{"id":13931,"date":"2019-07-20T23:09:18","date_gmt":"2019-07-20T21:09:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=13931"},"modified":"2019-07-20T23:09:29","modified_gmt":"2019-07-20T21:09:29","slug":"ospitalita-ascolto-e-discepolato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/ospitalita-ascolto-e-discepolato\/","title":{"rendered":"Ospitalit\u00e0, ascolto e discepolato"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">XVI domenica del Tempo ordinario \u2013 C LETTURE: Gn 18,1-10; Sal 14; Col 1,24-28; Lc 10,38-42<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Introduzione<\/strong><br \/>\nI testi di questa domenica del Tempo ordinario ci conducono ad una attenzione rinnovata all\u2019evento dell\u2019ospitalit\u00e0 e dell\u2019accoglienza. L\u2019ospitalit\u00e0 \u00e8 una realt\u00e0 che noi viviamo! La viviamo per tradizione, la viviamo per l\u2019educazione ricevuta. A volte, un crescente sospetto nei confronti dell\u2019altro, dovuto ad un mutato contesto sociale e a nuovi problemi che si affacciano, ci fa dubitare di essere veramente ospitali, ma in realt\u00e0 possiamo dire di essere ospitali. Quello che invece viviamo in questa domenica mette in crisi \u00e8 la nostra percezione dell\u2019importanza dell\u2019ospitalit\u00e0, delle sue motivazioni di fondo, della ricchezza che pu\u00f2 essere per ciascuno di noi l\u2019altro che accogliamo o l\u2019altro che ci accoglie.<br \/>\nSan Benedetto nella Regola invita \u2013 nel passo famoso del cap. 53 \u2013 ad accogliere l\u2019ospite come Cristo \u00abperch\u00e9 egli stesso dir\u00e0: \u201cEro forestiero e mi avete ospitato\u201d\u00bb (RB 53,1-2). Il vero problema dell\u2019ospitalit\u00e0 non \u00e8 la disponibilit\u00e0 o meno a portare aiuto a qualcuno \u2013 che comunque \u00e8 indispensabile \u2013 a fornire aiuti materiali. Questo \u00e8 ancora troppo poco per essere chiamato \u201cospitalit\u00e0\u201d secondo le Scritture e secondo la Regola di Benedetto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Riflessione<\/strong><br \/>\n<em>L\u2019ospitalit\u00e0 di Abramo<\/em><br \/>\nNel Libro della Genesi (I lettura) \u2013 l\u2019ospitalit\u00e0 di Abramo \u2013 Abramo accoglie il Signore e lo costringe a fermarsi presso di lui. E\u2019 quasi una caratteristica dell\u2019ospitalit\u00e0: colui che accoglie costringe il viandante a fermarsi a casa sua. Sembra quasi Abramo ad avere bisogno dei tre pellegrini e non viceversa. E\u2019 un tratto molto bello e vero dell\u2019ospitalit\u00e0: io ho bisogno dell\u2019altro, non l\u2019altro di me. E\u2019 una disposizione di fondo! Sono io l\u2019affamato, che ha necessit\u00e0 che l\u2019altro si fermi a casa mia per condividere con lui i miei beni.<br \/>\nDa questa ospitalit\u00e0 nasce la vita. La vita di Abramo e di Sara \u00e8 sterile fino a questo gesto di ospitalit\u00e0, la loro vita porta frutto quando ospitano i tre viandanti che passano da loro nelle ore pi\u00f9 calde del giorno. La vita di Abramo e Sara non ha futuro, non c\u2019\u00e8 discendenza. Per loro c\u2019\u00e8 futuro proprio grazie a questo incontro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Uno donna di nome Marta lo accolse<\/em><br \/>\nNel brano di Luca (Vangelo) l\u2019accoglienza di Ges\u00f9 da parte di Marta e Maria rivela altri aspetti importanti dell\u2019ospitalit\u00e0. L\u2019ospitalit\u00e0 vera \u00e8 quella che accoglie la sfida dell\u2019ascolto. In Maria vediamo chiaramente che per una autentica ospitalit\u00e0 non basta il servizio, il soccorso materiale: non c\u2019\u00e8 ospitalit\u00e0 senza ascolto.