{"id":14174,"date":"2019-09-26T16:54:34","date_gmt":"2019-09-26T14:54:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=14174"},"modified":"2019-09-26T16:55:14","modified_gmt":"2019-09-26T14:55:14","slug":"lettera-e-spirito-del-vaticano-ii-di-fronte-al-vetus-ordo-due-interviste-e-due-motu-proprio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/lettera-e-spirito-del-vaticano-ii-di-fronte-al-vetus-ordo-due-interviste-e-due-motu-proprio\/","title":{"rendered":"Lettera e spirito del Vaticano II di fronte al Vetus Ordo. Due interviste e due \u201cmotu proprio\u201d"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/viadelconcilio2.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-13948\" alt=\"viadelconcilio\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/viadelconcilio2-296x300.jpg\" width=\"296\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/viadelconcilio2-296x300.jpg 296w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/viadelconcilio2.jpg 949w\" sizes=\"(max-width: 296px) 100vw, 296px\" \/><\/a><br \/>\nNegli ultimi giorni, due interviste, rilasciate rispettivamente dal Superiore generale della FSSPX (<a href=\"https:\/\/fsspx.news\/fr\/une-eglise-qui-marche-sur-la-tete-50628?fbclid=IwAR15r5uUAnahnIybChudtODbC11kgsenGGt77-j5krdyMF9c7h_DmJSGPtg\">qui<\/a>), sulla quale ho gi\u00e0 scritto alcuni giorni fa (<a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/don-davide-e-la-continuita-con-il-vaticano-ii-di-amoris-laetitia-e-del-sinodo-sulla-amazzonia\/\">qui<\/a>) e dal Prefetto della Congregazione del culto (<a href=\"http:\/\/blog.messainlatino.it\/2019\/09\/il-cardinale-sarah-il-divieto-di.html\">qui<\/a>) hanno chiarito molto bene le progressive difficolt\u00e0 con cui la Chiesa cattolica pu\u00f2 sopportare il permanere di un accesso al <em>Vetus Ordo<\/em> tridentino accanto e in parallelo a quel <em>Novus Ordo<\/em>, voluto dal Concilio Vaticano II e realizzato dalla Riforma liturgica ad esso successiva. Proprio il rapporto con il Concilio Vaticano II sta al centro delle opinioni espresse dai due esponenti ecclesiali:<\/p>\n<p>a) Don Davide Pagliarani, nella sua lunga intervista, ha chiarito che, sulla base del rifiuto pi\u00f9 completo della lettera e dello spirito del Concilio Vaticano II, solo il VO pu\u00f2 garantire la identit\u00e0 cattolica. Per questo, ad avviso del capo dei lefebvriani, non ha alcun senso tentare una riconciliazione con la Chiesa di Roma, finch\u00e9 essa difende i documenti del Concilio Vaticano II. Pertanto celebrare con il VO implica, necessariamente, la condanna sia della lettera, sia dello spirito del Vaticano II.<\/p>\n<p>b) Con una posizione diversa, ma profondamente consonante con la prima, il card. R. Sarah ha censurato chi ritiene di ostacolare il VO e ha sostenuto che, se interpretato \u201cnello spirito del Vaticano II\u201d, il VO possa offrire ancora frutti di pastorale e di spiritualit\u00e0 ingenti. A suo avviso non vi sarebbe alcuna contraddizione tra lo \u201cspirito del Vaticano II\u201d e la celebrazione col VO.<\/p>\n<p>Mi pare che entrambe queste posizioni, pur nella loro differenza, vivano un problema insormontabile con il Concilio Vaticano II: il primo ne contesta apertamente la lettera e lo spirito, mentre il secondo pretende di \u201conorarne lo spirito\u201d, ma ne dimentica e ne rimuove la lettera. Infatti il Concilio Vaticano II ha chiesto, esplicitamente e autorevolmente, di superare il VO, perch\u00e9 inadeguato alla esperienza di Cristo e della Chiesa di cui vive la fede cristiana. Tutti coloro che, in modo poco riflettuto, pensano di poter \u201cconciliare\u201d NO e VO debbono fare i conti, esplicitamente, con questa espressa volont\u00e0 del Concilio, che ha chiesto di \u201criformare il rito romano in vista della partecipazione attiva dei suoi membri\u201d, superando la loro qualit\u00e0 di \u201cmuti spettatori\u201d. E per questo ha preteso una riforma profonda degli Ordines rituali. Il VO \u00e8 apertamente e dettagliatamente contestato dal Concilio Vaticano II, soprattutto da SC48 e seguenti.