 ottobre del 2012, l\u2019aria era cambiata. Nonostante il tentativo di imporre una lettura del Concilio mediata e quasi anestetizzata, attraverso il parallelismo non ingenuo dell\u2019anno della fede, dal Catechismo della Chiesa Cattolica, \u00e8 stato l\u2019anniversario del Concilio Vaticano II a prevalere e a segnare le menti, le bocche e i cuori. Le menti ricominciavano a ragionare in modo sinodale, le bocche pronunciavano di nuovo parole a lungo censurate, i cuori comprendevano, finalmente, la irreversibilit\u00e0 dei fenomeni e la opportunit\u00e0 di scelte nuove. Da quando l\u2019anniversario conciliare si \u00e8 messo in modo, \u00e8 diventato irrefrenabile e ha travolto ogni resistenza.<\/p>\n<p>1.3. E\u2019 sogno o realt\u00e0?<\/p>\n<p>Questo libro, dunque, attesta le premesse di ci\u00f2 che, oggi, finalmente, pu\u00f2 diventare realt\u00e0 pastorale e disegno culturale. Con contributi diversi \u2013 brevi interventi di chiarificazione o grandi testi organici \u2013 il suo autore tenta di restituire al lettore, in tutta la freschezza possibile, le intuizioni migliori che, quasi 60 anni fa, hanno ridestato l\u2019interesse per la liturgia nel corpo ecclesiale e che sembravano morte e sepolte, quasi oggetto di una \u201cdamnatio memoriae\u201d.<br \/>\nQuesta \u201camnesia ecclesiale\u201d sulle condizioni che hanno permesso una esperienza e una prassi liturgica rinnovata richiedono una accurata ricerca. Da un lato la liturgia sembra il luogo \u201ciniziale\u201d di una Riforma della Chiesa che deve essere \u201cben altro\u201d. Ci\u00f2 ha reso, non raramente, la riforma liturgica \u201cdistratta\u201d da altri livelli di preoccupazione e di priorit\u00e0 ecclesiale. D\u2019altro canto, proprio la liturgia, che ha inaugurato la riforma conciliare, rimane anche il livello pi\u00f9 profondo della conversione pastorale richiesta dal Concilio Vaticano II. E di questo P. Gregorio d\u00e0 una testimonianza non solo profonda, ma a 360 gradi.<\/p>\n<p>1.4. Presentimento e memoria<\/p>\n<p>Dopo il Concilio, con tutta l\u2019acqua che \u00e8 passata sotto i ponti ecclesiali e culturali, mettendo di nuovo queste pagine sotto gli occhi e rileggendole tutte con cura, vi si trovano i presentimenti di quello che doveva ancora essere, mediati dalla memoria di ci\u00f2 che era gi\u00e0 stato e non doveva essere negato, rimosso e perduto.<br \/>\nLa pubblicazione di questo testo pu\u00f2 assumere cos\u00ec il senso di una \u201cconsegna\u201d. La generazione che \u201cha recepito la riforma\u201d &#8211; la generazione di coloro che hanno vissuto \u201cin diretta\u201d l\u2019evento conciliare e lo hanno visto \u201cimpattare\u201d sulla realt\u00e0 europea e sud-americana, come P. Gregorio &#8211; consegna un patrimonio di sapere e di esperienza, che non pu\u00f2 essere in alcun modo aggirato, sottovalutato o addirittura, come talvolta accade, denigrato.<br \/>\nCi\u00f2 non significa che quanto troviamo qui attestato non esiga riflessione, critica, ripensamento. Il rispetto che dobbiamo al lavoro \u201cdi una vita\u201d include anche la responsabilit\u00e0 di dire \u201cle stesse cose con altre parole\u201d. Ma con queste parole dovremo sempre fare i conti.<\/p>\n<p>2. La \u201cmateria\u201d del volume: liturgia generale e liturgia speciale<\/p>\n<p>Se guardiamo all\u2019indice del volume, scorgiamo subito la ampiezza e la articolazione del pensiero di P. Gregorio. Nei primi capitoli del testo \u00e8 evidente la impostazione \u201cstorico-salvifica\u201d di presentazione della liturgia, che elabora con cura il tema del mistero pasquale, del sacerdozio di Cristo e della chiesa come \u201ccomunit\u00e0 sacerdotale\u201d. A ci\u00f2 P. Gregorio aggiunge, tuttavia, una bella sensibilit\u00e0 per la dimensione \u201csimbolico-rituale\u201d della liturgia, con la peculiarit\u00e0 della sua mediazione. A questo interesse si associa, in modo classico, una grande sensibilit\u00e0 per il ruolo che lo Spirito Santo esercita nell\u2019atto di culto rituale, con implicazioni molto chiare sul piano della spiritualit\u00e0 e della catechesi.