{"id":13916,"date":"2019-07-10T16:24:50","date_gmt":"2019-07-10T14:24:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=13916"},"modified":"2019-07-10T16:24:50","modified_gmt":"2019-07-10T14:24:50","slug":"soldi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/soldi\/","title":{"rendered":"Soldi"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019Associazione per lo Sviluppo degli Studi di Banca e Borsa e l\u2019Universit\u00e0 Cattolica, il 27 giugno a Milano nel centro congressi di Banca Intesa Sanpaolo, hanno presentato il rapporto <em>L\u2019educazione finanziaria in Italia: a che punto siamo?<\/em>. Nell\u2019introduzione Angelo Baglioni ricorda che educazione finanziaria \u00abnon fa riferimento solo alle conoscenze in campo economico e finanziario di cui sono dotati i cittadini, ma include anche i loro comportamenti e l\u2019orientamento al lungo periodo delle loro scelte\u00bb. \u00abSecondo le rilevazioni dell\u2019OCSE, l\u2019Italia si colloca significativamente sotto la media dei paesi sviluppati sia per le conoscenze sia per i comportamenti. L\u2019unico aspetto per cui siamo pi\u00f9 virtuosi \u00e8 il basso ricorso al debito. L\u2019indicatore totale di competenza finanziaria ci pone al penultimo posto tra i paesi del G20\u00bb [n. 2\/2019 dell\u2019<em>Osservatorio Monetario<\/em>, p. 1]. Nel dibattito l\u2019educazione finanziaria ha assunto rilevanza di scuola dell\u2019obbligo, come l\u2019italiano.<br \/>\n\u00abEsattamente come il denaro, la parola acquista il suo valore solo entro un sistema, e nessuno \u2013 se non in piccolissima misura, e con la collaborazione d\u2019innumerevoli altri \u2013 pu\u00f2 far qualcosa per mutarlo. I sistemi in cui denaro e linguaggio assumono un valore sono sistemi sociali. Denaro e linguaggio compaiono nell\u2019uomo (e solo nell\u2019uomo), in virt\u00f9 della sua (particolarissima) natura di \u2018animale sociale\u2019. Pi\u00f9 esattamente, di animale che lavora in collaborazione; in una collaborazione che, attraverso denaro e parola, \u00e8 augurabile divenga sempre pi\u00f9 volontaria\u00bb [Vittorio Mathieu, \u00abDenaro e linguaggio come strumenti di progetto\u00bb, introduzione a Marc Shell, <em>Moneta, linguaggio e pensiero<\/em>, tr.it. il Mulino 1988, p. 9].  \u00abLa misura del valore dell\u2019oro, come della carta, \u00e8 la capacit\u00e0 di far lavorare. \u2018Valere\u2019 significa, infatti, aver efficacia, e n\u00e9 il denaro n\u00e9 il parlare hanno efficacia altrimenti che facendo agire\u00bb [ivi, p. 11]. \u00abSe tutti, un giorno, cessassero di lavorare per gli altri, il denaro perderebbe tutto il proprio valore. Il portatore di quel titolo di credito, dunque, \u00e8 in grado di rimetterlo in circolazione solo perch\u00e9, intorno a lui, \u00e8 presente un sistema che garantisce (fin dove una garanzia umana pu\u00f2 valere) che quel credito \u00e8 \u2018moneta buona\u2019, capace di farsi obbedire. Quando tale fiducia venisse meno, il denaro non avrebbe altro valore che quello di una lingua morta\u00bb. \u00abIl denaro agisce, non per una vis a tergo, bens\u00ec per una previsione, dunque per una rappresentazione di ci\u00f2 che (ancora) non c\u2019\u00e8, che pu\u00f2 ben chiamarsi \u201cidea\u201d (nel senso non platonico, ma anglosassone della parola)\u00bb [ivi, p. 13]. \u00abLa fonte di ricchezza del linguaggio \u00e8 inesauribile, pi\u00f9 se ne versa e pi\u00f9 ci si arricchisce. Sempre che non si giri a vuoto, che non