{"id":13997,"date":"2019-08-07T16:41:32","date_gmt":"2019-08-07T14:41:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=13997"},"modified":"2019-08-07T16:41:32","modified_gmt":"2019-08-07T14:41:32","slug":"un-altro-paradigma-la-vera-questione-dietro-la-querelle-sullistituto-gp2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/un-altro-paradigma-la-vera-questione-dietro-la-querelle-sullistituto-gp2\/","title":{"rendered":"Un altro paradigma: la vera questione dietro la querelle sull&#8217;Istituto GP2"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/quadroandria1.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-12669\" alt=\"quadroandria\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/quadroandria1-300x180.jpg\" width=\"300\" height=\"180\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/quadroandria1-300x180.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/quadroandria1.jpg 640w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Al di sotto e al di qua delle polemiche che hanno investito nelle ultime settimane l&#8217;Istituto Giovannni Paolo II (= IGP2), credo si possa riconoscere distintamente in esse la traccia di una evoluzione del rapporto tra Chiesa e mondo che trova nel Vaticano II e nella ripresa di esso da parte di Papa Francesco la sua origine.<br \/>\nMatrimonio e famiglia rappresentano, in modo esemplare, quello spicchio di mondo su cui gi\u00e0 GS aveva cominciato a elaborare un paradigma diverso di mediazione tra fede e cultura. Cerco ora di comprendere in sintesi che cosa sta capitando in questo passaggio delicato.<\/p>\n<p><strong>1. La mediazione tridentina e quella antiliberale<\/strong><\/p>\n<p>Con un fenomeno storico non prevedibile, il sacramento del matrimonio \u00e8 diventato a partire dalla seconda met\u00e0 del 500, il terreno di una relazione positiva con la cultura, che ha assunto progressivamente un profilo accentuatamente istituzionale. Il decreto &#8220;Tametsi&#8221;, stabilendo la &#8220;forma canonica&#8221; come criterio di validit\u00e0 del matrimonio, di fatto inaugurava, per tutta la cultura europea, una legislazione matrimoniale, che assumeva profilo strutturale. Nello sviluppo dei secoli successivi, questo orientamento si \u00e8 largamente accentuato nello scontro aperto tra cultura civile e cultura ecclesiale. E il matrimonio e la famiglia sono diventati i simboli di una &#8220;resistenza&#8221;, che \u00e8 stata gestita a diversi livelli, ma che soprattutto sul piano istituzionale, a partire dalla met\u00e0 del XIX secolo, si \u00e8 strutturata guridicamente, fino a diventare nel 1917 &#8220;codificazione canonica&#8221;. Questo ha segnato la storia della Chiesa cattolica fino al Concilio Vaticano II, che ha iniziato a modificare l&#8217;approccio, recuperando il terreno previo e ulteriore rispetto alla dottrina e alla disciplina.<\/p>\n<p><strong>2. IGP2: come se il Concilio non ci fosse stato<\/strong><\/p>\n<p>In questo quadro, a quasi vent&#8217;anni dal Concilio Vaticano II, la fondazione del IGP2 ha rappresentato un movimento di &#8220;resistenza istituzionale&#8221;, in cui ogni approfondimento antropologico, teologico, ecclesiologico, era subordinato ad una conferma della tradizione recente: si \u00e8 cercato di onorare tale tradizione mediante una operazione di moralizzazione e di giuridicizzazione della stessa. In modo particolare il lavoro di Carlo Caffarra ha portato alle estreme conseguenze questo tentativo di &#8220;rigorizzazione concettuale&#8221; del modello ottocentesco, con una forte tendenza alla astrazione e alla concentrazione in pochi principi, nei quali sapere dogmatico e sapere cononico si sovrappongono fino quasi ad identificarsi. Vale la pena soffermarsi un poco su questo passaggio.