{"id":14042,"date":"2019-08-24T19:08:13","date_gmt":"2019-08-24T17:08:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=14042"},"modified":"2019-08-24T19:08:13","modified_gmt":"2019-08-24T17:08:13","slug":"la-porta-stretta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/la-porta-stretta\/","title":{"rendered":"La porta stretta"},"content":{"rendered":"<p><strong>XXI domenica del Tempo ordinario C<\/strong><\/p>\n<p>LETTURE: Is 66, 18-21; Sal 116; Eb 12, 5-7.11-13; Lc 13, 22-30<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Introduzione<\/strong><br \/>\nL\u2019annuncio del vangelo di questa domenica del Tempo ordinario pu\u00f2 sembrare molto duro e scoraggiante se non lo si colloca sia in riferimento al brano del Libro del Profeta Isaia (I lettura), che al contesto in cui si trova nel Vangelo di Luca. Basta pensare alla domanda che viene rivolta a Ges\u00f9, all\u2019immagine della porta stretta, per essere immessi in un clima che richiama tante idee di una salvezza quasi da acquistarsi con le proprie forze molto diffusa in certe spiritualit\u00e0 cristiane, ma assente o certamente molto sfumata nel vangelo. Per Paolo poi sarebbe una vero e proprio tradimento del vangelo di cui lui si \u00e8 fatto servitore dal momento che nella nostra salvezza \u00e8 la misericordia e la grazia di Dio che risplende.<br \/>\nIl brano della Lettera agli ebrei (II lettura) invita a considerare le difficolt\u00e0 che i destinatari sono chiamati ad affrontare per la loro fede come una occasione per rafforzarsi nella loto adesione a Dio. L\u2019immagine di un Dio che corregge, potrebbe sembrare non adeguata, ma essa va sempre compresa a partire dalla situazione dei destinatari ai quali la Lettera agli Ebrei si rivolge. Un invito a scorgere, anche nelle avversit\u00e0 il volto di un Dio che \u00e8 Padre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Riflessione<\/strong><br \/>\n<em>Anche tra essi mi prender\u00f2 sacerdoti e leviti<\/em><br \/>\nLa prima lettura fornisce la prospettiva con cui la liturgia di questa domenica ci invita a leggere la pagina evangelica. Si tratta della prospettiva di una apertura universalistica dell\u2019annuncio di salvezza. La pagina di Isaia infatti parla di un annuncio che arriva fino a coloro che non hanno mai sentito parlare del Signore, Dio di Israele: annuncia un ritorno dei dispersi di Israele, ma anche un confluire dei popolo a Gerusalemme per rendere culto a Dio. E\u2019 una serie di immagini molto forti quella che il profeta ci presenta: siamo in un contesto di compimento escatologico. Questa visione che annuncia un futuro nel quale tutti i popoli diventeranno adoratori del Dio di Israele infrange molte certezze religiose. YHWH attraverso il profeta annuncia in modo sconvolgente che anche tra i pagani saranno presi sacerdoti e leviti: \u00abanche tra essi mi prender\u00f2 sacerdoti e leviti\u00bb. Da questo aspetto cominciamo a comprendere uno dei significati dell\u2019universalismo. Ogni pretesa da parte dell\u2019uomo, ogni rivendicazione viene smontata da Dio. Egli non guarda appartenenze e privilegi, osservanze e caste: suoi adoratori possono essere tutti gli uomini e le donne. Questo non per sminuire il ruolo di Israele quale popolo di Dio o, in futuro, delle Chiese, ma per mettere al riparo Israele e le Chiese da ogni tentazione di auto-salvezza. Il ruolo di Israele \u00e8 unico e unico \u00e8 quello della Chiesa, ma la salvezza rimane nelle mani di Dio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<em>Signore, sono pochi quelli che si salvano?<\/em><br \/>\nCirca il brano evangelico si rimane un po\u2019 sconcertati se si considerano le parole di Ges\u00f9 come la risposta alla domanda che gli viene posta: \u00abSignore, sono pochi quelli che si salvano?\u00bb (v. 23). In realt\u00e0 dobbiamo comprendere proprio il contrario: le parole di Ges\u00f9 sono una non-risposta al suo interlocutore. Con le sue parole Ges\u00f9 dichiara insensata la domanda che gli \u00e8 stata posta da quel tale che lo incrocia nel suo camminare verso Gerusalemme.<br \/>\nInnanzitutto vediamo il contesto nel quale il brano si colloca. Il primo e fondamentale elemento che disegna tale contesto \u00e8 quello del viaggio di Ges\u00f9 verso Gerusalemme iniziato in Lc 9,51. Ges\u00f9 cammina verso la sua meta in una via che \u00e8 metafora di tutta la sua esistenza e della sua missione. I suoi discepoli camminano dietro a lui su quella medesima via, metafora anche del discepolato cristiano che significa appunto camminare dietro il Maestro sulla medesima via che egli ha percorso. E proprio sulla via verso Gerusalemme quella domanda &#8211; \u00abSignore, sono pochi quelli che si salvano?\u00bb &#8211; raggiunge Ges\u00f9.