{"id":14250,"date":"2019-10-06T08:49:36","date_gmt":"2019-10-06T06:49:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=14250"},"modified":"2019-10-06T08:51:35","modified_gmt":"2019-10-06T06:51:35","slug":"la-barca-del-cardinale-disimparare-e-reimparare-i-simboli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/la-barca-del-cardinale-disimparare-e-reimparare-i-simboli\/","title":{"rendered":"La barca del cardinale: disimparare e reimparare i simboli"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Czerny.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-14251\" alt=\"Czerny\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Czerny-300x300.jpg\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Czerny-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Czerny-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Czerny.jpg 480w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/migrare.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-14252\" alt=\"migrare\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/migrare-300x203.jpg\" width=\"300\" height=\"203\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/migrare-300x203.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/migrare.jpg 960w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Uno dei punti fermi, su cui \u00e8 possibile riconoscere la vitalit\u00e0 o la staticit\u00e0, la fecondit\u00e0 o la aridit\u00e0 di una tradizione, \u00e8 costituito dal rinnovarsi e dall\u2019arricchirsi dei suoi simboli fondamentali. La croce, l\u2019agnello, la porta, l\u2019acqua, il pane, il vino e tanti altri sono simboli cristiani. Essi sono antichissimi e hanno grande autorit\u00e0. Ma sono simboli per due motivi: perch\u00e9 significano una fede, una trascendenza e perch\u00e9 restano radicati nella cultura, nella immanenza. Cos\u00ec mantengono questa autorit\u00e0 non semplicemente \u201cripetendo se stessi\u201d, ma subendo nuove letture, piegandosi a nuove storie, entrando i nuove vite, rileggendosi in nuovi contesti. Restano simboli se restano aperti a nuove letture e rendono possibili nuove avventure. Restano simboli se sappiamo impararli, disimpararli e reimpararli, come dice bene un testo dell Instrumentum Laboris per il Sinodo sulla Amazzonia (IL 102).<\/p>\n<p>Questo \u00e8 stato il pensiero che mi \u00e8 saltato in testa non appena ho collegato le due immagini che campeggiano sopra questo mio testo: lo stemma del nuovo cardinale e la barca dei migranti. Nello stemma viene ripresa, in forma stilizzata, quella immagine della realt\u00e0 quotidiana. Questo accostamento inatteso mi ha fatto pensare all\u2019immaginario ecclesiale della \u201cbarca\u201d, che \u00e8 antichissimo e pesca nei testi biblici e che i Padri hanno utilizzato almeno con due grandi prototipi: l\u2019arca di No\u00e8 e la barca di Pietro. Una interpretazione penitenziale e una interpretazione ecclesiale hanno accompagnato per secoli l\u2019immaginario e la simbolica della barca, come forma plastica di relazione con Cristo e con la Chiesa.<\/p>\n<p>Ma nello stemma del Cardinale Czerny accade qualcosa di nuovo. Ovviamente tutto quello che \u00e8 stato rimane come sostrato, come linguaggio che supporta la immagine. Ma l\u2019immagine stessa, per quanto stilizzata, non \u00e8 semplicemente una barca, ma una barca con uomini, con profughi, con migranti. Ecco la novit\u00e0: la barca diventa non solo \u201csalvezza dal peccato\u201d, non solo \u201cidentit\u00e0 ecclesiale\u201d, ma \u201cprovocazione alla accoglienza\u201d. Domanda di porto. Domanda di approdo.<\/p>\n<p><b>La barca e il viaggio che cambiano<\/b><\/p>\n<p>Credo che per la prima volta, guardando lo stemma del card. Czerny, mi sono reso conto di quanto \u00e8 cambiato il nostro sguardo sul viaggiare (per mare o per terra o per aria). Tutto ormai \u00e8 programmato. Sai orari, destinazioni, luoghi, tempi, modalit\u00e0. Hai \u201cnavigatori\u201d che ti dicono continuamente la strada, le deviazioni, le alternative, i rallentamenti, i tempi di arrivo. Anche i pellegrinaggi sono ormai con aria condizionata e con arrivo direttamente a destinazione. Nello stemma del cardinale ci sono gli ultimi pellegrini. Quelli che non sanno se arriveranno, dove arriveranno, da chi arriveranno. Hanno per\u00f2 una meta che \u00e8 custodita dal desiderio e che spera nella accoglienza. Si affida a una accoglienza possibile, ma non garantita. Il viaggio ha avuto nei secoli sempre questa caratteristica \u201cda migranti\u201d. Ogni viaggiatore diventava, per breve o lungo tempo, un migrante.Tutti coloro che viaggiavano entravano nella condizione dei migranti. Raccontano che J.S. Bach, per andare ad ascoltare il grande Buxtehude, ai primi del 700 abbia fatto un viaggio di 4 settimane (che diventarono 4 mesi), da solo, a piedi, senza alcuna garanzia, per arrivare a Lubecca, coprendo 400 Km e poter scoprire l&#8217;arte del grande organista. Oggi viaggiano cos\u00ec soltanto i migranti. La nostra fatica nel riconoscerli e nell\u2019acccoglierli dipende da memoria corta e da indifferenza lunga. Accoglierli diventa elemento distintivo, profetico, evangelico, in una cultura della autodeterminazione che elimina ogni inconveniente e va dritta alla meta, con immediata e controllata regolarit\u00e0. Senza memoria e con indifferenza.<\/p>\n<p>\u201cSuscipe\u201d sta scritto in basso. Questo \u00e8 il motto di Ignazio e del cardinale gesuita. Si pu\u00f2 tradurre: prendi, assumi, accogli, ma anche fatti carico, ma anche prendi su di te, ma anche reggi, ma anche sostieni. Il soggetto a cui \u00e8 rivolto, il destinatario dell\u2019imperativo \u00e8 Dio, ma \u00e8 non solo Dio. Un Dio contagioso permette di leggere la barca come \u201cbarcone\u201d. E la Chiesa come porto. E si invertono le simboliche. E si rinnova la fede. Uno stemma cardinalizio diventa una ermeneutica ecclesiale e culturale di prima qualit\u00e0. E puoi esibire tutti i rosari del mondo, puoi invocare tutti i cuori immacolati che conosci, ma quella immagine ti si pianta nella carne e non ti d\u00e0 pi\u00f9 tregua. Suscipe. Sume.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Uno dei punti fermi, su cui \u00e8 possibile riconoscere la vitalit\u00e0 o la staticit\u00e0, la fecondit\u00e0 o la aridit\u00e0 di una tradizione, \u00e8 costituito dal rinnovarsi e dall\u2019arricchirsi dei suoi simboli fondamentali. 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