{"id":14071,"date":"2019-09-05T08:08:35","date_gmt":"2019-09-05T06:08:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=14071"},"modified":"2019-09-05T08:08:35","modified_gmt":"2019-09-05T06:08:35","slug":"la-proposta-di-mediazione-e-una-confessione-di-incomprensione-tre-professori-e-lintegralismo-meschino-al-304","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/la-proposta-di-mediazione-e-una-confessione-di-incomprensione-tre-professori-e-lintegralismo-meschino-al-304\/","title":{"rendered":"La \u201cproposta di mediazione\u201d \u00e8 una \u201cconfessione di incomprensione\u201d.  Tre professori e l\u2019integralismo \u201cmeschino\u201d (AL 304)"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Istituto-Giovanni-Paolo-II.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-12196\" alt=\"Istituto-Giovanni-Paolo-II\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Istituto-Giovanni-Paolo-II.jpg\" width=\"141\" height=\"200\" \/><\/a><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: medium\"><span style=\"color: #444444\">Con una lettera <\/span><span style=\"color: #444444\">del 27 agosto scorso, <\/span><span style=\"color: #444444\">indirizzata al Gran Cancelliere Paglia e al Preside Sequeri <\/span><span style=\"color: #444444\">dell\u2019Istituto Giovanni Paolo II<\/span><span style=\"color: #444444\">, <\/span><span style=\"color: #444444\">3<\/span><span style=\"color: #444444\"> professori (Granados, <\/span><span style=\"color: #444444\">Kampowski e Perez-Soba<\/span><span style=\"color: #444444\">) propongono quella che chiamano \u201cproposta di mediazione\u201d, ma che, a dire il vero, appare soltanto come la prova di una radicale incomprensione della tradizione ecclesiale, <\/span><span style=\"color: #444444\">e della sua capacit\u00e0 di\u00a0<\/span><span style=\"color: #444444\">cammina<\/span><span style=\"color: #444444\">re<\/span><span style=\"color: #444444\">, <\/span><span style=\"color: #444444\">di\u00a0<\/span><span style=\"color: #444444\">evolve<\/span><span style=\"color: #444444\">re, <\/span><span style=\"color: #444444\">di <\/span><span style=\"color: #444444\">miglior<\/span><span style=\"color: #444444\">are, nonostante le <\/span><span style=\"color: #444444\">inevitabili <\/span><span style=\"color: #444444\">resistenze<\/span><span style=\"color: #444444\">. Il cuore della proposta \u00e8 il seguente, che riporto integralmente:<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #444444\">\u201c<\/span><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: medium\"><span style=\"color: #444444\">Una soluzione pi\u00f9 in sintonia con la natura della teologia cattolica implicherebbe \u2013 ed \u00e8 la nostra proposta \u2013 che invece di eliminare la cattedra, ne venga creata una nuova, in modo che vi siano due cattedre di teologia morale generale, il cui dialogo esprime il rapporto tra vecchio e nuovo, proprio di ogni vera continuit\u00e0 della dottrina. Secondo la nostra proposta ci sarebbe una cattedra di morale fondamentale, che l\u2019Istituto ha gi\u00e0 avuto, e poi un\u2019altra cattedra di \u201cteologia morale dell\u2019accompagnamento\u201d, che potrebbe riflettere sulla proposta pastorale di Amoris Laetitia di poter condurre il soggetto di oggi a una vita secondo il Vangelo\u201d.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: medium\"><span style=\"color: #444444\">Questa formulazione, nella sua sconcertante ingenuit\u00e0, segnala tutti i problemi cui cerca di provvedere la necessaria ristrutturazione del IGP2. Li elenco qui sotto, facendo <\/span><span style=\"color: #444444\">quasi <\/span><span style=\"color: #444444\">la esegesi del testo:<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: medium\"><span style=\"color: #444444\">a) la \u201cnatura della teologia cattolica\u201d, che i <\/span><span style=\"color: #444444\">3<\/span><span