{"id":13934,"date":"2019-07-21T09:09:25","date_gmt":"2019-07-21T07:09:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=13934"},"modified":"2019-07-21T09:17:10","modified_gmt":"2019-07-21T07:17:10","slug":"educazione-finanziaria-in-italia-a-che-punto-siamo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/educazione-finanziaria-in-italia-a-che-punto-siamo\/","title":{"rendered":"\u201cEducazione finanziaria in Italia: a che punto siamo?\u201d"},"content":{"rendered":"<p><b>\u201cEducazione finanziaria in Italia: a che punto siamo?\u201d, Osservatorio Monetario Universit\u00e0 Cattolica,<\/b> <b>2\/2019. <b>Angelo Baglioni (a cura di)<\/b><\/b><\/p>\n<p>Quante cose siamo tenuti a conoscere per poter muoverci adeguatamente in una realt\u00e0 tanto complessa quale quella attuale, oltre si intende a tutto ci\u00f2 che sta alla base della nostra professione, qualunque essa sia? La tecnologia, con computer e telefoni, per poter essere sempre connessi; la sanit\u00e0, per essere sempre in forma, solo per ricordare i temi forse pi\u00f9 pressanti.<\/p>\n<p>Non meno importante \u00e8 l\u2019economia, intesa nella sua accezione pi\u00f9 ampia, che comprende sia l\u2019attivit\u00e0 produttiva sia la finanza. Innumerevoli studi dimostrano che un adeguato sviluppo sociale\/culturale si accompagna o meglio \u00e8 esso stesso favorito da una adeguata diffusione degli strumenti finanziari, la cosiddetta <i>inclusione finanziaria. <\/i>Essa per\u00f2 deve accompagnarsi ad una adeguata <i>educazione finanziaria<\/i> che non \u00e8 solo \u2013 come indicato nell\u2019introduzione del testo curato da Angelo Baglioni &#8211; un indice di conoscenza di come funzionano gli strumenti finanziari ma l\u2019acquisizione di una consapevolezza di vita guidata da opportune scelte economiche. Non basta cio\u00e8 la mera <i>financial literacy<\/i>, ma \u00e8 indispensabile acquisire la <i>financial capability<\/i>, che \u00e8 la combinazione di conoscenza, capacit\u00e0, attitudini e comportamenti che una persona deve tenere per prendere decisioni finanziarie adeguate al fine del conseguimento del proprio benessere. Purtroppo, \u00e8 cosa tristemente nota che il nostro paese si colloca in posizione molto arretrata nelle graduatorie internazionali, in relazione al grado di educazione finanziaria, sebbene molto sia stato fatto da parte delle autorit\u00e0 preposte.<\/p>\n<p>In effetti, si \u00e8 sorpresi (anche chi segue questi temi!) nel venire a conoscenza dell\u2019elevato numero di iniziative condotte nel nostro paese, guidate in primo luogo dal Comitato per la programmazione e il coordinamento delle attivit\u00e0 di educazione finanziaria, presieduto da Annamaria Lusardi. Fra le numerose iniziative, il Comitato ha realizzato un portale nazionale nell\u2019ambito di un piano strategico pluriennale: <i>quellocheconta.gov.it<\/i>, che grazie anche ad una grafica molto lineare ed essenziale, chiarisce i concetti che riguardano sia gli strumenti finanziari connessi alle tappe fondamentali della vita (lavoro, acquisto della casa, pensione\u2026) sia le caratteristiche degli strumenti disponibili (bancari, assicurativi e previdenziali).<\/p>\n<p>La Consob, l\u2019autorit\u00e0 che vigila sul corretto funzionamento dei mercati finanziari, ha creato in particolare \u2013 come spiegano Giuseppe D\u2019Agostino e Pasquale Munaf\u00f2 nel testo &#8211; un applicativo-web per esposti e segnalazioni dei risparmiatori, nonch\u00e9 un Organismo di risoluzione stragiudiziale delle controversie tra intermediari e investitori, in un ambito particolarmente delicato, come la cronaca degli ultimi anni ha evidenziato e che i cittadini dovrebbero utilizzare anche per evitare il rapido diffondersi di abusi e truffe. Le banche stesse sono interessate ad una diffusa educazione finanziaria che \u00e8 propedeutica all\u2019inclusione. Esse mirano sempre pi\u00f9 all\u2019offerta di una gestione specialistica, a maggiore valore aggiunto, mentre le transazioni pi\u00f9 semplici (in primo luogo i pagamenti) sono gestite con canali tecnologici in un contesto molto concorrenziale e quindi con ritorni economici sempre pi\u00f9 modesti.