<br \/>\nUna donna di nome Marta ospita Ges\u00f9 nella sua casa. Il verbo utilizzato significa accoglie ospitalmente. Nell\u2019opera lucana si usa solo nei riguardi di Ges\u00f9 (cf. Zaccheo in Lc 19,6) e negli Atti nei riguardi degli apostoli (cf. At 17,7). Con questo verbo si esprime non solo il gesto dell\u2019accogliere nella propria casa, ma anche \u00abtutti i doveri che suppone l\u2019ospitalit\u00e0\u00bb (J. Dupont).<br \/>\nNel versetto successivo compare sulla scena un altro personaggio. Si tratta di Maria, sorella di Marta. Di essa si dice il nome e anche ci\u00f2 che fa: si siede ai piedi di Ges\u00f9 e lo ascolta. Cosa significa questo atteggiamento di Maria? La sua azione di sedersi ai piedi di Ges\u00f9 \u00e8 molto importante: \u00e8 la posizione del discepolo. Paolo negli Atti, quando parla della sua vita e della sua formazione, afferma: \u00abIo sono un Giudeo, nato a Tarso di Cilicia, ma cresciuto in questa citt\u00e0, formato alla scuola di Gamaliele nelle pi\u00f9 rigide norme della legge paterna, pieno di zelo per Dio, come oggi siete tutti voi\u00bb (At 22,3). Questa \u00e8 la traduzione CEI, ma alla lettera il testo greco per affermare che Paolo era discepolo di Gamaliele dice: \u00aballevato in questa citt\u00e0 ai piedi di Gamaliele\u00bb. Maria quindi si pone nella posizione del \u201cdiscepolo\u201d. E\u2019 un dato importantissimo nella comprensione del testo: una donna sta nella posizione del discepolo! Si tratta in realt\u00e0 di un caso impossibile nelle scuole rabbiniche del tempo di Ges\u00f9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Marta era assorbita da molte faccende<\/em><br \/>\nIl testo continua ritornando alla figura di Marta e descrivendo le sue azioni. Essa \u00e8 \u201cassorbita\u201d (tirata da ogni parte) da molte faccende (oppure: da un gran daffare). Il testo sottolinea fortemente l\u2019affannarsi di Marta. E\u2019 questo il suo modo di accogliere Ges\u00f9. Essa mette al centro le sue azioni e i suoi servizi e lo fa in modo da dimenticare ogni altra cosa.<br \/>\nIn questa situazione si colloca una domanda che Marta rivolge a Ges\u00f9. Essa \u00e8 presa da un gran daffare e la sorella sta tranquillamente seduta a i piedi di Ges\u00f9 e ascolta la sua parola. Allora Marta chiede a Ges\u00f9 come mai egli non si interessi del fatto che Maria l\u2019abbia lasciata sola nelle fatiche del servizio. In secondo luogo Marta chiede a Ges\u00f9 esplicitamente di ordinare a Maria di aiutarla.<br \/>\nMarta sembra rimproverare Ges\u00f9 per il fatto di non essersi accorto del suo impegno e dell\u2019atteggiamento di sua sorella che invece sembra non interessarsi del lavoro che l\u2019accoglienza richiede da parte dei \u201cpadroni di casa\u201d. L\u2019espressione \u201cnon ti curi\u201d \u00e8 molto dura e non comune in Luca, che cerca sempre addolcire i toni. Marta \u00e8 quindi proprio adirata per la situazione e si sente vittima di una ingiustizia (Cf. J. Dupont). Il punto di vista di Maria secondo J. Dupont si pu\u00f2 descrivere con i termini dovere, diritto, giustizia. Essa sa che c\u2019\u00e8 un dovere nei confronti dell\u2019ospite e sta eseguendo ci\u00f2 che si deve fare, ma sa anche di avere il diritto di essere aiutata dalla sorella e per questo chiede giustizia. Marta chiede l\u2019intervento di Ges\u00f9, che come un giudice deve fare giustizia.