<\/p>\n<p><strong>3. Due principi-chiave<\/strong><\/p>\n<p>Mi sembra che si possa concentrare tutto il lavoro di strutturazione della &#8220;dottrina sul matrimonio&#8221; operato dal IGP2 in due principi generali ed astratti, che suonano cos\u00ec:<\/p>\n<p>a) L&#8217;esercizio della sessualit\u00e0 \u00e8 legittimo soltanto all&#8217;interno del matrimonio<\/p>\n<p>b) Il matrimonio tra due battezzati \u00e8 ipso facto sacramento<\/p>\n<p>Questi due principi, che provengono dalla tradizione degli ultimi secoli, sono formulazioni che risentono di un rapporto conflittuale con l&#8217;ambiente moderno, nel quale nasce un rapporto nuovo con il &#8220;sesso&#8221; (che prende il nome di sessualit\u00e0) e una possibilit\u00e0 di &#8220;legge civile&#8221; sul matrimonio, diversa da quella ecclesiale. Questo duplice fenomeno viene di fatto bloccato mediante un duplice principio generale, che mira a &#8220;bloccare il sistema&#8221;. Se la sessualit\u00e0 pu\u00f2 essere esercitata solo all&#8217;interno del matrimonio e ogni matrimonio tra battezzati \u00e8 sacramento, allora chi ha competenza sul sacramento ha autorit\u00e0 e competenza a discernere sulla materia, e nessun altro.<\/p>\n<p><strong>4. Il procedimento della societ\u00e0 chiusa e la sua differenza dal vangelo<\/strong><\/p>\n<p>Non \u00e8 difficile notare come questo modello di pensiero scaturisca da una visione estremamente angusta della tradizione. La quale ha sempre saputo che la realt\u00e0 matrimoniale e familiare non si lascia ridurre a idee chiare e distinte. E che le logiche della natura, della citt\u00e0 e della Cbiesa non sono in armonia a priori. La strategia della &#8220;societ\u00e0 chiusa&#8221; era chiara: la societ\u00e0 controllava la natura, e la Chiesa guidava la societ\u00e0. Era molto facile, nella societ\u00e0 chiusa, che la Chiesa condividesse in modo assai largo l&#8217;immaginario sociale: che la Chiesa calvinista avesse nell&#8217;aula del culto delle panche &#8220;riservate alle meretrici&#8221; (ragazze madri) e che la Chiesa cattolica approvasse la maledizione delle ragazze madri dal contesto sociale. D&#8217;altra parte il principio della legittimit\u00e0 dell&#8217;esercizio della sessualit\u00e0 solo nel matrimonio \u00e8 valso, per secoli, solo per le donne, ma non per gli uomini. L&#8217;uomo era iniziato &#8220;prematrimonialmente&#8221; alla sessualit\u00e0. La possibilit\u00e0 di dire con verit\u00e0 il principio ecclesiale dipende dunque oggi dalla emancipazione femminile, che pure era combattuta frontalmente. Resta il fatto che l&#8217;approfondimento promosso dall&#8217;IGP2 \u00e8 avvenuto all&#8217;interno di un quadro di &#8220;rapporto tra Chiesa e mondo&#8221; profondamente condizionato da scelte datate, contingenti e che apparivano, gi\u00e0 negli anni 80, profondamente clericali. Anche il modello di operatori di pastorale familiare che l&#8217;IGP2 progettava in quegli anni manifestava i limiti di una profonda clericalizzazione del laicato.<\/p>\n<p><strong>5. La differenza di paradigma di Amoris Laetitia<\/strong><\/p>\n<p>Fino a Familiaris Corsortio &#8211; che costitu\u00ec di fatto la &#8220;magna carta&#8221; del IGP2 &#8211; questa impostazione resta indiscussa: \u00e8 come se non si potesse uscire dal &#8220;modello ottocentesco&#8221;, apologetico e canonico, di comprensione del matrimonio e della famiglia. Il duplice Sinodo e la Esortazione Apostolica hanno cambiato il quadro soprattutto per 3 motivi:<\/p>\n<p>a) Hanno introdotto una nozione di magistero non anzitutto universale e astratto, ma concreto, nel quale sono coinvolti soggetti diversi da papa, dal Sinodo e dai Vescovi;<\/p>\n<p>b) Ha aperto il matrimonio e la famiglia a una lettura &#8220;escatologica&#8221; e &#8220;processuale&#8221;<\/p>\n<p>c) Ha ridimensionato le attese sulla &#8220;immediatezza&#8221; di unione e generazione dal punto di vista giuridico, lavorando piuttosto sulla evidenza storica e di compimento del sacramento cristiano.<\/p>\n<p>Questo cambia l&#8217;approccio alla materia, impedisce di &#8220;dedurre da una antropologia cristiana&#8221; tutti i contenuti dottrinali, ma partecipa del travaglio antropologico, attestato dalla stessa Scrittura, con cui emerge gradualmente una evidenza nuova e potente. Alla cui luce i principi enunciati non sono affatto falsi, ma non sono tutta la verit\u00e0.