{"id":13861,"date":"2019-06-29T18:38:40","date_gmt":"2019-06-29T16:38:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=13861"},"modified":"2019-06-29T18:38:40","modified_gmt":"2019-06-29T16:38:40","slug":"il-suo-volto-rese-duro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/il-suo-volto-rese-duro\/","title":{"rendered":"Il suo volto rese duro"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>XIII domenica del Tempo ordinario \u2013 C<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">LETTURE: <em>1 Re 19,16.19-21; Sal 15; Gal 5,1.13-18; Lc 9,51-62<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0<strong>Introduzione<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Con questa domenica (Vangelo) inizia, nella lettura semicontinua del Vangelo di Luca, la lunga sezione del grande viaggio di Ges\u00f9 verso Gerusalemme. Il brano del Primo Libro dei Re (I lettura) riporta la narrazione della vocazione di Eliseo, delineando co\u00ec un parallelismo tra la prontezza del profeta nel rispondere alla chiamata di Elia. Nella Lettera ai Galati (II lettura) Paolo invita i cristiani a rimanere in quella libert\u00e0 che \u00e8 loro donata dal vangelo di Cristo Ges\u00f9, di cui egli \u00e8 annunciatore. Una libert\u00e0 che non va per\u00f2 strumentalizzata, ma richiede ai credenti una risposta adeguata nella loro vita. Essi sono cio\u00e8 chiamati a vivere secondo lo Spirito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il brano evangelico di questa domenica pu\u00f2 essere suddiviso in due parti. La prima parte riguarda Ges\u00f9 e la sua via (vv. 51-56), la seconda la sequela da parte dei discepoli (vv. 57-62). E\u2019 un momento di passaggio nel racconto di Luca, potremmo dire il centro del suo Vangelo. Da qui in poi Ges\u00f9 \u00e8 descritto sempre in cammino con il suo volto rivolto a Gerusalemme e a ci\u00f2 che nella Citt\u00e0 dovr\u00e0 giungere a compimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Riflessione<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Il suo volto rese duro<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nella prima parte del brano il termine che compare pi\u00f9 volte \u00e8 certamente quello di \u201cvolto\u201d (cf. Lc 9,51.52.53) e in tutti i casi si tratta del volto di Ges\u00f9. Nel c. 9 si parla anche in un altro brano del \u201cvolto\u201d di Ges\u00f9. Si tratta del brano della Trasfigurazione nel quale il volto di Ges\u00f9 diventa \u201caltro\u201d mentre pregava (Lc 9,29). Subito dopo si dice che Ges\u00f9 discute con Mos\u00e8 e con Elia del suo \u201cesodo\u201d che doveva compiersi in Gerusalemme. In ogni ricorrenza del termine \u201cvolto\u201d si specifica qualcosa del significato del termine stesso riferito alla persona di Ges\u00f9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nella prima ricorrenza (Lc 9,51) il testo esprime la tensione di Ges\u00f9 verso Gerusalemme, la sua determinazione a compiere tutto ci\u00f2 che significa \u201candare verso Gerusalemme\u201d. Tutta la vita di Ges\u00f9 nel Vangelo di Luca \u00e8 caratterizzata da questa tensione verso Gerusalemme e verso ci\u00f2 che in questa citt\u00e0 doveva compiersi di decisivo. Da questo momento in poi Ges\u00f9 sar\u00e0 in cammino verso Gerusalemme e i discepoli cammineranno dietro di lui sulla medesima via.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nella seconda ricorrenza del termine (Lc 9,52) si dice che Ges\u00f9 \u201cmand\u00f2 messaggeri davanti al suo volto\u201d. Nella traduzione questo aspetto scompare, perch\u00e9 il traduttore non ha reso il termine \u201cvolto\u201d che c\u2019\u00e8 nel testo greco. Ges\u00f9 manda degli annunciatori perch\u00e9 lo precedano sulla medesima via nella quale egli sta camminando. E\u2019 un po\u2019 strano che si dica che qualcuno precede Ges\u00f9 sulla sua via. Potremmo forse vedere qui una anticipazione di ci\u00f2 che dalla risurrezione di Ges\u00f9 in poi avviene nella diffusione del Vangelo. Il Risorto manda i suoi discepoli davanti al suo volto, cio\u00e8 sulla sua via. Egli li manda per preparare l\u2019incontro con lui, per preparare la sua accoglienza da parte dell\u2019umanit\u00e0. Gli inviati sono mandati sulla medesima via di Ges\u00f9 per annunciare al mondo che \u00e8 su quella via, la via per Gerusalemme, che lo si pu\u00f2 incontrare, poich\u00e9 egli passa di l\u00ec e non lo si pu\u00f2 incontrare altrove.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Infine, nella terza ricorrenza del termine \u201cvolto\u201d (Lc 9,53), si dice che Ges\u00f9 non \u00e8 accolto nei villaggi dei samaritani \u201cperch\u00e9 il suo volto era rivolto verso Gerusalemme\u201d. Anche in questo caso la sfumatura scompare nella traduzione. La non accoglienza di Ges\u00f9 \u00e8 determinata proprio da questo fatto: dal suo essere rivolto verso Gerusalemme. Qui sta l\u2019elemento discriminante per la sequela di Ges\u00f9. Non si pu\u00f2 essere suoi discepoli, se non lo si accoglie cos\u00ec, nel suo camminare verso la Citt\u00e0 del suo innalzamento. Per essere discepoli di Ges\u00f9 occorre accoglierne la via, ma la sua via \u00e8 quella \u201cverso Gerusalemme\u201d. E\u2019 sempre cos\u00ec! Molti sono quelli che dicono di voler seguire Ges\u00f9, ma poi l\u2019elemento di verifica dell\u2019autenticit\u00e0 di questa intenzione \u00e8 proprio quello della accettazione della via del Maestro. Senza tale accettazione non pu\u00f2 esserci vera sequela.