<\/p>\n<p>L\u2019azzardo voluto, in modo contingente, dal MP \u201cSummorum Pontificum\u201d nel 2007 mirava ad una riconciliazione con il mondo del tradizionalismo. In realt\u00e0, come \u00e8 evidente dopo 12 anni, questa generale liberalizzazione del VO ha solo fomentato ostilit\u00e0 verso il Concilio Vaticano II, ha aperto lotte piuttosto che portato pace. Ci\u00f2 \u00e8 dovuto ad un equivoco di fondo: non solo lo spirito, ma la lettera del Concilio non permette di essere aggirata per troppo tempo. Se si lascia ancora in piedi una forma rituale che \u00e8 stata ufficialmente superata da una nuova, si illude una parte del corpo ecclesiale che sia aggirabile il Concilio e tutto ci\u00f2 che questo significa. Fino ad incitare alla aperta ribellione contro un papa come Francesco, che fa del Concilio Vaticano II l\u2019orizzonte ordinario del suo magistero. Vi \u00e8 un legame molto pi\u00f9 profondo di quanto non si creda tra resistenza a Francesco e frequentazione abituale del Vetus Ordo.<\/p>\n<p>Pertanto \u00e8 giunto il momento di trarre le conseguenze da questa imbarazzante situazione di equivoco. Il cammino della Chiesa esige, oggi in modo ancora pi\u00f9 forte di ieri, che la liturgia cattolica si riconosca, in modo universale, solo in una forma, quella ordinaria. L\u2019accesso a forme superate del rito cristiano deve essere subordinato, caso per caso, al giudizio dei vescovi locali, che possono valutare le singole circostanze eccezionali e concedere in forma limitata un accesso ad esse.<\/p>\n<p>Questa verit\u00e0, che negli ultimi 12 anni si \u00e8 cercato in tutti i modi di negare, trova il suo fondamento non solo nella \u201ccontingenza\u201d e nella \u201coccasionalit\u00e0\u201d del Motu Proprio del 2007 (Summorum Pontificum, di papa Benedetto XVI), ma anche nelle solenni dichiarazioni del Motu Proprio del 1960 (Rubricarum Instructum, di papa Giovanni XXIII). Infatti, la correzione che il MP del 1960 \u00e8 oggi in grado di offrire al dibattito distorto dell\u2019ultimo decennio consiste in una limpida logica di \u201csenso comune\u201d. Quando fu fatta l\u2019ultima edizione del \u201cmessale di Pio V\u201d, nel 1962, la si fece in modo interlocutorio, in attesa che il Concilio \u2013 che allora era gi\u00e0 indetto anche se non era ancora iniziato \u2013 delineasse quegli \u201caltiora principia\u201d in base ai quali sarebbe stata fatta la vera riforma del messale. Pertanto non solo la lettera e lo spirito del Concilio Vaticano II non pu\u00f2 concepire una \u201cvigenza parallela\u201d tra NO e VO, ma lo stesso documento che ha prodotto il Messale del 1962, che oggi si pretenderebbe vigente \u201cper sempre\u201d, lo intende come \u201cprovvisorio\u201d a \u201cad tempus\u201d.<br \/>\nGrazie alle due interviste pubblicate di recente, e grazie al preciso ricordo dei due \u201cmotu proprio\u201d, da correlare l&#8217;uno all&#8217;altro, possiamo oggi scoprire che il cammino del Vaticano II non permette di concepire un normale accesso al VO, se non mettendo in questione il Vaticano II, non solo nel suo spirito, ma anche nella sua lettera. Se possiamo capire che il Superiore dei Lefebvriani possa essere tanto critico con il Vaticano II da negarne tanto la lettera quanto lo spirito, cercando un sollievo e una resistenza soltanto nel VO, pi\u00f9 difficile \u00e8 comprendere come un Prefetto di congregazione possa dire di difenderne lo spirito, ma ne contraddica in modo tanto sconcertante la lettera.<br \/>\nIl \u201cmagnum principium\u201d della riforma liturgica affermato dal Vaticano II \u2013 ossia la \u201cactuosa participatio\u201d &#8211; impedisce un accesso indifferenziato e incontrollato al VO. A maggior ragione con i pi\u00f9 giovani. Questa verit\u00e0 oggi deve essere ripristinata con urgenza e con fermezza. Essa \u00e8 decisiva per quel disegno di \u201cchiesa in uscita\u201d che il magistero di Francesco ha tratto, con limpida consequenzialit\u00e0, dalle parole del Concilio Vaticano II. Le stesse parole che, con altrettanta consequenzialit\u00e0, prendono congedo dalle forme tridentine di Chiesa e di vita cristiana.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Negli ultimi giorni, due interviste, rilasciate rispettivamente dal Superiore generale della FSSPX (qui), sulla quale ho gi\u00e0 scritto alcuni giorni fa (qui) e dal Prefetto della Congregazione del culto (qui) hanno chiarito molto bene le&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14174"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=14174"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14174\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":14175,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14174\/revisions\/14175"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=14174"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=14174"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=14174"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}