style=\"color: #444444\"> professori pensano di custodire <\/span><span style=\"color: #444444\">meglio della<\/span><span style=\"color: #444444\"> Chiesa, <\/span><span style=\"color: #444444\">de<\/span><span style=\"color: #444444\">l papa, <\/span><span style=\"color: #444444\">de<\/span><span style=\"color: #444444\">l Cancelliere e <\/span><span style=\"color: #444444\">de<\/span><span style=\"color: #444444\">l Preside, impedi<\/span><span style=\"color: #444444\">rebbe<\/span><span style=\"color: #444444\"> ogni \u201ccambiamento di paradigma\u201d. Pertanto, a loro avviso, se pure pu\u00f2 nascere qualcosa di nuovo, deve lasciare inalterato quello che c\u2019era prima. Cos\u00ec, in modo astorico, assumono lo stesso vizio che troviamo, pari pari, in quei (pochi) teologi che ritengono che sia \u201ccattolico\u201d (veramente cattolico) che il Novus Ordo lasci inalterato il Vetus Ordo, e che anche agli studenti si dovrebbe insegnare <\/span><span style=\"color: #444444\">l\u2019<\/span><span style=\"color: #444444\">uno <\/span><span style=\"color: #444444\">insieme al<\/span><span style=\"color: #444444\">l\u2019altro. Cos\u00ec in campo matrimoniale, <\/span><span style=\"color: #444444\">ci dicono i <\/span><span style=\"color: #444444\">3<\/span><span style=\"color: #444444\"> professori,<\/span><span style=\"color: #444444\"> insegniamo pure le cose pastorali di AL, ma lasciamo in piedi tutto <\/span><span style=\"color: #444444\">quel<\/span><span style=\"color: #444444\"> sapere <\/span><span style=\"color: #444444\">vecchio, <\/span><span style=\"color: #444444\">che non riesce neppure a concepire <\/span><span style=\"color: #444444\">che <\/span><span style=\"color: #444444\">AL <\/span><span style=\"color: #444444\">possa prendere la parola!<\/span><span style=\"color: #444444\"> E\u2019 la soluzione che Giuseppe Siri avrebbe voluto nel <\/span><span style=\"color: #444444\">19<\/span><span style=\"color: #444444\">51, sulla \u201cnuova\u201d Veglia Pasquale: introducete pure la veglia di notte, <\/span><span style=\"color: #444444\">diceva,<\/span><span style=\"color: #444444\"> ma lasciateci celebrare ancora la veglia a mezzogiorno! <\/span><span style=\"color: #444444\">Questa non \u00e8 la tradizione, ma la morte della tradizione. Lo sapevano <\/span><span style=\"color: #444444\">bene <\/span><span style=\"color: #444444\">nel 1951 e noi dovremmo <\/span><span style=\"color: #444444\">forse <\/span><span style=\"color: #444444\">dimenticarcelo? <\/span><span style=\"color: #444444\">I 3 professori vorrebbero spingerci ad un errore tanto madornale?<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: medium\"><span style=\"color: #444444\">b) <\/span> Curiosa rappresentazione della continuit\u00e0 della dottrina. Si dice il nuovo, ma si continua a dire il vecchio, che impedisce al nuovo di avere una vera legittimit\u00e0. Questo in AL \u00e8 detto \u201capertis verbis\u201d e il 3 professori dovrebbe saperlo. Se tu lasci in piedi la impalcatura della \u201clegge oggettiva\u201d come unico criterio di giudizio sui soggetti, sei \u201cpusilli animi\u201d, sei \u201cmeschino\u201d (AL 304). Quella proposta dai 3 professori non \u00e8 continuit\u00e0 dottrinale, ma \u00e8 paralisi della tradizione. Essa garantisce forse la sopravvivenza di una cattedra, ma lo fa a discapito del cammino ecclesiale e della maturazione degli studenti. L\u2019ideale di studenti schizofrenici, che non possono fare sintesi perch\u00e9 bersagliati da messaggi contraddittori, non pu\u00f2 essere il destino pericoloso che discende dal mancato aggiornamento di 3 professori ostinati.