si verb\u00ecgeri sul nulla. Le due facce della fantasia non si lasciano separare. Il gioco linguistico pu\u00f2 essere produttivo o pu\u00f2 essere elusivo, come il gioco in borsa\u00bb [ivi, p. 15] e \u00abfa del linguaggio lo strumento della collaborazione per \u2018comune accordo\u2019, al pari del denaro; ed \u00e8 una collaborazione senza paragone migliore di quella dello schiavo\u00bb [ivi, p. 16]. \u00abDissimulare o cercare di non vedere l\u2019interiorizzazione della forma monetaria all\u2019interno del pensiero e del linguaggio, come gi\u00e0 allora Platone aveva suggerito, fa s\u00ec che essa diventi una malattia intellettuale i cui sintomi sono nascosti, e per questo ancora pi\u00f9 pericolosi. D\u2019altra parte rivelare la forma monetaria del pensiero, e affrontarla, trasforma spesso il pensiero in filosofia, come Platone aveva sostenuto, o lo spinge a superarla, come credono alcuni pensatori moderni. Dall\u2019et\u00e0 dell\u2019antico electrum alla contemporanea era elettronica, gli uomini hanno pi\u00f9 volte tentato di liberarsi del denaro della mente, o di trasformarlo in un agente di liberazione\u00bb [Shell, cit., p. 227].<br \/>\nFacebook \u00e8 il sintomo che ora denaro e linguaggio girano a vuoto. \u00abAnnunciando la creazione della \u2018libra\u2019, moneta virtuale per i suoi 2,5 miliardi di clienti, Facebook ha infranto un codice portante degli stati moderni: il monopolio della moneta\u00bb. \u00abForte della diffusione senza precedenti in termini di persone e paesi, con questa nuova moneta Facebook annuncia l\u2019era delle imprese divenute potenze universali. Gli atti di un recente colloquio di Cerisy mostrano che il denaro tende a colonizzare i punti di riferimento di valore, etica civile e mercantile, potere e solidariet\u00e0 (<em>Comment apprivoiser l\u2019argent?<\/em>, con la direzione di Jean-Batptiste de Foucauld, Hermann 2016). Contro queste derive, gli stati moderni hanno dovuto agire in difesa della \u2018buona gestione\u2019 dell\u2019ordine pubblico. Hanno dovuto garantire i pagamenti dei debiti, regolamentare l\u2019esercizio delle professioni, proteggere il valore dei beni e dei salari e, ancora, limitare l\u2019esercizio del credito\u00bb [Armand Hatchuel, \u00abFacebook ouvre l\u2019\u00e8re des puissances universelles\u00bb, <em>Le Monde \u00c9co&amp;Entreprise<\/em>, 27\/6\/2019, p. 18]. E non \u00e8 tutto. Gi\u00e0 vice-premier UK dal 2010 al 2015 e ora responsabile degli affari pubblici di Facebook, Nick Clegg ha annunciato, il 24 giugno a Berlino, la creazione di \u00abun comitato di supervisione (oversight board), progetto di corte d\u2019appello che il fondatore della rete sociale, Mark Zuckerberg, ha paragonato a una \u201ccorte suprema\u201d\u00bb. \u00ab\u201cVogliamo creare un\u2019entit\u00e0 indipendente e rispettosa delle differenti culture, che sia capace di giudicare i conflitti sui contenuti\u201d\u00bb. \u00ab\u201cLa cosa \u00e8 facile a dire, ma molto difficile a mettere in pratica\u201d, ha sorriso Clegg. La struttura dovr\u00e0 essere creata prima di fine 2019\u00bb [Alexandre Piquard, \u00abLe vertigineux projet de cour supr\u00eame de Facebook\u00bb, <em>Le Monde \u00c9co&amp;Entreprise<\/em>, 29\/06\/2019, p. 18].