{"id":14260,"date":"2019-10-11T12:00:41","date_gmt":"2019-10-11T10:00:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=14260"},"modified":"2019-10-06T09:11:22","modified_gmt":"2019-10-06T07:11:22","slug":"era-un-samaritano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/era-un-samaritano\/","title":{"rendered":"Era un samaritano"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">XXVIII domenica del Tempo ordinario C<br \/>\nLETTURE: 2 Re 5, 14-17; 2 Tm 2, 8-13; Lc 17, 11-19<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Introduzione<\/strong><br \/>\nUn ritornello apre il testo del vangelo di questa domenica: \u00ablungo il cammino verso Gerusalemme\u00bb. S\u00ec, un ritornello, perch\u00e9 Luca segna tutta la seconda parte del suo Vangelo con insistenti riferimenti al fatto che ci si trovi nel viaggio verso Gerusalemme iniziato in Lc 9,51. Tutto accade lungo questo cammino \u201cmetafora\u201d di tutta la vita di Ges\u00f9 e di quelli dei suoi discepoli di ogni tempo, anch\u2019essi sempre in cammino dietro di lui verso Gerusalemme. Siamo tutti sempre in questo cammino. In cammino verso una Gerusalemme che \u00e8 quella della terra dove si gioca la nostra testimonianza che si modella su quella del Maestro nel dono della vita; in cammino verso una Gerusalemme che \u00e8 quella del cielo, una citt\u00e0 che noi non meritiamo e che non costruiamo con le nostre forze, ma che ci \u00e8 donata e scende dal cielo, da Dio, adorna come una sposa pronta per lo sposo.<br \/>\nSu questo cammino, che \u00e8 quello di Ges\u00f9 e il nostro, si colloca anche l\u2019episodio del Vangelo di questa domenica. Il brano del Secondo Libro dei Re (I lettura) ci introduce alla comprensione del brano evangelico con la narrazione della guarigione dalla lebbra si Naaman il Siro da parte del profeta Eliseo. Dall\u2019incontro con Eliseo nasce la certezza che \u00abnon c\u2019\u00e8 Dio su tutta la terra se non in Israele\u00bb, cos\u00ec attraverso l\u2019incontro con Ges\u00f9 si scopre il volto di Dio e la sua presenza nella nostra vita. L\u2019apostolo nella Seconda Lettera a Timoteo (II lettura) esorta a \u201cricordarsi di Ges\u00f9 Cristo\u201d. Nella unione con Cristo e nella fedelt\u00e0 alla Parola sempre nella vita dei credenti si manifesta quella purificazione che nel vangelo hanno sperimentato i dieci lebbrosi incontrando Ges\u00f9.<br \/>\n<strong><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Riflessione<\/strong><br \/>\n<em>La situazione<\/em><br \/>\nLa situazione che viene descritta nel brano evangelico \u00e8 la seguente. I personaggi sono Ges\u00f9 e dieci lebbrosi. Tutto avviene probabilmente ai margini del villaggio. Infatti da una parte si dice che Ges\u00f9 stava entrando nel villaggio, dall\u2019altra i lebbrosi non potevano entrare nei villaggi. Ci sono dieci lebbrosi, cio\u00e8 dieci uomini colpiti da una malattia che per la Bibbia e la cultura antica equivaleva alla morte. I lebbrosi erano come \u201cmorti viventi\u201d. Essi vanno da Ges\u00f9 e gridano a lui, chiamandolo maestro, per ottenere misericordia. A questo punto Ges\u00f9 ordina loro ci\u00f2 che la legge comandava di fare ai lebbrosi, cio\u00e8 di recarsi dai sacerdoti perch\u00e9 verificassero lo stato della loro malattia ed eventualmente venissero reintegrati nella comunit\u00e0 sociale e cultuale. I dieci lebbrosi vanno ma lungo il cammino si accorgono che la lebbra \u00e8 scomparsa. Uno dei dieci ritorna da Ges\u00f9 per ringraziarlo, gettandosi ai suoi piedi. Il testo afferma che quest\u2019uomo, che solo era ritornato per ringraziare era un samaritano. Ricaviamo alcuni spunti da questo testo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Andate a presentarvi ai sacerdoti<\/em><br \/>\nAbbiamo detto che ci si trova nel contesto del grande viaggio di Ges\u00f9 verso Gerusalemme. Durante questo viaggio Ges\u00f9 incontra anche questi dieci lebbrosi. Dieci uomini segnati da una malattia che li escludeva da ogni rapporto sociale e da ogni pratica religiosa. Nel suo viaggio verso Gerusalemme Ges\u00f9 incontra l\u2019umanit\u00e0 intera, anche quella umanit\u00e0 segnata in modo indelebile dalla morte, dalla malattia, dalla esclusione, ma lungo questo viaggio ci\u00f2 che \u00e8 indelebile per l\u2019uomo viene sanato \u2013 scompare \u2013 quando si ascolta la parola di Ges\u00f9 che chiede semplicemente di osservare la Torah, la Parola di Dio.