{"id":13926,"date":"2019-07-12T23:27:46","date_gmt":"2019-07-12T21:27:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=13926"},"modified":"2019-07-12T23:27:46","modified_gmt":"2019-07-12T21:27:46","slug":"vicina-a-te-la-parola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/vicina-a-te-la-parola\/","title":{"rendered":"Vicina a te la Parola"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">XV domenica del Tempo ordinario \u2013 C<br \/>\nLETTURA: Dt 30,10-14; Sal 68; Col 1,15-20; Lc 10,25-37<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Introduzione<\/strong><br \/>\nI testi di questa domenica del Tempo ordinario ci mostrano il senso ebraico-cristiano della Legge (Torah). Ma come sempre la liturgia ci conduce non solo ad imparare dei \u201ccontenuti\u201d \u2013 che forse razionalmente gi\u00e0 sappiamo \u2013 ma soprattutto all\u2019incontro con Colui che \u00e8 \u201cla Parola\u201d di Dio, la Torah fatta carne. Nel brano del Deuteronomio (I lettura) Mos\u00e8 invita il popolo ad obbedire alla voce del Signore, affermando che la legge che egli gli ha donato non \u00e8 \u201clontana\u201d da lui, ma nella sua bocca e nel suo cuore. Nella Lettera ai Colossesi (II lettura), di cui cominciamo con questa domenica la lettura semicontinua, incontriamo l\u2019inno che presenta Ges\u00f9 come immagine del Dio invisibile e primogenito di tutta la creazione. Nel brano di Luca (Vangelo) viene posta a Ges\u00f9 una domanda circa le condizione per ereditare la vita eterna, che lo spinge a narrare la parabola del buon samaritano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Riflessione<\/strong><br \/>\n<em>Nel cuore e nel desiderio<\/em><br \/>\nIl brano del Deuteronomio (I lettura) \u00e8 molto significativo per comprendere il senso della Legge per Israele. La Torah esiste \u201cper essere fatta\u201d, ma questo non \u00e8 un compito impossibile all\u2019uomo. Dio non chiede a Israele di \u201crealizzare\u201d qualcosa di \u201clontano\u201d da lui, di difficile e gravoso da raggiungere.<br \/>\nLa parola che Mos\u00e8 riferisce al popolo da parte di YHWH \u00e8 un invito pressante alla conversione e tale conversione deve essere \u201ccon tutto il cuore e con tutto il proprio desiderio\u201d. Questa \u201cconversione\u201d (ritorno) che tocca ogni dimensione dell\u2019uomo, tutto l\u2019uomo &#8211; la sua intelligenza (cuore) e la sua volont\u00e0 (nephesh) \u2013 \u00e8 possibile perch\u00e9 la Legge di YHWH \u00e8 proprio nel \u201ccuore\u201d e sulle \u201clabbra\u201d dell\u2019uomo stesso, cio\u00e8 nella centro della persona, il luogo pi\u00f9 interno, il cuore, e nel luogo pi\u00f9 esterno, le labbra. Nei due luoghi nei quali l\u2019uomo agisce e pu\u00f2 compiere il bene o il male: dentro di s\u00e9 e fuori di s\u00e9.<br \/>\nUna visione troppo \u201cmoralista\u201d del cristianesimo ha spesso dipinto la Parola di Dio come qualcosa di irrealizzabile. Si sottolinea quasi unicamente il valore morale della Parola ma poi si raggiunge l\u2019effetto di renderla cos\u00ec \u201clontana\u201d e difficile da realizzare, da farla diventare anche \u201cinutile\u201d e \u201cirrilevante\u201d per la vita degli uomini e delle donne ai quali essa \u00e8 rivolta.<br \/>\nIl testo del Deuteronomio ci dice invece che la Parola, la Legge \u00e8 vicina, non \u00e8 irraggiungibile. Al credente viene cos\u00ec sottratta ogni possibilit\u00e0 di scusa: chi andr\u00e0 per me in cielo? Perch\u00e9 YHWH ha donato al suo popolo non una Parola irraggiungibile, ma una parola che custodisce il suo stesso segreto, la sua verit\u00e0 pi\u00f9 profonda. La Legge \u00e8 nel cuore e nel desiderio dell\u2019uomo e della donna, cio\u00e8 in ci\u00f2 che essi hanno di pi\u00f9 intimo. Potremmo dire che per \u201cfare\u201d la Torah l\u2019uomo non deve andare lontano da s\u00e9, ma cercare dentro di s\u00e9, in ci\u00f2 che gli appartiene in modo pi\u00f9 intimo e profondo. Facendo al Torah Israele non \u00e8 chiamato ad andare lontano da s\u00e9, ma a ritornare in se stesso, alla verit\u00e0 pi\u00f9 profonda di s\u00e9.