<br \/>\nIl collegamento con la prassi ecclesiale brasiliana ha acceso in P. Gregorio una attenzione specifica per la corporeit\u00e0, per il culto mariano e anche per le forme di \u201creligiosit\u00e0 popolare\u201d con cui la tradizione liturgica deve entrare in contatto, se vuole mantenere un legame con la vita dei soggetti. Cos\u00ec la integrazione della cultura popolare, la valorizzazione del rosario devono diventare oggetti di riflessione seria, da parte di una \u201criforma liturgica\u201d che venga pensata in rapporto ad una \u201cradice locale\u201d, che per il Brasile assume una dimensione \u201ccontinentale\u201d.<br \/>\nQui mi pare che trapeli, in P. Gregorio, la esigenza di coniugare, in forma convincente, la \u201cmolteplicit\u00e0 delle forme culturali\u201d con la \u201cunit\u00e0 della fede\u201d. Per questo egli dedica anche una attenzione al percorso con cui il Congo era pervenuto alla approvazione di un \u201cmessale romano\u201d adattato e inculturato per le Diocesi del Congo. Anche in quel caso, infatti, la realt\u00e0 del Congo non \u00e8 una realt\u00e0 unitaria, ma differenziata, con profonde differenze tra diocesi diverse, all\u2019interno dello stesso stato, che pu\u00f2 essere considerato un \u201cpiccolo continente\u201d all\u2019interno del continente africano.<br \/>\nLa riflessione sul cammino della riforma copre riflessioni che iniziano negli anni 80 e si chiudono solo pochi anni fa. Il travaglio della recezione, dell\u2019adattamento e della salvaguardia dell\u2019unit\u00e0 attraversano le pagine di P. Gregorio, con grande lucidit\u00e0.<\/p>\n<p>3. Una riflessione sui sacramenti e sui sacramentali<\/p>\n<p>Accanto alla riflessione sull\u2019intero campo della tradizione liturgica, riformato in seguito alle indicazioni del Concili Vaticano II, la raccolta di testi prevede anche una parte assai significativa dedicata ai sacramenti. Tutti i sacramenti vengono considerati, non solo nella loro identit\u00e0 pi\u00f9 tipica, ma anche nelle dinamiche iniziatiche che determinano. I testi dedicati alla \u201cprima comunione\u201d e al \u201cmatrimonio\u201d attestano bene la comprensione del sacramento attraverso una nuova attenzione alle \u201cpratiche\u201d che accompagnano il significato teologico in modo originario. Qui mi pare di poter riconoscere uno dei dati fondamentali con cui P. Gregorio si inserisce nella grande catena di coloro che hanno permesso la \u201crecezione\u201d di SC e della riforma liturgica. La liturgia, infatti, proprio con l\u2019acquisire il ruolo di \u201cculmen\u201d et \u201cfons\u201d di tutta la azione della Chiesa, contribuisce in modo decisivo non soltanto alla disciplina della Chiesa, ma alla sua dottrina. Il \u201csapere\u201d ecclesiale sul battesimo, sulla eucaristia, sulla penitenza e sull\u2019ordine sacro viene profondamente ricompreso. Perci\u00f2 in P. Gregorio resta molto chiaro che la recezione della Riforma liturgica \u00e8 un passaggio decisivo per la vitalit\u00e0 della Chiesa del futuro.<br \/>\nIn tal senso si muove anche la attenzione per le \u201cforme nuove\u201d di vita sacramentale, per le quali \u00e8 necessario un lucido apporto della teologia: l\u2019esame, all\u2019interno dei \u201csacramentali\u201d, delle liturgie della parola \u201cin assenza di presbitero\u201d, o la discussione sul ruolo stesso della Parola dal punto di vista teologico, o anche le aperture ad una \u201ccomunione eucaristica\u201d che faccia fronte alle \u201cdivisioni ecclesiali\u201d costituiscono chiari segni di una sensibilit\u00e0 aperta, dialogica, serena.