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: medium\">c) Il \u201cmostro\u201d che i 3 docenti vorrebbero consigliare come soluzione conosce anche una formulazione assai curiosa. Affianca alla cattedra di \u201cteologia morale fondamentale\u201d una cattedra di \u201cteologia morale dell\u2019accompagnamento\u201d. Qui la nomenclatura tradisce la grave incomprensione. Secondo <i>Amoris Laetitia<\/i> non puoi fare \u201cmorale da scrivania o da balcone\u201d e in parallelo stare \u201cnella strada\u201d. L\u2019unico accesso alla verit\u00e0 fondamentale della famiglia, del matrimonio, avviene mediante l\u2019accompagnamento. Questo \u00e8 il punto che, metodologicamente e epistemologicamente, resta del tutto cieco nella proposta avanzata con troppa ingenuit\u00e0 scientifica. Sembra dire: volete parlare d\u2019altro, fatelo pure, ma lasciateci il nostro giocattolo esattamente come prima. Questo \u00e8 contrario al servizio della teologia, che non pu\u00f2 mai essere autoreferenziale. La teologia non \u00e8 mai \u201cper se\u201d, ma \u201cper altro\u201d.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: medium\">d) Dietro a tutto ci\u00f2 vi \u00e8, in fondo, la riproposizione di un modello di autorit\u00e0 ecclesiale, ridotto alla ripetizione del passato. E\u2019 l\u2019idea, che i 3 professori hanno espresso in mille variazioni dopo l\u2019aprile del 2016: come un disco incantato hanno ripetuto che tutto \u00e8 gi\u00e0 contenuto in <i>Familiari<\/i><em>s Consortio<\/em>, dopo la quale pu\u00f2 esservi solo qualche postilla non scientifica. I nostri 3 professori guardano solo al passato, ma senza respiro storico e con bassissimo interesse culturale. Questo fa male al matrimonio e alla famiglia. Per questo possono concepire il \u201cnovum\u201dsolo come una appendice \u201cpratica\u201d ad una stuttura teorica integralistica, fondamentalistica e rigida, acquisita e insegnata una volta per tutte. Questo \u00e8 ci\u00f2 che, fin dai suoi primi numeri, <i>Amoris Laetitia<\/i> chiede che venga rapidamente superato.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: medium\">Credo che la proposta di mediazione, cos\u00ec come \u00e8 stata formulata, permetta di capire bene le ragioni di quel \u201ccambio di paradigma\u201d che interviene nella Chiesa come una benedizione. Permettendo alla teologia cattolica del matrimonio di recuperare quel terreno originario in cui dialoga strutturalmente con la storia civile e con la cultura comune, senza che un \u201cteologo fondamentalista\u201d possa pretendere di stare fuori dall\u2019una e dall\u2019altra, in base a nozioni che in verit\u00e0 non vengono n\u00e9 dalla teologia n\u00e9 dalla morale, ma da una concezione decandente e idealizzata del diritto canonico, che era presente fin dalla radice dell\u2019Istituto, nella pretesa apodittica del pensiero di Carlo Caffarra. Questa impostazione rigida e integralista va rapidamente superata. La mediazione \u00e8 dunque una falsa mediazione e manifesta invece una vera incomprensione della svolta necessaria. Una incomprensione che, come tale, mi sembra del tutto incompatibile con il nuovo disegno a cui l\u2019Istituto \u00e8 stato giustamente aperto e indirizzato da coloro che oggi lo guidano con saggezza e lo orientano con rinnovata prudenza.<\/span><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Con una lettera del 27 agosto scorso, indirizzata al Gran Cancelliere Paglia e al Preside Sequeri dell\u2019Istituto Giovanni Paolo II, 3 professori (Granados, Kampowski e Perez-Soba) propongono quella che chiamano \u201cproposta di mediazione\u201d, ma&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14071"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=14071"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14071\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":14073,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14071\/revisions\/14073"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=14071"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=14071"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=14071"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}