<br \/>\nFacebook ha capito che \u00abesattamente come il denaro, la parola acquista il suo valore solo entro un sistema\u00bb [Mathieu, cit]. Ha influenzato le elezioni USA e UE vendendo i dati personali di clienti che sono sempre pi\u00f9 inconsapevoli sudditi della sua utopia neoliberista: \u00abconcezione immaginaria di un governo e di una societ\u00e0 ideali; in senso lato concezione, idea, aspirazione fantastici e irrealizzabili\u00bb, nonch\u00e9 \u00abvoce dotta tratta da Tommaso Moro, dalle due parole greche \u00f4u \u2018non\u2019 e t\u00f3pos \u2018luogo\u2019\u00bb [<em>DELI \u2013 Dizionario Etimologico della Lingua Italiana<\/em>, Zanichelli 1999, p. 1776]. La vittima del non-luogo neoliberista \u00e8 la cittadinanza, sostanziale e giuridica, asfissiata dal vuoto di inclusione (costitutiva della societ\u00e0) e partecipazione (costitutiva della politica) prodotto negli ultimi decenni. Giorno dopo giorno sono stati moltiplicati esclusi, emarginati, migranti e stabilite di fatto e di diritto cittadinanze di diverso calibro, corrompendo la politica e soffocando la partecipazione. Un\u2019idea sempre pi\u00f9 esclusiva e oligarchica ha prodotto e produce cittadini di seconda, terza, ennesima categoria, tributari di un pugno di privilegiati fantasiosi e impuniti, i nuovi legislatori.<br \/>\nIl fenomeno non \u00e8 nuovo. La cittadinanza si costruisce e esercita nel qui e ora dello spazio-di-luoghi politico che interagisce con lo spazio-di-flussi economico, oggi un\u2019economia di mercato abbandonata a se stessa in una regressione di civilt\u00e0 inscindibilmente economica e territoriale, preconizzata nel 1974 da Carl A. Gerstacher, presidente Dow Chemical: \u00abHo sognato a lungo di acquistare un\u2019isola che non fosse di propriet\u00e0 di alcuna nazione [\u2026] e di stabilire, sul suolo davvero neutrale di quest\u2019isola, la sede centrale mondiale della Dow, esente da obblighi nei confronti di qualunque nazione e societ\u00e0. Se ci trovassimo sul suolo davvero neutrale di quest\u2019isola, potremmo allora realmente operare negli Stati Uniti come cittadini americani, nel Giappone come cittadini giapponesi, e in Brasile come brasiliani, invece di essere governati innanzi tutto dalle leggi degli Stati Uniti [\u2026]. Saremmo persino in grado di ricompensare generosamente gli abitanti del luogo perch\u00e9 si trasferiscano altrove\u00bb [citato in Giovanni Arrighi, <em>Il lungo XX secolo. Denaro, potere e le origini del nostro tempo<\/em>, tr.it. il Saggiatore, 2014, pp. 92]. Detto fatto, i trasferimenti sono sempre pi\u00f9 massicci, in forma di espulsioni e migrazioni senza alcuna ricompensa e tantomeno generosit\u00e0, con l\u2019epifenomeno USA degli sfratti per morosit\u00e0 all\u2019origine della crisi finanziaria del 2008, pi\u00f9 grave di quella del 1929.<br \/>\nLa ciclica supremazia del potere economico su quello politico (dello spazio-di-flussi sullo spazio-di-luoghi) \u00e8 antica e conosciuta: \u00ab\u201c\u00c8 stato inventato da\u2019 Genovesi un nuovo cambio, ch\u2019essi chiamano per le fiere di Bisenzone, ove da principio si andava; ora si vanno a fare in Savoja, in Piemonte, in Lombardia, a Trento, alle porte di Genova, e ovunque voglion essi; talch\u00e9 assai meglio Utopie, cio\u00e8 fiere senza luogo s\u2019avriano da chiamare\u201d\u00bb [ivi, p. 93].