<br \/>\nQuesto annuncio cos\u00ec bello e importante sconvolge \u2013 se preso sul serio \u2013 ogni lettura \u201cmoralistica\u201d della fede ebraico-cristiana. Finch\u00e9 non si accoglie questo annuncio non si diventa veri credenti e in noi resta sempre quel sospetto che la Bibbia ci descrive alle origini, che Dio sia in qualche modo un nostro \u201cantagonista\u201d, uno che ci nasconde qualcosa, che intralcia la nostra vita di uomini e donne, che ci chiede qualcosa che noi facciamo fatica a vivere e che in fondo ci porta lontano da ci\u00f2 che in realt\u00e0 siamo o vorremmo essere. Il testo del Deuteronomio dice esattamente il contrario: la Legge ci riporta a ci\u00f2 che \u00e8 intimamente nostro, alla verit\u00e0 pi\u00f9 profonda di noi stessi: essa \u00e8 la \u201ccustode\u201d della nostra \u201cumanit\u00e0\u201d. Questo annuncio, nella liturgia di questa domenica, continua e si sviluppa nel brano evangelico tratto dal Vangelo di Luca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Cosa devo fare, Maestro?<\/em><br \/>\nNel testo del Vangelo la domanda che il dottore della legge pone ha Ges\u00f9 riguarda il fare: cosa devo fare. La risposta alla quale Ges\u00f9 lo conduce, invece, invitandolo a riflettere su quale sia il contenuto della Legge, riguarda ancora tutto l\u2019uomo nelle sue dimensioni pi\u00f9 profonde. Troviamo ancora cuore e desiderio, con l\u2019aggiunta (presente in altri passi del Primo Testamento) delle forze (cio\u00e8 i beni materiali) e della mente.<br \/>\nIl messaggio, o uno dei messaggi, di questo testo lo si pu\u00f2 cogliere percorrendo le domande che troviamo al suo interno. Procedere nell\u2019argomentazione attraverso domande era tipico delle discussioni rabbiniche del tempo di Ges\u00f9.<br \/>\nLe domande presenti nel testo sono quattro e si corrispondono a due a due. Troviamo infatti una contro-domanda di Ges\u00f9, per ogni domanda del dottore della Legge. Vediamo queste due coppie di domande.<br \/>\nLa prima coppia di domande riguarda il \u201ccosa fare per ereditare la vita eterna\u201d. La contro domanda di Ges\u00f9 invita il suo interlocutore a identificare nella Legge, cio\u00e8 nella Parola di Dio, la \u201cnorma\u201d per raggiungere la vita. Ges\u00f9 rimanda alle Scritture del suo popolo. Dalla prima copia di domande quindi ricaviamo che la via per giungere alla vita eterna \u00e8 racchiusa nelle Scritture e si realizza nel compierle, nel dare loro conferma nella nostra vita. Qui si afferma che la Parola \u00e8 una realt\u00e0 che aspetta una conferma, una realizzazione in noi. Quando la Parola si realizza in noi allora noi siamo nella vita eterna, cio\u00e8 la vita stessa di Dio.<br \/>\nNella seconda copia di domande notiamo, se facciamo attenzione, una discrepanza tra la domanda del dottore della legge e la contro-domanda di Ges\u00f9. Il dottore della Legge chiede a Ges\u00f9 \u201cchi \u00e8 il prossimo\u201d. Invece Ges\u00f9 chiede al dottore della legge \u201cchi \u00e8 stato prossimo\u201d per colui che era incappato nei briganti. In realt\u00e0 la prospettiva \u00e8 capovolta. Il dottore della Legge si interroga su chi sia il suo prossimo, Ges\u00f9 lo invita invece a riflettere sul suo essere prossimo agli altri: a chi sei prossimo tu? Spesso questa diversit\u00e0 non si nota, ma \u00e8 fondamentale per comprendere il nostro testo. Il problema che Ges\u00f9 sottolinea nell\u2019adempimento del comandamento dell\u2019amore non \u00e8 tanto quelle di chi sia colui che \u00e8 nostro prossimo, quando a chi noi siamo prossimi.