<br \/>\nInfatti Ges\u00f9 non chiede ai dieci lebbrosi di fare cose nuove, o strepitose. Egli ordina loro di fare semplicemente ci\u00f2 che tutti i lebbrosi in Israele hanno fatto dalla Legge di Mos\u00e8 in poi. La novit\u00e0 non sta evidentemente nelle pratiche, nelle norme: non si fa nulla di magico. La novit\u00e0 sta nell\u2019incontro con lui su quella strada che lo conduce a Gerusalemme. Ci\u00f2 che \u00e8 indelebile scompare si quando incontra colui che si dona fino in fondo e chiede anche ai suoi discepoli di percorrere quella medesima via. Succede come a Naaman che incontra Eliseo: non gli \u00e8 chiesto nulla di straordinario, ma semplicemente di lavarsi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Era un samaritano<\/em><br \/>\nFino alla guarigione si afferma che il gruppo di persone venute da Ges\u00f9 per chiedere il suo aiuto \u00e8 un gruppo indistinto. Si suppone siano ebrei dal contesto e dal momento che si rivolgono a Ges\u00f9 ed egli li manda ai sacerdoti. Ges\u00f9 incontra sulla sua strada l\u2019umanit\u00e0 ferita e l\u2019umanit\u00e0 ferita \u00e8 priva di distinzioni. Nella malattia, nel dolore, nella morte tutti sono uguali. In ci\u00f2 che separa l\u2019uomo dall\u2019uomo e l\u2019uomo da Dio non c\u2019\u00e8 distinzione di popolo, di religione, di classe sociale. Questa umanit\u00e0, tutta l\u2019umanit\u00e0 Ges\u00f9 incontra nel suo cammino verso Gerusalemme.<br \/>\nMa dopo la guarigione sappiamo che tra quei dieci lebbrosi uno era samaritano, cio\u00e8 un eretico per il Giudaismo del tempo. Proprio quest\u2019uomo eretico ritorna a ringraziare, mentre degli altri non si dice pi\u00f9 nulla. E\u2019 l\u2019universalismo, in questo caso un po\u2019 ironico, di Luca! Proprio colui che \u00e8 escluso non solo per la malattia, ma anche per la sua origine \u00e8 colui che torna a ringraziare. Forse gli altri, appartenenti al popolo di Dio, potevano pensare che la guarigione fosse loro dovuta. Forse ritenevano un diritto per loro, che Dio intervenisse per liberarli dalla malattia. Ma solo chi non aveva nessun diritto, nessun privilegio da far valere sa cogliere la gratuit\u00e0 dell\u2019intervento di Dio in Ges\u00f9; sa gioire e meravigliarsi perch\u00e9 tutto \u00e8 grazia.<br \/>\nL\u2019incontro con Ges\u00f9 fa uscire quell\u2019uomo dall\u2019anonimato e lo ridona al suo popolo, alla sua cultura: gli ridona dignit\u00e0. Incontrare Ges\u00f9 non significa rinnegare la propria cultura e la propria storia, bens\u00ec riceverla nuovamente liberata da tutto ci\u00f2 che ci teneva lontano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Per ringraziarlo<\/em><br \/>\nInfine il testo ci mostra l\u2019atteggiamento \u201cortodosso\u201d di fronte a Dio di questo uomo \u201ceretico\u201d. S\u00ec, egli un eretico assume la voce dei salmi, che nel ringraziamento riconoscono le grandi opere di Dio in favore del suo popolo e di una singola persona. Il ringraziamento che \u00e8 l\u2019atteggiamento pi\u00f9 puro di fronte al dono di Dio. Quando ricevo un dono da qualcuno che \u00e8 sul mio stesso piano, io posso ricambiare, ma quando \u00e8 Dio il donatore non potr\u00f2 mai ricambiare e l\u2019unica cosa che mi resta da fare \u00e8 ringraziare. Il ringraziamento \u00e8 l\u2019atteggiamento di chi sa che il dono ricevuto non aspetta un contraccambio, ma riconosce la persona del donatore come colui che d\u00e0 gratuitamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: right\">Matteo Ferrari, monaco di Camaldoli<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>XXVIII domenica del Tempo ordinario C LETTURE: 2 Re 5, 14-17; 2 Tm 2, 8-13; Lc 17, 11-19 Introduzione Un ritornello apre il testo del vangelo di questa domenica: \u00ablungo il cammino verso Gerusalemme\u00bb. 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