{"id":14157,"date":"2019-09-23T14:13:19","date_gmt":"2019-09-23T12:13:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=14157"},"modified":"2019-09-23T14:40:03","modified_gmt":"2019-09-23T12:40:03","slug":"i-bambini-dimenticati-e-la-distrazione-indotta-dai-media-sui-casi-tragici-di-amnesia-paterna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/i-bambini-dimenticati-e-la-distrazione-indotta-dai-media-sui-casi-tragici-di-amnesia-paterna\/","title":{"rendered":"I bambini dimenticati e la distrazione indotta dai media. Sui casi tragici di amnesia paterna"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/bambinoabordo.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-14158\" alt=\"bambinoabordo\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/bambinoabordo-300x199.jpg\" width=\"300\" height=\"199\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/bambinoabordo-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/bambinoabordo.jpg 638w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cSi dimentica forse una donna del proprio figlio?\u201d (Is 49,25). La sapienza biblica e popolare sa bene che il legame tra madre e figlio, in misura diversa anche tra padre e figlio, \u00e8 una tale priorit\u00e0 che solo in casi estremi pu\u00f2 sopportare \u201caltre priorit\u00e0\u201d. La cronaca ci dice, tuttavia, che si ripetono casi, nei quali il figlio, per un padre e per una madre, diventa irrilevante, pu\u00f2 essere dimenticato, pu\u00f2 addirittura scomparire dall\u2019orizzonte. E pu\u00f2 morire per questa amnesia. Una dimenticanza di qualche ora pu\u00f2 costare la sua vita.<\/p>\n<p>Accade cos\u00ec. Hai sistemato tuo figlio sul seggiolino, dietro di te. Lo fai tutte le mattine. Lo appoggi delicatamente, stringi le cinghie che lo fissano al suo sedile, lo saluti con un sorriso, poi sali davanti e appena hai messo in moto, con un fenomeno assolutamente certo, gi\u00e0 il bimbo inizia a socchiudere gli occhi. Dopo due curve, dorme. E\u2019 sempre cos\u00ec. Purtroppo. Perch\u00e9 cos\u00ec il figlio scompare non solo dall\u2019occhio, ma anche dall\u2019orecchio. Diventa parte dell\u2019automobile, impercettibile. Questo effetto di sparizione \u00e8 accentuato dal fatto che la legge, per buone ragioni, ha vietato di collocare i seggiolini sul sedile davanti, accanto al guidatore. Bambini dietro: \u00e8 pi\u00f9 sicuro, in caso di incidente. Ma la maggiore sicurezza, nel caso limite e accidentale, diventa rischio maggiore, nel caso in cui alla normale \u201croutine\u201d subentri una variante. Pu\u00f2 essere una strada chiusa che costringe ad un lungo giro supplementare, oppure una consegna insolita o una commissione imprevista: alterando la sequenza ordinaria, magari con la musica di sottofondo, pu\u00f2 portarti a \u201csentire\u201d di poter filare dritto al mercato, o in ospedale, o in fabbrica, o in ufficio. E corri via, convinto di aver compiuto la solita sequenza, a cui manca per\u00f2 la \u201cconsegna alla scuola materna\u201d. Pensi di averlo fatto, ma non lo hai fatto. Non solo la mente, ma il corpo, il tatto, il buon senso, ha immaginato, ma non ha compiuto il gesto. Solo quando te ne ricordi, all\u2019improvviso, ti si gela il sangue nelle vene e provi a rimediare. Ma la macchina chiusa, preservata da ogni filo d\u2019aria esterna, si surriscalda ed \u00e8 spesso una trappola mortale, che non lascia scampo. E\u2019 troppo tardi. La breve amnesia ha un prezzo insopportabile.<\/p>\n<p>Rileggere sul piano \u201cmorale\u201d la dimenticanza \u00e8 sempre possibile, ed anche necessario, ma rischia di non cogliere il cuore della questione. Le \u201cforme di vita complesse\u201d alle quali siamo costretti nella \u201csociet\u00e0 aperta\u201d introducono forme di comportamento in cui la amnesia diventa molto pi\u00f9 facile di prima. La sequenza di \u201cstimoli\u201d a cui siamo sottoposti oggi \u00e8 100 volte maggiore di quella di 50 anni fa. E mette alla prova la nostra \u201cagenda\u201d in modo drammatico.