\u00a0 E dicono la verit\u00e0 in modo distorto, senza considerare i processi che la rendono evidente.<\/p>\n<p><strong>6. Concretezza anzich\u00e9 astrazione, processualita anzich\u00e9 immediatezza<\/strong><\/p>\n<p>La domanda \u00e8: come Dio guida e illumina la storia di amore e di generazione delle coppie di battezzati? La scelta tridentina, moderatamente, e ottocentesca, duramente, \u00e8 stata quella istituzionale ed oggettiva. Il suo culmine \u00e8 stato il progetto del Codice. Ancora Familiaris Consortio resta in quel progetto, pur manifestandone tutte le crepe. La autorit\u00e0 di Dio si identifica con una Chiesa avente la competenza esclusiva su unione e generazione. La erosione di questo modello \u00e8 accaduta lungo tutto il 900. La predisposizione di un modello nuovo non avviene con il Concilio n\u00e9 con FC: solo AL ci d\u00e0 le linee fondamentali di un modello diverso in cui la concretezza del discernimento soppianta in larga parte l&#8217;dea della legge generale e astratta; la processualit\u00e0 graduale supera l&#8217;idea della immediatezza contrattuale; la considerazione della libert\u00e0 dei soggetti soppianta la loro riduzione impietosa alla logica della comunit\u00e0. Tutto questo ha bisogno di un modello diverso di legge canonica e di pensiero teologico. AL ce ne d\u00e0 un esempio non completo, ma convincente.<\/p>\n<p><strong>7. Il lavoro che ci aspetta<\/strong><\/p>\n<p>In questo spazio di novit\u00e0 lo studio della tradizione non pu\u00f2 restare vincolato ai modelli superati di mediazione. La pretesa, espressa in pi\u00f9 casi da diversi professori del IGP2 di avere in FC il modello insuperabile, che pretenderebbe di essere criterio di lettura (falsa) anche per AL, rappresenta la resistenza di una retroguardia rispetto al cammino ecclesiale. Il quale cammino sperimenta nella teologia del matrimonio ci\u00f2 che riguarda, in realt\u00e0, l&#8217;intero sapere ecclesiale. La teologia cattolica deve diventare veramente cattolica. Non deve fermarsi alle versioni del cattolicesimo che Trento o il Vaticano I o il Codex del 1917 hanno saputo esprimere. Che il sesso sia diventato sessualit\u00e0, che non possa essere semplicemente esercitato, ma che diventi parte integrante della identit\u00e0 dei soggetti in relazione. Che le forme della unione tra uomo e donna possano essere riconosciute e benedette anche al variare delle forme istituzionali che le riconoscono,\u00a0 sono tutti fenomeni che esigono categorie nuove, procedimenti di pensiero pi\u00f9 elastici, disponibilit\u00e0 a vedere cose vecchie in modo nuovo e cose nuove in modo inatteso.<br \/>\nLa &#8220;crisi&#8221; del IGP2 \u00e8 crisi di crescita. E&#8217; possibile che qualcuno ci resti male. Che qualcuno pensi che i figli sono belli finch\u00e9 sono piccoli e controllabili. Ma l&#8217;IGP2 \u00e8 cresciuto e non sopporta padri padroni. E&#8217; la logica di ogni famiglia. E i padri delusi possono sempre trovare un nonno che li consoli. Ma la storia non si ferma. E le famiglie pi\u00f9 sante devono ancora nascere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Al di sotto e al di qua delle polemiche che hanno investito nelle ultime settimane l&#8217;Istituto Giovannni Paolo II (= IGP2), credo si possa riconoscere distintamente in esse la traccia di una evoluzione del rapporto&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13997"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=13997"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13997\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":14001,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13997\/revisions\/14001"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=13997"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=13997"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=13997"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}