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questi sono i tratti che emergono dalle ricorrenze del termine \u201cvolto\u201d. Ora Luca ci presenta un altro quadro nel quale delinea tre \u201cesempi\u201d di sequela che deve comportare l\u2019accoglienza della via di Ges\u00f9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0<em>Mentre camminavano sulla via<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se la via che il discepolo \u00e8 chiamato ad accogliere \u00e8 quella del Maestro, Luca ci mostra tre esempi di una chiamata\/decisione che presenta delle incongruenze con la via di Ges\u00f9. E\u2019 significativo che il testo si apra sottolineando che questi tre quadretti sono ambientati \u201csulla via di Ges\u00f9\u201d: mentre camminavano sulla via.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il primo caso \u00e8 quello di uno che si \u201cautopropone\u201d con uno slancio apparentemente definitivo e totale. Ma la risposta di Ges\u00f9 ci sconcerta. Non \u00e8 certamente in linea con una certa \u201cpastorale vocazionale\u201d che caratterizza il nostro tempo. Ges\u00f9 sembra quasi \u201cscoraggiare\u201d la generosa autoproposta del suo anonimo ammiratore. Forse proprio perch\u00e9 \u00e8 un\u2019autoproposta, mentre i discepoli di Ges\u00f9 sono sempre preceduti da una chiamata; o forse perch\u00e9 in quello slancio Ges\u00f9 coglie qualcosa non in linea con la sua \u201cvia\u201d. Forse il suo entusiasta ammiratore vede in Ges\u00f9 la risposta di alcune sue attese che per\u00f2 non corrispondono a ci\u00f2 che Ges\u00f9 sta vivendo e vivr\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il secondo caso non \u00e8 pi\u00f9 un\u2019auto proposta, ma \u00e8 una vera e propria chiamata di Ges\u00f9. Di fronte alla chiamata di Ges\u00f9 non abbiano l\u2019adesione immediata come quella dei primi discepoli sul lago di Galilea che \u201csubito\u201d lasciarono tutto e lo seguirono. Quel tale infatti dice a Ges\u00f9: \u00abSignore, lascia che io vada prima a seppellire mio padre\u00bb. Egli non chiede qualcosa di negativo, anzi chiede di compiere un atto doveroso e vincolante per un buon giudeo, ma Ges\u00f9 gli risponde: \u00ablascia i morti seppellire i loro morti\u00bb. Perch\u00e9 questa risposta? Forse qui si vuole sottolineare come sia necessario liberarsi da ci\u00f2 che \u00e8 vecchio e ci\u00f2 che costituisce il nostro passato per seguire Ges\u00f9. Ges\u00f9 \u00e8 figlio del suo popolo e testimone delle sue tradizioni, legato alla sua storia non vuole certamente rinnegare queste realt\u00e0, ma egli intende affermare che per seguirlo occorre saper superare il legame con ci\u00f2 che \u00e8 morto, con le nostre convinzioni passate che rischiano di soffocare la novit\u00e0 dell\u2019annuncio del Regno. C\u2019\u00e8 sempre la tentazione di dire di seguire Ges\u00f9 e poi di rimanere \u201carroccati\u201d sulle nostre posizioni che non hanno nulla a che fare con la novit\u00e0 sempre viva del Vangelo. Lo vediamo anche oggi nella nostra realt\u00e0 ecclesiale: quanti segni di attaccamento a \u201ccadaveri\u201d ormai privi di vita che sanno solamente diffondere morte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel terzo e ultimo caso siamo ancora davanti ad un\u2019altra autoproposta. Qui ci\u00f2 che Ges\u00f9 considera un impedimento alla sua sequela emerge dal fatto che l\u2019anonimo aspirante discepolo chieda di andare a salutare quelli di casa. Ci\u00f2 che non va in questa richiesta emerge soprattutto dalle parole di Ges\u00f9: \u00abnessuno che ha messo mano all\u2019aratro, e si volge in dietro \u00e8 adatto per il regno di Dio\u00bb. Cio\u00e8, se nella seconda richiesta ci\u00f2 che non va \u00e8 il legame con il passato, in questa il limite \u00e8 quello di mantenere e stringere legami con altre \u201cfamiglie\u201d che non sono quella di Ges\u00f9. Non \u00e8 una condanna dell\u2019affetto familiare, ma il richiamo ad una scelta radicale che mette Ges\u00f9 e il Vangelo al primo posto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>\u00a0Il Maestro e il discepolo<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em><\/em>Dal confronto tra questi due quadri che Luca ci propone, uno dedicato a Ges\u00f9 e alla sua via e uno dedicato alle esigenze della sequela, vediamo quanto sia profondo il legame tra la via di Ges\u00f9 e il cammino dei discepoli. Ogni discepolo \u00e8 chiamato a percorrere la medesima via verso Gerusalemme\u2026 rendendo duro il suo volto.<\/p>\n<p style=\"text-align: right\">Matteo Ferrari, monaco di Camaldoli<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>XIII domenica del Tempo ordinario \u2013 C LETTURE: 1 Re 19,16.19-21; Sal 15; Gal 5,1.13-18; Lc 9,51-62 \u00a0Introduzione Con questa domenica (Vangelo) inizia, nella lettura semicontinua del Vangelo di Luca, la lunga sezione del grande&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":17,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[467],"tags":[473,13,470,224,405,469],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13861"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/17"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=13861"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13861\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13862,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13861\/revisions\/13862"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=13861"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=13861"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=13861"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}