<\/p>\n<p>Alcune considerazioni, per recuperare la rilevanza di una questione morale, non ridotta al \u201cdovere del soggetto\u201d, ma che tenga conto delle nuove condizioni della esistenza, appare necessaria. Rispondere, come fanno alcuni psicologi, che la causa \u00e8 \u201cneurologica, non morale\u201d appare giustificato, ma troppo semplicistico. Non nel senso di una \u201cnon colpevolizzazione del soggetto\u201d, ma nel senso di una necessaria riflessione sulle condizioni \u201cmetasoggettive\u201d che conducono a questi eventi. Alla domanda \u201c\u00e8 possibile che un padre si dimentichi della figlia che dorme nel seggiolino e la condanni alla morte per asfissia?\u201d la risposta \u00e8: essendo un dato reale, deve essere affrontato seriamente, non soltanto sul registro della colpa. Proviamo a indicare una strada.<\/p>\n<p><i>I \u201cmedia\u201d : attenzione e distrazione<\/i><\/p>\n<p>Oggi siamo circondati da \u201cmedia\u201d: con media si intendono non solo telefoni, televisioni, radio, ma anche automobili, seggiolini, semafori, corsie preferenziali, orari&#8230;tutto questo esige contemporaneamente un enorme potenziamento di due facolt\u00e0 che sembrano contraddittorie. Abbiamo bisogno di molta maggiore \u201cattenzione\u201d e insieme di molta maggiore \u201cdisattenzione\u201d. La attenzione \u2013 che ci rende affettivamente insensibili \u2013 pretende da noi una presenza a noi stessi per guidare l\u2019auto, e insieme telefonare, e insieme programmare il navigatore, e insieme rispondere ad un messaggio di posta elettronica. Questa attenzione che i media \u201cpretendono\u201d inclina ad una progressiva distrazione da tutto il resto. Anche da tuo figlio.<\/p>\n<p>Il soggetto paterno e materno si \u201carma\u201d contro l\u2019assalto di attenzioni che rende distratti. Ma \u00e8 disarmato verso il \u201ccaso imprevisto\u201d. La alterazione della sequenza, che l\u2019accidentale diversione introduce, \u00e8 travolgente e azzera le risorse, per quante ne possiamo avere. Qui occorre una riflessione diversa. Dobbiamo chiederci: che cosa pu\u00f2 interrompere questa progressiva inclinazione alla indifferenza, che deriva precisamente dal bombardamento di attenzioni richieste dai media sempre pi\u00f9 sofisticati?<\/p>\n<p>Per resistere alla indifferenza potrebbe essere utile riattivare i canali elementari di rapporto: ossia vista e udito. Un figlio \u201cvisibile\u201d e \u201cudibile\u201d non pu\u00f2 scivolare nella amnesia. Di fatto la proposta di \u201cseggiolini con allarme\u201d risponde precisamente a questa esigenza. E lo stesso potrebbe essere la riconsiderazione della posizione \u201canteriore\u201d del seggiolino, che risolverebbe in radice il problema della amnesia, con la visibilit\u00e0 del figlio sempre accanto al guidatore. La \u201cvirtualizzazione del rapporto\u201d, che pure permette di curarlo e coltivarlo con finezza, diventa a rischio quando si \u00e8 alla guida. Forse perch\u00e9 quell\u2019effetto di \u201cdimenticanza di s\u00e9\u201d &#8211; che notiamo tanto nel bambino, che proprio in auto si addormenta cos\u00ec facilmente &#8211; minaccia anche il genitore. La condizione dell\u2019uomo in automobile, non importa se piccolo o grande, \u00e8 una condizione \u201cdi compiutezza cullata\u201d. Una macchina iperaccessoriata, ossia ipermediata, pone le premesse per una maggiore attenzione, ma anche per nuove forme di distrazione. Ad es. i \u201csensori di parcheggio\u201d sono una grande comodit\u00e0, ma abbassano la attenzione del soggetto sul reale \u201cesterno\u201d. Se non senti il suono, pensi che non ci sia ostacolo. Inizi ad abituarti a parcheggiare non con gli occhi, ma con le orecchie. Questo diventa per\u00f2 anche una nuova fragilit\u00e0, se torni a guidare un\u2019auto priva di sensori. Ed alza molto il rischio di incidente in retromarcia: non senti nessun rumore finch\u00e9 non fracassi il paraurti posteriore contro il muro. Cos\u00ec, per comprendere le amnesie tragiche dei padri, anche la \u201cchiusura a distanza\u201d dell\u2019auto rende possibile \u201cimprigionare il figlio\u201d senza neppure toccare l\u2019automobile, senza guardarla, salutando gli amici o ascoltando musica: ossia nella pi\u00f9 totale distrazione. Tutte le \u201ccomodit\u00e0\u201d che infiniti \u201cmedia\u201d ci rendono disponibili e che ci viziano, mettono alla prova la nostra sensibilit\u00e0 ordinaria. E le tendono anche agguati, di cui dobbiamo diventare consapevoli.