<br \/>\nIn secondo luogo dobbiamo guardare al contesto pi\u00f9 immediato del nostro testo. Esso si trova immediatamente dopo e collegato all\u2019episodio della guarigione in giorno di sabato di una donna ammalata. Una donna da diciotto anni curva per il male che la affliggeva viene sanata da Ges\u00f9, e ora pu\u00f2 drizzarsi, cosa che prima non poteva fare in nessun modo. Davanti a questo fatto avvenuto in giorno di sabato il capo della sinagoga si mostra sdegnato. Allora Ges\u00f9 rimprovera la loro ipocrisia rimandando al significato vero della Legge che \u00e8 quello della libert\u00e0 e non quello di una osservanza unicamente servile e formalista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<em>La porta stretta<\/em><br \/>\nAllora possiamo ritornare al brano evangelico di questa domenica per cercare di coglierne il senso. Le parole di Ges\u00f9, come abbiamo detto non sono una risposta a tono alla domanda che gli \u00e8 stata posta, ma una non-risposta. La domanda del suo interlocutore nasconde in realt\u00e0 una disposizione religiosa che Ges\u00f9 rifiuta e che egli ribalta radicalmente. Infatti, la domanda \u00absono pochi coloro che si salvano?\u00bb in realt\u00e0 nasconde la convinzione degli uomini religiosi di porre confini, stabilire criteri\u2026 riguardo alla salvezza e al giusto rapporto con Dio. Normalmente questi confini finiscono per essere tracciati intorno a s\u00e9, per delimitare il proprio territorio. Inevitabilmente poi queste linee tracciate tra chi \u00e8 dentro e chi \u00e8 fuori diventano esclusione di altri. L\u2019uomo e la donna religiosi spesso vogliono sapere chi sta dentro e chi sta fuori, chi ha torto e chi ha ragione, chi \u00e8 accetto a Dio e chi no.<br \/>\nMa la non-risposta di Ges\u00f9 giudica la domanda del suo interlocutore e la rivela in tutta la sua assurdit\u00e0. Ges\u00f9 non risponde alla domanda, ma la dichiara errata fin dalle fondamenta. Si tratta di una domanda che non va posta!<br \/>\nChe la reazione di Ges\u00f9 sia una condanna della domanda del suo interlocutore e di quanto ci sta dietro lo si capisce dalla conclusione dell\u2019episodio: \u00abci sono alcuni tra gli ultimi che saranno primi e alcuni tra i primi che saranno ultimi\u00bb (v. 30). Si capisce bene come Ges\u00f9 pensi che il suo interlocutore, cio\u00e8 chi pone questo genere di domande, si consideri tra i primi. Invece Ges\u00f9 afferma che potr\u00e0 avere la sorpresa di trovarsi tra gli ultimi, se non assumer\u00e0 altri criteri di giudizio che sono quelli di Dio.<br \/>\nMa qual \u00e8 allora la via che in positivo Ges\u00f9 indica? La via che egli indica \u00e8 la porta stretta. E qui dobbiamo pensare al contesto che abbiamo gi\u00e0 richiamato. Siamo sulla strada di Ges\u00f9, in cammino verso Gerusalemme, quella via che abbiamo detto essere metafora dell\u2019intera esistenza di Ges\u00f9, ma anche di quella dei suoi discepoli. La porta stretta che Ges\u00f9 addita per entrare nel Regno forse \u00e8 proprio la sua stessa via, quella che sale a Gerusalemme. Chi percorre altre strade, chi cerca altre vie, altre porte per servire Dio potrebbe sentirsi dire \u201cnon ti conosco!\u201d. Perch\u00e9 il Padre riconosce solamente i tratti del volto del Figlio amato e solo chi ha percorso la sua via di autodonazione e di amore pu\u00f2 conservare in s\u00e9 tali tratti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<strong>Una logica differente<\/strong><br \/>\nGuardando sempre al contesto immediato di questo brano troviamo subito prima due brevi similitudini: il seme di senapa (Lc 13,18-19) e il lievito nella pasta (Lc 13,20-21). Con questi occhi il discepolo di Ges\u00f9, come Israele, devono vedere la loro vocazione: non nell\u2019ottica di porre confini, criteri certi, ma solo umani. Occorre assumere una logica differente: quella che ci invita a crescere, come il granellino di senape, per divenire \u201cospitali\u201d; quella logica che ci chiama a nasconderci in una massa pi\u00f9 grande, come il lievito nella farina, perch\u00e9 tutta si fermenti. E\u2019 questa la porta stretta, che \u00e8 Ges\u00f9 stesso nella sua via che sale a Gerusalemme e che \u00e8 anche la nostra via!<\/p>\n<p style=\"text-align: right\">Matteo Ferrari, monaco di Camaldoli<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>XXI domenica del Tempo ordinario C LETTURE: Is 66, 18-21; Sal 116; Eb 12, 5-7.11-13; Lc 13, 22-30 Introduzione L\u2019annuncio del vangelo di questa domenica del Tempo ordinario pu\u00f2 sembrare molto duro e scoraggiante se&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":17,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[467],"tags":[473,13,224,469],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14042"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/17"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=14042"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14042\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":14043,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14042\/revisions\/14043"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=14042"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=14042"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=14042"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}