<br \/>\nIl campo vasto degli interessi di P. Gregorio, comprensivi di tutte le attenzioni per il tempo liturgico, la preghiera nel tempo (anno liturgico e liturgia delle ore) insieme con la cura della \u201cars celebrandi\u201d come nuova frontiera della Riforma Liturgica, attesta bene il lavoro compiuto a 360 gradi, a diversi livelli, e senza mai perdere il legame fondamentale con l\u2019azione pastorale, in periferia, negli \u201cospedali da campo\u201d e nei \u201ccampi profughi\u201d.<\/p>\n<p>4. Il lavoro teologico e le tre \u201ci\u201d di Papa Francesco.<\/p>\n<p>Vorrei concludere ponendo a me, e ai lettori, una domanda molto semplice: che cosa pu\u00f2 fare, in questo ambito liturgico, la teologia di oggi? La domanda, ovviamente, ha a che fare con il \u201cdepositum\u201d non solo della fede, ma anche del lavoro teologico delle generazioni dopo il Concilio, alle quali appartiene in toto la vicenda teologica e liturgica di P. Gregorio.<br \/>\nE\u2019 evidente che, nella prospettiva inaugurata da papa Francesco, che riprende il magistero dei \u201csegni dei tempi\u201d, cos\u00ec tipico del Concilio Vaticano II, un pensiero teologico vivo e acuto, capace di riflessione e di preghiera, \u00e8 uno degli strumenti essenziali per \u201caprire\u201d la Chiesa. Papa Francesco ha proposto in molte occasioni questo racconto bello e toccante. Il racconto di una teologia che non sta \u201cal balcone\u201d o \u201calla scrivania\u201d, ma \u201cin strada\u201d. E lo ha espresso, forse nel modo pi\u00f9 intenso, nel famoso discorso al Collegio degli scrittori della Civilt\u00e0 cattolica (del 9 febbraio del 2017). Esso di presenta come una \u201cteologia\u201d delle tre \u201ci\u201d: una teologia della\u00a0inquietudine, una teologia della\u00a0incompletezza e una teologia della\u00a0immaginazione. Sono le tre \u201ci\u201d che all\u2019inizio del romanzo \u201cTempi difficili\u201d di Ch. Dickens vengono messe sul banco degli imputati dalla nuova cultura \u201cgenerale e astratta\u201d. In un certo senso possiamo dire che gli ideali del \u201csistema istituzionale\u201d guardano con preoccupazione ad ogni manifestazione di inquietudine, di incompletezza e di immaginazione. Il \u201csistema ecclesiale\u201d esige totale completezza, tranquilla autosufficienza, rigoroso principio di realt\u00e0. E rischia, il sistema, di pretendere questo anche da quei \u201cfunzionari\u201d che si chiamano teologi. Che dovrebbero soltanto giustificare lo\u00a0status quo, non introdurre elementi di inquietudine e di turbamento e semplicemente ripetere ci\u00f2 che il codice e il magistero ha storicamente affermato: come se la storia fosse finita e la Chiesa potesse essere solo \u201cretro oculata\u201d.<br \/>\nA me pare che dai testi di P. Gregorio emerga una Chiesa non solo \u201cretro\u201d, ma anche \u201cante\u201d oculata. Che guarda avanti. E che per questo sa che la tradizione giova solo se \u00e8 sana. Sana tradizione e legittimo progresso sono state le chiavi di interpretazione con cui P. Gregorio ha offerto il proprio servizio ecclesiale e culturale, per 50 anni e pi\u00f9. Questo volume attesta la bont\u00e0 del percorso e la utilit\u00e0 che la memoria di esso non vada perduta. Ne va della qualit\u00e0 dell\u2019atto di fede di cui saranno capaci i nostri figli e i nostri nipoti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; E&#8217; appena uscito, per le Edizioni Loyola di San Paolo del Brasile, un volume in onore del P. Gregorio Lutz, CSSp, (1931-2019), importante teologo del postconcilio in Brasile. 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