<\/p>\n<p><i>Amnesia del padre, amnesia del figlio<\/i><\/p>\n<p>La tradizione conosce (e si preoccupa di evitare) la <i>amnesia filiale<\/i>, il figlio che si dimentica del padre e della madre, mentre quasi non riesce a concepire la amnesia <i>materna\/paterna<\/i>. \u201cOnora il padre e la madre\u201d ha il suo fondamento sul fatto che il padre e la madre non si dimenticano mai di te. Mentre pu\u00f2 sempre capitare che il figlio e la figlia si dimentichino della madre o del padre. Questo \u00e8 un caso molto pi\u00f9 frequente. E pu\u00f2 assumere la forma di una \u201camnesia generale\u201d oppure di una \u201camnesia particolare\u201d. Vorrei raccontare qui il caso di una amnesia particolare, nella quale sono caduto molti anni fa, che ha tratti simili a quelli oggi balzati alla cronaca. Nulla di drammatico, in quel caso, se non una inspiegabile e totale perdita della memoria. Ecco i fatti: da anni la sequenza del gioved\u00ec sera, a settimane alterne, era questa: da casa mia, per andare all\u2019incontro di catechesi di Casa Zaccheo, a Savona, passavo sotto casa da mia madre, che aspettava nel portone, ad ora certa, con i dolci preparati per il fine serata, e mi accompagnava all\u2019incontro. Cos\u00ec era stato, da sempre. Ma quella sera, a causa della presenza di un ospite della serata, le cose andarono diversamente: avevo prelevato l\u2019ospite alla stazione, avevo cenato con lui e con altri e poi lo avevo accompagnato direttamente alla sede della conferenza. Poi conferenza, discussione, saluti, ritorno a casa. Alle 23.30, squilla il telefono di casa: mia madre mi dice \u201csono stata un\u2019ora ad aspettarti e non sei venuto. Non mi sentivo pi\u00f9 le gambe. E sono tornata su\u201d. Quella tappa consueta si era completamente volatilizzata, senza lasciare traccia. Ovviamente questo era possibile allora, nella et\u00e0 prima del telefono cellulare, che oggi \u00e8 rimedio provvidenziale per queste eventualit\u00e0. Ma ci\u00f2 che voglio ricordare \u00e8 la totale perdita di memoria circa la attesa di mia madre. E\u2019 riemersa alla coscienza solo 3 ore dopo, all\u2019improvviso e troppo tardi. Nulla di irreparabile, n\u00e9 di paragonabile, almeno come effetto, ai casi attuali. Ma credo che la dinamica mentale, psicologica e comportamentale sia stata la medesima. Una sequenza abituale, alterata da una presenza e da incombenze eccezionali, ha modificato la coscienza, cancellando alcuni anelli della catena. La mente, il corpo, la azione rimuove una parte della sequenza, salvo recuperarla come mancante, all\u2019improvviso, qualche tempo dopo. Amnesia paterna, amnesia filiale, forse anche amnesia fraterna sono possibilit\u00e0 di sempre, ma rese pi\u00f9 facili da un mondo che, potendo mediare tutto, rende tutti strutturalmente molto pi\u00f9 sensibili ma, nello stesso tempo, molto pi\u00f9 indifferenti. Non si tratta della colpa di singoli, ma delle forme di vita comuni, che dobbiamo rendere umanamente vivibili, con alcune accortezze antiche e con alcune attenzioni nuove. In questo senso i casi tragici delle amnesie paterne sono \u201ccasi morali\u201d di cui dobbiamo occuparci con nuovi strumenti di discernimento.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; &nbsp; \u201cSi dimentica forse una donna del proprio figlio?\u201d (Is 49,25). 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