<br \/>\nQuell\u2019utopia sfruttava, precisa Arrighi, la crisi di transizione dagli spazi-di-luoghi di morenti citt\u00e0-stato a quelli di emergenti stati-nazione, e la temporanea preminenza degli spazi-di-flussi economico-finanziari genovesi. Nell\u2019economia-mondo di Fernand Braudel, Arrighi individua quattro cicli storici di questa ricorrente utopia, inclusa l\u2019attuale neoliberista, anch\u2019essa caduca e irrealizzabile, legata alla crisi di transizione dai morenti stati-nazione alle emergenti unioni-tra-stati, il cui modello \u00e8 l\u2019UE col precedente USA nati nella guerra civile concomitante con l\u2019abolizione della schiavit\u00f9, eredit\u00e0 politica dell\u2019Europa che nella Parigi rivoluzionaria del 1794 aveva gi\u00e0 abolito la schiavit\u00f9 nelle colonie, con voto unanime della Convenzione. Con la sostanziale differenza di essere terra di origine e non di conquista, dopo innumerevoli guerre anche civili e due mondiali, \u00e8 sorto lo spazio-di-luoghi UE, primo frutto del patto che nel 1929 a Parigi band\u00ec la guerra come strumento di soluzione dei conflitti internazionali, e della Dichiarazione Universale dei Diritti dell\u2019Uomo che nel 1948 a New York band\u00ec l\u2019ineguaglianza come strumento di sovranit\u00e0 su sudditi divenuti cittadini.<br \/>\n<strong>Soldi<\/strong>, dal XIII secolo danno il nome ai soldati di mestiere. Roma, progetto e non utopia, assegnava invece \u00abattraverso i bottini, guadagni a chi aveva rischiato la vita in battaglia, ma, attraverso la distribuzione della terra conquistata anche ai ceti subalterni (i nullatenenti esenti dal servizio militare), forniva loro i mezzi per conseguire la capacit\u00e0 patrimoniale sufficiente a renderli, a loro volta, abili all\u2019arruolamento\u00bb [Giovannella Cresci Marrone, \u00abLa guerra in Roma. Discorsi ai soldati e discorsi dei soldati\u00bb, in A. Bonandini, E. Fabbro, F. Pontani, <em>Teatri di guerra<\/em>, Mimesis 2017, p. 158]. \u00abPer lungo tempo, a cementare il rapporto tra vertici e basi dell\u2019esercito, nonch\u00e9 tra questo e la societ\u00e0 nel suo insieme, permase la condivisione dei valori che costituivano il tessuto connettivo della comunit\u00e0\u00bb [ivi, p. 170]. Come scrive Mathieu, \u00abdenaro e linguaggio compaiono nell\u2019uomo (e solo nell\u2019uomo), in virt\u00f9 della sua (particolarissima) natura di \u2018animale sociale\u2019. Pi\u00f9 esattamente, di animale che lavora in collaborazione; in una collaborazione che, attraverso denaro e parola, \u00e8 augurabile che divenga sempre pi\u00f9 volontaria\u00bb. Ma tutto crolla se si manipolano denaro e linguaggio, come nella \u2018piramide di Ponzi\u2019, dal nome dell\u2019italo-americano che, col miraggio di forti guadagni, raccolse fondi sempre pi\u00f9 cospicui, usati in parte per remunerare prestatori sempre pi\u00f9 numerosi, piramide di avida dabbenaggine finanziaria che infine si capovolse e croll\u00f2 quando inevitabilmente i creditori soverchiarono i nuovi sottoscrittori. In politica la piramide di Ponzi fa leva sulla violenza, spettacolo quotidiano, e promette non ricchezza ma potere (di fare ci\u00f2 che si vuole), dandone dimostrazione contro i pi\u00f9 deboli e indifesi, meglio se riconoscibili per colore lingua costumi. Ma anche qui il rapporto di forze inevitabilmente si capovolge perch\u00e9 l\u2019utopia neoliberista moltiplica deboli e indifesi e quando si arriva alla guerra le armi bisogna averle e saperle usare. In una trimestrale di un paio d\u2019anni fa, James Dimon, presidente e CEO di JPMorgan Chase (la maggiore delle maggiori quattro banche americane) tra i punti critici USA lamentava il vuoto educativo dei giovani a fronte di armi tecnologiche sempre pi\u00f9 sofisticate. Gi\u00e0 valutatore degli effetti dei bombardamenti economici sulla Germania