<\/p>\n<p>Fra i principali attori vi \u00e8 naturalmente la scuola, con il MIUR che con il Comitato ha organizzato le Olimpiadi di Economia e Finanza, nonch\u00e9 i Centri provinciali per l\u2019istruzione degli adulti (CPIA), come spiegano Patrizia De Socio e Alvaro Fuk. In molti indirizzi scolastici, tuttavia, l\u2019economia non rappresenta materia di studio, sebbene non manchino i casi di docenti molto attenti che, nell\u2019ambito di altre materie quali la geografia e la storia, inseriscono approfondimenti di economia. Ma \u00e8 evidente che questo non pu\u00f2 bastare.<\/p>\n<p>Numerose iniziative sono state indirizzate a specifiche categorie, non solo cio\u00e8 agli studenti e agli adulti ma anche a talune categorie fragili, ad esempio i ragazzi delle periferie, come ha evidenziato l\u2019esperienza del Museo del Risparmio, guidato da Giovanna Paladino. Una particolare attenzione \u00e8 stata riservata in questo capitolo alla \u201cpaghetta\u201d, sulla quale tutti i genitori sono tenuti prima o poi a decidere, sottolineandone l\u2019utilit\u00e0 al fine di una crescente responsabilizzazione della gestione delle proprie risorse anche, anzi soprattutto, se molto limitate.<\/p>\n<p>L\u2019Osservatorio nazionale di Educazione Economico-Finanziaria (ONEEF), finalizzato proprio alla mappatura dei programmi di educazione finanziaria nel nostro paese, ha infine evidenziato \u2013 a cura di Paola Bongini, Doriana Cucinelli e Emanuela Rinaldi &#8211; che rimane una notevole disparit\u00e0 fra le iniziative condotte nel nord e nel sud.<\/p>\n<p>Il testo dell\u2019Associazione per lo Sviluppo degli Studi di Banca e Borsa (ASSBB) aiuta quindi a diffondere una pi\u00f9 radicata consapevolezza della necessit\u00e0 di una adeguata conoscenza dei meccanismi finanziari, assicurativi e previdenziali. Il debito, il deficit pubblico, lo spread sono ben pi\u00f9 che <i>numerini o numerelli<\/i>, come si sente dire talvolta scioccamente, ma piuttosto indicatori di condizioni molto concrete, che incidono in modo determinante sulla nostra vita e sul nostro futuro.<\/p>\n<p>Quale terribile esperienza hanno vissuto molti risparmiatori italiani (ricordate i mutui in ecu? E le obbligazioni prive di rischio?) ed esteri (ne sa qualche cosa chi nell\u2019est Europa qualche anno fa si \u00e8 indebitato in franchi svizzeri per ottenere un basso tasso di interesse e poi si \u00e8 visto esplodere le rate da rimborsare). \u00c8 importante richiamare l\u2019attenzione \u2013 insistentemente &#8211; su quanto siano utili la pianificazione finanziaria, una adeguata previdenza e la copertura contro i rischi, nonch\u00e8 sulla rilevanza di concetti di buon senso apparentemente banali, quali il legame rischio\/rendimento che si rif\u00e0 al consiglio della nonna secondo cui \u201cnessuno ti d\u00e0 niente per niente\u201d, che rimangono spesso lettera morta.<\/p>\n<p>Infine, il testo offre innumerevoli indicazioni bibliografiche, molto utili anche per una valutazione internazionale. Emerge per\u00f2 purtroppo che rimane ancora molto da fare, nonostante le numerose iniziative di cui si \u00e8 dato conto, destinate non solo ai privati ma anche alle imprese soprattutto PMI che sono una vera ricchezza del nostro paese, ricordate opportunamente nel testo. Se a tutt\u2019oggi rimane un ampio gap informativo occorre <i>ancora<\/i> mettere mano ai contenuti dell\u2019informazione (semplificando, utilizzando un linguaggio chiaro, \u2026) e ai canali, avvalendosi di tutti gli strumenti di comunicazione disponibili, che oggi certo non mancano. Sia da parte di chi offre prodotti finanziari, sia da parte di chi li utilizza o dovrebbe utilizzarli.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cEducazione finanziaria in Italia: a che punto siamo?\u201d, Osservatorio Monetario Universit\u00e0 Cattolica, 2\/2019. Angelo Baglioni (a cura di) Quante cose siamo tenuti a conoscere per poter muoverci adeguatamente in una realt\u00e0 tanto complessa quale quella&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":11,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[83,82],"tags":[177,20,519,94],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13934"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/11"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=13934"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13934\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13935,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13934\/revisions\/13935"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=13934"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=13934"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=13934"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}