<br \/>\nLa risposa del dottore della Legge fornisce un elemento in pi\u00f9, se letta nel cotesto del Vangelo di Luca. E\u2019 prossimo colui che usa misericordia. Ma se leggiamo il Vangelo di Luca, scopriamo che il termine misericordia compare 6 volte in tutto. Una volta ha per soggetto il samaritano del nostro brano, le altre volte ha per soggetto Dio e riguarda la storia della salvezza nella quale Dio si \u00e8 mostrato misericordioso nei confronti di Israele e dell\u2019umanit\u00e0 (Lc 1,50.54.58.72.78). Quindi il primo ad essere prossimo \u00e8 Dio stesso. Ma c\u2019\u00e8 di pi\u00f9! Nei testi del Vangelo di Luca in cui \u00e8 Dio ad essere colui che fa la misericordia si parla sempre del tempo particolare della venuta di Ges\u00f9 (o di Giovanni Battista). Quindi Ges\u00f9 stesso \u00e8 la manifestazione della misericordia di Dio per Israele e per l\u2019umanit\u00e0. Quando Luca termina il suo racconto riportando le parole di Ges\u00f9 \u00abva\u2019 e anche tu fa lo stesso\u00bb, in fondo non vuole dire altro che per essere prossimi occorre imitare Ges\u00f9, fare proprio il suo stile di vita.<br \/>\nProprio per questo possiamo dire che il brano del Vangelo di Luca non \u00e8 lontano del messaggio della prima lettura. Anche qui si afferma che la parola non \u00e8 lontana, ma anzi vicinissima. Mai come in Ges\u00f9, il Verbo fatto carne, la Parola di Dio, la Torah \u00e8 stata tanto vicina all\u2019uomo, mai si \u00e8 rivelata come realizzabile; mai ha scardinato cos\u00ec in profondit\u00e0 ogni tentazione di lettura moralistica che conduce la Parola all\u2019irrilevanza per la nostra vita. La Legge \u00e8 la via alla vita e questa via \u00e8 percorribile perch\u00e9 \u00e8 talmente \u201cvicina\u201d a noi da aver assunto la nostra carne, da aver posto in mezzo a noi la sua tenda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<em>Uno \u00e8 il necessario<\/em><br \/>\nNel Vangelo di Luca dopo il nostro brano troviamo il racconto di Ges\u00f9 che va nella casa di Marta e Maria. Un testo molto bello spesso letto attraverso categorie che non gli corrispondono, come quella dalla contrapposizione tra contemplazione e azione.<br \/>\nQui vediamo Maria che si pone ai piedi di Ges\u00f9, si fa discepola del Maestro \u2013 stare ai piedi di qualcuno significa riconoscerlo Maestro \u2013 e ascolta la sua parola. Infondo in questo brano Luca ci mostra l\u2019icona che ci indica dove possiamo trovare il modello della realizzazione della Legge e della via che conduce ad ereditare la vita. E\u2019 Ges\u00f9 stesso! Dobbiamo sederci hai suoi piedi, ascoltare la sua Parola, seguire i suoi passi. Egli \u00e8 la Parola vicinissima e realizzabile, l\u2019immagine del Dio invisibile!<\/p>\n<p style=\"text-align: right\">Matteo Ferrari, monaco di Camaldoli<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>XV domenica del Tempo ordinario \u2013 C LETTURA: Dt 30,10-14; Sal 68; Col 1,15-20; Lc 10,25-37 Introduzione I testi di questa domenica del Tempo ordinario ci mostrano il senso ebraico-cristiano della Legge (Torah). Ma come&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":17,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[467],"tags":[473,224,469],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13926"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/17"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=13926"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13926\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13927,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13926\/revisions\/13927"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=13926"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=13926"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=13926"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}