e atomici sul Giappone nella seconda guerra mondiale, Jacob Bronowski, matematico, scrive che \u00abnella nostra cultura la verit\u00e0 non gode dell\u2019appassionato consenso dei valori intimi. Noi viviamo presi dai legami umani, e ci \u00e8 pi\u00f9 caro che gli altri condividano le nostre idee piuttosto che esse siano vere. Cos\u00ec una certa falsit\u00e0 \u2013 ed anche una certa tendenza all\u2019inganno \u2013 non hanno l\u2019aria di un\u2019offesa personale quanto, mettiamo, la slealt\u00e0; forse, pensiamo, si tratta solo di un errore. Siamo pronti a trattare una bugia nella vita privata come un atto gentile, e nella vita pubblica come un atto politico\u00bb [tr.it. <em>L\u2019identit\u00e0 dell\u2019uomo<\/em>, Comunit\u00e0 1968, p. 116]. \u00abNon \u00e8 sufficiente nella scienza o nella societ\u00e0 moderna convenire che gli altri hanno diritto alle loro opinioni. Dobbiamo credere che le opinioni degli altri sono interessanti in se stesse e meritano il nostro rispetto anche quando pensiamo che sono sbagliate. Nella scienza e nella vita moderna sbagliare pu\u00f2 essere tragico, ma non diabolico\u00bb [ivi, pp. 118-9]. \u00abHo intitolato questi saggi l\u2019Identit\u00e0 dell\u2019uomo perch\u00e9 volevo mettere in luce le due met\u00e0 che lo costituiscono: la macchina e l\u2019Io. Per nascita l\u2019uomo \u00e8 una macchina, ma diventa un Io con l\u2019esperienza. E il carattere specifico dell\u2019Io giace nell\u2019esperienza che egli ha non della natura, ma degli altri Io\u00bb. \u00abLa tragedia del nostro tempo \u00e8 che temiamo la macchina che \u00e8 nell\u2019uomo, sebbene essa sia non meno nobile dell\u2019Io; e siamo giunti a dubitare che essa voglia lasciarci un Io. Non crediamo che quel che la macchina impara e insegna \u2013 una conoscenza scientifica \u2013 possa rafforzare la nostra etica, che ora langue in una serie di casuali fedelt\u00e0\u00bb [ivi, p. 123]. Le casuali fedelt\u00e0 oggi evidenti in Brexit e nei cosiddetti sovranismi degli stati di Visegrad e dell\u2019Italia, da sempre anomali in Europa, in Italia con le storiche eccezioni del Risorgimento e della Resistenza, che intrapresero una politica di responsabilit\u00e0 europea in luogo della secolare, e di nuovo attuale, faziosa e vana ricerca di protettori internazionali dei suoi contrapposti interessi particolari [Alberto Asor Rosa, <em>Machiavelli e l\u2019Italia. Resoconto di un disfatta<\/em>, Einaudi 2019, p. 251].<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019Associazione per lo Sviluppo degli Studi di Banca e Borsa e l\u2019Universit\u00e0 Cattolica, il 27 giugno a Milano nel centro congressi di Banca Intesa Sanpaolo, hanno presentato il rapporto L\u2019educazione finanziaria in Italia: a che&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":8,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[51],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13916"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/8"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=13916"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13916\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13918,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13916\/revisions\/13918"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=13916"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=13916"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=13916"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}