<br \/>\n<em><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>La risposta di Ges\u00f9<\/em><br \/>\nCome la domanda di Maria era composta da due parti (domanda-rimprovero e richiesta), cos\u00ec anche Ges\u00f9 risponde in due tempi. Anche lui in primo luogo rivolge un rimprovero a Marta. In primo luogo Ges\u00f9 dice a Marta che mentre lei si preoccupa e si agita per molte cose uno solo \u00e8 il necessario. Troviamo una opposizione tra molte cose e una sola necessaria. Poi passa a valutare il comportamento di Maria: essa ha scelto \u201cla parte buona\u201d e questa non le sar\u00e0 tolta. Soffermiamoci un attimo sul senso della frase pi\u00f9 difficile del nostro brano: di una cosa sola c\u2019\u00e8 bisogno. La frase \u00e8 incerta anche da un punto di vista testuale. I manoscritti presentano lezioni differenti. Noi ci soffermiamo sono su alcuni aspetti prendendo il testo cos\u00ec com\u2019\u00e8. Innanzitutto Ges\u00f9 risponde a tono a Marta. La donna aveva detto \u201cci sono tante cose da fare e mia sorella sta l\u00ec a far nulla\u201d, e Ges\u00f9 risponde che \u201cuna \u00e8 la cosa necessaria\u201d. Ges\u00f9 non vuole in nessun modo condannare il servizio &#8211; quella del servizio \u00e8 addirittura l\u2019immagine che egli stesso usa per parlare di s\u00e9, venuto per servire. Ci\u00f2 che Ges\u00f9 rimprovera \u00e8 che \u00abMaria abbia la tendenza a pensare che il servizio sia tutto, e il resto non conti\u00bb (J. Dupont).<br \/>\nGes\u00f9 in questa affermazione segue il suo stile spesso \u201cparadossale\u201d. Con una affermazione paradossale egli risponde alle lamentele di Marta. La risposta di Ges\u00f9 va inoltre nella direzione di chi ha pi\u00f9 gioia nel dare che nel ricevere. La risposta di Ges\u00f9 \u00e8 in linea con la sua preferenza per il pubblicano rispetto al fariseo (Lc 18,9-14).<br \/>\nChe cosa \u00e8 la \u201cparte buona\u201d che Maria ha scelto. Essa sarebbe &#8211; come dicono anche alcuni testi di Qumran &#8211; \u00abquella degli uomini che consacrano il loro tempo alla parola di Dio, soprattutto a quella che si trova nella legge di Mos\u00e8\u00bb (J. Dupont). Comprendiamo allora bene la portata del nostro testo: ascoltare Ges\u00f9 \u00e8 come ascoltare la Torah!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Cristo in voi<\/em><br \/>\nL\u2019accoglienza di Ges\u00f9 nella propria vita attraverso l\u2019ascolto \u00e8 ci\u00f2 che continua nella missione della Chiesa e dei cristiani. Lo afferma Paolo nella Lettera ai Colossesi (II lettura), parlando del suo stesso ministero. Una realt\u00e0 che si compie prima di tutto nell\u2019accoglienza del Vangelo da parte di chi ne \u00e8 portatore. Infatti Paolo dice di portare a compimento i patimenti di Cristo, cio\u00e8 la sua Pasqua, nella sua carne. Se c\u2019\u00e8 questa accoglienza di Cristo in chi \u00e8 annunciatore del vangelo, allora anche coloro che ascoltano la sua parola possono accogliere nella loro vita il mistero di Cristo.<\/p>\n<p style=\"text-align: right\">Matteo Ferrari, monaco di Camaldoli<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>XVI domenica del Tempo ordinario \u2013 C LETTURE: Gn 18,1-10; Sal 14; Col 1,24-28; Lc 10,38-42 Introduzione I testi di questa domenica del Tempo ordinario ci conducono ad una attenzione rinnovata all\u2019evento dell\u2019ospitalit\u00e0 e dell\u2019accoglienza&#8230;.<\/p>\n","protected":false},"author":17,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[467],"tags":[473,13,224,469],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13931"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/17"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=13931"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13931\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13933,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13931\/revisions\/13933"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=13931"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=13931"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=13931"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}